Celant Germano: differenze tra le versioni

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==Opere==
 
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Alcuni testi scritti da Celant Germano
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*Arte povera. Appunti per una guerriglia?, Flash Art, n. 5, Milan, 1967
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*Piccole cose, fatti personali, Domus, n.534, Milan, 1974
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*Una Scarpetta di nylon con tanti chiodi", La Repubblica, Rome, n.4-5, 1977
  
  

Revisione 05:59, 28 Giu 2006

Personaggio

Celant Germano


Biografia

Critico e storico dell’arte è Senior Curator per l'arte contemporanea del Guggenheim Museum, New York, e contributing editor delle riviste Artforum e Interview. Germano Celant nasce a Genova nel 1940. Ha curato innumerevoli mostre, manifestazioni d'arte ed esposizioni ed è autore di oltre cinquanta pubblicazioni. Il nome di Germano Celant è legato all’invenzione, nel 1968, del termine di "Arte Povera" per designare un nuovo movimento di artisti italiani che ha avuto grande successo internazionale. Il fenomeno fu da lui teorizzato in mostre e pubblicazioni come "Conceptual Art, Arte Povera, Land Art" (1970). Dopo "Off media" (mostra e libro a Bari 1977) fu chiamato a collaborare col Museo Guggenheim di New York. Con iniziative come la mostra "Italian Metamorphosis 1943-1968 (1994) ha promosso i rapporti Italia - Usa. Rivisitazione coltivata anche con mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989). Per lo stesso Palazzo Grassi aveva curato la retrospettiva "Futurismo e Futurismi" (1986). Di qui la nomina a direttore della 47esima Biennale d’Arte di Venezia (1997). Nel 1996 ha curato la prima Biennale di Firenze "Arte e Moda", sviluppando la sua concezione dell’arte come intreccio linguistico connesso anche all’ambiente. Collaboratore di riviste fra cui "L’Espresso", autore di molte monografie e di altri testi teorici ("Inespressionismo" 1988), curerà nel 2004 la grande mostra a Genova "Arti&Architettura".


Sito web

Poetica

Quando nel 1997 è Germano Celant è stato direttore della 47esima Biennale d’Arte di Venezia: “Non vorrei essere presuntuoso, ma credo che il compito che mi sono posto, appena venuto a conoscenza dell’incarico, sia stato quello di "mostrare" che la Biennale è potenzialmente uno strumento ad alto funzionamento qualitativo. A parte le infinite difficoltà politiche e burocratiche, la Biennale è un meccanismo espositivo unico al mondo, con potenzialità infinite sia sul piano dell’informazione che della didattica, sia della ricerca che del funzionamento. Gestita al massimo della sua potenza – che non è potere – potrebbe diventare un meccanismo a tempo pieno per la cultura contemporanea, e questo senza gravare molto sulla città e sullo stato. Lavorando a una sua ottimizzazione procedurale e funzionale, i risultati sarebbero sorprendenti. Infine, un altro traguardo che mi sono imposto è stato quello di riportare a Venezia i grandi protagonisti dell’arte mondiale, in tutte le loro manifestazioni linguistiche e di diverse generazioni.�?. La specialità di Celant è di contaminare i diversi linguaggi, mescolarli tra loro, oltrepassare i confini delle singole forme espressive. Riguardo alla mostra “Arti e Architettura�? Celant dice: “Nel circuito della vita quotidiana la gente si interroga su ciò che vede e questo mi basta. Io voglio che grazie a noi le persone comuni parlino d’arte. “


Opere

Alcuni testi scritti da Celant Germano


  • Arte povera. Appunti per una guerriglia�?, Flash Art, n. 5, Milan, 1967


  • Piccole cose, fatti personali, Domus, n.534, Milan, 1974


  • Una Scarpetta di nylon con tanti chiodi", La Repubblica, Rome, n.4-5, 1977


Bibliografia

Webliografia

http://www.italica.rai.it/galleria/numero7/critici/celant.htm

http://www.imprese.com/video/ve/intro/interv.htm

http://www.festivaldellamente.it/ospiti/celant.htm