Copyleft: differenze tra le versioni

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Queste tre libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far si che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza.
 
Queste tre libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far si che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza.
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Versione attuale delle 14:20, 12 Giu 2009

Argomento:

Copyleft

Descrizione:

In tempi recenti (2003), correnti di pensiero contrarie allo sfruttamento economico della creazione intellettuale, considerata patrimonio comune dell'umanità, e più ancora contrarie all'eccessivo (e per essi ingiustificato) arricchimento di soggetti terzi detentori di diritti sulle opere, ma non autori delle stesse, hanno sviluppato un opposto concetto che, tenendo conto di un doppio senso della lingua inglese (nella quale "right" significa sia "diritto" che "destra") hanno denominato copyleft (volendo la parola "left" dire "lasciato", participio passato di "leave", oppure "sinistra"). Attualmente, con l'avvento di internet e delle nuove tecnologie le leggi sul copyright sono sempre più severe e difficili da far rispettare. La tendenza è che la copia di opere coperte da diritti d'autore sia legittima se fatta senza scopo di lucro e ad uso privato, come avviene per le fotocopie dei libri contenuti nelle pubbliche biblioteche comunali, mentre sia illegittima se fatta a scopo di lucro, venduta in pubblico, come avviene per esempio per certa musica prodotta da certi imprenditori, senza aver pagato i diritti e venduta su certe bancarelle.

L'espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, indica un tipo di licenza libera per la quale pur garantendo le libertà previste dalla definizione, vengono imposte delle restrizioni sul rilascio di opere derivate in modo tale da far sì che queste si mantengano sempre libere, generalmente sotto la stessa licenza dell'opera originale.

Esempi di licenze copyleft per il software sono la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le Creative Commons License con la clausola share alike.

Storia

Il concetto di copyleft nacque mentre Stallman Richard stava lavorando ad un interprete Lisp. Symbolisc chiese di poter utilizzare l'interprete Lisp e Stallman Richard accettò di fornire loro una versione di pubblico dominio della sua opera. Symbolics estese e migliorò l'interprete Lisp, ma quando Stallman Richard volle accedere ai miglioramenti che Symbolics aveva apportato al suo interprete, Symbolics rifiutò. Così Stallman Richard, nel 1984, iniziò a lavorare per sradicare questo tipo di comportamento, che chiamò software hoarding.

Dal momento che Stallman Richard riteneva improbabile, a breve termine, eliminare le norme in materia di copyright e le ingiustizie che esse permettevano di compiere, decise di lavorare all'interno dell'ambito delle leggi vigenti e creò una sua propria licenza, la GNU General Public License (GNU GPL), la prima licenza di tipo copyleft. Per la prima volta il detentore del copyright poteva, se lo desiderava, assicurare che il massimo numero di diritti si trasferisse in maniera perpetua agli utenti del programma, a prescindere da quali modifiche sarebbero successivamente state apportate da chiunque al programma originale. Questo non garantiva diritti al pubblico in generale, solo a quelli che avevano già ricevuto il programma, ma era quanto di meglio si potesse fare con le leggi allora vigenti. Alla nuova licenza non era stata ancora data l'etichetta di licenza di tipo copyleft. Il termine copyleft, secondo alcune fonti, è venuto da un messaggio contenuto in Tiny BASIC, una versione distribuita liberamente del linguaggio BASIC scritta da Li-Chen Wang alla fine degli anni '70. Il listato dei programmi conteneva le frasi "COPYLEFT" e "ALL WRONGS RESERVED" (TUTTI I TORTI RISERVATI), giochi di parole su "copyright" e "all rights reserved" (tutti i diritti riservati), frase comunemente usata nelle dichiarazioni di copyright.

Stallman Richard afferma che la parola viene da Don Hopkins, che definisce come una persona molto immaginosa, il quale gli mandò una lettera nel 1984 o 1985, nella quale era scritto: "Copyleft—all rights reversed." (Copyleft—tutti i diritti rovesciati)

Metodologia

La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza. Questa licenza deve avere delle norme che forniscano ad ogni possessore di una copia le seguenti possibilità:

  • utilizzo senza limitazioni
  • distribuzione di un numero di copie illimitato
  • modificazione senza limiti

Queste tre libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far si che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza.

Biografia:

Webliografia: