Discussione:Superstudio: differenze tra le versioni

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Il lavoro dei Superstudio deriva da un'esperienza movimentista, da una specie di situazionismo che scaturisce una critica radicale alla società. A livello culturale i riferimenti non sono semplicemente italiani ma si vengono a creare da subito collegamenti con movimenti analoghi in tutta Europa, un esempio per tutti gli Archigram di Londra. Si delineano quindi delle affinità comuni tra cui risultano emergere l'interesse per la Pop Art, la cultura del consumismo e la trasformazione urbana moderna.
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Il lavoro dei Superstudio deriva da un'esperienza movimentista, da una specie di situazionismo che scaturisce una critica radicale alla società. "Un lavoro in una specie di terra di nessuno, che era quella che si stendeva tra l'arte e il design, tra la politica e l'utopia, tra la filosofia e l'antropologia, era un tentativo di critica radicale e da qui forse il nome di architettura radicale, di critica radicale alla soocietà, intesa non tanto e così semolicemente come società dei consumi, ma come tutto il contesto nel quale ci troviamo a lavorare."<ref>http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/NATALINIA.htm</ref>
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A livello culturale i riferimenti non sono semplicemente italiani ma si vengono a creare da subito collegamenti con movimenti analoghi in tutta Europa, un esempio per tutti gli Archigram di Londra. Si delineano quindi delle affinità comuni tra cui risultano emergere l'interesse per la Pop Art, la cultura del consumismo e la trasformazione urbana moderna.
  
 
La prima strategia che attua Superstudio è quella chiamata '''"Design d'invenzione e design d'evasione"''', con questa azione si distingue la finalità dell'oggetto dalla ricerca spaziale studiando il funzionamento della mente e del linguaggio e attuando la '''tecnica dello stoss o shock creativo''' che William Benjamin sosteneva essere la principale funzione dell'arte. Prende piede quindi una profonda critica dell'eredità funzionalista dove il "Superdesign riutilizza le tecniche compositive Dada e applica il nomadismo culturale attraverso la commistione disciplinare, privilegiando l’ambiguità invece della unità linguistica".<ref>http://www.cristianotoraldodifrancia.it/superstudio/SuperstudioIT.pdf</ref> Allo stile componibile e flessibile tipico del design degli anni '60 Superstudio contrappone '''oggetti solidi e immobili, in qualche modo aggressivi nella loro presenza'''.
 
La prima strategia che attua Superstudio è quella chiamata '''"Design d'invenzione e design d'evasione"''', con questa azione si distingue la finalità dell'oggetto dalla ricerca spaziale studiando il funzionamento della mente e del linguaggio e attuando la '''tecnica dello stoss o shock creativo''' che William Benjamin sosteneva essere la principale funzione dell'arte. Prende piede quindi una profonda critica dell'eredità funzionalista dove il "Superdesign riutilizza le tecniche compositive Dada e applica il nomadismo culturale attraverso la commistione disciplinare, privilegiando l’ambiguità invece della unità linguistica".<ref>http://www.cristianotoraldodifrancia.it/superstudio/SuperstudioIT.pdf</ref> Allo stile componibile e flessibile tipico del design degli anni '60 Superstudio contrappone '''oggetti solidi e immobili, in qualche modo aggressivi nella loro presenza'''.

Revisione 08:38, 14 Ott 2014

Superstudio nasce a Firenze come studio di architettura nel Dicembre del 1966 grazie a Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, in seguito si aggiungono al gruppo Roberto Magris, Piero Frassinelli, Alessandro Poli e Alessandro Magris. I membri fondatori sono studenti dellUniversità di Firenze e diventano parte fondamentale del movimento radicale di fine anni '60.

Superstudio

Cognome Nome / Pseudonimo / Denominazione:

Superstudio

Biografia:

Il 1966 è un anno critico per la città di Firenze che viene segnata profondamente da un'alluvione disastrosa. Dal fango di quell'alluvione nasce Superstudio un collettivo di giovani studenti di architettura il cui manifesto esposto nella prima mostra afferma "La Superarchitettura è l’architettura della superproduzione, del superconsumo, della superinduzione al consumo, del supermarket, del superman, della benzina super. La Superarchitettura accetta la logica della produzione e del consumo, operando su di essa un azione di demistificazione".[1]

L'architettura viene vista come uno strumento per cambiare il mondo e la società in pieno stile avanguardistico. L'architettura radicale in particolare, di cui i Superstudio fanno parte, considera come primo elemento essenziale per il cambiamento la complessità e intravede nella molteplicità dei linguaggi un fattore positivo. Questo punto di vista li accompagna nei progetti iniziali racchiusi tra il '65 e il '68.

Natalini stabilisce le tre categorie di ricerca base: l'architettura dei monumenti, l'architettura delle immagini e l'architettura tecnomorfa. Da questo punto di partenza Superstudio elabora i lavori di architettura concettuale e i vari progetti che racchiudono tutti questi ambiti vengono raccolti nel primo catalogo "Un viaggio nelle regioni della ragione".

Con la mostra "Superarchitettura" organizzata insieme agli Archizoom, altro gruppo radicale, si inaugura l'attività sperimentale che continua negli anni successivi e incrocia trasversalmente design, video e progetti utopici. Nel 1971 realizzano "Monumento Continuo" un modello architettonico per un urbanizzazione totale. Nello stesso anno realizzano le "Dodici città ideali" e nel 1973 "Cinque storie del Superstudio: vita, educazione, cerimonia, amore, morte" dove "utopia, pessimismo e ironia si integrano a una ricerca volta alla demistificazione del linguaggio e a una rifondazione teorico-filosofica dell'architettura".[2]

Molti dei loro progetti vengono pubblicati sulla rivista Casabella. Nel 1969 danno vita a un seminario "S-Space" insieme al gruppo 9999 presso lo Space Eletronic di Firenze, mentre nel 1972 con un progetto abitativo partecipano alla mostra "Italy: the new domestic landscape" e alla "XV e XVI Triennale" di Milano.

Nel 1973 co-fondano insieme ad altri esponenti del movimento radicale i laboratori della Global Tools.

Superstudio esiste come gruppo fino al 1986 dopodichè i membri si sono sciolti di comune accordo una volta compiuto vent'anni d'attività.

Sito web:

http://www.cristianotoraldodifrancia.it/superstudio/

Poetica:

Il lavoro dei Superstudio deriva da un'esperienza movimentista, da una specie di situazionismo che scaturisce una critica radicale alla società. "Un lavoro in una specie di terra di nessuno, che era quella che si stendeva tra l'arte e il design, tra la politica e l'utopia, tra la filosofia e l'antropologia, era un tentativo di critica radicale e da qui forse il nome di architettura radicale, di critica radicale alla soocietà, intesa non tanto e così semolicemente come società dei consumi, ma come tutto il contesto nel quale ci troviamo a lavorare."[3]

A livello culturale i riferimenti non sono semplicemente italiani ma si vengono a creare da subito collegamenti con movimenti analoghi in tutta Europa, un esempio per tutti gli Archigram di Londra. Si delineano quindi delle affinità comuni tra cui risultano emergere l'interesse per la Pop Art, la cultura del consumismo e la trasformazione urbana moderna.

La prima strategia che attua Superstudio è quella chiamata "Design d'invenzione e design d'evasione", con questa azione si distingue la finalità dell'oggetto dalla ricerca spaziale studiando il funzionamento della mente e del linguaggio e attuando la tecnica dello stoss o shock creativo che William Benjamin sosteneva essere la principale funzione dell'arte. Prende piede quindi una profonda critica dell'eredità funzionalista dove il "Superdesign riutilizza le tecniche compositive Dada e applica il nomadismo culturale attraverso la commistione disciplinare, privilegiando l’ambiguità invece della unità linguistica".[4] Allo stile componibile e flessibile tipico del design degli anni '60 Superstudio contrappone oggetti solidi e immobili, in qualche modo aggressivi nella loro presenza.

Intorno alla fine degli anni 60 si arriva alla conclusione che in ogni caso tutta la produzione si basa su un mondo tutto consumo e la volontà di distaccarsi da questo tipo di design porta alla creazione del catalogo "Istogrammi d'architettura" dove la natura viene raffigurata serena e immobile e l'uomo finalmente si può riconoscere in essa.

Con "Monumento Continuo" Superstudio utilizza l'architettura come mezzo critico che la porta a fondersi insieme alla natura in un unico progetto, si attua quindi un percorso di ibridazione che ricongiunge l'uomo in uno stato di armonia e di equilibrio con l'ambiente circostante. L'architettura diventa quindi un'opera aperta contraddistinta da un approccio ambiguo e dalla non soluzione, un work in progress in costante tensione per la molteplicità delle possibili letture.

Opere:

  • ADOLFO NATALINI, Album e Quaderni (1966 - 1980). Collezione di 17 album e quaderni contenenti schizzi, disegni e testi prodotti da Natalini/Superstudio dal 1966 al 1980
  • NATALINI Adolfo, Meravigliosi risultati, in ARCHIGRAM n. 8,1968
  • SUPERSTUDIO Villa a Tropea, 1968
  • SUPERSTUDIO, Villa in montagna, 1968
  • SUPERSTUDIO, Villa [Assonometria], 1968
  • GIAN PIERO FRASSINELLI SUPERSTUDIO, Villa [Progetto di alloggi in cooperativa a Piombino], 1968
  • TORALDO DI FRANCIA SUPERSTUDIO, Villa, 1968
  • SUPERSTUDIO, Catalogo di ville: A. Ville suburbane, 1968-1969
  • SUPERSTUDIO Ville - Amada, s.d. (1969)
  • SUPERSTUDIO Villa [Assonometria], 1969
  • SUPERSTUDIO Villa [Veduta interna], s.d. (1969)
  • SUPERSTUDIO Progetto di grande villa italiana a Carimate, 28 luglio 1969
  • SUPERSTUDIO, Il Monumento Continuo, 1969
  • SUPERSTUDIO, Istogrammi d’architettura (Le tombe degli architetti), 1969
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, Paesaggi. Monumento continuo, (Firenze), 1969
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, Il monumento continuo a Firenze. Due progetti per Palazzo Pitti, (Firenze), 1969
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, New York, Il monumento continuo, Tre schizzi, 1969
  • NATALINI Adolfo, Studio per un logo Superstudio-istogrammi, (Firenze), 1970
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, Progetto Print. 1969/70. La superficie neutra, (Firenze), 1970
  • SUPERSTUDIO, Niagara o l’architettura riflessa, Milano, Plura Edizioni, s. d. [1971]
  • GRUPPO S. AGOSTINO diretto da Adolfo Natalini, Intervento sul monumento storico, in ESPERIENZE Quaderno di Architettura - Facoltà di Firenze, n. 1 [Numero unico], Firenze, G & G [stampa: Tipografia Il Cenacolo Arti Grafiche], 1971
  • SUPERSTUDIO, «The single design by Superstudio. The Continuous Monument - The Architect’s Tombs (Istogrammi d’architettura) - A Catalogue of Villas» JAPAN INTERIOR DESIGN, n. 144, 1971
  • SUPERSTUDIO, Distruzione, metamorfosi e ricostruzione degli oggetti, in IN Argomenti e Immagini di Design, Anno II n. 2/3. La distruzione dell’oggetto, Lissone, Editrice Brianza [stampa: Arti Grafiche Meroni - Lissone], 1971
  • BONITO OLIVA Achille (a cura di), 7a Biennale di Parigi. Italia, Firenze, Centro Di, 1971
  • SUPERSTUDIO, Il monumento continuo, storyboard per un film, in CASABELLA n. 358, Milano, 1971
  • SUPERSTUDIO, Twelve Cautionary Tales for -christmas. Premonitions of the mystical rebirth of urbanism, in AD Architectural Design Volume XLII, London, The Standard Catalogue, 1971
  • SUPERSTUDIO, Premonizioni della parusia urbanistica. Ecco le visioni di dodici Città Ideali, traguardo supremo di venitmila anni di sangue, sudore, e lacrime dell'umanità; porto definitivo dell'Uomo che possiede la Verità, finalmente privo delle contraddizioni, dei dubbi, degli equivoci, delle indecisioni, definitivamente, totalmente, immobilmente ripieno della propria perfezione, in CASABELLA Anno XXXVI n.361, Milano, Editrice Casabella [stampa: Officina d'Arte Grafica Lucini - Milano], 1972
  • ARCHITECTURAL ASSOCIATION (THE), January 25-29 1972 at the Architectural Association 34-36 Bedford Square London, London, The Architectural Association, 1972
  • SUPERSTUDIO, Superstudio, Napoli, Lia Rumma / Studio d‘Arte, 1972
  • CELANT Germano, «Sulla scena dello S-Space», in DOMUS n. 509, Milano, 1972
  • AMBASZ Emilio, The New Domestic Landscape. Achievements and Problems of Italian Design, New York, The Museum of Modern Art, 1972
  • RAGGI Franco, «Italy: the new domestic landscape», in CASABELLA n. 366, Milano, Editrice Casabella [stampa: Arti Grafiche Meroni - Lissone], 1972
  • ARCHIGRAM, Summer Session 72 - International Institute of Design, London, International Insitute of Design, 1972
  • SUPERSTUDIO, «Florence Branch of Banca Toscana. Design Superstudio» / «Donoratico Branch of Banca Toscana», JAPAN INTERIOR DESIGN, n. 164, 1972
  • SUPERSTUDIO, Educazione, un esempio di cerimoniale, una conferenza, in CASABELLA Anno XXXVI n. 372, Milano, Editrice Casabella [stampa: Arti Grafiche Meroni - Lissone], 1972
  • SUPERSTUDIO, «Due banche», DOMUS n. 517, Milano, 1972
  • GLOBAL TOOLS, Global Tools - 12 gennaio 1973
  • AA.VV., L’invenzione della superficie neutra, s. l., Abet Print, 1973
  • GLOBAL TOOLS, Global Tools: riunione, 1973
  • GLOBAL TOOLS, Riunione di Global Tools, 1973
  • NATALINI Adolfo, Manifesto per una mostra di design (Firenze), s.d. [1973]
  • SUPERSTUDIO, «Testimonianza a quadretti» CASABELLA, n. 376, Segrate, G. Milani [stampa: Arti Grafiche Meroni - Lissone], 1973
  • NATALINI Adolfo (a cura di), Superstudio. Fragmente aus einem Persönlichen Museum, (Firenze), (Litocromo), 1973
  • PALAZZOLI Luca, Gli abiti dell’imperatore, Milano, Luca Palazzoli, 1974
  • NAVONE Paola - ORLANDONI Bruno, Architettura “radicale”, Segrate, Milani sas Editrice, “Documenti di Casabella” [stampa: Grafiche Milani - Segrate], 1974
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, Per un’architettura eventuale, in CHE Studi sull’Uso e sul Significato dell’Architettura, n. 1, ottobre 1974
  • SUPERSTUDIO, «Una banca tutta in plastica. L’agenzia della Banca Toscana di Firenze» DOMUS n. 540, Milano, 1974
  • NATALINI Adolfo, Natura morta all’ingresso del Superstudio, con vaso di Sottsass, fiori di plastica ecc., 1974
  • NATALINI Adolfo, «Com’era ancora bella l’architettura nel 1966... (Superstudio e l’architettura radicale, dieci anni dopo)», SPAZIOARTE Anno IV n. 10/11. L’architettura radicale è morta: viva l’architettura radicale, Roma, Patrizio Graziani (Edizioni dell’Ur-be), 1977
  • SUPERSTUDIO, La moglie di Lot e la coscienza di Zeno, s. l., s. ed. [senza indicazione dello stampatore], 1978
  • AA.VV., «Tre case casuali di Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Adolfo Natalini» CASA VOGUE n. 89, Milano, Edizioni Condé Nast, 1978
  • ADOLFO NATALINI SUPERSTUDIO Progetto per una sede di banca ad Alzate Brianza (Como) 1978 - 1983
  • DE LUCCHI Michele, «Architetture di quaderni» MODO Mensile di Informazione sul Design, n. 19, Noviglio - Milano, R.D.E. Ricerche design Editore, 1979
  • NATALINI Adolfo, La cassa della sopravvivenza, in CATALOGO Sistemazione del design - Raccolta del design, Numero unico, (Milano), Cooperativa Il Guado, 1979
  • NATALINI Adolfo - SUPERSTUDIO, Note in margine al Römerberg Project, 1979. A cura di Adolfo Natalini/Superstudio, (Firenze), “I quaderni Bianchi n. 10” [stampa: Tipolitografia G. Capponi - Firenze], 1979
  • ADOLFO NATALINI - SUPERSTUDIO, Centro elettrocontabile a Zola Predosa (Bologna), 1979 - 1981
  • ADOLFO NATALINI SUPERSTUDIO Karmeliterkirche, 1980
  • ADOLFO NATALINI SUPERSTUDIO Una casa in Saalgasse n. 4 sul Römberg, Francoforte 1980 -1984
  • AA.VV., Superstudio & Radicals, Tokyo, Japan Inetrior Inc. [Stampa:Toppan Printing - Giappone], 1982
  • AA.VV., La nuova stazione di Bologna (progetto). Scritti di Giampietro Martarelli e Vittorio Savi, Firenze, I Quaderni Bianchi n.12 [stampa: Centro Stampa Palagi - Firenze], 1983

Elenco esposizioni (anno, titolo, curatela, luogo, città):

File multimediali:

Video:

Audio:

Altro:

Augmented reality:

Latitudine:

Longitudine:

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Bibliografia:

  • ARCHIZOOM - SUPERSTUDIO, Superarchitettura, 1967
  • SUPERSTUDIO, «Tre architetture nascoste» DOMUS n. 473, Milano, 1969
  • SUPERSTUDIO Un viaggio nelle regioni della ragione [Stampati 1/4], Firenze, Superstudio, 1969
  • ANONIMO, «Progettare ma in gruppo. Riusciranno i nostri eroi del Superstudio a ritrovare l’architettura misteriosamente scomparsa?» CASA VOGUE n. 2, Milano, Edizioni Condé Nast, 1969 (giugno)
  • SUPERSTUDIO, Mobili di primavera e mobili di tutte le stagioni - (Come arredare il deserto) [Stampati 2/4], Firenze, Superstudio, 1969
  • SUPERSTUDIO, «Design d’invenzione e design d’evasione / Invention Design and Evasion Design» DOMUS n. 475, Milano, 1969 (giugno)
  • SUPERSTUDIO, Per Osaka, in DOMUS n. 476, Milano, 1969
  • SUPERSTUDIO, Progetti e pensieri, in DOMUS n. 479, Milano, 1969
  • SUPERSTUDIO, «Discorsi per immagini» DOMUS n. 481, Milano, 1969
  • AA.VV., Italien Jogoslawien Österreich. Driländerbiennale Trigon 69. Architektur und Freiheit, Graz, Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, 1969
  • SUPERSTUDIO, Liebe Grüsse aus Graz von Superstudio, Firenze, Superstudio, s.d. [novembre 1969]
  • NATALINI Adolfo, «The necessary monument» DOMUS n. 489, Milano, 1970
  • AA. VV., «Feature of the Month. Superstudio-Designers who philosophize» JAPAN INTERIOR DESIGN, n. 138, 1970
  • AA. VV., «Feature of the Month. Superstudio-Designers who philosophize» JAPAN INTERIOR DESIGN, n. 138, 1970
  • SUPERSTUDIO, The Continuous Monument Series. An architectural Image for Total Urbanization by Superstudio, in JAPAN INTERIOR DESIGN, n. 140, 1970
  • SUPERSTUDIO, Niagara o l’architettura riflessa (dalla seconda serie della natura), (Firenze), Superstudio, 1970
  • SUPERSTUDIO, Un viaggio nelle regioni della ragione, Milano, Plura Edizioni, s. d. [1971]
  • SUPERSTUDIO, Istogrammi d’architettura, Milano, Plura Edizioni, s. d. [1971]
  • SUPERSTUDIO, Specchio misuratore, [Milano], [Plura Edizioni], s. d. [1971]
  • TORALDO DI FRANCIA Cristino - SUPERSTUDIO, Banca Toscana. Sede di Firenze / Agenzia di città n. 1, Firenze, Banca Toscana [stampa: Stampa Artigraf - Firenze], 1971
  • 9999 - SUPERSTUDIO, S-SPACE. Vita, morte e miracoli dell'architettura, s.l.(Firenze), s. ed., 1971
  • 9999 - SUPERSTUDIO, S-Space [Scuola Separata Per l’Architettura Concettuale Espansa], Firenze, s.d. [novembre 1971]
  • BURNS James, Jam: Projekte der Arthropoden zur Gestaltung der Zukunft. Aus dem Amerikanischen übersetzt von Lothar M. Hohmann, Köln, Phaidon-Verlag [stampa: Hub. Hoch - Düsseldorf], 1971
  • SUPERSTUDIO, L’architettura riflessa, in CASABELLA, Anno XXXVI n.363, Milano, Editrice Casabella [stampa: Officina Arti Grafiche Meroni - Lissone], 1972
  • SUPERSTUDIO, Salvataggi di centri storici italiani, in IN Argomenti e Immagini di Design, n. 5. Distruzione e riappropriazione della città [1], Milano, S. E. R. T., 1972
  • SUPERSTUDIO, Vita - Educazione - Cerimonia - Amore - Morte. Cinque storie del Superstudio, 1972/1973
  • [Vita], in CASABELLA n. 367, 1972
  • [Educazione], in CASABELLA n. 368/369, 1972
  • [Cerimonia], in CASABELLA n. 374, 1973
  • [Amore], in CASABELLA n. 377, 1973
  • [Morte], in CASABELLA n. 380/381, 1973
  • SUPERSTUDIO, Utopia Antiutopia Topia, in IN Argomenti e Immagini di Design, n. 7. Distruzione e riappropriazione della città [3], Milano, S.E.R.T., 1972
  • SUPERSTUDIO, Superstudio à la mode, in IN Argomenti e Immagini di Design, n.8. Moda e società, Milano, S.E.R.T., 1972
  • SUPERSTUDIO - SOTTASS Ettore, Mindsapes, Soltass - Superstudio, Minneapolis, Wake Art Center, 1973
  • SUPERSTUDIO, Specchio misuratore, in DOMUS n. 528, Milano, 1973
  • GLOBAL TOOLS, nn. 1 - 2 [Tutto il pubblicato], Milano - Firenze, Edizioni L’uomo e larte [stampato in proprio], 1974-1975
  • ORLANDONI Bruno - VALLINO Giorgio, Dalla città al cucchiaio. Saggi sulle nuove avanguardie nell’architettura e nel design, Torino, Studio Forma, 1977
  • AA.VV., L’esperienza. Orientamenti attuali del lavoro artistico. Giuseppe Chiari - Piero Dorazio - Luciano fabro - Fabio Mauri - Bruno Munari - Concetto Pozzati - Adolfo Natalini/Superstudio - Pino Tovaglia - Giuseppe Uncini, Certaldo, Biblioteca Comunale di Certaldo [stampa: Clichés Parretti - Firenze], 1977
  • AA. VV., Superstudio, (Firenze), Centro Di [stampa: Stiav - Firenze], 1978
  • NATALINI Adolfo, La memoria invece. Tre mostre allo studio Franca Pisani, Firenze, Adolfo Natalini & Studio Franca Pisani [stampa: Tipolitografia G. Capponi - Firenze], 1978
  • NATALINI Adolfo, Superstudio: una casa fatta (anche) di memoria - Superstudio: ein Haus (auch) aus Erinnerungen, s. l., [stampa: Uhle & Kleimann - Lübbecke, 1979
  • NATALINI Adolfo, Superstudio. Storie con figure 1966 - 73. A cura di Adolfo Natalini, (Firenze), s. ed., [senza indicazione dello stampatore], 1979
  • AA.VV., Proposte di analisi su fenomeni delle culture marginali. Mostra organizzata dal Comune di Bibbiena in collaborazione con Ar. te & Tecnica Cooperativa, Bibbiena, Comune di Bibbiena [stampa: Tipolitografia G. Capponi - Firenze], 1979
  • PETTENA Gianni (a cura di), Superstudio 1966-1982. Storie, figure, architettura, Firenze, Electa, 1982
  • SUPERSTUDIO, Metaphors and Allegories Superstudio Firenze, (Gerusalemme), Israel Museum [stampa: Yeda Sela], 1982
  • FRASSINELLI Gian Piero, Superstudio, s.l., Stichting Bolhuis [stampa: Rob Stolk], s.d. [1983]
  • SUPERSTUDIO, A4 Architects & designers diary 2002, Southampton - New York, A4 Architects diary - Para/Graf, 1998

Webliografia:

Note:

  1. http://www.cristianotoraldodifrancia.it/superstudio/SuperstudioIT.pdf
  2. http://www.giannipettena.it/biografia/iradicali/superstudio/
  3. http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/NATALINIA.htm
  4. http://www.cristianotoraldodifrancia.it/superstudio/SuperstudioIT.pdf

Tipo di scheda:

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Voci correlate:

Architettura Radicale, Archizoom, UFO, Gianni Pettena