Art, Power, and Communication

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(Alcuni pensieri senza il desiderio che essi siano profondi)

Autore: Alexei Shulgin

Titolo originale: Art, Power, and Communication

Data di creazione: Lunedì, 7 Ottobre 1996

Tratto da: http://sunsite.cs.msu.su/wwwart/apc.htm


Introduzione

Intenzionalmente scrivo questo direttamente in lingua inglese la quale non conosco molto bene e riconosco che ciò di cui sto andando a scrivere suonerà piuttosto goffo e generalizzato. Ma l’unica alternativa a questo è non dire nulla. In tutti gli altri casi, la moltitudine di possibili interpretazioni e associazioni interromperà quei granelli di senso che con speranza proverò a trovare e a tirar fuori.


Come può una persona usare parole profonde per esprimere ciò?
Non è mai stato così ovvio che le parole falliscono nel descrivere qualcosa?
Siamo onesti – ora le parole non sono niente se non un mezzo per l'artista.


1. La meccanica repressiva degli istituti sociali richiede certi livelli di stabilità. Gente sulla quale le istituzioni stanno basando il loro potere esercitando una sorta di lavaggio del cervello che vada a colpire ipotese e certezze del passato, presente, futuro. Loro hanno alcune cose da perdere, hanno bisogno di alcuni valori, i quali gli vengono, di fatto, imposti.


Il passato non esiste perché può essere facilmente riscritto. Descrivendo il passato, scrivendo la storia, gli scrittori cercano di possederlo per ottenere potere su questo e attraversarlo -potere sul presente dunque- usando il desiderio della gente ad avere certezze o incertezze in grado di identificarli. Nessuno è soddisfatto del passato, perché ogni nuovo passato si mantiene con gli storici-seduttori che attraggono l’attenzione delle persone: (la mia famiglia, la mia città, la mia razza) Alla luce del nuovissimo passato sarò migliore?


Lo stesso con il futuro: non esiste neppure esso, ogni nuovo futuro proposto è già un altro "attentato" per la presa di potere.


Ma per la maggior parte delle persone neppure il presente esiste. Loro stanno basando il loro movimento su false immagini imposte dal passato e dal futuro. Non comunicano.


2. Quale teoria? Si, puoi fare delle brillanti conclusioni logiche, ma cosa circa i punti di partenza, cosa circa gli assiomi? Non sono essi completamente incerti e non obbligatori?


3. Parlando di arte implichiamo forme d'arte nelle quali essa stessa esiste. Forme che sono approvate e regolate da istituzioni d’arte marce.
Il sottosuolo dell’arte si riferisce sempre a sè stessa per stabilirla.
Le Arti, l'attività artistica come ora noi conosciamo, è il risultato di un volere di comunicazione, soppresso dal potere delle strutture sociali. Solo l’arte basata sull’idea di rappresentazione diventa possibile sotto queste circostanze.


I computer hanno posto alcune alternative –arte dei media, ad esempio- che è sinonimo di “arte sperimentale�? dal punto di vista della società d’arte. Guardando alla popolarità di forme d’arte utilizzate dai media come “installazione interattiva�? mi meraviglia l’esitazione della gente su questo metodo di manipolazione. Sembra che questo stesso metodo sia l’unico che essi conoscono e possono apprezzare. Stanno felicemente seguendo le poche opzioni offerte a loro dagli artisti, premendo bottoni a destra e a sinistra. I loro artisti-manipolatori sentono questo e stanno seducendo le tecnologie dell’ovest (il futuro è ora) coinvolgendoli nei loro giochi pseudo-interattivi ovviamente basati sul volere per potere. Tuttavia si possono sentire, a riguardo, parole carine: interazione, interfaccia per auto-espressione, intelligenza artificiale, comunicazione uniforme.
L’emergenza dell’arte dei media è, dunque, caratterizzata dal passaggio dalla rappresentazione alla manipolazione.


Ma la manipolazione è più comunicativa quando espressa con rappresentazioni.
C’è qualcosa di nuovo con l’avvento della rete: in modo timoroso la net.art sta emergendo, provando a definirsi e sperimentando le sue differenze dalle altre forme di attività creative. Il problema di questo periodo inerente la net.art riguarda il fatto che gli artisti che si muovono in tal senso, sono profondamente radicati nella determinazione sociale delle nozioni di “arte�? e “artista�?.
Saremo capaci di superare il nostro ego ed andare oltre le obsolete idee di rappresentazione e manipolazione?
Salteremo, in seguito, nel reame di pura comunicazione?
Continueremo a chiamarli artisti?


Net.art significa comunicazione, significa preasente.


4. Artisti! provate a dimenticare le molte parole e la nozione “arte�?. Dimenticate questi sciocchi feticismi–artefatti che vi sono imposti dal sistema soppressivo al quale siete obbligati a riferirvi per le vostre attività creative.


Teorici! Basta pretendere di non essere artisti. Il vostro volere di ottenere potere sul popolo, seducendolo con le speculazioni intellettuali, è molto ovvio (sebbene comprensibile). Ma il reame di pura e genuina comunicazione risulta sicuramente più attrattivo e sta, oggigiorno, diventando possibile.


Artisti mediatici! Basta manipolare la gente con la corruttiva “installazione dei media interattivi�? e “interfacce intelligenti�?! Siete molto chiusi all’idea di comunicazione, più chiusi di artisti e teorici! Liberate le vostre ambizioni e non guardate le persone come idioti, incapaci di creare e comunicare.


5.
- Domanda: Come rigirare questi fatti in modo naturale da renderlo strumento per ottenere potere invece di usarla solo per ottenere potere stesso?
- Risposte:

  • Dimenticate il passato e il futuro perché non esistono; concentratevi sul presente che non può essere descritto nè posseduto da nessuno.
  • Cambiate la vostra occupazione prima che diventi troppo conosciuta nella vostra sfera e prima che il movimento che state creando diventi la vostra storia. Poi partite! Altrimenti non può generarsi quel processo che richiami la vostra voglia di potere e di riflesso. Riceverete un impulso creativo.
  • Non dipendete dai media con i quali state lavorando: vi servono solo come supporto. Non diventate un Master.


INTERVISTA CON ALEXEIj E. SHULGIN. BILANCIO TRA ARTE E COMUNICAZIONE DELL’EST E DELL’OVEST

L’artista nato a Mosca, Shulgin Alexei inizialmente lavorava nel settore della fotografia. Da quando fondò il Moscow-WWW-Art-Lab (laboratorio d’arte di mosca) nel 94, furono rese accessibili alcune connessioni ed egli iniziò una collaborazione con alcuni artisti Londinesi, Slovacchi, Barcellonesi e di altre città. Conferenze come N5MII, Amsterdam, DEAF 96 V2_East, Rotterdam e LEAF97, Liverpool gli resero possibile l'approfondimento di queste collaborazioni. Furono lanciati una serie di interessanti gruppi di collaborazione come, per esempio, “Internet Gold Medal Award�? (Shulgin/Baker) il “Refresh Loop�? (Shulgin/Cosic/Broekmann), e CERN: un progetto dove gli artisti creano lo stesso punto focale per l’attività di net.art (Shulgin/Bunting, Cosic e altri).
In seguito, Shulgin, mise maggiormente a fuoco alcuni suoi progetti come FormArt realizzato al centro C3 per arte e tecnologia a Budapest e per il quale usò il materiale dell’html-Form-Tag per creare un sito formale ed estetico. Sebbene venne sempre più conosciuto e invitato ad un ragionevole numero di festival internazionali, Shulgin vive e lavora tuttora in una rara ed isolata situazione a Mosca (naturalmente oltre le connessioni internet). Medosch Armin parlò ad Alexei Shulgin delle sue attitudini come referente di “Artisti di Arte Europea�? e del suo rapporto con l’arte in internet. Il lavoro non esiste senza contesto. Per gli artisti Russi e quelli dell’europa dell’est è difficile rapprensere l’approccio dei sistemi d’arte occidentali o il sistema d’arte generale: ora sto parlando del sistema d’arte occidentale perché il maggiormente sviluppato ed avente una propria storia. Se vediamo gli artisti di maggior successo provenienti dall’europa orientale, per esempio Kobakov, vengono sempre orientati nel contesto post-socialista. Già dieci anni fa, Kabacov produceva ancora installazioni con riferimenti al passato totalitario della sinistra russa.

Questo rivela come gli artisti russi possono aiutare in termini di inclusione, anche perché le esibizioni più grandi saranno avviate con i nuovi artisti dell’est europa.
Il rischio riguarda il fatto che, in un momento successivo, potrebbero essere esclusi dall'arte occidentale.

Alexei Shulgin on Mon, 17 Mar97 23:28 MET
Sento che è il momento di far luce sull’origine del termine «net.art».
Attualmente, è stata fatta.
Nel dicembre del 1995 Vuk Cosic ricevette un messaggio spedito da un anonimo. A causa dell’incompatibilità del software, l’apertura del testo risulta essere praticamente illeggibile. L’unico frammento che sembra avere un senso è il seguente:

[…] J8

Vuk era molto sorpreso ed eccitato: la rete stessa dava un nome alle attività in cui lui era implicato! Dunque, cominciò immediatamente ad usare questo termine.
Dopo pochi mesi spedì il messaggio anonimo a Igor Markovic che arrangiò la sua corretta decodificazione. Il testo appare piuttosto controverso. Sembra essere un vago manifesto dove l’autore è censurato dalle istituzioni di arte tradizionale in tutti i sensi possibili e dichiarato libero di self-espressione e indipendenza per un artista di internet.
La parte del testo del quale sopra abbiamo menzionato un frammento appare fortemente convertita dal software di Vuk (era una citazione alla memoria):
Tutto questo diventa possibile solo con l’emergenza della rete. Arte come nozione diventa obsoleta….�?ecc. Così, il testo non era molto interessante. Ma il termine indirettamente preso dalla vita era già in uso in quel periodo. Il frammento fu perduto insieme ad altri dati preziosi dopo la tragica rottura dell’hard disk di Igor la scorsa estate.


Mi piace molto questa magica storia, perché è una perfetta illustrazione del fatto che il mondo in cui viviamo è molto più ricco di tutte le idee che noi abbiamo su esso.


INDIPENDENT NET.ART

Questa è parte della discussione presa durante il meeting del nettime lo scorso maggio in Ljubljana. Alexei Shulgin(da Mosca www artcentre), Joan Heemskerk e Dirk Paesmans (Jodi) parlano della net.art, critica e produzione di arte-storia e indipendenza.

JB: Che cosa pensi della gente che discute su che cosa fa la net.art infilata nel nettime?

Alexei: Alla base non mi preoccupa, considero ancora internet come un tipo di buco nero. Spediscimi alcuni dati su questo e della sua grandezza, del suo tipo di sistema di distribuzione, fidati che proprio da legge statistica sta andando a toccare qualcuno. Se riceverò alcune risposte sarò felice o infelice, ma succede proprio a causa della natura di internet.

JB: A causa delle reazioni che a volte servono durante il filo della net.art, sembra che tu non sia del tutto felice della gente che considera la brutalità a commentare tutto sulla net.art, o discuterla.Come se fosse qualcosa da essere fatto in segreto, da essere fatto come indefinito e nello stesso modo possibile.

Alexei: Arriviamo a questo punto a definire che cos’è la net.art. Tu stesso hai detto che ami questo punto tra rete e arte, anche per me questo punto è molto importante.. Un movimento o un gruppo non può avere un nome come un file di computer. Questo perché la net.art stessa, ancora a causa della natura di internet, in qualche modo resiste a ogni definizione. Se vuoi definire qualcosa devi considerare prima un contesto, ma cos’è il contesto di net.art, è tutto, perché puoi trovare tutto facilmente in rete. Non c’è uno spazio fisico, ma spazi virtuali. Ogni cosa ad ogni modo appartiene alla net.art.

JB: In ogni modo tutto ciò che bisogna fare con la rete. Sei d’accordo con Robert Adrian che pensa che tutte le forme d’arte del ventesimo secolo vengano insieme nella net.art?

Alexei: Si, ma vorrei dire non solo le forme d’arte, ma anche molte altre cose. Come.. (guardandosi intorno) telai di biciclette per esempio possono essere inclusi.

JB: (divertito) Penso che tu stia andando a dire qualcosa come risultati sociologici…

Alexei: Si, ma i risultati sociologici sono stati inclusi nel reame dell’arte.

Dirk: Noi siamo realmente eccitati quando qualcuno fa dei lavori sorprendenti in rete. La definizione e ossessiva scrittura della storia della net.art, mentre accade, si stà ingrandendo e manipolando.
Il progetto della net.art può essere meglio criticato in un più ampio contesto, di arte in generale. Ma riempirlo nella categoria, net.art non è interessante, è incestuoso e limita un futuro sviluppo.

Alexei: Penso che con la net.art abbiamo una specie di contraddizione tra approccio artistico e approccio critico, perché come ho detto prima è molto difficile per i critici definire o contestualizzare la net.art, ma in altri modi vediamo luminosi e stupendi esempi della cosiddetta net.art. Come con ogni altro media: tu neppure senti questo media o no (parlando di approcci artistici). Se senti questi canali e reti e come avviene il segnale e come il lavoro del modem. L’hai appena sentito. E se ti ci metti, sarà in grado di fare qualche buon lavoro. Se tu arrivi con qualche altra idea, con lo stesso approccio come alla galleria d’arte, non è fatto il lavoro. Io vedo poche persone che realmente sentono la rete, capiscono il lavoro di rete e che essa è di tutti.

Joan: Questo riguardo ai media. Se lavori in rete, hai capito la rete, se lavori con il media della radio, allora tu hai capito la radio.

JB: Stanno arrivando molte collaborazioni sul progetto futuro?
Io so che ci sono alcune esibizioni future di gruppi nella net.art. Quando li incontri suppongo tu parli anche di questo. Cosa accadrà?

Alexei: Parlando di attività di gruppo. Stiamo privilegiando diversi artisti dalle vecchie generazioni. Con la rete non ho formato un gruppo specifico per dichiarare qualche manifesto specifico cose simili o materiale collaborativo. Tutti viviamo in diverse città e diversi paesi. Tutti comunichiamo con altri perché rispettiamo il lavoro di ognuno e ogni tanto si discute di ciò. Vorremo avere alcuni spettacoli insieme, ma voglio dire che stiamo andando avanti con il nostro lavoro e non vogliamo dipendere da altra gente, altre opinioni artistiche,idee o estetiche. In futuro ci saranno situazioni dove ci potremmo incontrare e discutere direttamente di cose. Nient’altro sul lavoro di progetti uniti. Siamo tutti individualisti, possiamo rimanere noi stessi. Non formare raggruppamenti artificiali o cose simili.

JB: Io non stavo insinuando che tu stessi facendo ciò, mi stavo comunque chiedendo se ci sono dei progetti futuri. So che sono in uscita alcune esibizioni dove tu, come hai appena detto, non stai collaborando, ma come minimo le esibirai insieme.

Alexei: Per me era importante sottolineare questo punto.
Parlando di futuro: sto ancora lavorando a questo progetto di form-art. In futuro sceglierò di inventare una nuova tecnologia basata sull’artform. Stò andando a sviluppare questo sito, provando a proporre un nuovo strumento, un nuovo media per artisti. Per questo sto andando a trattare un sito web, come form.org o form.ru. Vorrei organizzare una competizione internazionale, con un premio in soldi per il miglior lavoro fatto in questa forma d’arte.
Ho anche altre idee le quali si sviluppano con il sovraccarico di informazioni che abbiamo disponibili nel mondo.

Dirk: Noi parteciperemo ad un progetto ad Amsterdam,(in Arti et Amicae). Sei artisti sono invitati a trattare uno sviluppo virtuale a ‘mu. La più piccola unità: mu. L’unità matematica e lo sviluppo multi-user. Ci piace molto l’idea del multi-user, è una sfida tecnologica da esplorare. Stiamo facendo alcuni prototipi e test su come realizzare questo tipo di sviluppo.
Ci sono già alcune grafiche chat.worlds, come il Palace, stiamo lavorando su più spazi astratti per questo. Vorrei anche dire che mi piace molto l’idea di Vuk Cosic da Ljudmila.org, ciò che pensava circa l’ovest di Ljudmila. Noi siamo molto interessati a partecipare a ciò. Noi segnamo la sorte della formazione dell’est, e loro possono in parte aiutare noi. Quando tu sei lì e vedi la semplicità, l’entusiasmo e i sorrisi della gente…. Io non vedo ciò ovunque. A me piacerebbe venire lì. Io ho proposto a Vuk di partecipare al residency di Ljudmila-west.

JB: E’ uno scherzo su V2-east, giusto? Non come la nostra arroganza di cittadini dell’ovest i quali pensiamo che i cittadini dell’est hanno bisogno del nostro aiuto, ma è supposto di aiutare gli artisti dell’ovest.

Alexei: Come tutti i giochi, anch’esso ha due facce, da una parte è uno scherzo ma dall’altra parte può portare a risultati positivi. Pure Jodi sta andando in Slovenia per lavorarci.

Dirk: E noi vorremo portare alcuni dei nostri amici spagnoli. Abbiamo amici del sud, che ad esempio insistono sulla cultura islamica. A loro non piace l’ovest, ma neppure l’est.

Joan: Potrà essere est ovest nord sud.

JB: Tu stai parlando di quelle persone individualiste che non hanno bisogno di un gruppo e delle diversità dei paesi e blablabla… Ora ogni persona che ha visto internet e il WorldWideWeb sa che può perdere la strada facile, se non è a conoscenza di cosa guardare. Degli artisti stanno lavorando a buone infrastrutture. Loro conoscono e comunicano il loro lavoro, usando le migliori infrastrutture e offrendole agli altri, giusto? Hanno rassettato lo spazio da loro posseduto e con calma hanno annunciato questo spazio in Rhizome, in settime, in Telepolis etc. Dire che si può attuare un lavoro senza tutto questo sembra una falsità

Alexei: Io non sto dicendo questo. Se tu guardi alla storia dei movimenti d’arte, era uguale a questa: tu hai alcune iniziative locali, come Fluxus o NeoGeo o Trans-avanguardia o qualsiasi altra cosa, tutti vorrebbero avere certe idee, fare lavori simili, creare dei movimenti, con una o due idee intorno. Persone che vorrebbero unirsi, e diventare riconoscibili come gruppo. Era importante essere un gruppo: avere un nome, manifesto o cos’altro. Ma alla fine, quando tu vedi ciò che accade, è già diventato routine Questi artisti diventano famosi, riconosciuti, ma presto diverranno una noiosa routine.Persone che fanno subito ciò che il sistema gli chiede e diventano presto non interessanti. Artisti che sono obbligati a fare certi tipi di lavoro per dimostrare ancora e ancora che credono a questo gruppo. E fanno qualcosa di specifico.
Con internet è un po’ diverso. Ora stiamo andando verso l’ultimo stage del primo stage dello sviluppo di net.art. Quando la rete parte a dare attenzione agli artisti che lavorano in rete… . Per istanza sto tornando ora da Budapest dove ho fatto una residenza come artista di rete. Dobbiamo conoscere ogni persona che fa parte della rete. Dopo ciò ci incontreremo e ci conosceremo. Non è teoricamente possibile per noi creare alcuni tipi di movimento. E’ molto diverso e non abbiamo idea di cosa possa uscirne fuori.
Ma parlando delle infrastrutture e istituzioni e quant’altro…Dirk può dire alcune parole. Se tu lavori in rete, una delle cose più importanti del tuo nome di dominio, come il breve nome sul tuo URL.

Dirk: penso che sia molto importante, penso che ognuno debba rassettare il proprio dominio. Non è ne molto costoso ne molto difficile. All’inizio la rete era promossa a fare ciò, perché non c’erano molti domini, specialmente concernenti con l’arte e la cultura. Ora ce ne sono, non ancora molti, ma abbastanza per ogni città. E’ stata un po’ nazionalizzata.La locazione geografica nell’url, nell’indirizzo, è imposta. E’ facile avere la nazionalità, come una figurina su una macchina, quindi avere il .com, .org, .nom o .art nel nome dell’url. E’ un dato molto difficile. Piccoli istituti i quali sono cresciuti in rete, se sono dei negozi di lavoro.., certamente come un artista in America, ci sono molti giovani artisti in America che sicuramente fanno l’html e java, i quali vogliono fare dei progetti in internet e andare in istituti vicini. Per iniziare riassettano il loro dominio. Non è difficile, ma ora lo nascondono di più, lo fanno sembrare più difficile. Ci sono leggi che lo fanno un po’ più difficile.
Ci sono anche dei server che sono in posizione, che sono in potere, i quali lo fanno sembrare difficile. E’ un fare te stesso mentalmente e con facilità.

Joan: E’ per ricognizione. Puoi dire l’url del artcentre del worldwide di Alexis? No. Pure se vorrà avere il suo dominio tu potrai caratterizzarlo a tuo piacimento. Un po’ di persone ora a causa della crescita della rete stanno lavorando a loro modo. Se tu caratterizzi il tuo dominio e questo, hai la ricerca per tutto il resto e non sarai visibile a nessuno. Io penso che per gli artisti di rete la visibilità sia importante.

Dirk: Loro non vorrebbero associarsi con Ljudmila.org o v2.nl o desk.nl o l’ url esistente. Io non faccio perno su questi esempi, ma essi procurano spazio per così richiamare esperimenti con l’html, per net.art. ma uno potrebbe per questo omettere le istituzioni esistenti e andare avanti da solo. E’ anche un approccio diverso ai progetti che vorranno realizzare, una totale sensazione diversa, è una sensazione indipendente. Niente gallerie, niente tramiti. Il livello uno giocandoci sotto, Jhon Perry Barlow lo chiama come gli piace, l’ideologia californiana, significa, tu puoi farlo.

Alexei: E’ vero ora tu vedi molte istituzioni che vogliono avere gruppi di artisti nelle loro pagine e collezioni di progetti d’arte. Da quando non c’è praticamente nessun contesto di critica per net.art, abbiamo realmente una mancanza in questo tipo di approccio e selezione. Guarda il sito Documenta. C’era molta differenza di qualità e tendenza nel lavoro di base promosso come opere d’arte, il suo perché sta in questa mancanza, nell’impossibilità di contestualizzare la net.art. Questo perché io penso che questo tipo di attività indipendente sia molto importante. Sono lontano dal dire che potremmo essere tutti indipendenti. Noi potremo creare alcune infrastrutture indipendenti e parallele. Quello che facciamo è sistemare i collegamenti dal sito di Jody e collegarli al mio, tipo infrastrutture parallele supercollegate di progetti d’arte interessanti, ma a dire il vero ad ogni modo non sono sicuro che funzioni molto bene, perché la gente che è interessata all’arte andrà prima a promuovere le istituzioni d’arte, per vedere i collegamenti e che cosa c’è nel sito. Ancora la situazione non è risolvibile. Queste situazioni ambigue rimarranno ancora per un po’.

Dirk: Ci sono battaglie contro le istituzioni virtuali da parte dagli artisti di rete indipendenti.

Alexei: Ora ci sono molte esibizioni virtuali curate, ma sembra che per gli artisti di rete non stia realmente iniziando l’interesse a partecipare a questo per molte ragioni. Se tu vai su Documenta per fare installazioni, è una grande vendita. Otterrai un onorario sostanzioso,e un grande budget per produrre il lavoro.
Se noi stiamo parlando di siti web, piccoli dati, pochi files,, sarà molto facile ottenerli e portarli in rete. Gli artisti non ricevono molto dalle istituzioni d’arte . Sperano che questo gli porti qualcosa nel futuro, ma non funziona. Le Istituzioni non fanno investimenti reali in essa, perché non funziona.


RISORSE APERTE IN NET ART

Sono stato introdotto come un net artista. Mi meraviglio di come alcuni di voi non abbia idea di cosa sia la net-art. Solo una breve introduzione, voglio dire che quando internet è diventato utilizzabile dalle persone ordinarie, e soprattutto dopo l’emersione del WorldWideWeb e del browser, alcune persone realizzavano di poter usare questo nuovo metodo per certi tipi di espressioni artistiche. E gli stessi cominciavano ad usarlo in questo o in altri modi. Qualche volta il loro Beckground era artistico altre meno. Ma quelle poche volte hanno ottenuto progetti interessanti. E’ ancora in questo processo di formazione e sviluppo, sebbene ci sono alcune opinioni contrarie, che la net-art è gia finita perché è diventata appropriazione delle tradizionali infrastrutture dell’arte , ma parleremo di questo dopo.
Così se parliamo di risorse aperte software e di che cosa è chiamata net-art, sicuramente noteremmo sia somiglianze che differenze. Quali sono le differenze? Lo scopo della fonte aperta software forse è creata come prodotto, come applicazione che può essere usata per scopi molto pratici. Ma quando si parla d’arte ciò rimane più indefinito. E, che cos'è dopotutto l’uso dell’arte? E’ l’espressione dell’individualità di ognuno o nient’altro? Non voglio osare una definizione. Così questa è la causa della diversità tra domanda risorse e la distribuzione risorse. Se si discute di ideologia di risorse aperte nell’arte e precisamente nella net.art penso che si possa suddividere in due parti.

  • il primo è il codice stesso. Il codice che puoi ottenere dalle pagine web o il codice che puoi trovare negli archivi CGI e solo usarlo, e anche il software libero che puoi usare per lo svolgimento del tuo progetto.
  • Il secondo, e per me più importante, è l’apertura delle risorse di informazione. Credo sia molto cruciale specialmente nell’arte, perché così lontano, è chiamato il sistema contemporaneo d’arte che era basato su sistemi di distribuzione di informazione verticale e gerarchica.

Così, quelli che sono in cima a questa piramide, possiedono tutte le informazioni e mantengono il loro potere insieme al senso giusto di distribuzione. Così nella carriera di un artista, il lavoro d’arte è diventato meno importante della tecnica promozionale adottata dallo stesso artista e della sua conseguente possibilità di ottenere più potere e informazione.
Durante la storia di arte contemporanea ci sono stati più tentativi di interpretare questo fatto. Possiamo ricordare il movimento Dada, Fluxus o altri, ma tutti questi movimenti, alla fine, si sono accorpati al sistema perchè, di fatto, non potevano cambiarlo. Così, nel tempo, non si ha solo una bella collezione e pezzi di museo fatti fuori da questi progetti radicali.
Attualmente in molti casi l’informazione è molto basica, tipo: quale evento ha preso posto; dove e quando; chi è in cerca; chi contatta persone; chi ha ceduto il progetto e dove prendere i soldi, credo. Questa è l’informazione essenziale che potrebbe supportare un artista nella sua attività. Molte di queste informazioni sono ancora nascoste, ma con l’emergenza di internet alcune sono diventate accessibili. Voglio mensionarne alcune della lista di posta. Se si parla d’arte credo che sono molto importanti Syndicate e anche Rhizome. E non potrei non mensionare Settime, usato per la distribuzione di qualche tipo di informazione che incoraggi la gente a progetti collaborativi.
Possibilmente ora mostro qualche esempio pratico di outwork che potrete trovare su internet e che ha a che vedere con l’ideologia di risorse d’apertura.
Il primo di questi è un sito di gruppo chiamato Jodi.org (credo siano pionieri della netart). Cominciamo a lavorare con i browser giusti dopo aver eliminato Mosaici.
Sono rimasto particolarmente colpito da alcuni dei più interessanti artisti specialmente per le loro ideologie nelle quali inventano e non inventano niente, usano solo lo stuff appropriato. Fanno un’estesa ricerca su internet prendendo qualsiasi cosa essi ritengano interessante e giocandoci, vedono cosa ne possono fare.


Voglio mostrare uno di questi progetti. Credo sia basato su qualche semplice scritto trovato in un qualche archivio. L’idea che sottopone qualcosa e poi il dato è stato processato ottenendo il risultato, con una messa fuori si può vedere qualcosa, qualcosa che ha in definitiva a che fare con la Net.art. Ritengo che ciò sia molto interessante perché viviamo nell’era dell’informazione eccessiva, e tutti i tentativi da parte degli artisti di creare innovazioni o storie innovative attrae molta più attenzione della loro individualità: dà loro riflessione su cosa stà accadendo. Secondo il mio pensiero è molto meno interessante dell'ottenere alcune informazioni -se guardi attentamente- da tutte le correnti che ci circondano.


Il prossimo progetto che vorrei mostrarvi è il mio di form.art già stato mensionato. Questo progetto riguardava il tentativo di usare gli elementi dell’interfaccia P.C. per creare visuali. Come sapete, tutte queste forme di elementi se non vedono il codice di risorse, sono solo testi che descrivono ciò che fanno. Ma avendo anche una visuale apparente puoi utilizzarli creando diversi modelli e ciascuna immagine. Così adesso, qui puoi vedere un P.C. e questa può essere una finestra… quest'altro una zebra… e così via. Puoi vedere, inoltre, anche la fonte e com'è fatta. Quando ho concluso questo progetto ho pensato: ok, ho inventato una nuova forma d’arte. Vorrei essere chiaro per darle alla gente e aprire le fonti. Credo di aver incoraggiato gli artisti di tutto il mondo a lavorare con questo metodo che ho inventato. Poi ho annunciato una competizione internazionale del suddetto format e qui alcune entrate erano tranquille (libere ). Ad alcune persone è piaciuta veramente l’idea dove c’era un premio in denaro. In un certo senso era un gioco sull’esistenza del sistema di competizione in art dove alcuni giurati hanno scelto chi era capace e chi non lo era. Questo progetto era il mio commento critico su ciò. Ogni cosa era fatta solo da me. Io inventavo l'art-form, creavo siti web ed ero il solo membro della giuria. Nessuno si lamentava.


Il prossimo progetto che voglio mostrare è rivoluzionario. Si tratta di un software che si può scaricare e il suo browser è molto vasto, il web Stalker. Questo è fatto dagli artisti bretoni di un gruppo chiamato I/O/D. Facendo Attenzione all’interfaccia di questo browser si nota che non è familiare. Adesso abbiamo bisogno di una finestra, apriamo un URL… che sarà ars elettronica… e ora possiamo notare che la fonte è partita. Questi browser mostrano ora una poesia di apertura di fonte. Cosa fa? E’ completamente disfunzionale. Vai all’URL che hai puntato e poi segui tutti i link andando nella pagina di fronte e mostra il codice html di ogni pagina e anche la connessione di questo sistema a più link. Qui vedete l’URL con il quale è stato processato. Puoi cambiare i colori. Per alcuni questa era la fine della net-art perché gli artisti creavano il prodotto finale, il browser, per loro stessi. La cosa molto interessante di questo progetto riguarda il fatto che era donato dagli artisti artwok alla città di Manchester. E un’altra cosa è che loro non aprono la fonte di questo software perchè, alla fine, non è disponibile nella webpage, anche se penso che nessuno glielo chieda. Perché è il prodotto finale, e se ottieni la fonte finale, cosa faresti? Raramente crei lo stesso artwok. E qui anche se io vedo la differenza con lo sviluppo di apertura di fonte software perché con il lavoro artistico ciò che è importante non è la sua fonte ma l’idea che l’ha originata, e certo ma l’idea è chiara.
Che cosa puoi fare con questo?

Un altro progetto che ha qualcosa a che fare con la possibilità di vedere ed ottenere fonte e copyright del progetto è stato ideato da Vuk Cosic di Slovenia. E’ chiamato documenta down. Probabilmente sapete che c’è una grande fiera di arte in germania chiamata 'Documenta', la quale ha luogo ogni quattro anni ed è una delle più prestigiose mostrate in Europa. Tra l’altro hanno fatto uno dei sitiweb e hanno messo alcuni dei web o progetti internet sul sito. Era attivo da giugno a settembre del 1997. Comprendeva molti progetti e l’URL era documenta.da. Ma essi, a Settembre, hanno deciso di chiudere il sito. Molti giorni prima che lo facessero, Vuk aveva accettato solo alcuni dei siti (certamente non poteva prenderli tutti) e alcuni scritti su CGI per metterli sul suo sito. Vedete la URL cambiare: vuk.org/dx causando qualche scandalo, ho da dire, perché i copyright utilizzati in questo caso non erano realmente definiti. Quale dei due può fare o no non è chiaro. Così l’ha fatto diventando famoso usando gli altri. In conclusione mi piacerebbe riproporre la domanda che Tim O’Reilly pose ieri: chi ha iniziato l’apertura di fonte di Microsoft? Attualmente posso fare una domanda simile: chi sarà in grado di diventare il microsoft della net.art nel prossimo futuro? Perché la problematica è molto simile e devo dire che ci sono certi tentativi di farlo. Dovremmo solo vedere se ciò accadrà o no.