Burden Chris

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Personaggio o Gruppo: Burden Chris

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Poetica: Il lavoro di Burden è incentrato sull'oltraggio: nato a Boston nel 1946, scardina con violenza i meccanismi psicologici con performance ad alto rischio, legate al terrore più che all'orrore , provocazioni estreme della morte. Nei suoi lavori la provocazione è uno strumento collegato alla violenza, e il suo corpo con l'evoluzione dell’ agire entra in contatto con i frammenti di vetro, il fuoco, l'acqua e gli ambienti claustrofobici Gran parte delle performance di Burden, vogliono riattivare la nostra sensibilità verso i meccanismi perversi della cultura dominante che tenta di anestetizzare la violenza reale attraverso la violenza mediatica , nei cui confronti lo spettatore diventa passivo. Burden tende invece a riappropriarsi di tutte le emozioni che la banalizzazione dei media tenta di depotenziare. Tutte le sue performance tendono verso una catarsi verso un potenziamento emozionale In un mondo che tende a desensibilizzare l'essere umano, le performance di Chris Burden, rinviano ad un rapporto più radicato, più vero con l'esistente. Il suo corpo,sottoposto a bruciature ed a altri martirii carnali quasi al limite del suicidio,cerca una verifica di realtà. Nell'anestetico vivere quotidiano, il suo non è ancora un corpo glorioso, è semplicemente oltraggioso.

Opere: “Five Day Locker Piece�? Burden si fa rinchiudere per cinque giorni in un armadio metallico diviso in scompartimenti con solo un bottiglione d'acqua da quindici litri. Eseguita all'University of California, durante il corso del normale anno accademico, la presenza degli studenti allevia l'isolamento dell'artista, ma durante le ore di chiusura dell'istituto rimane solo,indifeso, rievocando le fantasie e gli incubi in una crescente consapevolezza della sua vulnerabilità.

“You'll never see my face in kansas city�? Burden rimane seduto , immobile, per tre ore , davanti ad un pannello che nasconde agli spettatori la testa. Ma il progetto comprende , oltre all'esibizione, che l'artista durante tutto il soggiorno nella città non mostri mai il suo volto, indossando un passamontagna, ininterrottamente, per i tre giorni di soggiorno

“Prelude to 220 or 110�? Burden si contorce sul pavimento di pietra , con dei cerchi di rame nella mani e ai piedi e due secchi d'acqua collegati a della corrente da 220 volts. La tensione del pezzo, gioca sulla possibilità che , accidentalmente o di proposito, qualcuno rovesci l'acqua causando un elettroshock all'artista e agli spettatori stessi.

“Tv Hijack�? Invitato da una televisione locale per un'intervista, dopo essere stato censurato più volte nelle sue proposte di collaborazione con l'emittente, alla richiesta di parlare di progetti per future azioni, Burden mette in scena il dirottamento del programma puntando un coltello alla gola della sua intervistatrice. L'artista minaccia di ferire la giornalista qualora il programma venisse interrotto.Al termine della registrazione, si fa consegnare il nastro e lo distrugge.

“Deadman�? Burden si stende al centro di una strada trafficata di Los Angeles, coperto da una tela cerata, segnalato semplicemente da una coppia di faretti

“Icarus�? La performance si svolge nello studio di Burden , alla presenza di tre spettatori,davanti ai quali l'artista si presenta nudo: due assistenti portano una lastra di vetro che viene posizionata ad angolo retto rispetto al corpo dell'artista sdraiato sul pavimento. Il vetro viene cosparso di benzina e incendiato e continua a bruciare finché Burden si alza, facendo cadere al suolo il vetro in fiamme che si rompe

“Fire Roll�? Burden rotola al suolo con i pantaloni infuocati , imbevuti di combustibile

“Through the Night Softly�? Burden striscia su un pavimento ricoperto di vetri spezzati, con le mani legate dietro la schiena e documentando l'azione in un film in 16mm

“Velvet Water�? Burden propone un'azione ad alto rischio, non direttamente davanti ad un pubblico ma mediato dalla telecamera. La stanza dell'azione è interdetta, gli spettatori sono di fronte a uno schermo che proietta in diretta le immagini dell'artista che dichiara di essere in procinto di bere l'acqua per dimostrare come si possa respirarne le molecole di ossigeno contenute, immergendo ripetutamente la testa in un lavandino pieno e ispirando. Solo quando l'artista collassa al suolo, dopo cinque minuti, le camere vengono spente.

“Back to You�? Mentre l'artista è sdraiato dentro un ascensore, un cartello avvisa il pubblico di lanciargli contro dei coltelli, all'apertura delle porte.Viene così colpito quattro volte allo stomaco e una al piede.

“Trans-fixed�? Burden si fa crocifiggere sopra il cofano di una macchina

“Dreamy Nights�? In una galleria buia, Burden è sdraiato nudo con il corpo coperto da vaselina, sotto un lavandino pieno di alcool. Quando il lavabo prende fuoco, l'artista si contorce violentemente sul pavimento, finche un assistente non spegne le fiamme versando dell'acqua, che fa però tracimare il lavandino fino ad infiammare il corpo dello stesso Burden Il paradosso è evidente: l'antidoto diventa agente del propagarsi del male.

“Shot�? Burden si offre come bersaglio ad un tiratore che a 5 metri di distanza gli scarica sul braccio sinistro una pallottola di 22 long rifle. Dice Chris Burden: “Penso che molta gente abbia mal compreso , perché credevano che avessi fatto questo lavoro per amore di sensazionalismo o per provare ad attirare l’attenzione. Spesso non c’erano che tre o quattro persone a vedere la performance, a volte solo gli aiutanti. Dopo l’articolo sul “Newsweek�? e tutta la pubblicità scatenata , ho dovuto smettere di fare questo genere di cose perché non potevo continuare in questo contesto di polemiche e curiosità. Era per me un’esperienza mentale (vedere come reagivo mentalmente): era sapere che alle sette e mezza sarei andato a fare un’azione in cui qualcuno mi avrebbe sparato addosso .era come poter organizzare il destino o qualche cosa del genere , in una maniera controllata. L’aspetto violento, non era molto importante ,era , in fondo, il modo per poter sperimentare queste riflessioni�?.[Burden 1979]. In Shoot , la sfida dell’artista è rivolta ai cinetismi , alle relazioni con gli oggetti e al suo stesso istinto di sopravvivenza che viene brutalizzato.


Bibliografia:

- Ayres Anne, (1988), Chris Burden: A Twenty Year Retrospective Survey, Newport Beach, California.

- Perrin Frank, (1995), Chris Burden, Blocnotes, Parigi

- Noever Peter, (1996), Chris Burden: Beyond The Limit, Vienna

- Macrì Teresa, (1996), Il Corpo Postorganico, Costa & Nolan, Genova.

- Morris Frances ,Burden Chris, Serota Nicolas, (1999), Chris Burden: When Robots Rule- The Two Minute Airplane Factory, Tate Gallery Publishing, Londra


Webliografia:

- http://www.the-artists.org/ArtistView.cfm?id=6F93F60D-AE6B-4DA5-814AF901FC398D94

- http://www.eai.org/eai/artist.jsp?artistID=411#Also