A file structure for the complex, the changing and the indeterminate: differenze tra le versioni

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Un paio di anni dopo la pubblicazione di questo articolo Nelson incontrò il suo vecchio compagno di studi Andries Van Dam alla conferenza “Spring Joint Computer? del 1967. Van Dam era diventato professore alla Brown Universitye dopo il loro incontro Nelson iniziò a viaggiare tra New Yorke Brown per lavorare con Van Dam e altri al fine di creare uno dei primi sistemi di ipertesto. Nelson lo chiamò “Carmody’s System? dal nome del giovane programmatiche che apparve per primo in ordine alfabetico nella lista dei crediti. A Brown il sui tema fu chiamato “HES?, che significa “Hypertext editing system?, e segnò l’inizio del pionieristico programma di ricerca di Brown (che creò anche il FRESS e il “Intermedia System?). Il sistema Carmody/HES si trova simbolicamente nello snodo dell’età dello spazio e dell’informazione. Come Van Dam descrisse nel suo intervento alla conferenza Hypertext ’87, il sistema fu venduto da IBM (all’insaputa mia e di Ted e degli altri che ci avevano lavorato) al team della missione Apollo della stazione spaziale di Huston e utilizzata per produrre documentazione che andò in orbita con l’Apollo. Sono orgoglioso di dirlo?.
 
Un paio di anni dopo la pubblicazione di questo articolo Nelson incontrò il suo vecchio compagno di studi Andries Van Dam alla conferenza “Spring Joint Computer? del 1967. Van Dam era diventato professore alla Brown Universitye dopo il loro incontro Nelson iniziò a viaggiare tra New Yorke Brown per lavorare con Van Dam e altri al fine di creare uno dei primi sistemi di ipertesto. Nelson lo chiamò “Carmody’s System? dal nome del giovane programmatiche che apparve per primo in ordine alfabetico nella lista dei crediti. A Brown il sui tema fu chiamato “HES?, che significa “Hypertext editing system?, e segnò l’inizio del pionieristico programma di ricerca di Brown (che creò anche il FRESS e il “Intermedia System?). Il sistema Carmody/HES si trova simbolicamente nello snodo dell’età dello spazio e dell’informazione. Come Van Dam descrisse nel suo intervento alla conferenza Hypertext ’87, il sistema fu venduto da IBM (all’insaputa mia e di Ted e degli altri che ci avevano lavorato) al team della missione Apollo della stazione spaziale di Huston e utilizzata per produrre documentazione che andò in orbita con l’Apollo. Sono orgoglioso di dirlo?.
 
 
  
  
 
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Revisione 15:15, 2 Dic 2005

A file structure for the complex, the changing and the indeterminate


Theodor H. Nelson


(1965)

dal libro Noah Wardrip-Fruin, Nick Montfort (a cura di), (2003), The New Media Reader, The MIT Press, Cambridge, Massachussets. Pag. 133-146



UNA STRUTTURA DI ARCHIVIO PER L’INSIEME, PER IL CAMBIAMENTO E PER L’INDETERMINATO

Theodor H. Nelson

Sommario

I tipi di strutture di archivio richieste se noi vogliamo usare il computer per archivi personali e come aggiunta alla creatività sono totalmente differenti nelle caratteristiche da quelli consueti utilizzati nell’analisi di dati economici e scientifici. Essi devono fornire la capacità per complicate e idiosincratiche composizioni, totalmente modificabili, con alternative incerte e documentazioni interne complete. L’idea originale era quella di creare un archivio per gli scrittori e per gli scienziati, molto simile al Memex di Bush, che avrebbe fatto le cose come la gente necessitava e con la ricchezza che avrebbero voluto. Ma ci sono cosi tante possibili funzioni specifiche che la mente annaspa. Queste utilità e considerazioni divengono così complesse che la unica risposta è una semplice e generalizzata struttura monoblocco, rivolta all’utente e totalmente generale nello scopo. La struttura dell’archivio risultante è spiegata ed esemplificata dall’uso che ne viene fatto. Essa produce generiche somiglianze di un sistema di elaborazione ad elenco ma è più lenta e più grande. Essa adopera elenchi a cerniera maggiormente vantaggiosi per la modificazione e lo spin-off delle variazioni. Questo è tecnicamente ottenuto attraverso la manipolazione degli indici e l’unione del testo, ma sull’utente esso agisce come una molteplice, polimorfa, pluridimensionale, infinita lavagna. Le ramificazioni di questo approccio si sono estese ben oltre i suoi originali interessi, dentro a tali aree come la ricerca informatica e le “librerie�? scientifiche, il cinema e la programmazione artistica: per questo essa è quasi necessaria ovunque per affrontare in profondità i cambiamenti strutturali nell’organizzazione delle idee e dei pensieri. Io voglio spiegare come alcune idee si sono sviluppate e quali siano. Il problema all’origine era specificare un computer per il recupero dell’informazione personale e della documentazione, in grado di fare cose alquanto complicate in maniera chiara e semplice. Comunque la ricerca acquistò gradualmente un concetto generico e si risolse in diverse idee. Queste sono una struttura di informazioni, una struttura di archivio e un linguaggio di archivio, ognuna progressivamente più complicata. Ho chiamato la struttura di informazioni “zippered list�?; la struttura del archivio è l’“ELF�? o “Evolutionary List Archivio�? e il linguaggio di archivio (consigliato) è chiamato PRIDE. In questo scritto spiegherò il problema originario. Poi spiegherò perchè il problema non è semplice e perché la soluzione (la struttura dell’archivio) deve essere molto semplice. La struttura di archivio proposta qui è quella dell’Evolutionary List Archivio, da comporsi di zippered lists. Un diverso numero di usi sarà suggerito per questo archivio, per mostrare l’ampiezza della sua potenziale utilità. Infine voglio spiegare le implicazioni filosofiche di questo approccio per il recupero di informazioni e la struttura dei dati in un mondo in cambiamento. Ho iniziato questo lavoro nel 1960, senza l’aiuto di nessuno. Lo scopo era quello di creare tecniche per manipolare sistemi di archivi personali a manoscritti in progresso. Questi due scopi sono strettamente legati e non decisamente distinti. Molti scrittori e ricercatori professionali hanno archivi o raccolte di note che sono legate a manoscritti in progresso. In realtà speso gli archivi personali sono in ombra nei manoscritti e il montaggio delle note di testo diventa la scrittura del testo senza una distinzione netta. Ho appreso dalla mia personale esperienza cosa può essere fatto per questi scopi con il card file, il notebook, l’index tabs, l’edge-punching, la cartella di archivio, il taglia e incolla, i graphic boards, gli index-strip frames, la Xerox machine e il roll-top desk. Il mio intento non era semplicemente quello di computerizzare questi compiti, ma quello di meditare a fondo (ed eventualmente programmare) l’archivio dei sogni: il file system che dovrebbe avere tutte le caratteristiche che un romanziere o un professore distratto vorrebbero, contenendo tutto ciò che vogliono e in qualunque complicata maniera in cui essi la vogliano contenere, e manipolare note e manoscritti in così acuti e complessi modi così come li vogliono manipolare. Solo pochi ostacoli ci impediscono di usare i sistemi basati sul computer per questi scopi. Questi hanno elevati costi, una necessità poco percepita e un insicurezza del progetto di sistema. I costi ora sono poco incisivi. Un piccolo computer con memoria di massa e monitor ora costa $ 37.000; ammortizzato nel tempo costerebbe meno di una segretaria e più persone lo potrebbero usare contemporaneamente. Un’ampia istallazione al servizio di una casa editrice o in un archivio di un giornale o per una dozzina di scienziati o di studenti, potrebbe costare, in proporzione, meno e fornire più tempo ad ogni utente. Il secondo ostacolo, la percezione del bisogno, è una questione di moda. Malgrado i cambiamenti economici, è ritenuto più affascinante che i computers siano posseduti solo dalle grandi organizzazioni per essere usati solo per grandi compiti aziendali o complicati calcoli scientifici. Fino a quando le persone penseranno questo, le “macchine�? saranno brute e non amiche, burocrati e non collaboratrici. Ma fino dal momento in cui (come io mostrerò) i computers faranno il lavoro sporco degli archivi personali e del trattamento dei testi, facendolo con intensità e accuratezza al di là di qualsiasi cosa che conosciamo, allora probabilmente ci sarà un senso di bisogno. Sfortunatamente non ci sono statistiche affidabili sull’ammontare del tempo che perdiamo affannandoci in mezzo alle carte e non riuscendo a trovare le cose. Sicuramente la metà del tempo speso per scrivere è speso nel riordinare fisicamente parole e carte a nel cercare di trovare cose già scritte; se il 95% di questo tempo fosse risparmiato, potrebbe solo essere impiegato metà tempo per scrivere qualcosa. Il terzo ostacolo, il “progettare�?, è l’unico sostanziale, quello di cui questo saggio parla. Lasciatemi parlare prima del sistema personale di archiviazione automatica. Questa idea non è niente di nuovo. Andando indietro soltanto fino al 1945, Vannevar Bush, nel suo famoso articolo “As We May Think�?, descriveva un sistema di questo tipo. Il saggio di Bush è meglio ricordato per le sue predizioni nel campo del recupero delle informazioni, poiché egli previde la diffusione e la potenza della conservazione automatica dei documenti e le molte tecniche di indicizzazione che sarebbero servite. Ma notate le sue predizioni per l’archiviazione personale:

Considerate un dispositivo futuro per uso individuale che è una sorta si archivio personale e di biblioteca meccanizzata. Esso necessita di un nome, e, per coniarne uno a caso, “memex�? va bene. Un memex è un dispositivo nel quale un individuo raccoglie tutti i suoi libri, dischi e comunicazioni, a che è meccanizzato in modo tale che può essere consultato con grande velocità e flessibilità. È un espanso supplemento personale alla propria memoria.

Esso consiste di una scrivania e nonostante esso possa, presumibilmente, essere adoperato a distanza, esso è principalmente uno strumento per quello a cui sta lavorando. Il rivestimento è costituito da schermi semitrasparenti, su questi sarà proiettato il materiale per una facile lettura. C’è una tastiera e una serie di bottoni e leve. A parte ciò esso appare come una comune scrivania.

Un bottone speciale lo porta immediatamente alla prima pagina dell’indice. Ogni libro inserito nella sua biblioteca (e presumibilmente altri materiali di testo, come delle note) può così essere richiamato e consultato con di gran lunga maggior facilità che se fosse preso da uno scaffale. Visto che ha diversi punti di proiezione, egli può lasciare un oggetto in posizione mentre ne richiama un altro. Egli può aggiungere note a margine e commenti…�?

Capendo che tale macchina richiese nuovi generi di sistemazioni di archivi, Bush accentò la sua abilità di archivio per conservare materiali collegati in tracce associate, elenchi o catene di documenti congiunte insieme.

Quando l'utente sta costruendo una traccia, lui le da un nome, inserisce il nome nel suo libro di codici, e lo estrae con la sua tastiera. Di fronte a lui i due “argomenti�? devono essere congiunti, progettati in posizioni di osservazione adiacenti. Al fondo di ognuno ci sono un numero di spazi bianchi, ed un puntatore è messo ad indicare uno di questi spazi su ogni argomento. L'utente usa un solo tasto, e gli argomenti sono congiunti permanentemente.

....

Da allora in poi, ogni volta, quando uno di questi articoli è in vista, gli altri possono essere richiamati immediatamente soltanto premendo un bottone sotto lo spazio di codice corrispondente. Inoltre, quando molte voci sono state congiunte a formare una pista, possono essere viste in successione, rapidamente o lentamente, deviando una leva come si girano le pagine di un libro. È precisamente come se gli argomenti fisici siano stati raggruppati insieme da fonti estesamente separate e uniti insieme per formare un nuovo libro. E in più, ciascuna voce può essere unita in numerose piste.

. . .

Così funziona, costruendo una pista di molti argomenti. Di quando in quando l’utente inserisce un proprio commento, o collegandolo alla pista principale o congiungendolo attraverso una pista secondaria ad una particolare voce (107)

Questa macchina, dopo due decadi, non è ancora disponibile *.

(*Il selettore rapido di Bush, da lui disegnato, è un strumento potente per microfilm, ma non era adatto per usi personali, e neppure ad evoluzioni possibili, come descritto di seguito)


L’hardware è pronto. I computer standard possono occuparsi di quantità enormi di informazioni scritte, conservandoli su dischi magnetici e visualizzandone i contenuti su visualizzatori CRT (a raggi catodici) che sono più luminosi delle lavagne luminose. Ma nessun programma, nessun software di archivio è pronto a fare l’intricato lavoro di archiviazione (tenendo traccia delle piste associative e delle altre strutture) di cui lo scienziato attivo o il pensatore vuole e ha necessità. Wallace sostiene che il sistema delle grosse società per azioni ha trovato utile fornire ai suoi impiegati installazioni limitate di computer per i loro sistemi di archiviazione, questo è un chiaro inizio.

Permettetemi di considerare un altro desiderio, la manipolazione di un manoscritto. È inteso che i commenti che seguono si applicano a tutte le forme di scrittura, incluso la narrativa, la filosofia, i sermoni, le notizie e la scrittura tecnica. Il problema di scrivere è capito poco, anche dagli scrittori. L'analisi di possibili sistemi in questa area è scarsa; come altrove, quelli che fanno meglio non capiscono quello che fanno. Anche se ci sono aneddoti considerevoli e conoscenze a riguardo: tra un manoscritto materiale e la perizia tecnologica di autori differenti, la tradizione letteraria attribuisce un demerito ai sistemi tecnologici in quanto riducono la "creatività" (Al contrario i tecnici non sempre comprendono la difficoltà di organizzare il testo, dato che nella scrittura tecnica molta dell'organizzazione e della scelta dei termini è data, o lo sembra essere.) Ma nell’informatica noi siamo assolutamente consapevoli dell'importanza di dettagli di sistema, e della varietà di conseguenze per qualità e quantità di lavoro, che risultano da sistemi diversi. Nel disegnare e valutare sistemi per scrivere, noi abbiamo bisogno ancora di sapere quello che è il processo di scrittura. Ci sono tre teorie false o inadeguate di come si fa a scrivere. La prima è quella che la scrittura è una questione di inspirazione. Mentre l’inspirazione è utile, raramente è da sola sufficiente. "Scrivere è 10% inspirazione, 90% traspirazione", questo è un detto comune. Ma questo ci conduce alla seconda falsa teoria: che "lo scrivere consiste nel mettere i pantaloni sulla sedia." E per quanto il sedersi faciliti il lavoro, questa visione sembra ragionevole, ma suggerisce anche che quello che è fatto mentre si è seduti è una questione di poca importanza; probabilmente no. La terza falsa teoria è che tutto quello di cui si ha bisogno è una buona traccia, creata su una riflessione precedente e che se la traccia è seguita correttamente il testo voluto sarà prodotto. Per la maggior parte dei buoni scrittori questa teoria è piuttosto sbagliata. Raramente la traccia originale preannuncia che le intestazioni e le sequenze creeranno gli effetti desiderati: l'equilibrio di enfasi, l’intreccio, la tessitura dell'acume, il ritmo ecc. Noi possiamo chiamare meglio il processo di traccia induttivo: le certe interrelazioni appaiono all'autore nel materiale stesso, alcune all'inizio ed alcune mentre lavora. Lui può decidere solamente quale usare per enfatizzare, quale usare per unire idee e principi e quali per disdegnare o cancellare, attraverso dei tentativi. Le tracce in generale sono spurie, composte dopo aver esaminato la segmentazione di un lavoro finito. Se un lavoro finito chiaramente segue una traccia, probabilmente è l’elaborazione di molte inspirazioni, paragoni e prove.



Poi tra le ispirazioni, mentre sta seduto, il compito di scrivere è fatto di riordinamento e rielaborazione, ed la traccia reale si sviluppa lentamente. I testi grezzi o frammentari creati all'inizio generalmente subiscono molti processi di revisione prima che loro siano finiti. Intellettualmente i testi sono ponderati, giustapposti, comparati, adattati, trasposti e valutati; meccanicamente vengono copiati, soprascritti con correzioni, riordinati e ricopiati. Il ciclo può essere ripetuto molte volte. Questo insieme cresce nei processi di sistemazione attraverso prove e riprove, paragoni e riduzioni. L’intreccio e l’organizzazione del lavoro scritto finale prende gradualmente forma esaminando mentalmente le diverse versioni, qualcuna intera ma per la maggior parte frammentaria. Alcune cose sono state fatte nel campo della manipolazione di un manoscritto con il computer. L’IBM recentemente ha presentato il suo “Administrative Terminal System" che permette la memorizzazione di sezioni non finite di testo nella memoria del computer, permette varie modifiche dell'utente, e dattilografa la stesura finale con i numeri delle pagine, con la giustificazione corretta e il frontespizio di ogni pagina. Mentre questa è una buona cosa, la sua funzione per manoscritti è decorativa piuttosto che organizzativa. Tale sistema può essere usato solamente con sezioni di testo che già sono organizzate bene, la parte visibile dell'iceberg. La parte notevole e difficoltosa di tale scrittura è già stata fatta. Se un scrittore deve essere aiutato realmente da un sistema automatizzato, bisogna pensare a qualcosa di più di una macchina che riscriva e trasponga: dovrebbe stargli vicino durante i periodi iniziali di confusione, quando le sue idee sono scarti, frammenti, frasi, e visioni contraddittorie. E deve aiutarlo attraverso la stesura finale con ogni aiuto meccanico e fattibile - rendendo i le parti facili da trovare, e rendendo più facili le sequenze incerte, giustapponendo e comparando. Era per questi due scopi, presi insieme - l'archiviazione personale e il riordino di un manoscritto - che queste teorie furono scritte. Ecco le preliminari specificazioni del sistema: esso offrirebbe un indice moderno dei suoi propri contenuti (soppiantando il “code book�? suggerito da Bush). Accetterebbe i grandi e crescenti volumi di testo e commentari, elencati in moduli così complessi come l'utente richiederebbe. Nessuna relazione di archivio gerarchica deve essere costruita; il sistema non accetterebbe alcuna forma imposta su lui. Non archivierebbe testi in alcun modulo e nella sistemazione desiderata - combinando, a piacimento, le funzioni di scheda di archivio, di quaderno loose-leaf e così via. Archivierebbe sotto un numero illimitato di categorie. Archivierebbe secondo la modalità di Bush. Inoltre le loro archiviazioni, conterrebbero commentari e chiarimenti connessi con loro. Queste annotazioni aiuterebbero lo scrittore o lo studioso a tenere traccia delle sue idee precedenti, reazioni e piani, spesso confusamente dimenticate. Oltre a queste installazioni statiche, il sistema avrebbe varie possibilità di aggiunte. L'utente deve essere capace di cambiare entrambi i contenuti del suo archivio ed il modo in cui sono organizzati. Le installazioni sarebbero disponibili per la rivisitazione e la rielaborazione del testo. Inoltre, cambiamenti nella sistemazione delle parti che compongono l’archivio dovrebbero essere possibili, includendo cambi di sequenza, labelling, indicizzazioni e commenti. È inteso anche che il sistema avrebbe permesso manipolazioni di indice che noi possiamo chiamare tracce dinamiche (o indicizzazioni dinamiche). L’indicizzazione dinamica usa il cambio in una sequenza di testo per guidare un cambio automatico in un'altra sequenza di testo. Ovvero, mentre viene cambiata una traccia (o un indice) si cambia la sequenza del testo principale che è collegato con lui. Questo permetterebbe ad un scrittore di creare nuove stesure con una relativamente piccola quantità di sforzo, non contando la rielaborazione. Comunque, poiché è necessario esaminare i cambiamenti e le nuove sistemazioni prima di decidere se usarle o tenerle, il sistema non dovrebbe fornire all'utente una nuova versione finché lui non è pronto. Il sistema dovrebbe effettivamente, offrire miglioramenti secondari, permettendo ad una traccia di lavoro di essere preservata mentre la versione successiva viene creata. Di conseguenza il sistema deve essere capace tenere svariate - in verità molte - versioni diverse degli stessi set di documenti. Inoltre, queste versioni alternative rimarrebbero schedate, così che si potrebbe cambiare le loro sequenze e l'utente potrebbe comparare le loro parti equivalenti. Tre particolari caratteristiche, poi, sarebbero particolarmente adatte ad un cambiamento utile. Il sistema dovrebbe essere capace di sostenere cambiamenti nella massa e dovrebbe avere sistemi di blocco dei suoi contenuti. Dovrebbe permettere una traccia dinamica. E dovrebbe permettere una procedura derivata da molte tracce diverse, successive o varie, per farle rimanere tutte all'interno dell'archivio per paragoni o utilizzi fino a quando ce ne è bisogno. Queste caratteristiche noi possiamo chiamarle evolutive. Chiaramente l'ultima precisazione, che emerge da tutte le altre, era che non sarebbe dovuto essere complicato. C’era un desiderio che stava all’origine. Inizialmente non ci si aspettava che un sistema per questo scopo avrebbe avuto larga area di applicazione; questi tipi di compiti sembravano già abbastanza. Con il procedere del lavoro, comunque, la struttura cominciò a sembrare più semplice, potente e generale, ed apparve una varietà di possibili nuovi usi. Divenne evidente che probabilmente il sistema sarebbe andato bene per molteplici usi, coinvolgendo in modo imprevisto diverse categorie, sommari di testo o altri documenti paralleli, strutture complessi di dati, che richiedevano l’attenzione dell’uomo, ed archivi le cui relazioni sarebbero in continuo cambiamento. Nota che nella discussione che segue noi abbiamo semplicemente la pretesa di poter osservare la macchina, e non preoccuparci per il presente riguardo a come noi davvero possiamo vedere, possiamo capire e possiamo manipolare questi archivi. Questi sono problemi di operazioni di servizio, I/O e display, per i quali molte soluzioni sono possibili.


Elementi dell’ELF

Potremmo definire quello che era richiesto come una struttura di archivio evolutiva: una struttura di archivio che poteva essere plasmata in vari modi, che poteva cambiare da una sistemazione ad un’altra in accordo con le necessita in mutamento dell’utente. Era anche chiaro che tipo di struttura di elenco era necessaria. Estendendo l'archivio di elenchi si potrebbero avere categorie diverse di note personali, tracce separate, bozze ed indici principali, tutti da utilizzare come elenchi di un certo genere: i loro intervalli potrebbero essere manipolati attraverso un trattamento automatico di numeri di elenco. La struttura di archivio risultante io la chiamerò di conseguenza “Evolutionary List File�?, o ELF, visto che è una struttura di archivio evolutiva costruita con elenchi. Il sistema qui proposto è l'unico ELF possibile. È costruito su una specifica tecnica di legare insieme elenchi che hanno una naturale resistenza a diventare confusi e disordinati. Dal momento in cui un sistema basato sul computer cresce in capacità e in diversità di utilizzo, tende a divenire ingombrante con complicazioni pignole, corridoi ignoti e nascosti, collegamenti particolareggiati, restrizioni, specializzazioni, condizioni. Questi dovrebbero essere problemi da evitare, se possibile, nel sistema in discussione, in modo che probabilmente sia attraente per i laici (incluso artisti e scrittori) chi sentono mal disposti verso i computer. Dovrebbe adattarsi velocemente ai loro stili di lavoro, imponendo poche convenzioni o metodi di uso. Come potrebbe essere evitata questa imposizione? Tra così tante interessanti e possibili funzioni di sistema e relazioni d’archivio come possono gli utenti conoscere i collegamenti da fare, come possono capire quello che loro stanno facendo e come possono evitare di confondersi e di perdere le cose su cui stanno lavorando? La risposta, che mi sembra evidente, è di scegliere una struttura molto semplice che può essere usata e può essere combinata in molti modi diversi. La migliore soluzione per la sistemazione di base per questi scopi è una struttura di informazioni che io attribuirò ad elenchi zippered. (Noi potremmo chiamarla permutazione - invariante uno – per - uno inter – entrata - collegamento di elenco, ma questo non è necessario.) Ci sono solamente tre generi di cose nell’elenco zippered ELF, senza relazioni predeterminate fra loro - nessuna gerarchia, caratteristiche macchina-basate o eccezioni di trucco. Il sistema è rivolto all'utente ed aperto e le sue regole chiare e semplici possono essere adattate a tutti gli scopi. L’ELF ha tre elementi: entrate, elenchi e collegamenti. Un'entrata è un'unità distinta di informazioni designata dall'utente. Può essere un pezzo di testo (lungo o corto), una stringa di simboli, un ritratto o una designazione di controllo per oggetti fisici od operazioni. Un elenco è un set ordinato di entrate designato dall'utente. Un'entrata determinata può essere in ciascun elenco. Un collegamento è un connettore, designato dall'utente, tra due particolari entrate che sono in elenchi diversi; (Figura 11.1)







Un'entrata in un elenco può essere collegata solamente ad un’entrata in un altro elenco. Sulla sinistra noi vediamo due elenchi di zippered. Tra le entrate dell’elenco A e quelle di B sono tracciate linee, che rappresentano i collegamenti tra i due elenchi, a destra c’è la tavola di collegamenti come è probabile che sia vista da una macchina. La macchina può leggere questa tavola da destra a sinistra o da sinistra a destra, trovando entrate in B alle quali corrispondono entrate in A o viceversa. Un cambio nella sequenza di entrambi gli elenchi, o aggiunte a entrambe gli elenchi, non cambierà i collegamenti che stanno in piedi tra loro. Cambiamenti nella struttura di collegamento accadranno solo se l'utente specificamente cambia i collegamenti, o se distrugge entrate che sono collegate ad altre entrate. Per essere tecnici, poi, due elenchi sono “zippered�? se c'è almeno un paio di collegamenti giusti tra i rispettivi elementi, ogni elemento non è più di un collegamento, e questi collegamenti non sono soggetti ad influssi da permutazione degli elenchi, rimanendo legati allo stesso paio di elementi. Non si richiede che i due elenchi siano della stessa lunghezza, o, anche se lo sono, che tutte le entrate abbiano un collegamento all'altro elenco.


Le Operazioni di un Archivio ELF

Gli elenchi zippered sono una struttura di informazioni; l'ELF è una struttura di archivio. L’ELF descritto in questo articolo mantiene esclusivamente i suoi contenuti come zippered (o unzippered). Ma la struttura di archivio deve includere anche un set di operazioni dal quale può essere cambiato. Queste operazioni di archivio esistono per creare, aggiustare o rimuovere l'entrata, l’elenco e il collegamento, e per manipolare la relazione di sequenza. Un ELF attualmente è qualsiasi macchina che per volontà, su comando, esegue le operazioni di base sull’entrata, sull’elenco, sul collegamento e sulla sequenza.

Entrate L'utente può creare quando vuole entrate nuove, mettendo qualsiasi cosa che lui pensa adatta. Le entrate possono essere combinate o divise (salvo che siano indivisibili, come oggetti, comandi, etc.). Le entrate possono essere messe in qualsiasi elenco, e la stessa entrata può essere messa in elenchi diversi. L'utente può stabilire che entrate di un elenco siano copiate automaticamente sopra un altro elenco, senza danneggiare l'elenco originale.

Elenchi L'utente può creare elenchi e può assegnargli entrate. Egli può fare nuove copie di elenchi. Può riordinare la sequenza di un elenco, o copiare l'elenco e cambiare la sequenza di quella copia. Gli elenchi possono essere combinati; gli elenchi possono essere divisi in sottoelenchi.

Collegamenti L'utente può creare collegamenti tra entrate che sono in elenchi diversi. Un certo numero di collegamenti corretti può essere creato, anche se il limite superiore di collegamenti tra ciascuno dei due elenchi è determinato dalla regola dell’1–per-1. Quando un'entrata o un elenco è copiato in un elenco, i collegamenti rimarranno tra genitore ed entrate figlie. Dopo un'operazione di aggancio di elenco, l'elenco derivato avrà inoltre, gli stessi collegamenti a tutti gli altri elenchi come l'elenco genitore.

Sequenze L'utente può mettere un elenco in qualsiasi sequenza desideri (Un elenco copiato manterrà la sequenza originale fino a che non sarà modificato). Le sequenze possono essere trasferite tra gli elenchi attraverso i collegamenti: se la sequenza di A è trasferita in B, ogni entrata di A collegata ad un'entrata di B prende la posizione seguente della sua entrata collegata a B. Nessun significato definito è assegnato a queste entità od operazioni dal sistema; l'utente è libero per permettere loro di significare qualsiasi cosa egli voglia. Un elenco può essere una categoria, una traccia, un indice, un discorso, un catalogo o un poema, e gli elenchi possono essere assemblati in strutture più grandi. L’ELF può essere pensato come un posto; non una macchina, ma un set di articoli di cancelleria o di attrezzature per ufficio con molte piccole ubicazioni che possono essere riordinate con riguardo l’una rispetto all’altra****.

        • È possibile che un ELF sia costituito di carta, blocchi, bastoni e stringhe, usando le tecniche dell’arte dei burattini, ma questo non sarebbe un oggetto conveniente.


Nota che elenchi zippered generano solamente uno di vari possibili ELF. Effettivamente, la descrizione della struttura di archivio qui data è restrittiva: l’ELF potrebbe assumere un numero di altre, vicine forme simili ed ancora sarebbe la stessa cosa. Per esempio, sarebbe possibile permettere sotto entrate ed sopra entrate nell'archivio, per funzionare e collegarle come normali entrate, anche se sono contenute o erano contenute in altre entrate. Ma gli equivalenti possono essere fatti col sistema corrente. Un'altra possibilità sarebbe permettere collegamenti oltre gli 1-per-1; questi potrebbero essere modali, i diversi modi di collegamento che hanno significati diversi per l'utente. Oppure potremmo costruire un archivio di rete evolutivo, permettendo che qualsiasi delle due entrate sia connessa. O ancora cambi generali nelle regole, cambi plausibili e funzioni accessorie adatte per qualsiasi scopo potrebbero essere create al di fuori della struttura di archivio, incluse anche le modifiche e simboli grafici per fare più facilmente alcune delle stesse cose. Ma all'utente tale complicazione renderebbe il sistema poco pratico o chiaro. L’ELF, con le sue tecniche associate, come descritto sopra, è semplice ed unificato. Molti compiti possono essere svolti all'interno della struttura di archivio. Questo vuole dire che può essere di particolare beneficio a persone che vogliono imparare senza complicazioni ed usarlo in modi che loro capiscono. Per motivi psicologici, piuttosto che per ragioni tecniche, il sistema dovrebbe essere lucido e semplice. Io credo che questo ELF soddisfi al meglio questi requisiti.

Aspetti tecnici

Fin dall’inizio, la descrizione di ELF genera qualche somiglianza con le lingue dell’elenco, come IPL, SLIP ecc., dunque una distinzione dovrebbe essere tracciata. Queste lingue di elenco sono andate particolarmente bene per il trattamento dati, veloce e interattivo, i cui elementi sono manipolabili negli elenchi di Newell-Shaw-Simon. Essenzialmente possono essere pensati come organizzazioni di memoria che facilitano operazioni sequenziali su ramificazioni imprevedibili o dati gerarchici. Questi dati possono cambiare troppo rapidamente per intervento umano. Strutture di archivio evolutive, e dell’ELF in particolare, sono progettate per essere cambiate pezzo a pezzo da un individuo umano. Mentre sarebbe conveniente programmare un ELF in una di queste lingue, la bassa velocità alla quale i comandi di archivio di un utente hanno bisogno di essere eseguiti rende non necessaria questa potente implementazione; il problema principale è tenere traccia delle modificazioni dell'archivio, ma non per fare un calcolo sui suoi contenuti. Anche se il lavoro è stato fatto per adattare l'approccio del linguaggio-elenco alla maggior parte dei più diffusi contenuti, le cose che le persone vorranno mettere in un ELF saranno tipicamente troppo grandi per memoria di massa. L’ELF infatti condivide alcuni dei problemi dei linguaggi di elenco: non la capacità di stima della memorizzazione o la raccolta degli scarti (problema associato all’organizzazione di memoria veloce per l’elaborazione, che può essere evitato alle velocità più basse), ma i problemi di controllo della disposizione (su che altri elenchi c’è un'entrata?) e la denominazione dell’elenco. Il primo problema è risolto piuttosto direttamente; il secondo è complicato in modi che noi non possiamo qui spiegare. L’ELF sembra essere più vicino, per tipologia e nelle altre caratteristiche organizzative, al “Multilist System�? descritto da Prywes e Gray. Come quel sistema, permette subito di mettere entrate in molti elenchi diversi. Nondimeno in questo intento il sistema è fermamente gerarchico, perciò non è stato rimosso dall’estensione dell’ELF. Un altro sistema simile è “l’Integrated Data Store�? di Bachman; questo è inteso come un sistema di hardware-software per disco I/0 e di sistemazione di memoria, ma nei suoi dettagli sembra il parente vicino di ELF. Ognuno di questi sistemi ha una logica di collegamento che sarebbe fattibile come base per un ELF diverso da questo. È probabile che uno si riveli una base di programmazione conveniente per la realizzazione di questa struttura di archivio. Un'altra domanda tecnica ed ovvia deve essere considerata. Come può l’ELF permettere copie "illimitate" di entrate ed elenchi? Attraverso tecniche di unione, chiaramente. Le diverse entrate e gli elenchi non possono prendere spazi virtuali, essendo dati varianti in aggiunta all'originale. Quando una versione modificata di un elenco o di un’entrata viene creata, la macchina modifica l'originale con i cambi necessari per fare la versione cambiata. (Figura 11.2)






USI

Nella discussione che segue, esamineremo le varie possibili applicazioni degli elenchi zippered e dell’ELF, e posticiperemo la discussione sul linguaggio di archivio che è richiesto. Alla fine ritorneremo a questo problema, e descriveremo il linguaggio di archivio PRIDE di cui è stato necessario adattare le caratteristiche supplementari all’uso dell’ELF discusso all’inizio. Assegnando entrate agli elenchi, l’ELF può essere usato come un magnifico archivio di scheda, con elenchi separati usati per categorie, tracce, ecc. Questo permette un’indicizzazione incrociata attraverso l’assegnazione di un’entrata a elenchi diversi. Questo permette sottoinsiemi e sotto sequenze per qualsiasi uso che possono essere tenuti separati ed esaminati senza disturbare gli elenchi dai quali sono derivati, copiando gli uni sopra gli altri, nuovi elenchi. L’ELF permette l'archiviazione di tracce storiche o tracce associate (Bush) in documenti, corrispondenze di affari, scritti letterari, codici giuridici, trattati, scritti scientifici e storici, e la combinazione di tracce con archiviazione categorica. Questi sono i semplici usi; gli usi composti sono molto più interessanti. Ma quando noi non possiamo intuire facilmente ogni possibile relazione concettuale negli elenchi zippered, l’uso dell’immaginazione è necessario. Ricorda che non c'è nessun modo corretto di usare il sistema. Data la sua struttura, l'utente può definire qualsiasi metodo adatto a lui. Un numero di sistemazioni diverse può essere costruito nell’ELF, usando solamente gli elementi di base entrata, elenco e collegamento. Gli elenchi zippered possono essere assemblati in matrici rettangolari, reticolati e configurazioni più intricate. A queste unioni di elenchi possono essere assegnati significati vari dall'utente, ed il sistema li consentirà per essere conservati, visualizzati, analizzati e aggiornati per correzione o cambiati. Usando tali combinazioni in elenchi composti di testo, l'archivio può essere “self-documentation�?, con tutte le etichettature e la documentazione tenute integrante all'interno della struttura di archivio. È così possibile incorporare, in un corpo di informazioni archiviato nel ELF, i vari livelli di un indice, di un sommario, di una spiegazione e di un commentario. Molti modi utili di elencare e collegare tale documentazione sono possibili. In Figura 11.3 noi vediamo alcuni dei modi in cui gli elenchi di documenti possono essere collegati insieme. Gli elenchi mostrati sono bozze, sotto bozze, tracce, sotto tracce, sommari, commentario e fonti. Questi non sono tutti i possibili tipi di elenchi documentari; per esempio, le "note a piè di pagina" sono omesse. L’ELF permetterà qualsiasi quantità di questi elenchi documentari; si osservi che essi possono essere costruiti l’uno sull'altro, e combinati indefinitamente. Il sistema non avrà nessuna difficoltà ad accettare un commentario su una traccia di una bozza provenienti da fonti diverse. La Figura 11.3 mostra anche come due elenchi possono contenere alcune delle stesse entrate. La linea distrutta rappresenta il collegamento tra entrate, la linea intera mostra che ambo gli elenchi contengono la stessa entrata.



Questo può essere utile per creare versioni alternative, o, come in questo esempio, gli elenchi che contengono la stessa entrata possono avere scopi diversi. Qui, per esempio un'entrata nel sommario sarà trovata anche nella traccia principale. Questa caratteristica di “self-documentation�? permette qualsiasi stringa di testo nell’ELF, lunga o corta, per essere annotata o come nota in calce, per scopi dotti o per altri scopi. Tali note marginali possono essere provvisorie o permanenti, per il memoranda privato di un individuo o per la comunicazione fra persone diverse che usano l'archivio. In maniera efficace, l’ELF è capace di immagazzinare molti testi in parallelo, se sono equivalenti o collegati in qualche modo. Per esempio, manuali di istruzione per modelli diversi della stessa macchina possono essere tenuti nell'archivio come elenchi collegati, e utilizzati quando le macchine saranno comparate, usate o attribuite. Questo è di utilità per meccanici, direttori di progetto e disegnatori. Inoltre, la capacità di ordinamento incrociato dell’ELF - il fatto che i collegamenti ignorino le permutazioni – permette il confronto di testi affini per il confronto e la comprensione. In legge, questo aiuterebbe nel comparare statuti (o interi sistemi legali); in letteratura, edizioni di interpretazioni diverse e parodie. Così tali corpi letterari come la Bibbia dell'Interprete ed l’intera produzione di Shakespeare (incorporando in folio, bowdlerisations, satire ed ogni commentario critico) potrebbero essere assemblati per studio. Permettetemi di tentare di illustrare la possibile capacità di comprendere e la versatilità di questa struttura di archivio applicato a testi. La Figura 11.4 mostra le sistemazioni diverse che sarebbero usate da un uomo - in questo caso un storico che scrive un libro – per assemblare ed integrare i suoi ragionamenti intellettuali e professionali. Anche se è impossibile mostrare i collegamenti tra tutte le entrate separate di questi elenchi - le entrate non sono discernibili in questo disegno - è possibile notare alcuni generi di collegamenti tra gli elenchi. Una linea sottile tra gli elenchi mostra che dei collegamenti esistono; una linea solida indica che delle entrate di ambo gli elenchi sono le stesse. Forse questo sembra complicato. Infatti, ognuno dei connettori mostra un'indicizzazione di un corpo di informazioni ad un altro; questo utente può consultare il suo archivio in qualsiasi direzione lungo questi collegamenti, e si osserva le parti di un elenco che è riferito a parti di un altro. Perciò le linee indicano conoscenza ed ordine. Notate che è il lavoro dell'uomo a tracciare i collegamenti, non è la macchina. La macchina è un ricettacolo e non un giudice.



L’ELF può essere un aiuto alla mente in compiti creativi, permettendo all'utente di comparare sistemazioni ed alternative con qualsiasi precedente ideale. Questo è un assemblaggio non lineare di pianificazioni utili (mostra di un museo, scelta di attori per un film) o una costruzione lineare di qualsiasi genere. Costruzioni così lineari non solo includono testi scritti; possono contenere qualsiasi sequenze complicate di cose, come “ritratti di nazione�? (all’interno di una redazione) e programmi di elaborazione. Effettivamente, programmi di elaborazione con uno schermo in linea e l’ELF avrebbero elevati vantaggi. È probabile che le istruzioni siano intersecate indefinitamente senza ricorrere alla fine scrittura. Inoltre, il programmatore potrebbe lavorare su molti diversi approcci e versioni allo stesso tempo e documentare facilmente le caratteristiche complessive, le loro relazioni e le parti che corrispondono. Aggiungendo il compilatore load-and-go si creerebbe un blocco notes di programmazione self-documenting. Anche la forma naturale delle informazioni può richiamare l’ELF. Per esempio, sezioni di informazioni spesso si organizzano naturalmente in una struttura di reticolato i cui margini hanno bisogno di essere esaminati separatamente, ponderandoli o provandoli. Tali reticolati includono reti PERT, sequenze di istruzioni programmate, libri di storia e raccolte genealogiche (è possibile trattare al meglio la documentazione di fonte genealogica e il relativo testo originale). In effetti, alcune reti di informazione che richiedono memorizzazione, trattamento e valutazione andranno bene per l’ELF; una caratteristica che potrebbe avere utilità nella progettazione industriale, nella psicologia, nella progettazione sociale, nel disegno di circuiti e delle cartine. L’ELF può, tramite le sue caratteristiche di mutevolezza, espansibilità, e self-documentation, aiutare nell'integrazione, comprensione e veicolazione delle idee e dei problemi che non sono all'ordine del giorno o che sono riduzioni consuete; per esempio, le contingenze del progettare, che sono solamente in parte Boleane. Spesso la ragione per una così definita Grande Strategia in uno scenario è che noi non possiamo monitorare le interrelazioni di particolari contingenze. L’ELF potrebbe aiutarci a capire le interrelazioni di possibilità, conseguenze e scelte strategiche. In un caso logicamente simile, la valutazione dell’attività di spionaggio, è probabile che aiuti ad analizzare la consistenza e le contraddizioni fra i prospetti di spie diverse. L'uso di un ELF come la base per un sistema di gestione di informazioni non è inconcepibile. La sua capacità evolutiva offrirebbe una transizione liscia dai sistemi precedenti, mettendo fuori uso vecchi moduli di lavoro e i canali d’informazioni frammentari. Cominciando con la contabilità convenzionale e con il flusso di informazioni, muovendosi attraverso passi evolutivi e distinti, è probabile che l’ELF aiuti e ristrutturi l’intero sistema sociale. Subroutining numerici potrebbero permettere al sistema di includere ogni contabilità. Gli indirizzi di tutte i fogli di operazione, elenchi zippered delle loro date e dei loro contenuti, aiuterebbero in spedizioni navali, inventari e contabilità. La caratteristica sequenza incrociata dell’ELF potrebbe essere utilizzata per usi concreti, aiutando a riordinare negozi all'ingrosso (e i registri della società) promuovendo la stampa di etichette nuove per guidare un riordinamento fisico. Inventari, proprietà e brevetti potrebbero essere messi in catalogo e ricatalogati nell’ELF. Documenti legali, corrispondenza, atti delle società e storia potrebbero essere schedati o potrebbero essere archiviati in ordine storico o in ordine di categoria. La direzione dell’azienda potrebbe aggiungere le annotazioni private agli atti pubblici, ai prospetti e alle ricerche, sia dell'azienda stessa che dei suoi concorrenti, con emendamenti, qualifiche, e sottolineature.




PRIDE

Così come l’ELF è stato descritto ci si aspettata che sia generale ed utile, gli scopi originali descritti all'inizio di questo saggio rimandano a ulteriori sviluppi. Gradirei ora descrivere un utile archivio ed un utile linguaggio di informazione che si occupi di soddisfare queste necessità, chiamato sistema PRIDE (Personalize Retrieval, Idexing, and Documentation Evolutionary). Il suo scopo è quello di facilitare l'uso di un ELF. Il sistema descritto non è ancora perfezionato, né pienamente specificato, ma ci permette di parlarne come se lo fosse. Il PRIDE include le operazioni dell’ELF. Per la sicurezza e per la convenienza quasi ogni operazione ha comunque un inverso. All'utente deve essere permesso di annullare una determinata un serie di cose che lui ha fatto recentemente. Queste istruzioni di cancellazione devono essere a prova di errore; se vengono date accidentalmente devono essere revocabili. Per maggior sicurezza, l’utente dovrebbe eseguire molti passaggi per eliminare completamente una cosa. Un'importante opzione permetterebbe all'utente di recuperare cronologicamente tutto quello che ha fatto sul sistema. La maggior parte delle applicazioni del PRIDE coinvolgeranno manipolazioni di testo, o come scopo primario, o nell’elaborazione di un altro compito. Quindi esiste un numero di caratteristiche efficaci per l’elaborazione di un testo. I comandi che si occupano di testo (per cambiare entrate) includono gli equivalenti dei correttori di bozze standard per l’inserzione, la cancellatura e la commutazione delle sezioni. Sia per l’elaborazione di un testo che per il confort dell’utente ci sono delle non-restrizioni di sistema. Non c'è restrizione sulla lunghezza di un'entrata, esso ha bisogno di seguirne solamente il maggior numero; banali convenzioni di configurazione. Inoltre la macchina interromperà ogni altra funzione del PRIDE per ricevere un input di (funzionamento di inspirazione). È necessario che entrate di lunghezza non specificata siano accettabili dal sistema senza che si perturbi o si allarmi. Il PRIDE non stabilisce lunghezze fisse dei record, neanche per immissioni in memoria; alcune di queste restrizioni avrebbero un effetto psicologico tale da causare i crampi. Non c'è nessuna ragione per cui il sistema non debba sembrare all'utente senza lunghezze di unità fisse o standard; le unità e le sezioni di operazioni della macchina non dovrebbero preoccuparlo. Idealmente, né la lunghezza di entrate, né il numero di elenchi o di qualsiasi altro parametro di un archivio deve essere ristretto, conta solo la dimensione totale della memoria. Questo è un requisito difficile per il programmatore. Il sistema dovrebbe essere di solito capace di accettare migliaia di entrate di numerosi caratteri, di accettare centinaia di entrate per un elenco, ed accettare centinaia di elenchi nell'archivio. Altrimenti, la considerazione esterna dall'utente se ci sia spazio per aggiungere materiale o per estrarre una diramazione comincerebbe ad interferire con l'uso del sistema. Anche se ho evitato di discutere le ragioni per cui l'utente esamina il suo archivio, il PRIDE chiaramente deve avere funzioni e comandi per questo scopo. Per un visualizzatore a raggi catodici (CRT) queste includono schemi di ricerca di informazioni rapidi, preferibilmente con menu mobili e con la possibilità di cambiare velocemente la gerarchia di struttura della ricerca di informazioni; in aggiunta segnali visivi e formati di memoria, incluse le manovre del cursore, grafici sovrapposti e altri passaggi. Ma caratteristiche così affascinanti non riducono la sfida o il valore di lavorare attraverso una stampante di linea, o di cercare di rendere utile un sistema formato da un monitor di elaborazione. L’utente avrà bisogno di altre istruzioni a parte quelle già menzionate; particolari applicazioni richiederanno operazioni come la ricerca di informazioni nel testo e l'aritmetica dei numeri interi. Certamente tutti gli usi del sistema non sono stati anticipati. Da questo momento una fluidità di sotto operare deve essere disponibile, giungendo a linguaggi complessi o iniziando la macchina ad altri linguaggi. Questi potrebbero essere usati per trattare i contenuti dell'archivio (per esempio numeri o stringhe di caratteri), o per creare operazioni combinate più convenienti derivate da diverse operazioni che si occupano della struttura di archivio, input-output e testo. PRDE è un possibile modo utile di fare un ELF, o qualsiasi struttura di archivio evolutivo. Il PRIDE sarebbe il primo “piano�?, un linguaggio indipendente dalla missione primaria di manipolare archivi e manoscritti, come discusso all'inizio, e dalle applicazioni secondarie di ordinamento e documentazione degli altri generi di informazioni complesse. Il suo uso notevole sarebbe presumibilmente in collegamento con i visualizzatori di tempo-condiviso e con i sistemi di informazioni. Ma tale linguaggio è solamente un suggerimento. Allo stato attuale non c’è nessuna ragione per cui un ELF non possa essere fatto di una struttura standard di archivio per tutti gli scopi; le capacità inutilizzate non si introdurrebbero, ma ci sarebbero ancora se improvvisamente diventassero necessarie. Sistemi di ELF potrebbero essere costruiti nelle capacità di archivio di software di utilità generale. Il calcolo attuale coinvolto è relativamente banale, e l’ELF potrebbe essere incorporato facilmente nelle routine di I/O o nei linguaggi dei canali di informazione. Anche le realizzazioni di hardware su piccola scala non sono impensabili; per esempio una scatola di controllo tra una macchina da scrivere ed un nastro di archiviazione. Naturalmente tutte queste domande dipendono dal sistema che ora è davvero utile, questa è una domanda empirica. Un numero di possibili domande è stato menzionato. Ma, eccetto quella di essere un gruccia per la mente fallibile di uomo, c'è qualche ragione per supporre che il sistema non abbia in principio nessuna applicabilità generale?

Filosofia

Riguardo alla "filosofia" io voglio parlare principalmente di due cose. Come prima cosa, complesse strutture di archivio (come l’ELF) rendono possibile la creazione di complessi e significativi nuovi mezzi di comunicazione, l'ipertesto e l’hyperfilm. Come seconda cosa, strutture di archivio evolutive (come il ELF) rendono possibile il monitoraggio di cose che stanno cambiando in continuazione senza la nostra consapevolezza. Queste includono le principali categorie di pensiero umano, che continueranno a cambiare. Sistemi cartacei hanno limitazioni gravi per l’organizzazione o la presentazione di idee. Un libro non è mai perfettamente adatto al lettore; un lettore è annoiato, un altro confuso dalle stesse pagine. Nessun sistema cartaceo - un libro o un manuale – si può adattare perfettamente agli interessi o alle necessità di un particolare lettore o di uno studente. Comunque, con il computer, azionato dal display e dalla memoria di massa, è diventato possibile creare un supporto nuovo, leggibile, per l’istruzione e il divertimento, che permetterà al lettore di trovare il suo livello, di accordarsi con il suo gusto e di trovare le parti che assumono un significato speciale per lui come istruzione o divertimento. Permettetemi di presentare la parola "ipertesto" * * * * * per definire un corpo di materiale scritto o illustrato interconnesso in un modo talmente complesso che non può essere presentato in modo adatto o rappresentato su carta.

          • Il senso di "iper - " usato qui connota estensione e generalità; cf. "iperspazio." Il criterio per questo prefisso è l'impossibilità per questi oggetti di essere compresi sensatamente per mezzo di comunicazione lineari, come la stringa di testo o per mezzo di comunicazione di pari elevata complessità piuttosto più alta. L’ELF è un iper-archivio.


Esso può contenere sommari, o mappe dei suoi contenuti e le loro interrelazioni; può contenere annotazioni, somme e note a piè di pagina di studiosi che l'hanno esaminato. Permettetemi di suggerire che un così tale oggetto e sistema, propriamente disegnato ed amministrato, potrebbe avere un grande potenziale per l’istruzione, aumentando le possibilità di scelta dello studente, il suo senso della libertà, la sua motivazione e la sua comprensione intellettuale * * * * * *.

            • Io discuterò a lungo di questa idea altrove.

Tale sistema potrebbe crescere indefinitamente, includendo gradualmente sempre più conoscenze scritte di tutto il mondo. La sua struttura di archivio interna dovrebbe comunque essere costruita per accettare sistemazioni di informazioni evolute, mutate e complesse. L’ELF è questa struttura di archivio. Anche film, registrazioni di suono e video sono stringhe lineari, fondamentalmente per ragioni meccaniche. Ma anche queste ora possono essere organizzate come sistemi non-lineari - per esempio reticolati - per scopi di montaggio o per mostrarli con un’enfasi diversa. (questo naturalmente richiederebbe il controllo di un computer, usando l’ELF o un sistema correlato e diverse cartucce o apparecchiature che ri-registrano.) L’“hyperfilm�? - un film da sfogliare o plurisequenziato - è solamente uno dei possibili “hypermedia�? che richiede la nostra attenzione. È molto quello che noi possiamo creare da capo con questa struttura. E che cosa a proposito delle cose che già sono in circolazione? L'universo fisico non è tutto ciò che decade. Così fanno le astrazioni e le categorie. Le idee umane, la scienza, la cultura e il linguaggio continuamente stanno crollando e si stanno svelando. Qualsiasi campo, ed il corpo di tutte i campi, è un fascio di relazioni soggette a tutti i generi di torsioni, inversioni, involuzioni e riordinamenti: questi cambiamenti sono frequenti ma imprevedibili. Ricordo che i computers, una volta un ramo della matematica, ora sono un campo a sè stante (ma lo sviluppo della scienza dei fluidi indica una possibile fusione con l'arte degli strumenti a fiato). Relazioni sociali, psicolinguistica e fisiognomica sono aree nuove, anche se non hanno prodotto nessuna scoperta speciale; economia politica, storia naturale ed etiche sociali sono finite. All’interno di una data area anche i sottotitoli di importanza sono in costante flusso. Nelle scienze sociali, per esempio, le intestazioni di tema degli anni trenta ora sembrano pittoresche. Mentre la scomparsa e il tramonto delle categorie e dei soggetti può essere strana, non si ferma mai; ed il significato di questo per il reperimento di informazioni dovrebbe essere chiaro. Le categorie dell’ultima settimana, forse della scorsa notte, oggi forse vanno bene. All'estensione del reperimento delle informazioni è collegata la ricerca di codici e categorie vere o ideali o permanenti - ed anche le più sofisticate sintassi "role indicator " sono una forma di questo tentativo - a questa estensione, il reperimento delle informazioni mi sembra fondamentalmente sbagliato. Le categorie sono chimeriche (o temporali) ed i nostri sistemi di categorizzazione devono evolvere come devono. I sistemi informatici devono essere costruiti con la capacità di integrare di accettare i nuovi sistemi di categorizzazione così come loro si evolvono da, o fuori, la struttura di quelli vecchi. Non solo per il nuovo materiale, ma anche deve essere possibile la capacità di sistemazioni nuove e di riordinamenti indefiniti del vecchio materiale. In questa luce, l’ELF, indefinitamente rivedibile ed imperturbato da cambi in relazioni strutturali e complessive, offre qualche promessa. C'è, poi, una base razionale generale. Credo che un tale sistema come l’ELF davvero allacci al meglio qualsiasi cosa che è stata usata precedentemente con i processi attuali attraverso i quali il suo pensiero è progressivamente organizzato, sia che siano storie o ipertesti o categorie delle biblioteche. Così integrato può essere d’aiuto, per la comprensione umana, per gli insiemi di materiale connessi così diversamente che la mente non potrebbe da sola districarli. Per ragioni logistiche e psicologiche dovrebbe essere un'importante aggiunta all’ingegno, integrando ed creando progetti impegnativi. È utile dove sono poco chiare le relazioni; dove le contingenze e i compiti sono indefiniti ed imprevedibili; dove devono essere rappresentate le strutture o i risultati finali che non sono ancora completamente conosciute; dove noi non conosciamo l'ultima sistemazione dell'archivio; dove noi non sappiamo quali parti dell'archivio sono le più importanti; o dove le cose sono in flusso permanente ed imprevedibile. Forse questo include più posti di quelli che noi pensiamo. E forse qui, come in biologia, l'unica struttura finale cambia sè stessa.

CONCLUSIONE

Questo scritto ha proposto un genere diverso di struttura per occuparsi di informazioni. Essenzialmente è un archivio con uno spazio certo di memorizzazione che, combinato, permette di contenere un archivio che può essere ordinato in qualsiasi modo in molti modi alla volta. Un set di funzioni di manipolazione permette di fare cambiamenti o tenere traccia degli sviluppi. L'archivio è capace di mantenere allo stesso tempo molte sistemazioni diverse, molte delle quali possono essere inattive. Questo rende inappropriate le misure di efficienza attuali; come nei sistemi di musica di alta fedeltà, il miglioramento deriva dall'uso copioso di capacità in eccesso. Le idea chiave del sistema è la correlazione di elenchi diversi, siano esse sequenze o somme; il carattere di riconfigurabilità di un elenco complesso in qualsiasi forma umanamente concepibile; e l'abilità di fare copie di un elenco intero, o di un elenco complesso - in proliferazione, a piacimento – e di registrare la sua sequenza, i suoi contenuti o le sue sistemazione in un determinato momento. L’ELF è un membro della classe di strutture di archivio evolutive; e si pensa che i suoi particolari vantaggi siano psicologici, non tecnici. Nonostante l'adattabilità di questo archivio a scopi complessi, ha il vantaggio di essere concettualmente molto semplice. La sua struttura è completa, chiusa, ed unificata come un concetto. Questa è la sua virtù psicologica. Il suo uso può essere insegnato facilmente a persone che non capiscono i computers. Noi possiamo usarlo per estrarre le combinazioni che c'interessano, per creare alternative chiare nei loro dettagli e loro relazioni, per tenere traccia degli sviluppi che gli accadono, per disegnare cose che noi sappiamo, come o attualmente viene richiesto; e rimarrà disponibile per modifiche. Può essere esteso a tutti i tipi di scopi, e perfezionato o incorporato in qualsiasi linguaggio di programmazione. Ci sono probabilmente varie possibili strutture di archivio che potranno aiutare il pensiero creativo. Questo opera, così come è, su elenchi che si agganciano insieme lateralmente, e sulle loro copie. E possono essere molti di più.

Nota

Un paio di anni dopo la pubblicazione di questo articolo Nelson incontrò il suo vecchio compagno di studi Andries Van Dam alla conferenza “Spring Joint Computer�? del 1967. Van Dam era diventato professore alla Brown Universitye dopo il loro incontro Nelson iniziò a viaggiare tra New Yorke Brown per lavorare con Van Dam e altri al fine di creare uno dei primi sistemi di ipertesto. Nelson lo chiamò “Carmody’s System�? dal nome del giovane programmatiche che apparve per primo in ordine alfabetico nella lista dei crediti. A Brown il sui tema fu chiamato “HES�?, che significa “Hypertext editing system�?, e segnò l’inizio del pionieristico programma di ricerca di Brown (che creò anche il FRESS e il “Intermedia System�?). Il sistema Carmody/HES si trova simbolicamente nello snodo dell’età dello spazio e dell’informazione. Come Van Dam descrisse nel suo intervento alla conferenza Hypertext ’87, il sistema fu venduto da IBM (all’insaputa mia e di Ted e degli altri che ci avevano lavorato) al team della missione Apollo della stazione spaziale di Huston e utilizzata per produrre documentazione che andò in orbita con l’Apollo. Sono orgoglioso di dirlo�?.