Happenings a New York

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Dal "The New Media Reader" pag 83

Traduzione del testo originale di Giulio Mugnaini

“Happenings�? nella scena di New York

Introduzione

Gli “Happenings�? sono una pietra di paragone per quasi ogni discussione dei nuovi media in riferimento all’interattività nell’arte. Il termine “Happenings�? è stato usato per descrivere molti spettacoli ed eventi, organizzati da Allan Kaprow e altri durante gli anni 50’ e 60’, che comprendevano un numero di produzioni teatrali in cui tradizionalmente si prestabiliva e invitava il pubblico solamente ad una limitata interazione (es. applausi). Comunque nonostante i vari eventi interattivi, l’idea dell’interattività associata con gli Happenings stava ispirando profondamente ed è rimasto così per decadi. Kaprow scrisse: «Alcuni di noi probabilmente diventeranno famosi. Sarà una fama ironica costruita largamente da quelli che non hanno mai visto il nostro lavoro». Infatti la maggior parte entrò in contatto con gli Happenings attraverso la stampa invece che con la propria esperienza. Probabilmente gli Happenings raggiunsero tale fama, oltre a quelli che parteciparono direttamente, perché portarono e provocarono il desiderio di rompere la distinzione tra creatore e pubblico – un desiderio e attività ora centrale per molti professionisti dei nuovi media. Una volta messa da parte la domanda, se gli Happenings originali fossero davvero interattivi, arriviamo a una considerazione più stimolante nel contesto dei nuovi media, la riflessione su cosa possiamo imparare dai contrasti tra questo e altri modelli di interattività. Mentre possiamo confrontare le asserzioni di Kaprow con modelli evidentemente-dissimili (come l’interazione guidata da menu) probabilmente è più interessante chiedersi come questo modello di spettacolo interattivo sia confrontabile con quello di altri modelli, come quello di Augusto Boal. Per esempio, Kaprow discute l’incremento della responsabilità dell’osservatore, e poi l’abolizione completa del pubblico, con l’artista che rimane la forza dell’organizzazione. Boal allo stesso modo parla di abolire la distinzione tra attore e spettatore (nei suoi spettacoli il “protagonista�? ha un ruolo turn-taking) e creare una buona comunità organizzativa funzionale con attività nello spettacolo. Comunque, il lavoro a cui Kaprow si riferisce, non necessariamente impiega l’interazione al servizio di qualcosa oltre alla creazione di una nuova esperienza e al tipo di attenzione - mentre il lavoro di Boal è analiticamente e politicamente motivato, sperando di riconoscere e praticare le opportunità per l’azione contro l’oppressione. In entrambi i casi il metodo interattivo nasce dall’esterno della comunità anche perché i principi dell’organizzazione non sono all’interno della sfera di influenza del pubblico, qualcuno potrebbe poi domandare se l’interattività dell’uno o l’altro di questo ordinamenti in effetti va oltre a ciò che Jean Baudrillanrd chiama “reversibilità�? – processi come quelli di inviare lettere al redattore del giornale – e il riordinamento della comunicazione in un modo fondamentale. In parallelo la visione del Kaprow del momento culturale da cui sono nati gli Happenings può aiutarci a inserire gli sviluppi della tecnologia dei nuovi media nel contesto. Per esempio, un collegamento utile può essere disegnato fra la formulazione anti-gerarchica di Kaprow dell'arte e la formulazione anti-gerarchica di Nelson della computazione. Gli Happenings di Kaprow sembrano essere molto vicini ai nuovi media nei “responsive environment�?(ambienti di risposta) di Myron Krueger – un corpo di lavoro proclamato come arte da alcuni, come tecnologia da altri, e come nessuno dei due da un gruppo potente in ogni campo. Ancora il lavoro di Krueger, come Kaprow è stato enormemente influente. Forse questa ambivalenza e l'influenza è il marchio di un vero "intermedia" lavoro- termine coniato dall’artista Dick Higgins per descrivere il lavoro di quel contesto culturale, lavoro che fu salutato con estasi e respinto con orrore come minaccia di inondare, e lavare via, i confini tra discipline che le “forme totali" (come opera) aveva classificato solamente ed aveva rinforzato. Happenings nella scena di New York


"Happenings" nella scenda di New York

Di Allan Kaprow, Art News 60(3):36-39,58-62.1961

Se lei non è mai stato agli Happenings, mi permetta di darle un caleidoscopio per farle assaggiare alcuni dei loro momenti più grandi. Ognuno è accalcato nella soffitta al centro,in circolo, sembrano aprirsi. Fa caldo. Ci sono degli scatoloni grandi dappertutto. Uno per uno iniziano il movimento, scorrevolmente ubriaco e sbandante in tutti i sensi, saltano uno sull’altro, accompagnati dal suono della respirazione forte attraverso quattro altoparlanti. Ora è inverno freddo ed è scuro, e tutto intorno piccole luci blu vanno in su e in giù alla loro velocità quando tre larghe fabbricazioni di tela trascinano un’enorme pila di ghiaccio e pietra che si urtano, che per la maggior parte sono perse e un mantello cadente ricopre dal cielo ogni cosa. Un centinaio di barilotti di ferro e brocche di vino sono appese ad una corda oscillando avanti e indietro come le campane della chiesa si scontrano cospargendo il vetro dappertutto. Improvvisamente, molli forme escono fuori dal pavimento, e i pittori tagliano le tende gocciolanti con l’azione. Un muro di alberi legati con stracci colorati avanzano sulla folla, con la disgregazione di ognuno, forzandoli a scappare. Ci sono cabine telefoniche per tutti con un registratore o microfono in cui altrimenti potete mettere la vostra melodia. Tossendo, può respirare fumi nocivi, o l’odorato di ospedali e succo di limone. Una ragazza nuda corre intorno ad uno stagno riflettente gettando in esso spinaci freschi. Diapositive e pellicole, proiettate su muri e persone, descrivono gli hamburgers: quelli grandi, quelli rossi, quelli piatti, quelli magro etc.. Venite come spettatori e scoprirete dopo tutto che siete interattivi, come potete attivare le cose tutto intorno come cosi tanto l’arredi. Le parole rimbombano oltre, dee-daa, baroom, amami, amami; ombre leggere sugli schermi; delle seghe a motore e delle falciatrici da giardino stridono come l I.R.T. all’Union Square. Il suono dei barattoli di latta e tu ti alzi in piedi a guardare o cambi il tuo posto o i ragazzi lucida scarpe e vecchi donne ti urlano domande. Lunghi silenzi. Un lungo silenzio quando niente accade, e voi siete irritati perché avete pagato un contributo di 1.50$, quando un bang! vi siete scontrati con uno specchio che è apparso di fronte a lei. Ascoltate. Dal vicolo una tosse. Ridete scioccamente perché siete impauriti, soffrite il claustrofobia, colloquiate con qualcuno con indifferenza, ma tutto il tempo che siete là, state entrando nell'atto…..Dei ventilatori elettrici avviati, diffondono lievemente l’odore della New-Car dopo il tuo naso inizia a soffrire, gemere. Questo per il sapore. Ora gradirei descrivere la natura degli Happenings in una maniera diversa, analiticamente - il loro scopo e posto è nell’arte. Anche se opinione assai diffusa è espressa circa questi eventi, solitamente da coloro che non l’hanno visti mai, questi conoscono poco rispetto a quel piccolo gruppo di persone realmente interessate. Questi pochi sostenitori conoscono vari generi di Happenings. Ci sono dei sofisticati brillanti lavori da parte delle persone di teatro; uno disseminato astratto , quasi come un rituale Zen è dato da un altro gruppo (prevalentemente scrittori e musicisti); e quelli in cui io sono coinvolto, grezzi, lirici, e spontanei. Questo genere si è sviluppato dalla pittura Americana avanzata di ultima decade e quelli di noi coinvolti erano tutti pittori (o ancora lo sono). C’è un certo scambio favorevole tra le tre, tuttavia. In aggiunta, fuori New York c’è il gruppo Gutai a Osaka; si segnalano attività a San Francisco, Chicago, Cologne, Parigi e Milano; e una storia che va indietro attraverso, Surrealismo, Dada, Mime, circo, carnevale, saltimbanchi, tutta la strada misteriosa dei giochi e processioni medievali. Della maggior parte di questo conosciamo molto poco; soltanto lo spirito è stato percepito.Di quello che so, io trovo, di dover stabilire restrizioni filosofiche. Di conseguenza, i punti che io seguo devono rappresentare, non le prospettive di tutti coloro che ideano attività che possono generalmente essere riferite, o di tutti quelli di cui ammiro i lavori, ma di quelli cui considero i lavori avventurosi, fruttuosamente aperti a domande, ed è tuttora la più difficile delle arti presenti.Gli Happenings sono eventi che, posti semplicemente, accadono. Comunque la loro cosa migliore di aver deciso l’impatto– riteniamo qui “sia qualcosa di importante�? – sembrano non arrivare da nessuna parte e non seguire dei particolari punti letterari. Contrariamente alle arti del passato, non hanno inizio, metà, o estremità strutturata. La loro forma indefinita e mutabile; non sono ricercate evidenze e quindi niente prevale, tranne la certezza di un certo numero di casi a cui più normalmente siamo attenti. Esistono per singole prestazioni, o solo per alcune, e sono andate per sempre mentre le nuove prendono il loro posto. Questi eventi essenzialmente fanno parte del teatro, per quanto non convenzionali. Che ancora siano rifiutati dai devoti del teatro può essere dovuto all’insolita alimentazione e primitiva energia, e alla loro derivazione dalle usanze degli American Action Painting. Ma allargando il concetto di teatro per includerli (come l’allargamento del concetto “pittura�? per includere “collage�?) possiamo vederli contro questo sfondo di base e capirli meglio. A mio parere, gli Happenings possiedono delle qualità cruciali che li distinguono dagli altri tipi teatrali, persino da quelli sperimentali di oggi. Primo, c’è il contesto, il posto della concezione e promulgazione. La maggior parte degli Happenings intensi e essenziali sono stati deposti in vecchie soffitte, scantinati, depositi liberi, ambienti naturali, e strada, in cui il pubblico è piccolo, o gruppi di visitatori sono mischiati in qualche modo con l’evento, fluendo in e fra le relative parti. Non c’è così separazione di pubblico e azione (inoltre è anche nei teatri circolari o con platea); l’elevata visione della finestra-immagine della maggior parte dei teatri è andata, come l’aspettative delle aperture del sipario e tableaux vivants e le chiusure del sipario…. Lo stato naturale puro e semplice dell’esterno o la strettezza dei quartieri scuri della città, nei quali gli Happenings fioriscono è molto appropriato, io credo, nel temperamento e nella non artificiosità dei materiali e nella direzione di questi lavori. Il posto in cui si sviluppa qualcosa (in questo caso un determinato genere di arte) cioè il relativo “habitat�?, dà a esso non soltanto uno spazio, un insieme di rapporti alle cose intorno ad esso e un’insieme di valori, ma pure un’atmosfera generale che penetra in esso a chiunque ne fa esperienza. Gli habitat hanno avuto sempre questo effetto, ma ora è particolarmente importante, quando la nostra arte avanzata si avvicina ad una vita fragile ma meravigliosa, che si mantiene su un filo, fondendosi tutto attorno, l’artista, il lavoro, e tutto ciò che rientra in una configurazione elusiva e mutevole. Se posso divagare un momento sul punto in questione, si può rilevare perché le “migliori�? gallerie e musei (di cui la decorazione è ancora quella neoclassicista e fredda degli anni venti) riempite e abbellite da quadri moderni e sculture erano sembrate cosi naturali nella loro sede di studio. Si può anche spiegare perché gli studi dell’artista non sembrano gallerie, e perché quando lo studio di un artista fa, tutti sono diffidenti. Io penso che oggi questo collegamento organico tra arte ed il suo ambiente è così significativo e necessario che rimuovendo l’uno dall'altro risulta un aborto. Tuttavia gli artisti che ci hanno fatto consapevoli di questa corda di salvataggio lo negano; per l’adulazione di essere “on show�? sono accecati di fronte all’insensibilità accumulata di fronte alle proprie offerte improvvisamente impoverite. Là non sembra fine alle pareti bianche, alle strutture di alluminio raffinato, la bella illuminazione, tappeti grigi e fulvo chiaro, cocktail, gentili conversazioni. L’atteggiamento, intendo la mondovisione, portata da una fluorescente ricezione in sé non è “male�?. E’ ignaro. Ed essendo ignaro , non può essere la risposta all'arte che promuove e che professa ammirazione. Gli Happenings ci invitano a lasciare da parte per un momento questi modi adeguati ed a partecipare interamente alla natura reale dell'arte e (si spera) della vita. Così un Happening è grezzo e spontaneo e spesso è ritenuto "sporco". Porcheria, potremmo cominciare a realizzare, è anche organico e fertile, e tutto, compreso gli ospiti, può diventare molto piccolo in tali circostanze. Per ritornare alla distinzione tra Happenings e le opere teatrali, la seconda differenza importante è che gli Happenings non haun filo logico, nessuna "filosofia" evidente ed è attuato ad un modo improvvisato, come il jazz e come la pittura contemporanea, in cui non conosciamo esattamente che cosa succederà dopo. L’azione si conduce come si vuole, e l’artista la controlla solamente al grado di “tensione�? giusta. Una recita moderna ha raramente una base così improvvisata, dato che le recite sono prescritte. Un Happening è generato nell’azione di attente idee o da approssimate annotazioni per dare�?origine�? a direzioni. Una recita presuppone che il discorso sia l’unico mezzo assoluto. Un Happening utilizza il discorso frequentemente, ma può o non può avere il significato letterale. Se, il loro senso non fa parte della struttura di “senso�? ci sono elementi non verbali (rumore, visione, azione) che lo portano. Quindi, hanno una breve, emergente, e qualche volta distaccata qualità. Se non hanno significato, quindi viene percepito il suono delle parole anziché il loro significato. Le parole, tuttavia, non devono essere usate affatto: un Happenin è stato perfino rappresentato da uno sciame di locuste che sono cadute dentro e intorno alla scena. Questo elemento di possibilità riguardo al mezzo in se non è previsto dal teatro ordinario. Effettivamente, la partecipazione al cambiamento, che è la terza e la maggiore parte delle problematiche di qualità trovate negli happenings, raramente si presenta nel teatro convenzionale. Quando, questo solitamente è un beneficio marginale dell'interpretazione. Nel lavoro attuale, la possibilità (insieme con l’improvvisazione) è un metodo deliberatamente impiegato, che penetra l’intera composizione ed il relativo carattere. E’ il veicolo della spontaneità. Ed è l'indizio per capire come il controllo (la messa in opera delle tecniche del cambiamento) può produrre efficacemente qualità opposte del non pianificato ed apparentemente incontrollato. Penso che possa essere dimostrato che molta arte contemporanea, che conta sull’ispirazione per rendere quel verve desiderabile o senso del disinvolto, ormai sta ottenendo risultati che sembrano progettati ed accademici. Una spazzola caricata e una grande oscillazione sembrano colpire la palla sempre nel solito punto. La possibilità allora, piuttosto che la spontaneità, è un termine chiave, dato che implica il rischio e timore (che ristabilisce così quella apprensione così piacevole quando qualcosa sta per accadere). Inoltre migliora lo stabilire un metodo che diventa manifesto non metodico se si considera il pudding più una prova che una prescrizione. L’arte tradizionale ha sempre cercato di fabbricare qualcosa di buono, credendo che fosse l’unica via veritiera della vita. Gli artisti che direttamente usufruiscono della sorte rischiano di fallire, il “fallimento�? di essere di essere meno artistici e più realistici. L' �?Arte" che producono potrebbe sorprendentemente risultare essere un affare che ha tutta l'inevitabilità di un pranzo bene-ordinato di Thanksgiving della classe media (ho visto alcuni Happenings notevoli che erano "buchi" in questo senso). Ma potrebbe essere come scivolare su una buccia di banana, o andare in cielo. Se una struttura flessibile con i limiti più scoperti è stabilita selezionando, per esempio, solo cinque elementi da un'infinità delle possibilità, sicuramente qualche cosa può accadere. E qualcosa succede sempre, persino cose che sono sgradevoli. Ospiti agli Happenings sono e poi non sono più sicuri di quello che è successo, quando so finisce, e anche quando le cose non andate “male�?. Per qualcosa va "male", qualcosa di"buono" arriva, qualcosa viene scoperte, ed è molte volte emerso. Questa specie del miracolo-vicino improvviso attualmente sembra essere reso possibile probabilmente grazie alla procedura del caso. Se gli artisti afferrano il significato della parola possibilità e l’accettano (nessuna conquista è facile nella nostra cultura), quindi i relativi metodi non devono invariabilmente indurre il loro lavoro alla riduzione di un caos o di una leggera indifferenza, difettando nella concretezza e intensità, come in una tabella di numeri casuali. Al contrario, le identità di quegli artisti che impiegano tali tecniche sono molto chiare. E’ singolare che quando gli artisti abbandonano alcuni aspetti fino ad ora privilegiati dallo stesso, in modo tale da non poter “correggere�? qualcosa secondo il proprio gusto, il lavoro dell’artista spesso riesce. E quando vengono fuori dall’opera, è un’opera molto concreta. Il punto finale che vorrei affrontare per il confronto tra gli Happenings e le commedie è sottinteso in tutta la discussione – la loro provvisorietà. Composto in modo da aiutare l’imprevisto, l’Happening non può essere riprodotto. Le poche prestazioni offerte da ogni lavoro differiscano considerevolmente l’una dall’altra; ed il lavoro è finito prima che le regole comincino ad insorgere. I materiali fisici usati per generare l'ambiente dei happenings sono il genere deteriorabili: i giornali, cose da gettare, panni, vecchie casse di legno, scatole del cartone tagliate, alberi reali, alimenti,macchine prese in prestito, ecc. Questi non possono durare a lungo nel luogo dove sono sistemati.Un happening è rcente, mentre dura, può peggiorare o migliorare. Qui non dobbiamo entrare nella considerevole storia dietro i valori compresi negli Happenings. E’ sufficiente dire che il passaggio, il cambiamento, il naturale, persino la prontezza al fallimento sono familiari. Rivelano uno spirito che è immediatamente passivo nella relativa accettazione di che cosa può essere ed affermativo nella relativa negligenza di sicurezza. Uno inoltre è esposto all'esperienza abbastanza meravigliosa di essere sorpreso. Questo è, nell’essenza, il seguito della tradizione del Realismo. Il significato dell’Happening non deve essere trovato semplicemente nel vento fresco creativo che soffia. Happenings non sono solamente un altro nuovo stile. Invece, come l'arte americana fine anni 40’ , sono un atto morale, un basamento umano di grande urgenza, di cui la condizione professionale come arte è meno un criterio di verifica che la loro certezza come ultimo impegno esistenziale. Mi sempre sembrato che l'energia creativa americana caricata soltanto da un tale senso di crisi. La debolezza reale di molte arti all’avanguardia dal 1951 è il relativo presupposto compiacente che l'arte esiste e può essere riconosciuta e praticata. Non sono cosi sicuro su cosa sia ora l’arte o se ci sia qualcosa che non lo sia. Se richiamo l'arte, è perché desidero evitare discussioni infinite che questo concetto può portare. Paradossalmente, se risulta essere dopo tutto arte, sarà così nonostante (o a causa di) questa grande domanda. Ma questa atmosfera esplosiva è stata assente dalle nostre arti per dieci anni ed uno per uno le nostre figure maggiori hanno lasciato strada, cariche di gloria. Se l'eccitamento è ritornato con gli Happenings, si può avere il sospetto che il modello si ripeterà. Questi sono i nostri giorni più verdi. Alcuni di noi diventeranno famosi ed avremo dimostrato ancora una volta che l'unico successo è arrivato quando questo mancava. Tali preoccupazioni sono state espresse prima in più periodi di scoraggiamento, ma oggi non è così, quando molti sono ricchi e desiderano una cultura appropriata. Posso sembrare quindi di gettare gentilmente l'acqua su una scintilla quando tocco questa nota, dato che preferiamo abitualmente celebrare vittorie senza mai dubitare che siano effettivamente vittorie. Ma penso che sia necessario mettere in discussione la condizione intera del successo americano, perché fare così è passare non soltanto su che cosa sia tipicamente americano e che cosa sia cruciale circa gli Happenings ma anche spiegare parzialmente la forza speciale dell'America. E questa forza non ha niente a che fare con successo. Specialmente a New York, in cui il successo è più evidente, ancora non l’abbiamo osservato chiaramente e nemmeno cosa può implicare qualcosa che fino a poco tempo fa, un Europeo che l’ aveva guadagnato ha fatto abbastanza naturalmente. Non possiamo accettare la ricompensa per essere artista, perché è stato percepito profondamente che esserlo significa vivere e funzionare nell'isolamento e nell'orgoglio. Ora che un nuovo mondo ci richiede l'arte e ancora arte, ci troviamo a scappare o a correre a esso, scioccati e colpevoli, nell’uno o nell’altro senso. Devo essere esplicito: la verità abbagliante, a chiunque si preoccupi di esaminarlo tranquillamente, è che quasi tutti gli artisti, lavoranti di tutti gli strumenti dalle parole alla vernice, che sono stati contrassegnati come innovatori, come radicali nel senso migliore di quella parola, abbiano, una volta che sono stati riconosciuti e pagati splendidamente, capitolato agli interessi di buon gusto. Non c’è pressione evidente dovunque. I fautori dell'arte sono la gente più piacevole nel mondo. Loro non desiderano ne la corruzione ne questa realtà. La situazione intera è corrosiva, dato che ne i fautori ne gli artisti comprendono il loro ruolo; entrambi sono sempre poco nervosi, comunque i sorrisi sono scambiati abbondantemente. Questo disagio nascosto esce da un'arte nata morta, fortemente o soltanto ripetuta nel migliore e nel peggiore dei casi, elegantemente. La vecchia ardita e caricata atmosfera della precaria scoperta che ha contrassegnato ogni ora della vita degli artisti moderni, anche quando non stavano facendo arte, sparisce. Sconosciuto, nessuno sembra conoscere questo tranne, forse, gli artisti "infruttuosi" che aspettano il loro giorno.... A noi che già stiamo rispondendo alle telefonate in aumento dagli imprenditori questo ci sta disturbando. Noi siamo, stando a questa scrittura, ancora liberi di fare quello che desideriamo, e stiamo osservando noi stessi come diventeremo in un processo irreversibile.I nostri Happenings, come tutte l’altra arte prodotta nella decade passata e una metà di quella che, per alcuni brevi momenti, era inoltre libera, sono in piccola parte espressione di questa libertà. Nel nostro inizio alcuni di noi, stanno leggendo segni fin troppo chiari, affrontando la nostra fine. Se questo è vicino alla verità, è certamente melodramma buono ed utilizzerò usare il tono delle mie parole per suggerirne la qualità. Chiunque sia mosso dallo spirito di duro risponderebbe, che tutto il questo è un pseudo-problema del modo di fare degli artisti. Hanno l'alternativa del rifiuto della fama se non desiderano avere le proprie responsabilità. Gli artisti hanno fatto la loro salsa; ora devono cucinare con essa. Non l'obbligo morale dei fautori e dei pubblicitari a proteggere la libertà degli artisti. Ma tale obiezione, mentre sembra sana e realistica, è infatti europea e di vecchio stile; considera il creatore un eroe indomabile che esce su un piano sopra qualunque contesto vivente. Non si riesce ad apprezzare il carattere speciale dei nostri costumi in America e questa matrice, voglio mantenere, sono l'unica realtà in cui qualsiasi domanda sulle arti può essere fatta. La dura risposta non riesce ad apprezzare il nostro gusto per la moda e "i movimenti", ognuno crescendo equivalente agli ultimi valori e modi di vedere, facendo per questa grande noia, quell'ansia che si trova così vicino alla superficie della nostra comoda esistenza. Non rappresenta la nostra necessità "di amare" ciascuno (la nostra democrazia) questa deve dare ad ogni cane il suo osso e costringere tutti a saper da nessuno di desiderare di essere chiamato da un nomignolo. Questo desiderio di amare implica la distruzione di ogni cosa, dato che in realtà odia l’amare. Che cosa può allora interessare a tutti di questo genere di arte o di quella meravigliosa di possibilità del pittore quindi?È un significato perso sull'artista? In quale altro luogo possiamo vedere l'incredibile ma fenomenale frequenza di radicali successi che diventano un “amico veloce" con accademici successi, uniti solamente da un successo comune ed intenzionalmente insensibile ai problemi fondamentali i loro diversi valori implicati? Mi domando dove altrimenti, ma qui si può trovare con la chiusura degli occhi alla domanda in questione. Forse negli Stati Uniti una tal domanda non potrebbe esistere mai, così dominante è stato il sentimento amorale. Questo mondo odierno effettua interessa il senso che l'arte è generata tanto quanto condiziona la relativa risposta - una risposta che il critico articola per il fautore, che a sua volta agisce su esso. Melodramma, penso sia centrale in tutto questo. Oltre a quelli nella nostra storia recente che hanno realizzato qualcosa, soprattutto nello spirito dell’arte Europea, gran parte del carattere positivo dell’America può essere percepito con la parola melodramma: la saga del Pioniere è un vero melodramma, i Cowboy e gli Indiani; Rent Collector, Stella Dallas, Charlie Chaplin, Organization Man, Mike Todd sono un melodramma. E ora gli artisti americani sono figure melodrammatiche. Probabilmente senza provare, abbiamo potuto vedere profondamente che cosa siamo con questi atipici personaggi. Questa è la qualità del nostro temperamento che una mente classicamente addestrata si sbaglierebbe inevitabilmente per sentimentalismo. Ma non desidero suggerire che gli artisti del avant-garde producono persino delle opere vagamente sentimentali; mi riferisco di più ai duro e il sciocco melodramma della loro vite e della loro posizione sociale quasi ridicola, quando conosciamo la storia di Gorge Washington e Charry Tree che ci infonde cosa fanno con la forte febbre nonostante la debolezza. L'idea è che saranno famosi solo dopo che moriranno, un mito che abbiamo preso a cuore molto più degli Europei e che molto più di loro ci preoccupiamo di ammettere. La Metà-cosciente, attraverso, là è il sogno più indigeno che l'avventura è tutto; l'obiettivo definito non è importante. La costa pacifica è più lontano di quanto abbiamo pensato, la Fontana del Leon si trova oltre il terreno paludoso e via di seguito e via di seguito.... nel frattempo combattiamo i coccodrilli. Che cosa non è melodrammatico, nel senso sto usando la parola, ma la delusione e tragedia, è che oggi gli artisti di avanguardia sono dati ai loro pregi invece di lasciar spazio alla loro avventura. Inoltre, loro sono condotti a credere, da nessuno in particolare, che questa era la cosa loro desideravano per tutto il tempo. Ma in un certo parte oscura della loro mente, presuppongono che devono ora morire, almeno spiritualmente, mantenere il mito intatto. Quindi la funzione creativa della loro arte cessa. Praticamente ai fini pratici sono morti e famosi. In questio contesto di successo-e morte, gli artisti che fanno gli Happenings stanno vivendo verso l'esterno il melodramma più puro. La loro attività comprende il mito dell’insuccesso, dato che gli happenings non possono essere venduti e presi a casa; possono essere soltano supportati. Ed a causa della loro natura intima e momentanea, soltanto alcuna gente può sperimentarla. Rimangono isolati e fieri. I creatori di tali eventi rappresentano un’avventure, perché molto di quello che fanno è imprevisto. Loro accatastano tutto così. Gli happenings possiamo ritenere siano emersi da un certo processo ragionevole, ma non pianificato, come arte che può funzionare precisamente finche i meccanismi dei nostri impeti di maturità culturale continuano. Questa situazione non vuole dubitare di un eventuale cambiamento, e quindi potrà cambiare anche l’edizione che qui vediamo. Ma per ora è giusto ricordare, il punto che ho sollevato prima: alcuni di noi probabilmente diventeranno famosi. Sarà una fama ironica adattata in gran parte da coloro che non ha visto mai il nostro lavoro. L'attenzione e la pressione di una tal posizione probabilmente distruggerà la maggior parte di noi. Noi sappiamo non meno di chiunque altro come occuparsi del metafisico e pratico potere mondano. Conosciamo persino di meno, poiché non siamo stati implicati minimamente con esso. Ritengo necessario, negli interessi della verità, scrivere questo articolo, che può sollecitare la conclusione, è di farlo in modo ironico. Ma questo è il cambiamento che prendiamo; fa parte dell'immagine..... Tuttavia non posso contribuire alla domandai se c è un lato positivo, anche nel tiro dei dadi. Anche se l’Happening è un non è un prodotto ma un breve evento, dal punto di vista di tutta la pubblicità che può ricevere, esso può entrare in testa. Ci sarà stato quell’evento là? Può diventare come i mostri del mare del passato o i dischi volanti di ieri. Io in realtà non dovrei badare, per come cresce da solo il mito nuovo, senza referenza a qualsiasi cosa in particolare, l'artista può realizzare una bella sorpresa, diventare famoso per qualche cosa puramente immaginaria mentre è libero di esplorare qualche cosa che nessuno noterà.