Cinema: differenze tra le versioni

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Con l’invenzione del cinema e con le prime sperimentazioni artistiche e linguistiche correlate ad esso, si ha una vera e propria rivoluzione.
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Con l’invenzione del cinema e con le prime sperimentazioni artistiche e linguistiche correlate ad esso, si ha una vera e propria rivoluzione.
 
Scoperto il mezzo, gli artisti sperimentano e codificano una serie di linguaggi che permettano loro di esprimersi artisticamente con tale mezzo.
 
Scoperto il mezzo, gli artisti sperimentano e codificano una serie di linguaggi che permettano loro di esprimersi artisticamente con tale mezzo.
Nel testo di [[Benjamin Walter |Benjamin]] è interessante notare il punto di vista dei critici più reazionari e scettici nei confronti della settima arte: essi affermano che con essa si fa un balzo indietro fino all’epoca dei geroglifici egiziani, nei quali la raffigurazione era sequenziale e piatta.
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Nel testo di [[Benjamin Walter |Benjamin]] è interessante notare il punto di vista dei critici più reazionari e scettici nei confronti della settima arte: essi affermano che con essa si fa un balzo indietro fino all’epoca dei geroglifici egiziani, nei quali la raffigurazione era sequenziale e piatta.
In realtà il cinema rappresenta la prima vera e grande opera d’arte immateriale, e possiamo affermare che ha insita in sé già la dimensione virtuale, che in futuro diverrà sempre più preponderante all’interno delle sperimentazioni artistiche.
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In realtà il cinema rappresenta la prima vera e grande opera d’arte immateriale, e possiamo affermare che ha insita in sé già la dimensione virtuale, che in futuro diverrà sempre più preponderante all’interno delle sperimentazioni artistiche.
  
Il cinema è luce proiettata e suoni che scorrono nel tempo, quindi materialmente non esiste. Certo, fisicamente le immagini sono impresse sulla pellicola, ma è lo stesso che affermare che l’oggetto della musica sono gli altoparlanti dalla quale fuoriesce. Un’altra caratteristica del cinema, come sottolineato anche da [[Benjamin Walter |Water Benjamin]], è la sua totale riproducibilità. Esso non possiede un’aura, come per esempio un quadro, ma dipende dagli apparati tecnici che lo riproducono, dalla sala nella quale è proiettato, dall’impianto audio che ne riproduce il suono e da innumerevoli altri fattori.
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Il cinema è luce proiettata e suoni che scorrono nel tempo, quindi materialmente non esiste. Certo, fisicamente le immagini sono impresse sulla pellicola, ma è lo stesso che affermare che l’oggetto della musica sono gli altoparlanti dalla quale fuoriesce. Un’altra caratteristica del cinema, come sottolineato anche da [[Benjamin Walter |Water Benjamin]], è la sua totale riproducibilità. Esso non possiede un’aura, come per esempio un quadro, ma dipende dagli apparati tecnici che lo riproducono, dalla sala nella quale è proiettato, dall’impianto audio che ne riproduce il suono e da innumerevoli altri fattori.
E quando il film comincia, opera d’arte immateriale fatta di luce, suoni e spazio-tempo, ecco che le luci si spengono e ci ritroviamo nell’oscurità, i nostri sensi sono come trasportati in un’altra dimensione, una dimensione virtuale, appunto. Il cinema è virtuale perché percettivamente ci permette di entrare in un mondo artificiale, una dimensione quasi onirica che non esiste, dove vigono altre leggi rispetto a quelle del mondo reale. Leggi che consistono nel linguaggio cinematografico: il montaggio, i movimenti di macchina, le inquadrature, le ellissi temporali, la colonna sonora che sottolinea gli eventi. Siamo catapultati quindi in un’altra realtà, che non esiste materialmente, nella quale il Dio onnipotente è il regista del film, o comunque tutta la troupe che ha realizzato il film.
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E quando il film comincia, opera d’arte immateriale fatta di luce, suoni e spazio-tempo, ecco che le luci si spengono e ci ritroviamo nell’oscurità, i nostri sensi sono come trasportati in un’altra dimensione, una dimensione virtuale, appunto. Il cinema è virtuale perché percettivamente ci permette di entrare in un mondo artificiale, una dimensione quasi onirica che non esiste, dove vigono altre leggi rispetto a quelle del mondo reale. Leggi che consistono nel linguaggio cinematografico: il montaggio, i movimenti di macchina, le inquadrature, le ellissi temporali, la colonna sonora che sottolinea gli eventi. Siamo catapultati quindi in un’altra realtà, che non esiste materialmente, nella quale il Dio onnipotente è il regista del film, o comunque tutta la troupe che ha realizzato il film.
  
Il cinema è paradossalmente un’arte capitalista e socialista insieme. Questa affermazione potrà sembrare una contraddizione allucinante, ma in realtà oggi la stragrande maggioranza dei film prodotti e che detengono il mercato del cinema sono in mano a grandi case ricche e potenti che possiedono il monopolio come quelle di Hollywood. Il cinema è un’arte industriale, ha bisogno di capitali e produttori facoltosi per esprimersi al meglio, ed è imprescindibilmente legato al mercato, alla pubblicità, al consenso del pubblico e a tutti quei meccanismi che sono la base del capitalismo moderno. Però è anche un’arte democratica e socialista, ed essendo collettiva prevede la partecipazione di molte persone. Dagli attori ai tecnici, un film è un’opera d’arte alla quale hanno lavorato centinaia di persone. Anche quest’ultimo attributo lo rende un ottimo predecessore di quella che in futuro probabilmente sarà l’opera d’arte: immateriale e collettiva.
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Il cinema è paradossalmente un’arte capitalista e socialista insieme. Questa affermazione potrà sembrare una contraddizione allucinante, ma in realtà oggi la stragrande maggioranza dei film prodotti e che detengono il mercato del cinema sono in mano a grandi case ricche e potenti che possiedono il monopolio come quelle di Hollywood. Il cinema è un’arte industriale, ha bisogno di capitali e produttori facoltosi per esprimersi al meglio, ed è imprescindibilmente legato al mercato, alla pubblicità, al consenso del pubblico e a tutti quei meccanismi che sono la base del capitalismo moderno. Però è anche un’arte democratica e socialista, ed essendo collettiva prevede la partecipazione di molte persone. Dagli attori ai tecnici, un film è un’opera d’arte alla quale hanno lavorato centinaia di persone. Anche quest’ultimo attributo lo rende un ottimo predecessore di quella che in futuro probabilmente sarà l’opera d’arte: immateriale e collettiva.
  
 
==Cenni di storia del cinema==
 
==Cenni di storia del cinema==
I primi rudimentali esempi di cinematografia erano semplici sviluppi della lanterna magica e strumenti ottici simili, che potevano essere usati per proiettare immagini ferme per fare in modo che l'occhio umano percepisse il movimento tramite la loro successione rapida. Naturalmente, le immagini usate per simili strumenti dovevano essere scelte e preparate con cura per raggiungere l'effetto desiderato. Usando immagini simili tra loro, ma con lievi differenze, si poteva trasmettere alla percezione del pubblico l'effetto del movimento. Il principio è ancora oggi quello applicato nel campo dell'animazione.
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I primi rudimentali esempi di cinematografia erano semplici sviluppi della lanterna magica e strumenti ottici simili, che potevano essere usati per proiettare immagini ferme per fare in modo che l'occhio umano percepisse il movimento tramite la loro successione rapida. Naturalmente, le immagini usate per simili strumenti dovevano essere scelte e preparate con cura per raggiungere l'effetto desiderato. Usando immagini simili tra loro, ma con lievi differenze, si poteva trasmettere alla percezione del pubblico l'effetto del movimento. Il principio è ancora oggi quello applicato nel campo dell'animazione.
  
Con lo sviluppo della [[fotografia]], e in particolare della pellicola cinematografica (film) di celluloide, divenne possibile registrare le immagini. L'uso della pellicola, inoltre, era decisamente più comodo per un sistema di proiezione delle immagini ad un pubblico, quando all'epoca si usavano strumenti che potevano essere utilizzati da una persona per volta, che doveva guardare all'interno dell'oggetto.
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Con lo sviluppo della [[fotografia]], e in particolare della pellicola cinematografica (film) di celluloide, divenne possibile registrare le immagini. L'uso della pellicola, inoltre, era decisamente più comodo per un sistema di proiezione delle immagini ad un pubblico, quando all'epoca si usavano strumenti che potevano essere utilizzati da una persona per volta, che doveva guardare all'interno dell'oggetto.
  
Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Cafè di Parigi dieci film di circa un minuto l'uno, tra i quali un primo piano di uno dei fratelli e sua moglie che davano da mangiare a loro figlio e Arroseur et arrose (Innaffiatore e innaffiato).
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Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Cafè di Parigi dieci film di circa un minuto l'uno, tra i quali un primo piano di uno dei fratelli e sua moglie che davano da mangiare a loro figlio e Arroseur et arrose (Innaffiatore e innaffiato).
  
Il cinema fu inizialmente pura arte visiva. Comunque, quando un film veniva proiettato in un cinematografo, per lo più teatri adattati alle esigenze, i proprietari dei locali ingaggiavano dei musicisti per accompagnare la proiezione con della musica. I musicisti, solitamente un pianista, dovevano dunque adattarsi ed accompagnare l'umore del film nei vari passaggi.
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Il cinema fu inizialmente pura arte visiva. Comunque, quando un film veniva proiettato in un cinematografo, per lo più teatri adattati alle esigenze, i proprietari dei locali ingaggiavano dei musicisti per accompagnare la proiezione con della musica. I musicisti, solitamente un pianista, dovevano dunque adattarsi ed accompagnare l'umore del film nei vari passaggi.
  
Più tardi, lo sviluppo tecnologico permise di creare una colonna sonora sincronizzata con le immagini sullo schermo, e che poteva essere registrata a parte dalle riprese del film. I film sonori vennero inizialmente conosciuti come "film parlanti".
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Più tardi, lo sviluppo tecnologico permise di creare una colonna sonora sincronizzata con le immagini sullo schermo, e che poteva essere registrata a parte dalle riprese del film. I film sonori vennero inizialmente conosciuti come "film parlanti".
  
L'ultimo decisivo gradino che ha portato il cinema alla concezione moderna fu l'introduzione del colore, che venne adottato più gradualmente rispetto al sonoro. Come la tecnologia si sviluppò, sempre più film si avvalsero del colore, ed è oggi ormai una pratica universale, diversamente dalla [[fotografia]], dove il bianco e nero è sopravvissuto per vari motivi. In rare eccezioni, comunque, come nel film di Steven Spielberg "Schindler's List", la scelta del B/N ha a che fare con ragioni artistiche.
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L'ultimo decisivo gradino che ha portato il cinema alla concezione moderna fu l'introduzione del colore, che venne adottato più gradualmente rispetto al sonoro. Come la tecnologia si sviluppò, sempre più film si avvalsero del colore, ed è oggi ormai una pratica universale, diversamente dalla [[fotografia]], dove il bianco e nero è sopravvissuto per vari motivi. In rare eccezioni, comunque, come nel film di Steven Spielberg "Schindler's List", la scelta del B/N ha a che fare con ragioni artistiche.
  
 
==Proiezione==
 
==Proiezione==
Le pellicole cinematografiche vengono proiettate in apposite sale dette appunto cinematografiche o cinematografi, per lo più teatri, adattati ad ospitare uno schermo al posto del palco e un proiettore in fondo alla sala; oggi, visto il numero e la specializzazione in generi del cinema, la tendenza è di riunire più sale cinematografiche di varia capienza in una sola struttura creata appositamente, i cinema multisala o più semplicemente multisale.
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Le pellicole cinematografiche vengono proiettate in apposite sale dette appunto cinematografiche o cinematografi, per lo più teatri, adattati ad ospitare uno schermo al posto del palco e un proiettore in fondo alla sala; oggi, visto il numero e la specializzazione in generi del cinema, la tendenza è di riunire più sale cinematografiche di varia capienza in una sola struttura creata appositamente, i cinema multisala o più semplicemente multisale.
  
 
I cinematografi
 
I cinematografi
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Con l'avvento del sonoro, anche i cinematografi dovettero adattarsi alle nuove esigenze di quello che stava comiciando a diventare un ricco business, e nacquero le prime sale cinematografiche vere e proprie, dedicate esclusivamente alla proiezione di film.
 
Con l'avvento del sonoro, anche i cinematografi dovettero adattarsi alle nuove esigenze di quello che stava comiciando a diventare un ricco business, e nacquero le prime sale cinematografiche vere e proprie, dedicate esclusivamente alla proiezione di film.
  
Cominciò così la prima età dell'oro del cinema, e le sale si diffusero rapidamente in tutto il mondo.
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Cominciò così la prima età dell'oro del cinema, e le sale si diffusero rapidamente in tutto il mondo.
  
Oggi ormai le sale uniche sono una rarità, e si sono sempre più diffusi i cinema multisala, che sfruttano il richiamo di più pellicole e sale più piccole per ottimizzare i ricavi, secondo la logica ormai diffusa dello show-business.
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Oggi ormai le sale uniche sono una rarità, e si sono sempre più diffusi i cinema multisala, che sfruttano il richiamo di più pellicole e sale più piccole per ottimizzare i ricavi, secondo la logica ormai diffusa dello show-business.
  
  
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*produzione
 
*produzione
Se la proiezione di un film è una cosa tutto sommato semplice ed economica, la sua creazione invece è una vera e propria impresa che richiede la coordinazione di una troupe di centinaia di persone, l'impiego di macchinari e attrezzature molto costose, la pianificazione di molte attività diverse, a volte contemporanee, e l'investimento di grosse somme di denaro: girare (creare) un film in modo professionale, anche in economia, costa comunque cifre dell'ordine del milione di euro. A fronte di questi costi e di queste difficoltà un film riuscito, che ha successo, può rendere cifre straordinarie. D'altra parte, se il film non piace, la perdita è molto grave.
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Se la proiezione di un film è una cosa tutto sommato semplice ed economica, la sua creazione invece è una vera e propria impresa che richiede la coordinazione di una troupe di centinaia di persone, l'impiego di macchinari e attrezzature molto costose, la pianificazione di molte attività diverse, a volte contemporanee, e l'investimento di grosse somme di denaro: girare (creare) un film in modo professionale, anche in economia, costa comunque cifre dell'ordine del milione di euro. A fronte di questi costi e di queste difficoltà un film riuscito, che ha successo, può rendere cifre straordinarie. D'altra parte, se il film non piace, la perdita è molto grave.
  
 
*Regia
 
*Regia
Quella che è inizialmente solo un'idea di trama nella mente di una persona, può essere trasposta, dalla persona stessa, in romanzo, oppure, più semplicemente, in sceneggiatura; quest'ultima è anch'essa, in un certo senso, una specie di romanzo, con la differenza che una sceneggiatura è molto più schematica e meno romanzata, in quanto ha il solo scopo di spiegare al regista come deve fare per trasferire sullo schermo l'idea iniziale.
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Quella che è inizialmente solo un'idea di trama nella mente di una persona, può essere trasposta, dalla persona stessa, in romanzo, oppure, più semplicemente, in sceneggiatura; quest'ultima è anch'essa, in un certo senso, una specie di romanzo, con la differenza che una sceneggiatura è molto più schematica e meno romanzata, in quanto ha il solo scopo di spiegare al regista come deve fare per trasferire sullo schermo l'idea iniziale.
  
Basandosi quindi sulla sceneggiatura, il regista decide il tipo di inquadratura, la durata delle sequenze, l'ambientazione, il modo in cui attori e comparse devono interagire tra loro e con il set, affinché il risultato finale sia che lo spettatore creda di stare realmente assistendo all'avvenimento descritto dall'autore del romanzo o della sceneggiatura.
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Basandosi quindi sulla sceneggiatura, il regista decide il tipo di inquadratura, la durata delle sequenze, l'ambientazione, il modo in cui attori e comparse devono interagire tra loro e con il set, affinché il risultato finale sia che lo spettatore creda di stare realmente assistendo all'avvenimento descritto dall'autore del romanzo o della sceneggiatura.
  
Successivamente, è sempre la regia a stabilire che tipo di musica o di colonna sonora in generale dovrà accompagnare quella o quell'altra scena allo scopo di enfatizzare uno stato d'animo, evidenziare una situazione, sottolineare un particolare, e quant'altro serva a far capire allo spettatore qualche cosa che nel romanzo veniva reso tramite le parole, mentre nel film può essere reso solo con immagini e suoni.
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Successivamente, è sempre la regia a stabilire che tipo di musica o di colonna sonora in generale dovrà accompagnare quella o quell'altra scena allo scopo di enfatizzare uno stato d'animo, evidenziare una situazione, sottolineare un particolare, e quant'altro serva a far capire allo spettatore qualche cosa che nel romanzo veniva reso tramite le parole, mentre nel film può essere reso solo con immagini e suoni.
  
L'abilità di un regista sta infatti proprio nel riuscire a sopperire alla impossibilità delle semplici immagini di trasmettere pensieri e sensazioni che possono invece essere facilmente descritte con le parole.
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L'abilità di un regista sta infatti proprio nel riuscire a sopperire alla impossibilità delle semplici immagini di trasmettere pensieri e sensazioni che possono invece essere facilmente descritte con le parole.
  
Così, se in un romanzo, per dare l'idea di caldo soffocante, è sufficiente dire "faceva un caldo soffocante", in un film il regista dovrà servirsi di artifici vari per comunicare questa idea allo spettatore: potrà fare un inquadratura ponendo la telecamera al livello del suolo e riprendendo soggetti lontani, in modo da far vedere sullo schermo l'aria che "tremola" per il caldo; oppure potrà inquadrare la camicia inzuppata di sudore del protagonista; o potrà far vedere una persona che cerca di far funzionare un ventilatore, o ancora potrà semplicemente far comparire in un angolo dell'inquadratura un ventilatore a soffitto che ruota lentamente, e così via.
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Così, se in un romanzo, per dare l'idea di caldo soffocante, è sufficiente dire "faceva un caldo soffocante", in un film il regista dovrà servirsi di artifici vari per comunicare questa idea allo spettatore: potrà fare un inquadratura ponendo la telecamera al livello del suolo e riprendendo soggetti lontani, in modo da far vedere sullo schermo l'aria che "tremola" per il caldo; oppure potrà inquadrare la camicia inzuppata di sudore del protagonista; o potrà far vedere una persona che cerca di far funzionare un ventilatore, o ancora potrà semplicemente far comparire in un angolo dell'inquadratura un ventilatore a soffitto che ruota lentamente, e così via.
  
Una volta terminato di girare le scene secondo le istruzioni del regista, si ottiene appunto il girato, ossia l'insieme di tutte le scene girate durante la produzione del film; sarà poi il regista stesso a decidere se eliminare qualche scena dal montaggio finale, al quale però potrà anche eventualmente contribuire il produttore (che è colui che ha finanziato il film) allo scopo di rispettare i limiti prefissati di durata del film, le richieste della censura, e così via.
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Una volta terminato di girare le scene secondo le istruzioni del regista, si ottiene appunto il girato, ossia l'insieme di tutte le scene girate durante la produzione del film; sarà poi il regista stesso a decidere se eliminare qualche scena dal montaggio finale, al quale però potrà anche eventualmente contribuire il produttore (che è colui che ha finanziato il film) allo scopo di rispettare i limiti prefissati di durata del film, le richieste della censura, e così via.
  
 
*soggetto e sceneggiatura
 
*soggetto e sceneggiatura
La produzione di un film parte generalmente da un'idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film. Il soggetto, contenente solo lo svolgimento della vicenda in linea di massima, è presentato a uno o più produttori. Se ci sono i presupposti per uno sviluppo del progetto, il soggetto viene tramutato in sceneggiatura. Questo secondo processo è decisamente più lungo e delicato del precedente, e richiede delle buone conoscenze tecniche: una buona sceneggiatura, infatti, getta le basi per una buona riuscita del prodotto finale. Lo svolgimento dell'azione narrato nel soggetto viene elaborato e raffinato, creando il copione finale del film, che comprende la suddivisione in scene, i dialoghi, le ambientazioni, indicazioni sulle azioni dei personaggi e sulle loro personalità, tutto quello che, insomma, può servire al regista per sviluppare le riprese. Il regista, se già coinvolto nel progetto durante questa fase (spesso il regista viene scelto a sceneggiatura ultimata), può fornire il suo apporto nella stesura del testo. In seguito, avrà comunque la possibilità di cambiarlo e modificarlo in itinere durante le riprese.
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La produzione di un film parte generalmente da un'idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film. Il soggetto, contenente solo lo svolgimento della vicenda in linea di massima, è presentato a uno o più produttori. Se ci sono i presupposti per uno sviluppo del progetto, il soggetto viene tramutato in sceneggiatura. Questo secondo processo è decisamente più lungo e delicato del precedente, e richiede delle buone conoscenze tecniche: una buona sceneggiatura, infatti, getta le basi per una buona riuscita del prodotto finale. Lo svolgimento dell'azione narrato nel soggetto viene elaborato e raffinato, creando il copione finale del film, che comprende la suddivisione in scene, i dialoghi, le ambientazioni, indicazioni sulle azioni dei personaggi e sulle loro personalità, tutto quello che, insomma, può servire al regista per sviluppare le riprese. Il regista, se già coinvolto nel progetto durante questa fase (spesso il regista viene scelto a sceneggiatura ultimata), può fornire il suo apporto nella stesura del testo. In seguito, avrà comunque la possibilità di cambiarlo e modificarlo in itinere durante le riprese.
  
 
*Fotografia
 
*Fotografia
La [[fotografia]] cinematografica ha un ruolo fondamentale nella produzione di un film, essendo la responsabile principale dell'aspetto estetico finale del prodotto. Il direttore della [[fotografia]] è uno dei collaboratori più stretti ed importanti del regista. Insieme decidono la composizione ed il taglio dell'inquadratura, a che distanza inquadrare un soggetto, con quale angolo di ripresa, etc. In base alla scena che si vuole riprendere, si deciderà, ad esempio, se effettuare una carrellata, una panoramica, un primo piano, un campo lungo, etc. La vicinanza o meno della macchina da presa può influire, infatti, sulla carica emotiva della scena. Ad esempio, inquadrando il volto di un attore, lo spettatore è coinvolto maggiormente rispetto ad un'inquadratura più ampia comprendente tutto l'ambiente circostante. Oppure, in una scena di guerra, utilizzando una steadicam ed adottando il punto di vista di un soldato, si proietta lo spettatore nel vivo dell'azione. In questo contesto, possiamo affermare che la [[fotografia]] è l'arte di "raccontare per immagini", ed è parte integrante di quello che è definito come "il linguaggio cinematografico": le immagini non sono altro che le parole (o i segni) del linguaggio, ed il montaggio ne è la grammatica (o la sintassi).
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La [[fotografia]] cinematografica ha un ruolo fondamentale nella produzione di un film, essendo la responsabile principale dell'aspetto estetico finale del prodotto. Il direttore della [[fotografia]] è uno dei collaboratori più stretti ed importanti del regista. Insieme decidono la composizione ed il taglio dell'inquadratura, a che distanza inquadrare un soggetto, con quale angolo di ripresa, etc. In base alla scena che si vuole riprendere, si deciderà, ad esempio, se effettuare una carrellata, una panoramica, un primo piano, un campo lungo, etc. La vicinanza o meno della macchina da presa può influire, infatti, sulla carica emotiva della scena. Ad esempio, inquadrando il volto di un attore, lo spettatore è coinvolto maggiormente rispetto ad un'inquadratura più ampia comprendente tutto l'ambiente circostante. Oppure, in una scena di guerra, utilizzando una steadicam ed adottando il punto di vista di un soldato, si proietta lo spettatore nel vivo dell'azione. In questo contesto, possiamo affermare che la [[fotografia]] è l'arte di "raccontare per immagini", ed è parte integrante di quello che è definito come "il linguaggio cinematografico": le immagini non sono altro che le parole (o i segni) del linguaggio, ed il montaggio ne è la grammatica (o la sintassi).
  
 
*Montaggio
 
*Montaggio
Il montaggio è solitamente considerato l'anima del cinema e parte essenziale della messa in scena operata dal regista. Il primo a rendere evidenti le potenzialità del montaggio fu David W. Griffith nel film La nascita di una nazione, ove teorizzò gli elementi alla base del "linguaggio cinematografico": inquadratura, scena e sequenza.
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Il montaggio è solitamente considerato l'anima del cinema e parte essenziale della messa in scena operata dal regista. Il primo a rendere evidenti le potenzialità del montaggio fu David W. Griffith nel film La nascita di una nazione, ove teorizzò gli elementi alla base del "linguaggio cinematografico": inquadratura, scena e sequenza.
  
Grande attenzione al montaggio venne riservata dai registi sovietici degli anni '20. Kulesov ed Ejzenstejn furono i principali teorici del montaggio. Kulesov dimostrò l'importanza del montaggio nella percezione del film attraverso un famoso esperimento. Facendo seguire sempre lo stesso primo piano dell'attore Mozzuchin di volta in volta ad un piatto di minestra, un cadavere o un bambino, rese evidente che lo spettatore avrebbe letto nel volto fame, tristezza o gioia. Questo prende il nome di "Effetto Kulesov". Ejzenstejn invece teorizzò il "Montaggio delle attrazioni". Nel 1923 pubblicò un saggio in cui anticipava la pratica che avrebbe usato poi nelle sue pellicole. Nei suoi lavori, come Sciopero (1925) o La corazzata Potemkin (1925), il regista inserì varie immagini non diegetiche, cioè estranee al testo filmico rappresentato, ma che per la loro capacità di esemplificazione potevano essere associate alle scene. Ad esempio, in Sciopero, la soppressione della rivolta viene mostrata attraverso lo sgozzamento di un bue. Praticò un'estrema frammentazione delle inquadrature, per cui un unico gesto viene mostrato da più angolazioni. Questo metodo di Montaggio si contrapponeva al montaggio classico o invisibile. Hollywood infatti attraverso i campo-controcampo o i raccordi sullo sguardo cercava di rendere il montaggio il più fluente possibile.
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Grande attenzione al montaggio venne riservata dai registi sovietici degli anni '20. Kulesov ed Ejzenstejn furono i principali teorici del montaggio. Kulesov dimostrò l'importanza del montaggio nella percezione del film attraverso un famoso esperimento. Facendo seguire sempre lo stesso primo piano dell'attore Mozzuchin di volta in volta ad un piatto di minestra, un cadavere o un bambino, rese evidente che lo spettatore avrebbe letto nel volto fame, tristezza o gioia. Questo prende il nome di "Effetto Kulesov". Ejzenstejn invece teorizzò il "Montaggio delle attrazioni". Nel 1923 pubblicò un saggio in cui anticipava la pratica che avrebbe usato poi nelle sue pellicole. Nei suoi lavori, come Sciopero (1925) o La corazzata Potemkin (1925), il regista inserì varie immagini non diegetiche, cioè estranee al testo filmico rappresentato, ma che per la loro capacità di esemplificazione potevano essere associate alle scene. Ad esempio, in Sciopero, la soppressione della rivolta viene mostrata attraverso lo sgozzamento di un bue. Praticò un'estrema frammentazione delle inquadrature, per cui un unico gesto viene mostrato da più angolazioni. Questo metodo di Montaggio si contrapponeva al montaggio classico o invisibile. Hollywood infatti attraverso i campo-controcampo o i raccordi sullo sguardo cercava di rendere il montaggio il più fluente possibile.
  
 
Il montatore segue le indicazioni del regista, che supervisiona il lavoro, e procede a visionare il girato tagliando le inquadrature utili ed unendole tra loro. Tutte le scene, girate in un ordine casuale, sono poi montate nell'ordine previsto dalla sceneggiatura. Il montaggio detta, quindi, il ritmo del film ed il suo stile narrativo.
 
Il montatore segue le indicazioni del regista, che supervisiona il lavoro, e procede a visionare il girato tagliando le inquadrature utili ed unendole tra loro. Tutte le scene, girate in un ordine casuale, sono poi montate nell'ordine previsto dalla sceneggiatura. Il montaggio detta, quindi, il ritmo del film ed il suo stile narrativo.
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*colonna sonora
 
*colonna sonora
Con il termine colonna sonora (in inglese soundtrack) ci si riferisce in senso lato all'audio di un film. In termini di formati cinematografici, la colonna sonora è l'area fisica della pellicola cinematografica dedicata a registrare il sonoro sincronizzato.
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Con il termine colonna sonora (in inglese soundtrack) ci si riferisce in senso lato all'audio di un film. In termini di formati cinematografici, la colonna sonora è l'area fisica della pellicola cinematografica dedicata a registrare il sonoro sincronizzato.
  
Il termine è comunemente usato per riferirsi semplicemente alla musica di un film, e/o all'album che contiene le musiche.
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Il termine è comunemente usato per riferirsi semplicemente alla musica di un film, e/o all'album che contiene le musiche.
  
In molti casi, queste vengono composte esclusivamente ed appositamente per il film o l'album (come quella di Saturday Night Fever). Nel 1916, Victor Schertzinger registrò le prime musiche per essere usate specificatamente per una pellicola cinematografica, e la vendita di colonne sonore di film divenne uno standard negli anni Trenta.
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In molti casi, queste vengono composte esclusivamente ed appositamente per il film o l'album (come quella di Saturday Night Fever). Nel 1916, Victor Schertzinger registrò le prime musiche per essere usate specificatamente per una pellicola cinematografica, e la vendita di colonne sonore di film divenne uno standard negli anni Trenta.
  
 
Alcune colonne sonore, o alcune canzoni da queste estratte, sono rimaste memorabili nella storia del cinema. E alcuni sodalizi celebri tra compositori e registi hanno finito per diventare tratto distintivo della filmografia di questi ultimi: si pensi a Prokovief per Eisenstein, Rota per Fellini o Morricone per Leone.
 
Alcune colonne sonore, o alcune canzoni da queste estratte, sono rimaste memorabili nella storia del cinema. E alcuni sodalizi celebri tra compositori e registi hanno finito per diventare tratto distintivo della filmografia di questi ultimi: si pensi a Prokovief per Eisenstein, Rota per Fellini o Morricone per Leone.
  
 
==Il cinema digitale==  
 
==Il cinema digitale==  
Sino ad alcuni anni fa, cinema e televisione erano due media ben distinti: il cinema fondava la sua forza sulla qualità della pellicola e sulla visione dei film in apposite sale ove la proiezione avveniva al buio (favorendo l'attenzione degli spettatori); la televisione risultava imbattibile per la sua capacità di rappresentare l'evento contestualmente al suo verificarsi, pur se la qualità e la definizione delle immagini erano appena sufficienti per una visione su uno schermo domestico.
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Sino ad alcuni anni fa, cinema e televisione erano due media ben distinti: il cinema fondava la sua forza sulla qualità della pellicola e sulla visione dei film in apposite sale ove la proiezione avveniva al buio (favorendo l'attenzione degli spettatori); la televisione risultava imbattibile per la sua capacità di rappresentare l'evento contestualmente al suo verificarsi, pur se la qualità e la definizione delle immagini erano appena sufficienti per una visione su uno schermo domestico.
  
Lo sviluppo dell'elettronica ha mutato questo rapporto. Così come già avvenuto in campo musicale, ove il CD ha soppiantato l'LP analogico (ma non del tutto, visto che molti continuano a preferire il suono dell'LP, giudicato più veritiero in quanto più ricco di frequenze e dunque dotato di maggiore spazialità sonora), anche nel mondo del cinema si sta tentando di imporre sistemi interamente digitali di registrazione-riproduzione.
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Lo sviluppo dell'elettronica ha mutato questo rapporto. Così come già avvenuto in campo musicale, ove il CD ha soppiantato l'LP analogico (ma non del tutto, visto che molti continuano a preferire il suono dell'LP, giudicato più veritiero in quanto più ricco di frequenze e dunque dotato di maggiore spazialità sonora), anche nel mondo del cinema si sta tentando di imporre sistemi interamente digitali di registrazione-riproduzione.
  
È bene ricordare che un'immagine non è altro che una massa di informazioni. E l'informazione, a sua volta, è qualsiasi oggetto fisico capace di distinguersi, di differenziarsi, di essere diverso da ciò che gli sta vicino. Nel cinema tradizionale, ogni singola informazione dell'oggetto da rappresentare è raccolta in modo analogico: vale a dire che un altro oggetto fisico modifica il suo stato in modo proporzionale con l'oggetto da rappresentare. In particolare l'immagine è ottenuta per mezzo di una emulsione fotosensibile, la quale è una sospensione di minuti cristalli di alogenuri d'argento - sali assai sensibili all'effetto della luce - dispersi in una matrice di gelatina fissata ad un supporto solido.
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È bene ricordare che un'immagine non è altro che una massa di informazioni. E l'informazione, a sua volta, è qualsiasi oggetto fisico capace di distinguersi, di differenziarsi, di essere diverso da ciò che gli sta vicino. Nel cinema tradizionale, ogni singola informazione dell'oggetto da rappresentare è raccolta in modo analogico: vale a dire che un altro oggetto fisico modifica il suo stato in modo proporzionale con l'oggetto da rappresentare. In particolare l'immagine è ottenuta per mezzo di una emulsione fotosensibile, la quale è una sospensione di minuti cristalli di alogenuri d'argento - sali assai sensibili all'effetto della luce - dispersi in una matrice di gelatina fissata ad un supporto solido.
  
Nel cinema digitale, invece, l'informazione è raccolta da una cifra (in inglese: digit): dato un certo spazio, si può stabilire che al numero "0" corrisponda il bianco, ed al numero "1" il nero. In questo modo, scomponendo un'immagine in punti, è possibile trasformarla in una sequenza numerica. È ovvio che maggiore è la quantità di informazioni numeriche raccolte, maggiore sarà l'accuratezza dell'immagine ottenuta.
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Nel cinema digitale, invece, l'informazione è raccolta da una cifra (in inglese: digit): dato un certo spazio, si può stabilire che al numero "0" corrisponda il bianco, ed al numero "1" il nero. In questo modo, scomponendo un'immagine in punti, è possibile trasformarla in una sequenza numerica. È ovvio che maggiore è la quantità di informazioni numeriche raccolte, maggiore sarà l'accuratezza dell'immagine ottenuta.
  
La registrazione e riproduzione digitale delle immagini comporta due ordini di problemi: il primo riguarda la raccolta di tutte le informazioni necessarie per comporre l'immagine; il secondo attiene alla gestione di queste informazioni; compito, questo, che compete al dispositivo incaricato di trasformare le sequenze numeriche in unità visibili (cd. matrice). Ogni singola unità visibile, che può assumere un unico stato cromatico, si chiama pixel (contrazione dell'espressione picture element).
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La registrazione e riproduzione digitale delle immagini comporta due ordini di problemi: il primo riguarda la raccolta di tutte le informazioni necessarie per comporre l'immagine; il secondo attiene alla gestione di queste informazioni; compito, questo, che compete al dispositivo incaricato di trasformare le sequenze numeriche in unità visibili (cd. matrice). Ogni singola unità visibile, che può assumere un unico stato cromatico, si chiama pixel (contrazione dell'espressione picture element).
  
Secondo alcuni studi, l'accuratezza (più nota come risoluzione) massima di una pellicola negativa 35 mm è pari a 6 milioni di pixel (che si abbassa 4 milioni di pixel per le distorsioni introdotte dalle ottiche). Tale misurazione è, tuttavia, da alcuni criticata, in quanto tale definizione verrebbe valutata secondo un parametro estraneo all'immagine chimica: la risolutezza di una pellicola è infatti propriamente misurata dalla curva MTF (Modulation Transfer Function) che esprime i valori percentuali di riproduzione delle linee per millimetro presenti sulla mira di riferimento.
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Secondo alcuni studi, l'accuratezza (più nota come risoluzione) massima di una pellicola negativa 35 mm è pari a 6 milioni di pixel (che si abbassa 4 milioni di pixel per le distorsioni introdotte dalle ottiche). Tale misurazione è, tuttavia, da alcuni criticata, in quanto tale definizione verrebbe valutata secondo un parametro estraneo all'immagine chimica: la risolutezza di una pellicola è infatti propriamente misurata dalla curva MTF (Modulation Transfer Function) che esprime i valori percentuali di riproduzione delle linee per millimetro presenti sulla mira di riferimento.
  
In realtà, meglio dovrebbe dirsi che un'immagine digitale, per consentire di distinguere gli stessi dettagli esprimibili da una pellicola 35 mm, dovrebbe essere composta da 4 milioni di pixel. Ma la qualità di un'immagine è data anche da altri fattori, come il contrasto, la luminosità, il numero di colori e la loro pastosità,