Discussione:Fomasi Stefano - Fake: differenze tra le versioni

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The Age of Innocence è un'opera di videoarte nella quale The Fake Factory riflette sui primi anni della propria ricerca artistica nel campo della videoarte, mettendo in risalto sia gli aspetti compositivi formali legati all'evoluzione di forme primarie e dinamiche cromatiche, sia la dichiarazione di innocenza e leggerezza della propria produzione artistica, nata dall'urgenza di segnare il contemporaneo con opere di computer grafica contraddistinte da forme armoniche e contemplative.
 
The Age of Innocence è un'opera di videoarte nella quale The Fake Factory riflette sui primi anni della propria ricerca artistica nel campo della videoarte, mettendo in risalto sia gli aspetti compositivi formali legati all'evoluzione di forme primarie e dinamiche cromatiche, sia la dichiarazione di innocenza e leggerezza della propria produzione artistica, nata dall'urgenza di segnare il contemporaneo con opere di computer grafica contraddistinte da forme armoniche e contemplative.
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Si tratta di un'opera-manifesto. Stefano Fake utilizza la videoarte per mettere noi stessi di fronte al fatto che la nostra natura si sta trasformando progressivamente in immagine virtuale. Non siamo più fatti solo di atomi e molecole, ma di pixel RGB. " E'fuori dubbio che nel nuovo millennio noi siamo anche, o forse soprattutto, la riproduzione virtuale di noi stessi." (Stefano Fake)
 
Si tratta di un'opera-manifesto. Stefano Fake utilizza la videoarte per mettere noi stessi di fronte al fatto che la nostra natura si sta trasformando progressivamente in immagine virtuale. Non siamo più fatti solo di atomi e molecole, ma di pixel RGB. " E'fuori dubbio che nel nuovo millennio noi siamo anche, o forse soprattutto, la riproduzione virtuale di noi stessi." (Stefano Fake)
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Realizzato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2008, all’Interno dello spazio Fuorisalone di Interni Mondadori,  Chronophyll è un videomapping che affronta il tema della sostenibilità, dei pericoli legati al cambio climatico e della necessità di trovare energie sostenibili, anche a livello progettuale. Il lavoro di Stefano Fake è stato pubblicato su “International Design Index 2010” del festival Luminale di Francoforte (Germania).
 
Realizzato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2008, all’Interno dello spazio Fuorisalone di Interni Mondadori,  Chronophyll è un videomapping che affronta il tema della sostenibilità, dei pericoli legati al cambio climatico e della necessità di trovare energie sostenibili, anche a livello progettuale. Il lavoro di Stefano Fake è stato pubblicato su “International Design Index 2010” del festival Luminale di Francoforte (Germania).
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https://vimeo.com/3579515<br>
 
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In questa  Istallazione realizzata per il festival della creatività di Firenze, viene ripreso il tema della ricerca della perfezione formale a cui aspira l'arte astratta legata alle avanguardie storiche del '900 e in particolare al suprematismo di Malevič. Stefano Fake cerca di trovare l'equilibrio perfetto delle forme e delle proporzioni, componendo un inno alla gloria a Kazimir Malevič. Aggiungendo la dimensione temporale alla composizione visiva propria di un quadro, Stefano Fake ci porta a riflettere sul concetto di esperienza d'arte, legata alla dimensione temporale della continua costruzione e decostruzione di un'opera. In un'opera di videoarte astratta non è importante il raggiungimento della perfezione formale, ma l'esperienza della ricerca di tale forma, il costante tentativo di ottenere la perfezione. L'opera d'arte digitale è quindi esperenziale per sua natura, legata al suo svolgersi nel tempo e nello spazio in cui è messa in scena di fronte allo spettatore. L'arte di Stefano Fake è quindi esperenziale non solo per il pubblico che vi assite, ma anche per l'artista stesso in costante ricerca di una perfezione formale forse impossibile da raggiungere, ma che non ne limita lo sforzo.
 
In questa  Istallazione realizzata per il festival della creatività di Firenze, viene ripreso il tema della ricerca della perfezione formale a cui aspira l'arte astratta legata alle avanguardie storiche del '900 e in particolare al suprematismo di Malevič. Stefano Fake cerca di trovare l'equilibrio perfetto delle forme e delle proporzioni, componendo un inno alla gloria a Kazimir Malevič. Aggiungendo la dimensione temporale alla composizione visiva propria di un quadro, Stefano Fake ci porta a riflettere sul concetto di esperienza d'arte, legata alla dimensione temporale della continua costruzione e decostruzione di un'opera. In un'opera di videoarte astratta non è importante il raggiungimento della perfezione formale, ma l'esperienza della ricerca di tale forma, il costante tentativo di ottenere la perfezione. L'opera d'arte digitale è quindi esperenziale per sua natura, legata al suo svolgersi nel tempo e nello spazio in cui è messa in scena di fronte allo spettatore. L'arte di Stefano Fake è quindi esperenziale non solo per il pubblico che vi assite, ma anche per l'artista stesso in costante ricerca di una perfezione formale forse impossibile da raggiungere, ma che non ne limita lo sforzo.
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Realizzato in occasione di VicenzaOro Dubai, 2015.  
 
Realizzato in occasione di VicenzaOro Dubai, 2015.  
  
 
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Immersive Videomapping Experience, 2019<br>
 
Immersive Videomapping Experience, 2019<br>
 
https://vimeo.com/398987447<br>
 
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Ingo Maurer e Stefano Fake omaggiano la città di Milano, capitale mondiale di Forniture e Fashion Design, con uno spettaolo di videomapping sull’iconico Palazzo Mezzanotte, Milano.   
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Ingo Maurer e Stefano Fake omaggiano la città di Milano, capitale mondiale di Furniture e Fashion Design, con uno spettacolo di videomapping su Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari a Milano.   
 
Un’installazione luminosa sito-specifica di rara raffinatezza con la muscia di Ludovico Einaudi e il sound design di Simone Lalli, realizzata grazie al contributo di Salvatore Ferragamo Parfums.
 
Un’installazione luminosa sito-specifica di rara raffinatezza con la muscia di Ludovico Einaudi e il sound design di Simone Lalli, realizzata grazie al contributo di Salvatore Ferragamo Parfums.
  

Revisione 21:49, 21 Mar 2020

Stefano Fake (7 Ottobre1971), in arte THE FAKE FACTORY, <<è un artista e video designer italiano, che realizza installazioni utilizzando videoproiezioni, film, fotografie, sculture, computer grafica e tecnologie interattive. E' fra i principali esponenti della Immersive Art, che si propone di immergere lo spettatore all'interno dell'opera d'arte stessa. >>[1].

Stefano Fake

Cognome Nome / Pseudonimo / Denominazione:

Stefano Fake (THE FAKE FACTORY)

Biografia:

Originario del Lago di Como, Stefano Fake (nome d'arte di Stefano Fomasi), studia Sociologia, Scienze Politiche e Comunicazione a Milano e Madrid. Parallelamente lavora nelle produzioni televisive, cinematografiche e teatrali in Italia e all'estero. Stabilitosi a Firenze nel 1997, inizia a lavorare nel campo artistico realizzando le scenografie virtuali della Compagnia Teatrale Krypton di Giancarlo Cauteruccio, innovativo regista teatrale italiano. Egli stesso si definisce “figlio d’arte di Cauteruccio” [2], grazie al quale Stefano Fake sviluppa un forte interesse per l'applicazione del linguaggio video nelle scenografie teatrali e nelle installazioni urbane.
Sentendosi sempre più legato al mondo dell’arte contemporanea, in particolare alle scenografie virtuali e alla video arte (influenzato dall’opere di Bill Viola, Matthew Barney, Pipillotti Rist, Gary Hill, Bruce Nauman, Tony Oursler, Nam June Paik, Studio Azzurro), e alle installazioni luminose di Olafur Eliasson, James Turrell e Dan Flavin, fra gli altri, decide di cominciare a sperimentare una nuova forma di arte digitale, capace di immergere lo spettatore in un ambiente virtuale con forte impatto estetico ed emozionale.'[3].
Mentre generalmente negli spettacoli e nelle performance il pubblico e il palcoscenico sono disposti su due piani ben distinti, Stefano Fake decide di rompere questa separazione, riprendendo le stesse tecnologie usate nelle scenografie teatrali ed inserendole all’interno di piccoli spazi, delle Immersive Rooms, ambienti dove attraverso l'uso delle videoproiezioni e delle tecnologie digitali il pubblico non è solo spettatore ma diviene attore e protagonista dell’opera stessa.
L’arte immersiva è una forma d’arte che utilizza videoproiezioni multiple, luci, suoni, musiche e a volte anche essenze profumate, per avvolgere e coinvolgere lo spettatore in una esperienza d’arte totalizzante, stimolandone i sensi e attivandone le emozioni.
 Per molti musei diventa un’opportunità di rinnovamento delle regole della fruizione. Un progetto innovativo che tende a scuotere l’osservatore sia sul piano sensoriale che su quello intellettuale, suggerendo e stimolando nuove letture visive, narrative, critiche e pedagogiche sull’Arte. "Tutto il mio lavoro, essendo legato principalmente alle videoproiezioni e alle installazioni luminose monumentali, è sempre stato percepito dal pubblico come immersivo. La mia prima opera pubblica con il nome FAKE nella Casa Museo di Goethe (Goethes Gartenhaus) era già di per sè un’installazione video immersiva, seppur su scala minore (“Room with color TV”, Weimar 2001). A Firenze abbiamo spesso realizzato ambienti immersivi , come era il lavoro alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze nel 2002 (A.N.S: ambienti di nuova sensibilità, Firenze 2002). In quel momento si utilizzava già il temine “ambiente” per definire un’opera d’arte che coincideva con lo spazio stesso (si pensi gli ambienti sensibili di Studio Azzurro, mostra del 1999 al Palazzo delle Esposizioni di Roma) e al termine “esperienza” per definire il modo di fruizione delle arti digitali. Cosi, dopo anni di ricerca e sperimentazione, è stato quasi naturale che ci fosse un’apertura alle mostre immersive da parte di istituzioni prestigiose e di committenti legati al mondo dell'innovazione, in particolare del Fashion e del Furniture Design. Si tratta di un lungo percorso di sperimentazione che ci ha portato ad essere fra i maggiori esponenti dell’arte immersiva a livello italiano e internazionale."
L’artista cura personalmente il backstage dei suoi lavori, realizzando video e backstage fotografici che oltre a essere documenti visivi sono opere d'arte essi stessi. In particolare le fotografie delle sale immersive, con la presenza del pubblico, sono composizioni fotografiche con valore di opera d'arte.
<<Nel 2001 fonda The Fake Factory, uno studio (la cui sede principale è situata a Firenze) specializzato in Arte Immersiva, Projection Art e Videomapping.>>[4]. Questo laboratorio in pochi anni diventa un punto di riferimento nel contesto dell'arte digitale e immersiva a livello nazionale e internazionale, partecipando alla realizzazione di diverse centinaia di progetti (esposizioni immersive, videomapping, installazioni luminose architetturali, produzione video, scenografie video per teatro, sfilate di moda, ambienti visivi per musei, gallerie ed eventi culturali, produzione di opere multisensoriali, videoinstallazioni, opere di video arte), non solo per mostre o gallerie ma anche per riviste e grandi firme della moda e del furniture design (es. Ferragamo, Bulgari, Zegna, Guess, Diesel, Deborah, Pirelli, Interni Mondadori), quelli che l’artista definisce i “Nuovi Mecenati”[5] delle nuove forme di espressione artistica, in particolare dell'uso delle estetiche e delle tecnologie digitali. La sua intenzione è di portare lo spettatore all'interno dell'opera d'arte stessa, facendogli vivere un'esperienza immersiva multisensoriale.
Nel 2005 The Fake Factory realizza uno dei suoi primi 3D videomapping (videoproiezioni architetturali che ridisegnano con illusioni ottiche le facciate dei palazzi), questa tecnica verrà riutilizzata più volte da The Fake Factory: Bastioni di Porta Venezia, Piazza Campidoglio Roma, Castello Sforzesco Milano, Ponte Vecchio, Cave di Marmo di Carrara, Palazzo del Senato Milano, Basilica di Santo Spirito Firenze, Villa Ephrussi de Rotschild, Teatro della Pegola Firenze, Stazione Leopolda, Palazzo Marino, Palazzo Corsini, Opera di Firenze, Palazzo della Farnesina.
Nel 2006 inizia a esporre le Immersive Mirror Rooms, ambienti immersivi realizzati con videoproiezioni e superfici riflettenti. Dal 2010 collabora con L'Orchestra Italiana del Cinema per portare attraverso concerti multimediali le colonne sonore dei film nel mondo. Dal 2015 inizia a realizzare Mostre Immersive in Italia e nel Mondo, reinterpretando con linguaggi e tecnologie digitali le opere di artisti del passato (The Italian Beauty, Caravaggio Experience, Klimt Experience, Colors Art Experience, Monet Experience e gli Impressionisti francesi, Modigliani Art Experience, Leonardo da Vinci Body Immersion, Leonardo & Warhol The Genius Experience, Inside Magritte, Bach Experience). <<Dal 2010 THE FAKE FACTORY è stata inclusa nel prestigioso International Lighting Design Index, pubblicato dal Luminale di Francoforte>>[6]. Dal 2019 è ideatore e direttore artistico del progetto FARNESINA DIGITAL ART EXPERIENCE, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri Italiano, con il fine di produrre, esporre e comunicare l'arte digitale italiana nel mondo.

Sito web:

http://stefanofake.com/ http://thefakefactory.com/ http://immersiveartexperience.com/ https://immersivemirrorroom.com/

Poetica:

<<Tutto ciò che vedi è falso>>[7] questa la sintesi poetica dell’artista.
Il Fake è ironicamente una rappresentazione del mondo contemporaneo, diviso fra reale e realtà virtuali, immateriali e digitali. Cercavo un nome che fosse la sintesi del contemporaneo. E nel 2001, quando ho aperto il mio studio a Firenze, eravamo in piena esplosione di Internet e delle tecnologie di riproduzione digitale dell’arte e della vita stessa. Il fake è anche questo: il virtuale che si sovrappone al reale, le identità immateriali, gli avatar e gli alter ego digitali, le illusioni ottiche. E’ un nome molto ironico, ma nasconde un pensiero molto serio. E poi dentro c’è il mio amore viscerale per Orson Welles (F for Fake, il suo film testamento), Fellini e le sue riscostruzioni oniriche al Teatro 5 di Cinecittà, il baffo di Duchamp sulla Gioconda, Andy Warhol e la democratizzazione e riproduzione seriale dell’arte pop, i film di fantascienza com Blade Runner e Strange Days. E comunque la frase che più mi piace citare è attribuita a Gian Lorenzo Bernini “L’arte sta in fare che il tutto sia finto, e paia vero”.
Fake, appunto..[8]

Stefano Fake, self portrait,2013

THE FAKE FACTORY, oltre ad essere un chiaro rimando alla factory di Andy Warhol e alla spettacolarizzazione pop dell’arte, significa letteralmente Laboratorio del falso. In questo studio sono creati dei “fake visual”, poiché le opere essendo per lo più in formato digitale, non sono reali o tangibili e per questo si possono definire delle false realtà[9].
Le parole per comprendere la filosofia di Stefano Fake è: immersione nell'arte.
Fake crea opere d’arte che ricreano e amplificano la sensazione della visione e dello spazio infinito attraverso l’uso di videoproiezioni e materiali trasparenti e riflettenti . Mentre il visitatore si muove a suo piacimento nello spazio, le proiezioni lo circondano da ogni parte, confondendo i confini delle pareti con quelli di soffitto e pavimento. Il mondo interiore si amplifica verso l’esterno. Un flusso vitale di immagini in continuo cambiamento avvolge lo spettatore.
<<Il video non è qualcosa che guardiamo unicamente, ma qualcosa di cui abbiamo un'esperienza sensoriale, che ha la capacità di riempire tutti i nostri sensi. Gli ambienti immersivi che creo dal 2001 sono dei contenitori di emozioni, e senza l'esperienza del pubblico/attore che vi partecipa non avrebbero ragione di esistere.>>[10].

Opere:

Stanza con Tv color, 2001
  • Stanza con Tv color, 2001

Installazione luminosa, video, Monitor TV, Johann Wolfgang von Goethe Garden House, Weimar.
https://vimeo.com/28629131
In una stanza vuota un televisore trasmette 16milioni di colori in un loop di 30 minuti. L’intento è quello di rappresentare il potere di un display video, che attraverso la sua presenza in una sala riempie tutto l’ambiente con la propria irradiazione cromatica, illuminando non solo la stanza ma anche gli spettatori, influenzando tutto ciò che lo circonda. Da una parte una critica e presa di coscienza del potere dei mass media, che modificano la percezione di tutto, ma dall'altra anche uno straodinario omaggio alla forza dei colori e all'immersione cromatica a cui lo spettatore si sottopone di fronte all'opera, in omaggio alla Teoria dei Colori di Goethe.


  • A.N.S. Ambienti di Nuova sensibilità, 2002

Installazione luminosa, videoproiezioni immersive, Limonaia di Villa Strozzi, Firenze.
https://vimeo.com/32079841
In una stanza vuota la luce tridimensionalizzata avvolge gli spettatori. La luce diventa una materia con cui l'artista scolpisce l'ambiente, creando un flusso cromatico dinamico sospeso nello spazio.


A.N.S. Ambienti di Nuova sensibilità, 2002
A.N.S. Ambienti di Nuova sensibilità, 2002


  • Natural Fake - videoarte, 2002-2005

Videoarte, videoproiezioni immersive, dal 2002 varie locations
https://vimeo.com/3642448
Elementi naturali ricreati in computer animation, forme biologiche ed evoluzioni cromatiche si evolvono a ritmo di musica. Stefano Fake riprende e sviluppa il concetto di video arte digitale astratta, iniziato quasi un secolo prima da autori come Walter Ruttmann, Hans Richter, Viking Eggeling e Oskar Fischinger. Con la distribuzione su supporto fisico della videoarte (DVD), Fake propone la democratizzazione dell'arte digitale attraverso i display presenti in Hotel, Discoteche, Bar, Lounge areas, eventi privati e persino nelle abitazioni comuni dove ormai i maxi-schermi hanno fatto il loro ingresso. The Fake Factory diventa una vera e propria fabbrica di videoarte, memore dell'esperienza sulla riproduzione artistica di Warhol, realizzando e commercializzando i propri lavori attraverso riviste di settore, distributori di film e musica, produttori di eventi. "In quel momento il mondo si stava riempendo di display e avevo notato che mancavano completamente delle opere artistiche adeguate a questa necessità, legate ad un concetto di esperienza audiovisiva down-tempo, contemplativa. Qualcosa che vedevo nei lavori di Brian Eno, di qualche studio giapponese o londinese, come i D-Fuse, ma che in Itala non esisteva ancora. Nel giro di pochi mesi tutti volevano le nostre animazioni grafiche, fossero Hotel, Festival, Lounge Bar, Boutiques o agenzie creative. Lavoravamo ininterrottamente giorno e notte e capitava spesso che qualche conoscente mi mandasse delle email con le foto dove aveva visto un nostro lavoro proiettato da qualche parte nel mondo. Ricordo anche di aver spedito dei DVD con i FakeVisual per una festa di fine anno di un college statunitense."(Stefano Fake)

STEFANO FAKE, THE FLOWERS ROOM, Immersive Art Experience, 2004 to date


  • The Flowers Room, 2004

Installazione luminosa, videoproiezioni immersive, dal 2004 varie locations
https://vimeo.com/367567499
I fiori digitali creati da Stefano Fake sono proiettati su tutte le pareti dello spazio immersivo. Tutto l'ambiente diventa una tela sulla quale l'artista crea con la luce una evoluzione dinamica di fiori digitali che avvolge gli spettatori. "Sono sempre stato affascinato da un aspetto legato alla natura dei fiori: la possibilità di assistere visivamente alla parabola dell'esistenza.Questo lavoro è strettamente legato ai miei pensieri sulla natura, sulla vita e sulla morte. Pur essendo un ambiente immersivo estremamente dinamico, si riferisce ad un solo momento della vita dei fiori, al loro momento di massima vitalità. Fermato ed esaltato nella sua massima potenza vitale." (Stefano Fake)


  • Chromacode - videoarte, 2005

videoinstallazioni, dal 2005 varie locations
https://vimeo.com/3641709
Presentati per la prima volta al Salone del Mobile di Milano, i Chromacodes proseguono la ricerca di Fake verso un'arte digitale totalmente astratta, senza alcun elemento figurativo. La videoarte di The Fake Factory si proponeva come elemento di decorazione dinamica negli ambienti/non-ambienti: sale lounge, hall degli hotel, ascensori, aeroporti, stazioni, night clubs, spazi pubblici. "In quegli anni giravo sempre con una decina di DVD masterizzati in borsa, perchè dove vedevo della brutta televisione satellitare proiettata in spazi pubblici, andavo a proporre le nostre opere armoniche di videoarte astratta. Mi rispondevano tutti "è quello che stavamo cercando!" e in generale diventavano tutti nostri clienti/collezionisti. Per anni abbiamo spedito DVD di videoarte astratta in tutto il mondo.(Stefano Fake)


  • Natural Fake - videoinstallazione Fiori e Cioccolato - Notte Bianca Roma, 2005

Installazione luminosa, videoproiezioni immersive, Tempio di Traiano, Roma.
https://vimeo.com/4114561
I "fiori di luce" creati da The Fake Factory sono proiettati su tutte le pareti dello spazio immersivo. Tutto l'ambiente diventa una tela sulla quali i videoartisti di THE FAKE FACTORY creano attraverso le proiezioni digitali un'evoluzione dinamica di forme e colori che avvolgono gli spettatori. Esperienza immersiva realizzata in collaborazione con il dj e ambient designer Limos (Felice Limosani) e il supporto della Camera di Commercio di Roma e il Comune di Roma. L'esperienza immersiva realizzata da Fake ha avuto oltre 2.500 visitatori in poche ore, segnando un'importante momento di riconoscimento a livello istituzionale e pubblico delle esperienze di arte Immersiva.

THE FAKE FACTORY + IMMERSIVE MIRROR ROOM 01.jpg


THE FAKE FACTORY + IMMERSIVE MIRROR ROOM 04.jpg


THE FAKE FACTORY + IMMERSIVE MIRROR ROOM 05.jpg


THE FAKE FACTORY + IMMERSIVE MIRROR ROOM 10.jpg


  • Immersive Mirror Room, 2006

Installazione immersiva, dal 2006 varie locations
https://vimeo.com/284354179
L’artista italiano Fake gioca con i sensi in un’installazione dove ci si immerge in un caleidoscopio di immagini visive senza soluzione di continuità. Un’opera d’arte che ricrea e amplifica la sensazione della visione e dello spazio infinito attraverso l’uso di videoproiezioni e materiali trasparenti e riflettenti . Mentre il visitatore si muove a suo piacimento nello spazio, le proiezioni lo circondano da ogni parte, confondendo i confini delle pareti con quelli di soffitto e pavimento. Il mondo interiore si amplifica verso l’esterno. Un flusso vitale di immagini in continuo cambiamento avvolge lo spettatore. Le Immersive mirror rooms di Stefano Fake sono state esposte in numerosi Festival di arte digitale in contesti prestigiosi: Prato 2006 – Londra 2009 – Milano 2010 – Anversa 2012 – New York 2012 – Shanghai 2013 – Firenze 2015 – Roma 2017 – Shanghai 2018 – Milano 2018 – Amsterdam 2018 – Roma 2019 – Firenze 2019 – Vinci 2019 – Lipsia 2019.



  • The Age of Innocence - , videoarte,2007

videoinstallazioni, dal 2007 varie locations
https://vimeo.com/3626236
The Age of Innocence è un'opera di videoarte nella quale The Fake Factory riflette sui primi anni della propria ricerca artistica nel campo della videoarte, mettendo in risalto sia gli aspetti compositivi formali legati all'evoluzione di forme primarie e dinamiche cromatiche, sia la dichiarazione di innocenza e leggerezza della propria produzione artistica, nata dall'urgenza di segnare il contemporaneo con opere di computer grafica contraddistinte da forme armoniche e contemplative.



  • RGB - videoarte,2008

videoinstallazioni, dal 2008 varie locations
https://vimeo.com/3621706
Si tratta di un'opera-manifesto. Stefano Fake utilizza la videoarte per mettere noi stessi di fronte al fatto che la nostra natura si sta trasformando progressivamente in immagine virtuale. Non siamo più fatti solo di atomi e molecole, ma di pixel RGB. " E'fuori dubbio che nel nuovo millennio noi siamo anche, o forse soprattutto, la riproduzione virtuale di noi stessi." (Stefano Fake)


  • CHRONOPHYLL, videomapping projection, 2008

‘’’Università Statale di Milano, 2008’’’
https://vimeo.com/4015029
Realizzato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2008, all’Interno dello spazio Fuorisalone di Interni Mondadori, Chronophyll è un videomapping che affronta il tema della sostenibilità, dei pericoli legati al cambio climatico e della necessità di trovare energie sostenibili, anche a livello progettuale. Il lavoro di Stefano Fake è stato pubblicato su “International Design Index 2010” del festival Luminale di Francoforte (Germania).


Inno a Kazimir, 2009
  • Inno a Kazimir - , videoarte 2009

Video installazione, Festival della Creatività di Firenze.
https://vimeo.com/3579515
In questa Istallazione realizzata per il festival della creatività di Firenze, viene ripreso il tema della ricerca della perfezione formale a cui aspira l'arte astratta legata alle avanguardie storiche del '900 e in particolare al suprematismo di Malevič. Stefano Fake cerca di trovare l'equilibrio perfetto delle forme e delle proporzioni, componendo un inno alla gloria a Kazimir Malevič. Aggiungendo la dimensione temporale alla composizione visiva propria di un quadro, Stefano Fake ci porta a riflettere sul concetto di esperienza d'arte, legata alla dimensione temporale della continua costruzione e decostruzione di un'opera. In un'opera di videoarte astratta non è importante il raggiungimento della perfezione formale, ma l'esperienza della ricerca di tale forma, il costante tentativo di ottenere la perfezione. L'opera d'arte digitale è quindi esperenziale per sua natura, legata al suo svolgersi nel tempo e nello spazio in cui è messa in scena di fronte allo spettatore. L'arte di Stefano Fake è quindi esperenziale non solo per il pubblico che vi assite, ma anche per l'artista stesso in costante ricerca di una perfezione formale forse impossibile da raggiungere, ma che non ne limita lo sforzo.


  • Ombre Elettriche: Dialogo fra Luce e Materia, videomapping projection, 2009

‘’’Università Statale di Milano, 2009’’’
https://vimeo.com/5095695
Fuorisalone Milano 2009. Ombre Elettriche è un videomapping che mette in relazione la materia e la luce, evidenziando con giochi geometrici la suscettibilità della materia ad essere attraversata da onde elettromagnetiche. Il risultato è un videomapping essenziale ma denso di significati sul rapporto che abbiamo con l’ambiente attorno a noi e la nostra capacità di decifrarlo.


The Fake Factory, Revelation Revolution,2010
  • Revelation/Revolution, 2010

Museo Arte Contemporanea di Prato Luigi Pecci di Prato.
https://vimeo.com/32141509
Un'opera di videoarte su visione, consapevolezza e rivelazione.


  • Real Smoke, Fake Smoke, 2012

Video installazione, Milano, 2012
http://vimeo.com/52270972
Video installazione, Milan Fashion Week 2012. "Un'apparizione di qualcosa di surreale nel mondo reale" (Stefano Fake). Si tratta di una linea di fumo virtuale che appare magicamente e surrealisticamente sulle pareti dell'ambiente. L'arte di Fake agisce costantemente sui sensi e la percezione, usando la materia digitale per sorprendere e aprire porte cognitive nella mente degli spettatori.

Stefano Fake, Immersive Art Experience, 2009


  • Everything You See is Fake, 2012

Mixed- media, Stazione Ceramica San Giovanni Valdarno, 2012
https://vimeo.com/44793841
Personale di Stefano Fake con alcune opere iconiche: Ambienti Immersivi; sculture (Sniffin glue, Cantiere video); Collages mixmediali e richiami alla replica esponenziale e virtuale della realtà attraverso i supporti di registrazione video. Prodotto da Casa Masaccio Arte Contemporanea per la Notte Bianca di San Giovanni Valdarno.


  • Mercato Centrale di Firenze: Mosaico Digitale, 2012

Flight Light Firenze Light Festival, 2012
https://vimeo.com/56293589
Videoinstallazione sito-specifica realizzata all’interno del Mercato Centrale di Firenze, sulle cui vetrate vengono proiettati mosaici digitali che si modificano senza soluzione di continuità. "Il progetto che ho pensato per i Mercati Storici di Firenze si compone di molti elementi, sia concreti che virtuali. Tessere che compongono uno stesso mosaico. Innanzi tutto c’è il dialogo con questo luogo da punto di vista architetturale. Una specie di gigantesca cattedrale di vetro e ferro nella quale ci si sente minuscoli come nei quadri di De Chirico. Quindi, mi è venuto spontaneo lavorare sulla grande dimensione cercando di creare delle enormi vetrate digitali, dinamiche, in continuo movimento. La tessera quadrata e colorata dei mosaici sono quindi l’elemento base della composizione. L’elemento cromatico, il colore, completa il disegno. Il flusso dinamico delle tessere del mosaico può ricordare il passaggio continuo di dati che attraversa la rete internet. Nel mio caso i numeri binari sono sostituiti da tessere colorate. Il linguaggio del terzo millennio è fatto non solo di cifre, ma anche della loro rappresentazione visiva: pixel quadrati colorati che viaggiano nelle autostrade della comunicazione (...) Alcuni anni dopo aver realizzato questa imponente opera, ho scoperto il lavoro di Richter per le vetrate della Cattedrale di Monaco del 2006. Senza saperlo ero sulla stessa linea d'onda del Maestro tedesco...naturalmente con specificità del mezzo espressivo che io utilizzo, il video, che rende l'opera dinamica e in continua evoluzione, sgretolando le certezze formali che ogni artista figurativo spera di raggiungere al compimento di un'opera." (Stefano Fake)


  • Dimora Luminosa, Basilica di Santo Spirito Firenze, videomapping, 2012-2017

Firenze Light Festival 2012-2017
https://vimeo.com/60919379
Realizzato in occasione del Festival della Luce di Firenze, negli anni 2012-2017. Si tratta del primo videomapping sito-specifico realizzato sulla facciata della Basilica di Santo Spirito a Firenze, 32 anni dopo il famoso intervento di diaproiezioni progettato e realizzato da Mario Mariotti. Il progetto di Stefano Fake prevedeva una sua opera originale di videomapping "Dimora Luminosa: dialogo fra luce e materia", la riproduzione delle opere grafiche del 1980 ricavate dall'archivio Mario Mariotti del Museo Pecci di Prato e un nuovo progetto di arte collettiva, sullo spirito del progetto di arte democratica di Mariotti, con un'apertura a nuove opere grafiche di scuole, università, istituti e cooperative sociali, organizzata in collaborazione con IED Firenze.

Tuscan Soul, videomapping projection, Cave di Carrara 2013


  • Tuscan Soul, 2013

Videomapping Experience, Cava Michelangelo, Carrara, 2013
https://vimeo.com/78273921
Videoinstallazione sulle pareti di marmo delle cave di Carrara usando la tecnica del 3D videomapping. La performance inizia con un’azione reale compiuta da uno scalpellino che batte sulla parete di marmo: attraverso il videomapping l'intervento reale diventa virtuale e la parete sembra crollare di fronte agli occhi del pubblico. La barriera di marmo sembra svanire nel nulla e l'intera cava, 6000 mq di superficie, diventa uno schermo multimediale sul quale prende vita un'opera che racconta il dialogo fra l'arte, la materia e la luce.

ENERGIA CREATIVA videomapping projection, Ponte Vecchio, Firenze, 2014
ENERGIA CREATIVA videomapping projection, Ponte Vecchio, Firenze, 2014


  • Life is Full of Emotions, 2014

Videomapping Experience, varie locations, 2014-2015
https://vimeo.com/116209248
Varie location fra cui Ponte Vecchio, Teatro della Pergola, Palazzo del Senato Milano, Residenz Museum Munchen, Casa della Cultura italiana Tokyo, Auditorium Mexico City. Una performance caratterizzata da una proiezione videomapping e da proiezioni olografiche su schermo d'acqua con le musiche di Ludovico Einaudi. L'inaugurazione del progetto venne fatta con il primo videomapping mai realizzato sull'iconico Ponte Vecchio di Firenze nel giugno 2014.


  • THE ITALIAN BEAUTY : immersive experience, 2015

Immersive Experience, Dubai 2015
https://vimeo.com/132730229
Esperienza immersiva che reintepreta gli stilemi e le icone del Belpese attraverso un videoambiente a 360 gradi. Realizzato in occasione di VicenzaOro Dubai, 2015.

THE FAKE FACTORY, FIRENZE OPERA HOUSE : THE MAGIC BOX, Videomapping projection, 2015


  • THE MAGIC BOX : OPERA DI FIRENZE, videomapping 2015

videomapping projection, 2015
https://vimeo.com/95396201
Opera di Firenze, Maggio Musicale fiorentino 2015. Stefano Fake celebra e mette in relazione lo storico festival del Maggio di Firenze con la nuova architettura che lo ospita, attraverso un’opera di videomapping.


  • ENERGIA CREATIVA, Ponte Vecchio 2014-2019

Videomapping projections, 2014-2019
https://vimeo.com/180671321
Stefano Fake trasforma Ponte Vecchio in una tela sulla quale si sviluppa attraverso la tecnica del videomapping la storia dell’arte e della creatività umana, dalle incisioni rupestri alla light art. Il ponte diventa simbolicamente un punto di incontro di culture e idee creative, un omaggio allanostra cultura iconofila, in contrasto con la barbarie iconoclasta che cerca di imporsi in alcune parti del mondo. La celebrazione dell’arte è una celebrazione della libertà, della diversità e dell’energia creativa dell’essere umano stesso. Realizzata nei mesi di dicembre per sei anni consecutivi dal 2014 al 2019, l’opera è stata vista da oltre mezzo milione di persone, dando grande impulso e popolarità alla tecnica artistica del videomapping.


  • Infinite Forme Bellissime, videoproiezioni, Piazza Pitti 2015

video projections, 2015
https://vimeo.com/148864643
In occasione del festival della luce di Firenze, la videoinstallazione di Stefano Fake invita il pubblico a interagire con le “Infinite Forme Bellissime” (Galileo Galilei) di cui la materia è composta.

STEFANO FAKE, CARAVAGGIO EXPERIENCE, Immersive Art Experience, 2016 to date
STEFANO FAKE, CARAVAGGIO EXPERIENCE, Immersive Art Experience, 2016 to date


  • CARAVAGGIO EXPERIENCE, immersive art experience 2016

Immersive Art Experience, 2016
https://vimeo.com/161158242
Con questo messa in scena digitale e immersiva di un classico del passato, Stefano Fake rivoluzione il modo di fruizione dell’arte nei musei. Inizia l’epoca delle “experience” d’arte, con messe in scena spettacolari e immersive che permetto agli artisti contemporanei di rileggere il passato attraverso il linguaggio e le tecnologie delle arti digitali. “Con Caravaggio Experience credo che si sia dato il via finalmente anche in Italia a una nuova forma d’espressione artistica, che mi ha permesso di iniziare a filtrare la grande arte italiana del passato atrraverso il mio punto di vista: ho affrontato Caravaggio come Fellini ha messo in scena Petronio o Casanova, o come un regista teatrale farebbe con Shakespeare.” (Stefano fake) Nell’epoca della mass communication le opere pittoriche non sono più solo oggetti unici quasi sacri, ma icone suscettibili di trasformazione attraverso le tecniche digitali. Con Caravaggio Experience inizia a farsi spazio una nuova forma di immersione nell’arte dove il punto di vista dell’autore, dell’artista digitale, è messa sullo stesso piano dell’arte del passato, dandogli la libertà di intervenire e remixare digitalmente temi, linguaggi, significati. Le “esperienze di arte immersiva” create da Stefano Fake a partire da Caravaggio Experience aprono una nuova epoca in cui i Musei diventano per qualche mese uno spazio teatrale dove la messa in scena è costituita dalla stessa immersione del pubblico nell’arte. Negli allestimenti di arte immersiva tutto è pensato come scenografia viva e dinamica dello spazio, con lo scopo di immergere lo spetttore in un flusso di creatività vitale e sensoriale. “ Si tratta di una forma d’arte nuova, distante anni luce dai concetti di edutaiment, di documentazione e forse persino di educazione intesa in modo tradizionale, cosa che naturalmente fa arrabbiare gli storici dell’arte più tradizionali. Nelle esperienze immersive che creo il mio ultimo problema è educare il pubblico, non faccio una banale lezione universitaria usando un ambiente immersivo. Non mi interessa proprio. Io creo una messa in scena immersiva che è un’omaggio prima di tutto all’arte, alla libertà creativa, cercando soprattutto l’impatto emotivo sul pubblico, prendendomi tutte le libertà creative che desidero, oscurando o mettendo in luce gli aspetti che mi interessano di un artista del passato. Credo che questo punto di vista possa aiutare una generazione di artisti digitali ad uscire alla luce e utilizzare linguaggi e tecniche contemporanee per far emergere una visione contemporanea dell’arte del passato.” (Stefano Fake) Caravaggio Experience ha inaugurato al Palazzo delle Esposizioni di Roma il 23 marzo 2016, e in 4 mesi ha avuto 86.000 visitatori. L’allestimento del 2017 presso la Venaria Reale di Torino ha ospitato oltre 132.000 spettatori e rimane ad oggi l’esperienza immersiva più visitata in Italia. L’allestimento presso il MUNAL di Mexico City nel 2018 ha avuto oltre 164.000 visitatori in 5 mesi, decretando anche a livello internazionale il successo delle esperienze di arte immersiva realizzate da Stefano Fake.


  • Luminescence in Florence, videomapping projections 2016

Videomapping projections, 2016
https://vimeo.com/227713412
Stefano Fake trasforma il paesaggio di Firenze intervenendo con il videomapping su alcuni dei luoghi iconici di Firenze: Ponte Vecchio, Piazza San Firenze, Basilica di Santo Spirito, Convento di San Paolino, Piazza Pitti. Una serie di installazioni luminose che indagano il dialogo fra luce e materia, trasformando i luoghi pubblici in contenitori di emozioni.


  • KLIMT EXPERIENCE, immersive art experience 2016

Immersive Art Experience, 2016
https://vimeo.com/161158242
Il lavoro di Stefano Fake su Klimt è una seconda pietra miliare nelle esperienze di arte immersiva realizzate in Italia. Ancora una volta il punto di vista di Fake porta a rileggere Klimt e la Vienna dell’epoca imperiale con un punto di vista molto personale, bilanciando momenti di contemplazione a momenti di grande forza emotiva. Klimt e la secessione viennese sono un pretesto perparlare di noi stessi, della nostra capacità di espressione, della libertà nell’arte e nei modi di vivere, nella capacità di vivere l’arte semplicemente osservandola. Partendo dalla stessa affermazione di Klimt : “Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio”, Fake lavora sottraendo ogni aspetto banalmente didattico alla messa in scena, trasformando l’esperienza immersiva in un flusso ridondande, maestoso, kitsch, volgare, popolare, dirompente. Taglia le opere, le ricompone nello spazio, le miscela con musiche dell’epoca ritagliate e remixate con tecniche che rimandano all’arte automatica dei surrealisti. “ Con Klimt Experience volevo proprio cercare di ottenere quel misto di libertà, erotismo, gioia e sberleffo che mi era parso essere il tratto distintivo di Gustav Klimt. La sua capacità di fare arrabbiare l’Accademia, di farsi contestare le opere, di essere attaccato perchè immorale e volgare e nonostante questo riconoscere e mettere in evidenza la sua totale libertà nel realizzare la propria personalissima arte. Si tratta chiaramente di un punto di vista molto autoriale sul maestro viennese, e sono estremamente felice che oltre mezzo milione di visitatori nel mondo abbiamo potuto vivere l’esperienza in prima persona accendendo l’attenzione mediatica sulle esperienze di arte immersiva. Siamo agli inizi e vedo ancora molto disorientamento da parte di critica e pubblico…e questo disorientamento credo sia l’aspetto più interessante di una fase nascente. Il pubblico entra nell’arte in modo totalmente nuovo ed è necessario che impari ad attivare i sensi per poter vivere l’esperienza in modo completo. Ho spesso risposto a cosa fosse Klimt Experience con “si tratta di un’orgia di piacere dentro l’arte” e per goderne bisogna imparare a lasciarsi trasportare. ” (Stefano Fake). Klimt Experience è stata esposta a Firenze, al Mudec di Milano (oltre 103.000 spettatori in 4 mesi), alla Reggia di Caserta, a Napoli e a Shanghai, contribuendo a dare grande notorietà alle esperienze immersive in Italia e nel Mondo.


  • MONET EXPERIENCE, Immersive Art Experience 2017

Immersive Art Experience, 2017
https://vimeo.com/245583741
Stefano Fake mette in scena il modernismo francese attraverso l’arte di Monet e degli impressionisti francesi. Un volo pindarico attraverso le opere d’arte che hanno segnato un’epoca e hanno fatto di Parigi, ancora una volta, la capitale dell’arte e degli stili di vita a livello globale. Ancora una volta l’arte del passato è un pretesto per mettere in scena una grande opera d’arte immersiva, con la sensazione di trovarsi dentro al flusso creativo che solo la grande arte può farci vivere. L’esperienza immersiva è stata realizzata da The Fake Factory all’interno della chiesa di Santo Stefano al Ponte di Firenze, con oltre 40 mila visitatori in 5 mesi.


  • AMO MILANO, Immersive Videomapping Experience, 2017

Immersive Videomapping Experience, 2019
https://vimeo.com/398987447
Ingo Maurer e Stefano Fake omaggiano la città di Milano, capitale mondiale di Furniture e Fashion Design, con uno spettacolo di videomapping su Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari a Milano. Un’installazione luminosa sito-specifica di rara raffinatezza con la muscia di Ludovico Einaudi e il sound design di Simone Lalli, realizzata grazie al contributo di Salvatore Ferragamo Parfums.

STEFANO FAKE, MODIGLIANI ART EXPERIENCE, Immersive Art Experience, 2018


  • MODIGLIANI ART EXPERIENCE, immersive art experience 2018

Immersive Art Experience, 2018
https://vimeo.com/297696393
Commissionato dal Mudec di Milano, l’esperienze immersiva su Modigliani è un lavoro a quattro mani realizzato con lo storico dell’arte Francesco Poli, e per Fake è quindi l’occasione di lavorare su due binari: uno storytelling più didattico e storiografico, intervallato da momenti di totale libertà creativa, come nei capitoli dedicati al privitimismo o al rapporto d’amore e morte fra Modigliani e la giovane moglie. In particolare nella scena sull’influsso dell’arte africana e asiatica sul pittore livornese, Fake mette in scena una vera e propria cerimonia tribale, con musica ritmica ossessiva e rimandi culturali all’africa nera. “Essendo partito da una struttura narrativa molto precisa, ho lavorato cercando di trovare nello sviluppo dell’opera dei momenti di maggiore libertà creativa e di immersione esperenziale ed emozionale dello spettatore. Nel capitolo sul primitivismo, ad esempi, creo una vera e propria cerimonia tribale con il pubblico circondato delle statue di Modì riprodotte fuori scala, un tempio tribale come era,a detta dei testimoni dell’epoca, la stessa casa-studio di Modigliani. La seconda parte dell’esperienza immersiva invece è costruita sul ritmo e gli stilemi del melò, raccontando la malattia e la tragedia di Modì e Jeanne. Dentro ho messo il mio amore per l’Opera classica, in particolare Puccini e Verdi, ma anche Rainer Werner Fassbinder e Pedro Almodovar.” (Stefano Fake). L’esperienza immersiva su Modigliani ha avuto nel suo allestimento al Mudec -20 giugno al 4 novembre 2018- oltre 40 mila presenze.

STEFANO FAKE, MEMORY AND DESIRE, MIXED-MEDIA SCULPTURE, 2019
STEFANO FAKE, MEMORY AND DESIRE, MIXED-MEDIA SCULPTURE, 2019
The Magical Palace, Palazzo Corsini, Firenze, 2019
The Magical Palace, Palazzo Corsini, Firenze, 2019


  • INSIDE MAGRITTE, Immersive Art Experience, 2018

‘’’Immersive Art Experience, 2018’’’
https://vimeo.com/297678090
Commissionato da Crommedia Group e la Fondazione Magritte, I’esperienza immersiva nell’arte del Maestro Belga realizzata da Stefano Fake e THE FAKE FACTORY, è ancora una volta una pietra miliare dell’arte immersiva contemporanea. Fake trasforma la Fabbrica del Vapore di Milano in un’enorme palcoscenico dove mettere in scena le visioni oniriche e surrealiste di Renè Magritte, abbracciando il pubblico con un’ambiente immersivo a 360 gradi.


  • MEMORY AND DESIRE, Mixed-media installation, 2019

‘’’Mixed-media installation, 2019’’’
https://vimeo.com/358376162
Stefano Fake (THE FAKE FACTORY), Memory and Desire, MIXED-MEDIA SCULPTURE 2019.

"April is the cruellest month, breeding Lilacs out of the dead land, mixing Memory and desire, stirring Dull roots with spring rain." (T.S. Eliot, The Waste Land, 1922).

La scultura mixmediale realizzata da Stefano Fake ci mette di fronte alla ciclicità della creazione e alla contraddizione di ogni momento di rinascita, che unisce la memoria del passato con il desiderio di una vita nuova. L'opera è un albero tecnologico i cui elementi sono i supporti di riproduzione analogica e digitale del passato, dalla pellicola cinematografica ai nastri magnetici. Tutti supporti di elaborazione creativa usati nel passato da Stefano Fake nelle sue installazioni. Nei monitor troviamo le riproduzioni dell'arte antica nel momento in cui subisce una trasformazione in digitale. E quindi l'opera rappresenta simbolicamente questo passaggio dalla "memoria" dell'arte classica con il "desiderio" di trasformarla in una nuova arte digitale, con lo scopo anche di mantenere viva la memoria stessa grazie alla riproduzione infinita che il digitale permette.   L'opera è stata commissionata e realizzata per la prima volta grazie al supporto della Salvatore Ferragamo Parfums, in occasione della mostra "Envisioning the Future", presso il Palazzo Corsini di Firenze, 2019.


  • THE MAGICAL PALACE, Immersive Videomapping Experience, 2019

Immersive Videomapping Experience, 2019
https://vimeo.com/346904852
Stefano Fake trasforma Palazzo Corsini di Firenze in un palazzo magico,animato da geometrie e tonaltà cromatiche. L’utilizzo del videomapping permette un controllo matematico della fonte luminosa e il palazzo intero si anima porzione dopo porzione, creando di fronte allo spettatore una stupefacente e poetica sinfonia audio-visiva.


  • FARNESINA DIGITAL ART EXPERIENCE, Videomapping projection, 2019

‘’’Videomapping projection, 2019’’’
https://vimeo.com/379876055
Farnesina Digital Art Experience. Videomapping sul Ministero degli Esteri - ROMA 2019
Grande spettacolo di #videomapping ideato da Stefano Fake: 14 studi di arte digitale da tutta Italia insieme per ridisegnare attraverso le videoproiezioni la facciata del Palazzo della #Farnesina.
Un evento che darà il via a un percorso di internazionalizzazione dell’Arte Digitale italiana nel mondo, In collaborazione con Bright Festival e Videocittà.
info: art.brightfestival.com/ 
THE FAKE FACTORY
“DIALOGO FRA LUCE E MATERIA”
Videomapping Projection, 2019 L’intervento di THE FAKE FACTORY è una lettura in chiave audio-visiva e metaforica della storia d’Italia, dall’Unità ad oggi. L’evoluzione del’illusine ottica generata dalle proiezioni sull’architettura genera forme che rimandano simbolicamente ai vari passaggi della storia del nostro paese, dai moti carbonari, al fascismo, alle guerre, alla ricostruzione democratica fino all’epoca di internet.

Elenco esposizioni:

<<THE FAKE FACTORY ha realizzato visuals e curato videoinstallazioni per istituzioni pubbliche e private in contesti prestigiosi: Palazzo delle Esposizioni di Roma, Munal Mexico City, Biennale d’arte di Carrara, Petit Palais Parigi, Teatro della Pergola Firenze, Felissimo Design House New York, Teatro del Mediterraneo Napoli, Sketch Gallery Londra, La Scala di Milano, Royce Hall UCLA Los Angeles, Santo Stefano al Ponte Firenze, Moma New York, Tate Modern Londra, Palais Brongniart Parigi, Ice Room Bordeaux, Basilica di Santo Spirito Firenze, Pinacoteca Ambrosiana Milano, Reggia di Caserta, Stazione Leopolda Firenze, Fabbrica del Vapore Milano, Palais de Tokyo Parigi, Centre Pompidou Paris, Daikanyama Hillside Terrace Tokyo, Rotonda della Besana Milano, Palazzo Corsini Firenze, Teatro Bellini Napoli, Palazzo Vecchio Firenze, Visionaire Club Berlino, Museo Pecci di Prato, Museo Nazionale RPC di Beijing, Palazzo Reale Milano, Le Notti Bianche Roma e Firenze, Telecom Progetto Italia, Pitti Immagine Firenze, Castello Sforzesco Milano, Università degli Studi di Milano, Salone del Mobile di Bahia Salvador, Palazzo Ducale Sabbioneta, Festival di Ravello, Salone del Mobile di Milano, National Centre for Performing Arts di Beijing, Museo Bardo Tunisi, Palazzo del Senato Milano, Hangar Bicocca, Manhattan Center New York, Palazzo Mezzanotte Milano, Villa Erba Como, Ponte Vecchio Firenze, KunstKraftWerk Lipsia, Palazzo della Farnesina Roma >>[11]

File multimediali:

https://vimeo.com/322018735

Audio:

Altro:

Augmented reality:

Latitudine: 43.7794356

Longitudine: 11.25554

Link verso portali di augmented reality

Bibliografia:

Webliografia:

instagram @immersiveartexperience

Note:

  1. sito, stefanofake.com
  2. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  3. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  4. sito, stefanofake.com
  5. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  6. sito, stefanofake.com
  7. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  8. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  9. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  10. intervista a Stefano Fake, realizzata da Sara Marinangeli, il 29/01/2015
  11. sito,stefanofake.com

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