Chaos Computer Club: differenze tra le versioni

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Iniziano i meetings internazionali promossi dal Ccc per confrontare dati ed esperienze, il primo dei quali si trova ad Amburgo nel 1984. Nasce la pratica dell’[[Hacking Sociale | hacking sociale]], inesa come l’intrusione nelle banche dati per raccogliere informazioni per scopi e usi comunitari e sociali
 
Iniziano i meetings internazionali promossi dal Ccc per confrontare dati ed esperienze, il primo dei quali si trova ad Amburgo nel 1984. Nasce la pratica dell’[[Hacking Sociale | hacking sociale]], inesa come l’intrusione nelle banche dati per raccogliere informazioni per scopi e usi comunitari e sociali
 
Nel 1984 viene formalizzata ad Amburgo la nascita del Chaos Computer Club e sempre nello stesso anno inizia a pubblicare la rivista “Datenschleuder?.  
 
Nel 1984 viene formalizzata ad Amburgo la nascita del Chaos Computer Club e sempre nello stesso anno inizia a pubblicare la rivista “Datenschleuder?.  
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Il Chaos Computer Club (CCC) fu fondato nel 1981 come un’associazione fra esperti di media e computer che si doveva occupare dei mezzi di comunicazione elettronica. Dal 1984, pubblica il magazine «Datenschleuder» (Data Flinger) e le due «Hacker's Bibles», oltre ad organizzare il convegno annuale «Chaos Communication Congress». Dal 1986, il CCC è un’associazione registrata con sede principale ad Amburgo.
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Un esempio concreto di come gli hacker possano sfruttare in modo costruttivo le loro conoscenze informatiche viene dalla Germania, dove si trova appunto il Chaos Computer Club (noto anche come CCC), storico gruppo che da sempre ha reso pubblici tutti i difetti nei sistemi informatici statali e non. Alcuni anni fa, dopo l'informatizzazione delle poste tedesche, il CCC rubò un'ingente somma di denaro, per poi denunciarsi il giorno successivo e restituirla. All'epoca la Rete non era molto diffusa in Europa e gli hacker del CCC penetrarono nei sistemi postali collegandosi semplicemente con un modem (cioè via telefono). Dopo questa e altre azioni di hacking (sempre condotte a scopo assolutamente dimostrativo), il Chaos Computer Club è diventato un gruppo riconosciuto anche dal Governo tedesco, e il loro parere, in ambito informatico, è tenuto in grande considerazione in un Paese in cui il crimine informatico provoca danni per circa 20 miliardi di marchi all'anno.
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In Europa quindi la più nota e controversa organizzazione di hacker è il Chaos Computer Club di Amburgo che alcuni considerano un gruppo di brillanti hacker e che altri ritengono pericolosi criminali ancora a piede libero. Una delle iniziative più clamorose promossa dai componenti del Ccc fu dimostrare - collaborando con un'emittente televisiva tedesca - l'assoluta insicurezza dei servizi a valore aggiunto del Videotel tedesco. Bisogna comunque segnalare che nel 1989 uno dei componenti fu coinvolto in una vicenda di spionaggio militare a danno degli Stati Uniti, come racconta uno dei protagonisti, Clifford Stoll, nel bellissimo "The Cuckoo's egg".
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'''Sito web:'''www.blinkenlights.de
 
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Il suo scopo è dimostrare che l'informazione deve essere libera, non controllata e accessibile a tutti.
 
Il suo scopo è dimostrare che l'informazione deve essere libera, non controllata e accessibile a tutti.
  
'''Opere:'''“Intervento contro il sistema BTX?  realizzato nel 1984.
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“Intervento contro il sistema BTX?  realizzato nel 1984.
 
Tramite il servizio computerizzato di comunicazioni Telebox, elaborato dalle poste tedesche in collaborazione con Ibm, gli utenti registrati potevano ricevere comunicazioni personali, mandarle ad un altro abbonato o addirittura prenotare merci e servizi.
 
Tramite il servizio computerizzato di comunicazioni Telebox, elaborato dalle poste tedesche in collaborazione con Ibm, gli utenti registrati potevano ricevere comunicazioni personali, mandarle ad un altro abbonato o addirittura prenotare merci e servizi.
 
Questo risveglia in molti ambiti dell'underground digitale, e non solo in questi, preoccupazioni molto serie riguardanti le libertà future dei singoli cittadini.  
 
Questo risveglia in molti ambiti dell'underground digitale, e non solo in questi, preoccupazioni molto serie riguardanti le libertà future dei singoli cittadini.  
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Blinkenlights è un’installazione urbana di grande impatto: La parte superiore della Haus des Lehrers (casa degli insegnanti) di Alexanderplatz veniva trasformata in una gigantesca matrice visiva, su cui era possibile comporre animazioni inviando Sms tramite telefono cellulare. Dietro ognuna delle 144 finestre che componevano gli otto piani superiori dell'edificio, gli hacker berlinesi dispo¬nevano una lampada collegata a un relè. Il relè era attivato tramite un ca¬vo collegato a un computer centrale, che controlla direttamente gli inter¬ruttori (on/off, 01). La superficie del palazzo diviene così una metafora perfetta dello schermo, ad ogni finestra corrisponde un pixel (16x8=144). I passanti potevano quindi inviare un messaggio, che veniva trasformato in un'animazione da un apposito programma. Erano state inoltre aggiunte le funzioni interattive per giocare a Pong, usando come joystick la tastiera del telefono cellulare. Nei cinque mesi in cui l'installa¬zione rimase operativa, i berlinesi composero migliaia di animazioni ri¬guardanti i soggetti più disparati, iniziando a sperimentare concretamen¬te l'architettura urbana come interfaccia digitale.
 
Blinkenlights è un’installazione urbana di grande impatto: La parte superiore della Haus des Lehrers (casa degli insegnanti) di Alexanderplatz veniva trasformata in una gigantesca matrice visiva, su cui era possibile comporre animazioni inviando Sms tramite telefono cellulare. Dietro ognuna delle 144 finestre che componevano gli otto piani superiori dell'edificio, gli hacker berlinesi dispo¬nevano una lampada collegata a un relè. Il relè era attivato tramite un ca¬vo collegato a un computer centrale, che controlla direttamente gli inter¬ruttori (on/off, 01). La superficie del palazzo diviene così una metafora perfetta dello schermo, ad ogni finestra corrisponde un pixel (16x8=144). I passanti potevano quindi inviare un messaggio, che veniva trasformato in un'animazione da un apposito programma. Erano state inoltre aggiunte le funzioni interattive per giocare a Pong, usando come joystick la tastiera del telefono cellulare. Nei cinque mesi in cui l'installa¬zione rimase operativa, i berlinesi composero migliaia di animazioni ri¬guardanti i soggetti più disparati, iniziando a sperimentare concretamen¬te l'architettura urbana come interfaccia digitale.
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Per le celebrazioni del suo ventesimo anniversario, il Chaos Computer Club ha fatto un  dono speciale a se stesso e a tutta la città di Berlino. Dal 12 settembre 2001 al 23 febbraio 2002, il famoso «Haus des Lehrers» (casa degli insegnanti), il palazzo di Alexanderplatz è diventato il più grande display interattivo al mondo per computer, noto con il nome di Blinkenlights.
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Gli otto piani superiori del palazzo furono trasformati in un immenso display formato da 144 lampade dietro le finestre della facciata del palazzo. Un computer controllava poi ciascuna delle lampade indipendentemente per produrre una matrice monocromatica di 18 file per 8 pixel. Durante la notte, venne creato un numero crescente di animazioni. Ma la parte interattiva del progetto non finisce qui: vi fu anche la possibilità di giocare al classico gioco arcade pong sul palazzo usando un telefono cellulare e di scrivere addirittura dei messaggi d’amore sullo schermo.
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Proprio mentre Martin Creed vinceva il premio inglese Turner Prize di 20.000 sterline per un opera costituita da una stanza vuota con le luci che si accendono e spengono, dimostrando quindi l’interesse nuovo degli artisti mediali per l’uso del mezzo della luce in ambienti chiusi e pubblici,  un lavoro dalle dimensioni molto maggiori era fruibile da chiunque nel cuore di Berlino. Realizzato dal CCC(Chaos Computer Club) Blinkenlights è costituito da 144 luci piazzate fuori da altrettante stanze poste negli ultimi otto piani della “Haus der Lehrers?, un vecchio palazzo usato in passato dal governo della Germania dell'Est (DDR), che affaccia sulla centralissima Alexanderplatz. Attraverso l'interfaccia presente sul sito del gruppo era possibile inviare il proprio “filmato?' che, se ritenuto abbastanza interessante, veniva mostrato ripetutamente durante il giorno, alternato a partite del gioco pong, giocabili pubblicamente, per breve tempo, attraverso i telefoni cellulari. Con più di diecimila visite giornaliere, l'opera era visibile pure dalla più vicina stazione della metropolitana, e con migliorie costanti è stata attiva fino al febbraio 2002.
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[[Arcade]]
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Arcade
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Seguendo l’originale installazione «Blinkenlights» di Berlino, «Arcade» segna un nuovo passo nelle installazioni di luci interattive in spazi pubblici. In occasione delle Notti Bianche di Parigi, il gruppo di hackers ed artisti digitali CCC (Chaos Computer Club) trasformò la torre T2 della Biblioteca Nazionale di Francia in un immenso schermo di computer. Con una matrice di 20 X 26 finestre (che diventano poi 520 pixels utilizzabili) e una dimensione di 3370 metri, l’installazione «Arcade» divenne il più grande schermo di computer mai visto…
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«Arcade» promosse una serie di giochi da computer classici da giocarci sullo schermo-palazzo, permettendo a tutti di interagire con un semplice cellulare. Tra gli altri, si ebbe l’occasione di giocare a quello che forse è il gioco forse preferito da tutti gli amanti dei puzzle: Tetris.
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Con il design di luci controllato elettronicamente, il team di Blinkenlights potè intervenire anche sulla potenza dei singoli pixel. Si crearono così animazioni in larga scala che animarono la vita notturna parigina.
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Per partecipare alla videosfida più originale della storia serviva solo un telefono cellulare a mo' di joystick. Lo schermo era invece fornito direttamente dalla facciata dell'Archivio. Di che si trattava? Del progetto "Arcade" di Blinkenlights. Se a qualcuno fosse capitato di passare dalle parti di Parigi in quel periodo e magari di trovarsi, sul finire del giorno, davanti alla Bibliothèque Nationale de France, avrebbe potuto cogliere l'opportunità di giocare la partita a Tetris più incredibile della storia.
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Non serviva altro che un telefono cellulare, con il quale il giocatore doveva posizionarsi di fronte alla facciata dell’edificio che ospita la biblioteca e poi comporre un numero telefonico che era 33 (1) 44247350, per l'esattezza.
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Dopo qualche secondo, sulla facciata si illuminava la scritta "Tetris" e subito dopo cominceranno a cadere i primi mattoncini. Per muoverli sul gigantesco schermo dovranno essere usati i tasti 4, 5 e 6 del cellulare.
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L'inusuale partita era "offerta" dagli artisti digitali riuniti attorno al "Project Blinkenlights" che, con la nuova iniziativa battezzata "Arcade" trasformavano gli edifici in campi da gioco virtuali per i videogame più celebri della storia. Oltre al Tetris ad essere coinvolti nel progetto tra gli altri c’erano anche il leggendario Pong e Pacman.
  
 
'''Bibliografia:'''  
 
'''Bibliografia:'''  

Revisione 02:08, 2 Giu 2005

Personaggio o Gruppo: Chaos Computer Club

Biografia: Nasce nel 1981 il Chaos Computer Club, un circolo di esperti del computer che discutono di comunicazione elettronica. I fondatori sono H.Holland Moritz e S. Wernery. Sempre nello stesso anno a Berlino c’è un primo incontro sulle potenzialità del computer, come ad esempio la possibilità di fare un censimento delle case sfitte per distribuire i dati al movimento delle occupazioni. Iniziano i meetings internazionali promossi dal Ccc per confrontare dati ed esperienze, il primo dei quali si trova ad Amburgo nel 1984. Nasce la pratica dell’ hacking sociale, inesa come l’intrusione nelle banche dati per raccogliere informazioni per scopi e usi comunitari e sociali Nel 1984 viene formalizzata ad Amburgo la nascita del Chaos Computer Club e sempre nello stesso anno inizia a pubblicare la rivista “Datenschleuder�?. Il Chaos Computer Club (CCC) fu fondato nel 1981 come un’associazione fra esperti di media e computer che si doveva occupare dei mezzi di comunicazione elettronica. Dal 1984, pubblica il magazine «Datenschleuder» (Data Flinger) e le due «Hacker's Bibles», oltre ad organizzare il convegno annuale «Chaos Communication Congress». Dal 1986, il CCC è un’associazione registrata con sede principale ad Amburgo. Un esempio concreto di come gli hacker possano sfruttare in modo costruttivo le loro conoscenze informatiche viene dalla Germania, dove si trova appunto il Chaos Computer Club (noto anche come CCC), storico gruppo che da sempre ha reso pubblici tutti i difetti nei sistemi informatici statali e non. Alcuni anni fa, dopo l'informatizzazione delle poste tedesche, il CCC rubò un'ingente somma di denaro, per poi denunciarsi il giorno successivo e restituirla. All'epoca la Rete non era molto diffusa in Europa e gli hacker del CCC penetrarono nei sistemi postali collegandosi semplicemente con un modem (cioè via telefono). Dopo questa e altre azioni di hacking (sempre condotte a scopo assolutamente dimostrativo), il Chaos Computer Club è diventato un gruppo riconosciuto anche dal Governo tedesco, e il loro parere, in ambito informatico, è tenuto in grande considerazione in un Paese in cui il crimine informatico provoca danni per circa 20 miliardi di marchi all'anno. In Europa quindi la più nota e controversa organizzazione di hacker è il Chaos Computer Club di Amburgo che alcuni considerano un gruppo di brillanti hacker e che altri ritengono pericolosi criminali ancora a piede libero. Una delle iniziative più clamorose promossa dai componenti del Ccc fu dimostrare - collaborando con un'emittente televisiva tedesca - l'assoluta insicurezza dei servizi a valore aggiunto del Videotel tedesco. Bisogna comunque segnalare che nel 1989 uno dei componenti fu coinvolto in una vicenda di spionaggio militare a danno degli Stati Uniti, come racconta uno dei protagonisti, Clifford Stoll, nel bellissimo "The Cuckoo's egg".


Sito web:www.blinkenlights.de www.ccc.de


Poetica: Il loro scopo è socializzare gli strumenti e i saperi per poter far creare autonomamente l’informazione a chiunque. Attraverso le sue campagne di boicottaggio di sistemi informatici poco sicuri il Chaos Computer Club vuole divulgare la conoscenza tecnica sui sistemi informatici per poter combattere contro il predominio delle grandi aziende e compagnie commerciali che impongono sul mercato, sistemi poco sicuri per lo scambio di valuta. Il suo scopo è dimostrare che l'informazione deve essere libera, non controllata e accessibile a tutti.

Opere: “Intervento contro il sistema BTX�? realizzato nel 1984. Tramite il servizio computerizzato di comunicazioni Telebox, elaborato dalle poste tedesche in collaborazione con Ibm, gli utenti registrati potevano ricevere comunicazioni personali, mandarle ad un altro abbonato o addirittura prenotare merci e servizi. Questo risveglia in molti ambiti dell'underground digitale, e non solo in questi, preoccupazioni molto serie riguardanti le libertà future dei singoli cittadini. E quasi contemporaneamente il governo tedesco lancia l'iniziativa, poi sostanzialmente fallita, del censimento informatizzato di tutti i tedeschi, da immettere nei computer centrali di Wiesbaden. Per far fallire il progetto del BTX il CCC inventa una beffa enorme ai danni di una cassa di risparmio di Amburgo, l'Haspa, che in un primo tempo versa loro 135000 marchi. Il CCC infatti, con un sotterfugio riesce a conoscere la password per entrare nel computer centrale dell'Haspa, e lo riprogramma per richiamare in maniera continua il servizio offerto nel BTX dal CCC. L'Haspa richiama 13500 volte il servizio in questione in circa 12 ore. I 135.000 marchi vengono versati al CCC con la bolletta telefonica del novembre '84. La bolletta esiste veramente e così anche l'abbuono, ma immediatamente il CCC rende pubblica la vicenda dichiarando che non voleva ritirare il denaro, visto che il fine dell'azione era solo di rendere note le gravi lacune presenti nel BTX. Il CCC per di più afferma di aver ricevuto la parola chiave della banca proprio attraverso un errore di sistema del BTX. Il caso suscita un enorme clamore in tutta la Germania, facendo fallire in maniera definitiva il progetto BTX, visto che ne era stata dimostrata l'intima fragilità. Da allora il sistema ha continuamente perso abbonati: alla fine del 1988 ne contava solo 20.000, a fronte del milione preventivato per la medesima data dal Presidente delle Poste.


“Zerbus�? ‘80 Un sistema di posta elettronica in contrapposizione con la tecnologia Fidonet in quanto non prevede una struttura centralizzata e gerarchica.


“Blinkenlights�? 2001

Blinkenlights è un’installazione urbana di grande impatto: La parte superiore della Haus des Lehrers (casa degli insegnanti) di Alexanderplatz veniva trasformata in una gigantesca matrice visiva, su cui era possibile comporre animazioni inviando Sms tramite telefono cellulare. Dietro ognuna delle 144 finestre che componevano gli otto piani superiori dell'edificio, gli hacker berlinesi dispo¬nevano una lampada collegata a un relè. Il relè era attivato tramite un ca¬vo collegato a un computer centrale, che controlla direttamente gli inter¬ruttori (on/off, 01). La superficie del palazzo diviene così una metafora perfetta dello schermo, ad ogni finestra corrisponde un pixel (16x8=144). I passanti potevano quindi inviare un messaggio, che veniva trasformato in un'animazione da un apposito programma. Erano state inoltre aggiunte le funzioni interattive per giocare a Pong, usando come joystick la tastiera del telefono cellulare. Nei cinque mesi in cui l'installa¬zione rimase operativa, i berlinesi composero migliaia di animazioni ri¬guardanti i soggetti più disparati, iniziando a sperimentare concretamen¬te l'architettura urbana come interfaccia digitale. Per le celebrazioni del suo ventesimo anniversario, il Chaos Computer Club ha fatto un dono speciale a se stesso e a tutta la città di Berlino. Dal 12 settembre 2001 al 23 febbraio 2002, il famoso «Haus des Lehrers» (casa degli insegnanti), il palazzo di Alexanderplatz è diventato il più grande display interattivo al mondo per computer, noto con il nome di Blinkenlights. Gli otto piani superiori del palazzo furono trasformati in un immenso display formato da 144 lampade dietro le finestre della facciata del palazzo. Un computer controllava poi ciascuna delle lampade indipendentemente per produrre una matrice monocromatica di 18 file per 8 pixel. Durante la notte, venne creato un numero crescente di animazioni. Ma la parte interattiva del progetto non finisce qui: vi fu anche la possibilità di giocare al classico gioco arcade pong sul palazzo usando un telefono cellulare e di scrivere addirittura dei messaggi d’amore sullo schermo.

Proprio mentre Martin Creed vinceva il premio inglese Turner Prize di 20.000 sterline per un opera costituita da una stanza vuota con le luci che si accendono e spengono, dimostrando quindi l’interesse nuovo degli artisti mediali per l’uso del mezzo della luce in ambienti chiusi e pubblici,  un lavoro dalle dimensioni molto maggiori era fruibile da chiunque nel cuore di Berlino. Realizzato dal CCC(Chaos Computer Club) Blinkenlights è costituito da 144 luci piazzate fuori da altrettante stanze poste negli ultimi otto piani della “Haus der Lehrers�?, un vecchio palazzo usato in passato dal governo della Germania dell'Est (DDR), che affaccia sulla centralissima Alexanderplatz. Attraverso l'interfaccia presente sul sito del gruppo era possibile inviare il proprio “filmato�?' che, se ritenuto abbastanza interessante, veniva mostrato ripetutamente durante il giorno, alternato a partite del gioco pong, giocabili pubblicamente, per breve tempo, attraverso i telefoni cellulari. Con più di diecimila visite giornaliere, l'opera era visibile pure dalla più vicina stazione della metropolitana, e con migliorie costanti è stata attiva fino al febbraio 2002.

Arcade Arcade

Seguendo l’originale installazione «Blinkenlights» di Berlino, «Arcade» segna un nuovo passo nelle installazioni di luci interattive in spazi pubblici. In occasione delle Notti Bianche di Parigi, il gruppo di hackers ed artisti digitali CCC (Chaos Computer Club) trasformò la torre T2 della Biblioteca Nazionale di Francia in un immenso schermo di computer. Con una matrice di 20 X 26 finestre (che diventano poi 520 pixels utilizzabili) e una dimensione di 3370 metri, l’installazione «Arcade» divenne il più grande schermo di computer mai visto… «Arcade» promosse una serie di giochi da computer classici da giocarci sullo schermo-palazzo, permettendo a tutti di interagire con un semplice cellulare. Tra gli altri, si ebbe l’occasione di giocare a quello che forse è il gioco forse preferito da tutti gli amanti dei puzzle: Tetris. Con il design di luci controllato elettronicamente, il team di Blinkenlights potè intervenire anche sulla potenza dei singoli pixel. Si crearono così animazioni in larga scala che animarono la vita notturna parigina. Per partecipare alla videosfida più originale della storia serviva solo un telefono cellulare a mo' di joystick. Lo schermo era invece fornito direttamente dalla facciata dell'Archivio. Di che si trattava? Del progetto "Arcade" di Blinkenlights. Se a qualcuno fosse capitato di passare dalle parti di Parigi in quel periodo e magari di trovarsi, sul finire del giorno, davanti alla Bibliothèque Nationale de France, avrebbe potuto cogliere l'opportunità di giocare la partita a Tetris più incredibile della storia. Non serviva altro che un telefono cellulare, con il quale il giocatore doveva posizionarsi di fronte alla facciata dell’edificio che ospita la biblioteca e poi comporre un numero telefonico che era 33 (1) 44247350, per l'esattezza. Dopo qualche secondo, sulla facciata si illuminava la scritta "Tetris" e subito dopo cominceranno a cadere i primi mattoncini. Per muoverli sul gigantesco schermo dovranno essere usati i tasti 4, 5 e 6 del cellulare. L'inusuale partita era "offerta" dagli artisti digitali riuniti attorno al "Project Blinkenlights" che, con la nuova iniziativa battezzata "Arcade" trasformavano gli edifici in campi da gioco virtuali per i videogame più celebri della storia. Oltre al Tetris ad essere coinvolti nel progetto tra gli altri c’erano anche il leggendario Pong e Pacman.

Bibliografia:

Webliografia:

http://www.mytech.it/mytech/news/art006010048742.jsp http://www.itportal.it/special/internet/controcultura/ http://storico.olografix.org/ilcentro/ilcentro1112.html