Making Art Online

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Autore: Malloy Judy

Tratto da: http://telematic.walkerart.org/timeline/timeline_malloy.html

Titolo originale: Making Art Online

Traduzione di: Furlan Federico

Anno: 1993


Fare Arte Online


INTRODUZIONE - Judy Malloy L’ESPERIENZA - James Johnson Robert Edgar PERCHÈ? - John Coate Pauline Oliveros Howard Rheingold Paul Rutkovsky Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz IMPLICAZIONI - Anna Couey Michael Joyce Randy Ross OPERE - Brian Andreas: HALL OF WHISPERS (La sala dei bisbigli) Anna Couey e Lucia Grossberger Morales: MATRIX: WOMEN NETWORKING (Matrix: donne in rete) Judy Malloy: 30 MINUTES IN THE LATE AFTERNOON (30 minuti nel tardo pomeriggio) Sonya Rapoport: DIGITAL MUDRA ONLINE Judy Malloy: BROWN HOUSE KITCHEN MUSICA - Tim Perkis POESIA - Valerie Gardiner Lisa Cooley Ron Buck IL MEZZO - Jeff Mann Robert Dunn Roger Malina Monika Lidman Fred Truck Roger Malina Jim Rosenberg John Quarterman: MATRIX NEWS Jon Van Oast Wolfgang Ziemer-Chrobatzek ART SYSTEMS - Scot Art: SYSTEM X Pavel Curtis: THE LAMBDAMOO LIVING ROOM Bob Gale: ARTBASE MANIFESTO Eleanor Kent: YLEM ONLINE Craig Latta: NETJAM Jeff Mann: MATRIX and INTER/ACCESS Artur Matuck: REFLUX COMUNITÀ - Richard Lowenberg: THE TELLURIDE INFOZONE PUBBLICAZIONI - ISAST: CONNECTIVITY SULLA COLLABORAZIONE - Jesse Cohn Carolyn Guyer: HI-PITCHED VOICES Howard Rheingold MAIL ARTISTS - Chuck Welsh YOUR WORDS? - Judy Malloy




Introduzione------------------------------

Judy Malloy

Making Art Online era un database in divenire di parole di artisti in merito all’uso di sistemi di trasmissione di dati, che faceva parte di uno dei primi siti web riguardanti l’arte -- CSIR’s anima (l’anima di CSIR), stabilito nel 1993. Nel 1993 furono “adattate�? ed entrarono a far parte del database asserzioni che comunicavano informazioni e idee sull’arte online. Usando quel database io ho realizzato periodicamente MAKING ART ONLINE, un giornale scritto in collaborazione sull’arte online in un’epoca precedente il World Wide Web.


L’esperienza


JAMES JOHNSON

Per me l’amore è misterioso quanto le telecomunicazioni (se non di più).


ROBERT EDGAR

Gli artisti di oggi che operano tramite il computer sono improvvisamente catturati nella rete come una farfalla e camminano nel web come un ragno. TERZA CONFERENZA SU COMPUTERS, LIBERTÀ E PRIVACY, 9-12 marzo 1993 p. 5.8


Perchè?

JOHN COATE

Io considero le telecomunicazioni per gli artisti primariamente come uno strumento politico. In un clima culturale che attribuisce un valore sempre più basso alla libera espressione nell’arte, è essenziale che gli artisti usino ovunque questi efficienti strumenti di comunicazione per informarsi e mettersi in guardia a vicenda, in modo da aggregarsi per invertire questo andamento allarmante.


PAULINE OLIVEROS

Io sono on line fin dal 1986. Ho usato la posta elettronica per discutere progetti con altri artisti che si trovavano in luoghi molto lontani. Questo mi ha permesso di lavorare con persone con cui altrimenti non avrei collaborato. Molti dei miei progetti sarebbero stati impossibili senza la posta elettronica.


HOWARD RHEINGOLD

Poiché sono uno scrittore, trascorrevo le mie giornate da solo nella mia stanza con la mia macchina da scrivere, le mie parole e i miei pensieri. Di tanto in tanto uscivo per intervistare persone o per trovare informazioni. Dopo il lavoro rientravo nella comunità umana dei miei vicini, la mia famiglia e la mia cerchia di conoscenze personali e professionali. Durante la mia giornata lavorativa, però, ero isolato e solitario, e il mio lavoro non mi offriva nessuna opportunità di ampliare la mia cerchia di amici e colleghi. Durante gli ultimi due anni, comunque, ho partecipato a uno scambio ampio, stimolante a livello intellettuale, gratificante sotto il profilo professionale e spesso anche dal punto di vista emozionale, con dozzine di nuovi amici e centinaia di colleghi. E trascorro ancora i miei giorni in una stanza, isolato e livello fisico. Comunque la mia mente è collegata con una miriade di persone (anime) in tutto il mondo, con interessi e idee analoghi (e a volte non così analoghi) ai miei: la mia comunità virtuale. Se vi procurate un computer e un modem, potete unirvi a noi. “Virtual Communities�?, WHOLE EART REVIEW, Inverno 1988


PAUL RUTKOVSKY

Che io lavori con giovani studenti residenti in Polonia e che usano il computer, con persone affette da HIV che vivono a Siracusa o con studenti d’arte presso l’Università della Florida, il mio principale obiettivo consiste nel collegare la tecnologia alle nostre vite, nell’eliminare le barriere tra carne e silicio. Dichiarazione per il Telluride InfoZone, 1993 IDEAS Festival, Telluride, CO, Luglio 1993.



KIT GALLOWAY E SHERRIE RABINOWITZ Il Caffè Elettronico

LA SFIDA: noi dobbiamo creare allo stesso livello con cui possiamo distruggere, se le arti devono assumere un ruolo nel plasmare e rendere umani gli ambienti tecnologici, gli individui e i gruppi artistici devono cominciare a immaginare a un livello molto più ampio di creatività. Noi dobbiamo cominciare a creare allo stesso livello in cui possiamo distruggere, altrimenti l’arte, e più pericolosamente lo spirito umano e l’immaginazione, saranno resi decorativi e deboli.

Se i confini tra arte e vita si dissolvono, questa sarà la conseguenza dello spostamento degli artisti verso un nuovo ordine di fare arte, abbandonando gli standard e le pratiche convenzionali e diventando “nuovi professionisti�? o integratori di sistemi, che mettono in pratica situazioni, contesti e ambienti o servizi permanenti. I “nuovi professionisti�? possono avviare il processo di guarigione delle ferite estetiche che hanno deformato l’attività dell’Arte, e continuare la ricerca estetica in direzioni più pertinenti.

Devono emergere nuove attività creative, come reti di soluzioni creative multimediali, non semplicemente reti di computer per artisti con attività (lett: ordine del giorno) che possono impegnare gruppi multidisciplinari. Questo richiederà lo sviluppo di nuove abilità e la coltura di relazioni nuove tra i partecipanti. Il movimento è verso il controllo di un contesto significativo, creando ambienti non solo per sostenere l’arte, ma che creino opportunità per nuovi livelli di creatività attraverso tutte le discipline e i confini.

Il lato oscuro del “nuovo ordine dell’informazione mondiale�? suggerisce che sia creato un nuovo livello estetico. Occorreranno parecchi anni, a partire dal momento in cui comincia questo lavoro, perché reti creative di soluzioni di numeri, livelli, velocità e abilità adatti evolvano verso la maturità. Considerate: collaborare a creare attività non imperialistiche, multiculturali o nazionali per una comunità di tentativi estetici di livello globale. Considerate: la continua reinvenzione di reti di telecomunicazione non gerarchica che permetta alle persone di aggirare “portinai�? culturali e mediatori di potere. Noi dobbiamo accettare questo genere di sfide e riconoscere che cosa si può ottenere vincendole.

Tutto questo implica che vi sia un nuovo modo di essere nel mondo. Che il contraltare del livello di distruzione sia il livello della comunicazione, e che il nostro lascito o epitaffio (la nostra eredità) sarà determinato in molti modi dalla nostra capacità di usare in modo creativo le telecomunicazioni e le tecnologie informatiche informali, multimediali, multiculturali, conversazionali.



Implicazioni politiche

ANNA COUEY

L’uso che gli artisti fanno delle reti per creare arte annebbia i confini tra arte e lavoro sociale e politico. Stabilisce un’opportunità per la conservazione di culture distinte e nuovi ibridi. Offre la possibilità della partecipazione pubblica nella creazione di nuove realtà. L’ampiezza della diffusione di queste visioni dipende dalle strutture economiche, legali, sociali e tecniche con cui costruiamo le nostre infrastrutture informatiche. (Terza Conferenza Su Computers, Libertà E Privacy, 9.12 Marzo, 1993)


MICHAEL JOYCE

Questo messaggio invita gli artisti interessati, gli scrittori e altre persone interessate alle risorse della rete per le arti a partecipare a un nuovo e impellente sforzo nazionale per conservare le risorse del computer per le arti sulla “superstrada�? informatica (o NII, come è stata definita dall’amministrazione Clinton). Poiché è il tempo della sostanza, per favore inoltrate questo messaggio a persone interessate all’interno e al di fuori della nazione e cercate di comprendere e scusate se ricevete più volte lo stesso messaggio.

Per una semplice coincidenza sono stato recentemente invitato a partecipare a un incontro sul tema tenutosi a Washington, D.C. sull’uso del computer nelle Arti e nelle Scienze umane, ed il NII ospitato insieme dalla Coalition for Networked Information (Unione per le informazioni tramite Internet) e dalla Getty Foundation (Fondazione Getty) (hanno finanziato ARL, CAUSE e Educom). L’incontro ha coinvolto circa venti partecipanti tra cui presidenti o direttori di organizzazioni umanistiche, dell’industria informatica e dell’editoria, come anche funzionari del NEA, NEH e NSF. Il copresidente Charles Henry, Direttore del Vassar College Library, ha dato il tono all’incontro osservando che “è dedicato più spazio nel prospetto NII per discutere del riscaldamento automatico degli edifici federali che all’uso del computer applicato alle arti e alle scienze umane�?.

Come molti di voi che ricevete questo messaggio, ho avuto l’impressione che qualcuno parlasse a favore dei nostri interessi, nei dibattiti dell’amministrazione Clinton in merito a NII. Comunque nella discussione che è seguita è diventato abbastanza chiaro che non era così. Un certo numero dei partecipanti ha presentato orrori che hanno chiarito che non solo gli interessi delle scienze umane e delle arti non venivano ascoltati, ma anche che, per quanto riguarda l’applicazione del computer alle scienze umane e alle arti, le forze dell’industria dell’intrattenimento (che Stuart Moulthrop ha definito “Complesso Militare dell’Infotrattenimento�?) stavano ampiamente chiamando i colpi. Era ampiamente diffusa tra i partecipanti la sensazione che vi fosse una crisi e che dovesse essere fatto qualcosa.

Come unico “artista elettronico�? presente, descrissi la mia partecipazione dicendo che mi sentivo un rappresentante non eletto di una tribù nomade, un rappresentante dei molti artisti, scrittori e altri non rappresentabili (in ambo i sensi), che dipendevano dalla rete come luogo di rappresentazione, comunità, collaborazione e pubblicazione. Suggerii che molti di noi ritenessero che fungevamo da interstizi nelle zone temporaneamente autonome e tuttavia riscontravamo sempre più che la nostra “eredità culturale�? era la rete stessa.

Mentre i nostri interessi e quelli delle tradizionali organizzazioni umaniste (quali pubblicazioni universitarie o progetti di archivi testuali) potrebbero avere fini comuni, ho suggerito che condividiamo le preoccupazioni dei partecipanti all’incontro che cercano di conservare e proteggere informazioni, database testuali e biblioteche digitali. I miei commenti sono stati accolti con rispetto e interesse da un gruppo che ha compreso il bisogno di formare alleanze con noi, ma con molta franchezza voleva concentrarsi su quella che considerava come la crisi immediata.

L’incontro è terminato con un generale accordo sulla necessità di definire una rubrica per le scienze umane e le arti in NII; raccogliere dati sull’uso del computer nelle scienze umane e nelle arti per sostenere le pressioni del congresso; formare alleanze con persone identificate che sostengano questi sforzi. Una dichiarazione di crisi iniziale abbozzata da un comitato direttivo sarà presentata al congresso e all’amministrazione e verrà ampiamente pubblicizzata.

Ciò che sollecita questo messaggio è un invito a riprendere e forse a unirsi nella firma di questa dichiarazione quando verrà fatta circolare la settimana prossima.

Poiché per quanto ne so non esiste un gruppo che coordini in rete artisti e scrittori, chiedo alle persone e alle organizzazioni interessate di contattarmi direttamente tramite posta elettronica (MIJOYCE@vassar.edu) e io diffonderò la dichiarazione da considerare.

Se decidete di aderire voi stessi o la vostra organizzazione alla dichiarazione, io raccoglierò le firme (virtuali) e le inoltrerò al comitato direttivo. Non intendo formare un’organizzazione, ma raccogliere queste firme in un aggregato collettivo che chiamo NAWOC (rete di artisti, scrittori e altre persone interessate). Se qualche organizzazione è già attivamente coinvolta in un progetto simile e preferisce coordinare un impegno di questo tipo, sarei felice di inoltrarle tutte queste informazioni. (Analogamente, se vi è un interesse più ampio nel formare una simile organizzazione, sarò felice di unirmi in quelli sforzi).

L’importante è agire (almeno per il momento) insieme.


RANDY ROSS

Come rivelano le reti pubbliche di dati, il bisogno di adattare gli interessi e le forze culturali diventa sempre più fondamentale per la pura sopravvivenza dei gruppi indigeni coinvolti. Vi è interesse che le reti pubbliche di dati si aggiungano alla diluizione di “ciò che è già indiano�?. Aggiungo che c’è già troppa confusione relativamente a ciò che è “tradizionale�? indiano, un termine ampiamente usato a sproposito e poco compreso, a volte anche dagli stessi indiani. Tuttavia, l’atteggiamento culturale che è adattabile alla netiquette (etica di Internet), o le leggi che regolano i diritti di proprietà intellettuale e culturale, sono considerazioni fondamentali quando si lavora con popolazioni indigene. Il concetto di sovranità deve essere interpretato in modo che includa l’accesso a reti pubbliche di dati on-line. La società tribale, che sia il clan, il villaggio, il tiospaye o qualunque altra unità culturale, deve avere un luogo per dire chi è un componente della sua gente e chi non lo è! Terza conferenza su Computers, Libertà e Privacy, 9-12 marzo 1993


Opere

BRIAN ANDREAS

HALL OF WHISPERS (Sala dei bisbigli) prende il nome da un antico mito babilonese di una stanza costruita appositamente in una delle ziggurat in cui un bisbiglio sarebbe rimasto vivo per sempre. Io ho un’immagine delle reti elettroniche che bisbigliano senza sosta con le voci di questi tempi. La forma del progetto è illusoriamente semplice: volevo creare una situazione in cui un gruppo di persone potesse condividere l’esperienza di vivere, dove noi potessimo aggregarci intorno a un fuoco (di bivacco) tecnologico, per l’atto profondamente umano di raccontare storie.

Le linee guida erano molto semplici: ai partecipanti venivano chiesti due elementi. Prima vi era il testo, che si trattasse di una storia, di un’osservazione o di una poesia. Questo era il “bisbiglio�?. Per secondo c’era il “tema�?. Per tema intendevo una semplice distillazione di ciò che questa storia/osservazione/poesia significava per il partecipante. Ogni persona sceglieva il proprio tema per il proprio testo. Una volta che era entrato nella SALA DEI BISBIGLI, altre persone potevano assegnargli altri temi, o collegarlo a una loro storia, o una delle molte storie già inviate là da altre parti del mondo. Il significato non era più individuale e sacro, ma comune.

Qualcuno ha mandato via fax una storia che tratta di quando sono stati seguiti da un’orda di vespe mentre spillavano succo di frutta tropicale Hi-C durante un picnic in famiglia nello Iowa. Qualcun altro scrive che ogni venerdì sera, quando smette di lavorare (dopo avere terminato il lavoro), si ritrova nel traffico provocato da centinaia di ragazzi (studenti) che escono da scuola e percorrono l’unica strada della loro città nell’Alabama. E qualcun altro scrive tramite e-mail che durante la settimana precedente il Carnevale di Rio, la sua famiglia acquista tutto quello di cui avrà bisogno, come se si stessero preparando in previsione di un uragano; dice che è molto simile ad un ritorno ad epoche primitive. E tutte e tre le storie sono collegate da un tema più ampio.

La SALA DEI BISBIGLI ha due fasi. La prima fase prevede la circolazione di storie tra i partecipanti sulle reti elettroniche tramite fax, computer e telefono. Molte persone partecipano anche con la posta tradizionale. Gran parte del progetto che io non avevo previsto all’inizio era costituito dalle conversazioni nel mio quartiere. Per persone che non avevano esperienza o interesse a usare Internet, ma avevano una ricca esperienza da condividere, io divenni uno scrivano. Potevo passare le storie in rete e i miei vicini mi potevano raccontare le loro. Divenne una condivisione di doni, che fluiva attraverso i confini arbitrari delle comunità virtuali e fisiche.

La seconda fase del progetto è ancora in formazione. Mentre sto scrivendo, prevedo le storie con la digitalizzazione delle voce umana, così inizierà letteralmente a bisbigliare. Le stesse interconnessioni delle storie saranno ancora contenute in un database ipertestuale, permettendo ai visitatori di seguire il loro filo personale delle associazioni. Per questo io sto guardando alla possibilità della distribuzione di CD-ROM. Questa fase sarà completata nella prima parte del 1993.

All’inizio della SALA DEI BISBIGLI io ero interessato a molte cose. Innanzitutto volevo creare una comunità virtuale usando un antico principio della formazione di comunità: la condivisione di storie. In secondo luogo stavo creando un modello di consiglio per comprendere il nostro mondo. Fondamentalmente, il modello del consiglio ha in sé il fatto che nella condivisione si acquisisce una maggiore saggezza. Infine, in un mondo turbolento, è facile perdere di vista le piccole bellezze e i momenti di grazia che si verificano costantemente attorno (intorno) a noi. Volevo che la SALA DEI BISBIGLI desse voce a quel lato di noi stessi che riconosce che questo è un momento di rinnovamento quanto di decadenza.

Il progetto ha avuto successo? Non lo so con certezza; è ancora molto presto per affermarlo. Ho però parlato l’altro giorno con una delle partecipanti, e le ho domandato che cosa le fosse accaduto. Ecco quello che mi ha risposto: “prima, penso che dovrei scrivere qualcosa. Dovrei rispondere. Ma non lo faccio. Non subito. Invece leggo le storie e comincio a pensare a cose a cui non ho pensato in venti anni. Prendo il mio tempo perché sto cercando qualcosa. Non so che cosa, ma lo saprò quando lo troverò. Io non voglio mandare solo una vecchia storia. È troppo speciale. LEONARDO ELECTRONIC NEWS 3(1), 15 gennaio 1993


ANNA COUEY E LUCIA GROSSBERGER MORALES

Matrix: Donne in rete

Matrix (matrice) è una parola antica che ha molti significati. Il significato arcaico di matrix è utero. In “Neuromancer�?, il libro di William Gibson sul cyberspazio, il termine matrix viene usato come sinonimo di rete di computer… una “matrix�? può essere vista come un ambito che dà nutrimento (nutrice), un ambiente flessibile e creativo in cui sono possibili cambiamento e crescita all’interno del web (tessuto) della matrix stessa.

Le attuali sfide tecnologiche sono la capacità di scambiare immagini, video e audio tramite piattaforme -- senza che gli utenti debbano avere software speciali per decodificare le trasmissioni. Questo lavoro ha preso due percorsi: all’estremità superiore, la necessità di risorse e larghezza di banda molto elevate, e all’estremità inferiore la larghezza di banda attualmente disponibile e l’impegno verso la disponibilità generale. MATRIX: DONNE IN RETE dimostrerà sviluppi all’estremità inferiore… Il nostro obiettivo nel concentrarci sull’estremità inferiore consiste nel richiamare l’attenzione verso le disparità tecnologiche che ci sono nella nostra società e nel sollevare domande sul loro impatto. Noi speriamo di ampliare il concetto di progressi tecnologici per includere i supporti e le implicazioni sociali e culturali.

Matrix mette in evidenza i lavori di donne di culture ed esperienze artistiche diverse che operano (lavorano) con le reti di computer come mezzi per creare opere in collaborazione con artisti come anche non artisti, per decentralizzare il processo creativo, per istruire e conservare distinte le loro culture e comunità e fornire l’accesso online (alla rete) a gruppi di popolazioni che altrimenti non vivrebbero nell’era informatica.

Anna Couey e Lucia Grossberger Morales, 1993

artisti e progetti che partecipano: poesia online, Lisa Cooley, concorso di poesia in cui è il pubblico a giudicare... Sono messi in evidenza poeti quali Michael Warr (Chicago) e Bruno Navasky (New York).

"Imagining the Information Age," (Immaginare l’era dell’informatica) Anna Couey, Una popolosa città di stanze elettroniche in cui a partire da quattro schemi, rappresentazioni immaginarie creano un percorso per il futuro. "Forty Minutes on the San Miguel River," (Quaranta minuti sul fiume San Miguel) Judy Malloy, una forma creativa narrativa in collaborazione. "Garbage" (spazzatura) Judy Malloy (jmalloy@well.sf.ca.us), Pensi di aver bisogno di un programma di cifratura? Come puoi averne uno? "È facile. Ne scrivo uno e te lo mando gratuitamente. Ma prima devo raccogliere un po’ di “spazzatura�? adatta -- come le parole e frasi che ho già raccolto dalla letteratura e da conversazioni ascoltate in conferenze sui computer." - Judy Malloy "ProjectArtnet," Aida Mancillas, Chiana. Un libro interattivo di artisti online che documenta Project Artnet, un progetto storico di comunità intergenerazionale che coinvolge arte, poesia, movimento e tecnologia informatica. The "Matrix: Women Networking" (Matrix: donne in rete) installazione video/testi anche animata, documentazione per Project Artnet di Lucia Grossberger Morales, Latina. "Bandana," (Bandana) Lorri Ann Two Bulls, Oglala Sioux, "Changes," (Cambiamenti) Lorri Ann Two Bulls, Oglala Sioux. "Journey," (Viaggio) Lorri Ann Two Bulls, Oglala Sioux. "Pink Blue," (Rosa Blu) Lorri Ann Two Bulls, Oglala Sioux. "Play," (Gioco) Lorri Ann Two Bulls, Oglala Sioux. Vengono mostrati online disegni animati NAPLPS. Two Bulls distribuisce i suoi lavori elettronicamente in condivisione.


Opere JUDY MALLOY

Nel testo basato sul “cyberspazio�?, creato dai sistemi di comunicazione elettronica, le storie importanti possono essere scritte e lette da gruppi-mind. “Trenta Minuti nel Tardo Pomeriggio�?, una descrizione scritta da un guppo, è stata prodotta sull “Art Com Electronic Network on the Well�? nel 1990. “Well�? è una struttura “base�?di comunicazione in cui gli utenti scambiano le informazioni suddivise in argomenti (topics). In trenta minuti, tre diverse tipologie sono state scritte simultaneamente da quindici produttori su tre topics paralleli.

Ho controllato la storia di San Francisco Bay durante i trenta minuti che precedono il terremoto di Loma Prieta. John e Mary si stavano preparando per la prima data. Il terzo individuo era una persona del posto conosciuta come Rubber Duck (Anatra di Gomma) per la sua abitudine costante di mormorare le parole "anatra di gomma". John si stava lavando nel suo appartamento. Rubber Duck si stava sedendo sui gradini del Museum of Modern Art (museo d'arte moderna). L’ avanzamento di Mary ha coinvolto un’autostrada e un ponte che entrambi si distruggono con la scossa di terremoto. Ho chiesto ai partecipanti di scegliere un tema, di inserirsi nell’ argomento e interagire su quel tema stesso. Poiché questa era la mente del gruppo riguardante la personalità dell’ individuo, l'enfasi era sui pensieri e sulle memorie dell’ argomento stesso.

Nel lavoro finale ho un misto di tre topics in una struttura di dati narrativa in cui i flussi delle idee dei tre temi sono stati visualizzati simultaneamente in tre colonne parallele. Gli scrittori hanno incluso: Anna Couey, Abbe Don, Matisse Enzer, Carole Gould, Eleanor Kent, Tom Mandel, Gil MinaMora, Harold Poskanzer, Howard Rheingold, The Normals, Fred Truck, and Kathleen Watkins. Le loro parole inedite hanno formato una descrizione sorprendente delle sette pagine narrative in cui i pensieri degli gli uomini e delle donne sono stati espressi apertamente (misti alle parole di Rubber Duck’s, i pensieri e le memorie a volte si rivelavano adatti ed a volte inadeguati).


Modelli

SONYA RAPOPORT

Sono molto favorevole sul praticare arte “via telecomunicazione�? dalla mia esperienza in compartecipazione della mia installazione interattiva "DIGITAL MUDRA�?. Molti che non l'avevano sperimentato all'istituto KALA e al Mary’s College nel 1988-89 di San Francisco Bay Area non potevano partecipare alla fase essenziale del lavoro su “ACEN on the WELL�?.

Digital Mudra era in origine un'installazione interattiva in cui gli utenti erano al corrente delle correlazioni trasversali-culturali dei gesti della mano, dei loro significati e di quello che in quel momento si vedeva e si faceva: slides (proiezioni) di figure politiche gesticolanti, insieme di gesti proiettati sulla parete e un nastro registrato dei balli di Mudra preparati dagli utenti per diventare partecipanti. I partecipanti hanno composto alcune frasi da Mudra selezionando gesti che, una volta inseriti nel computer, si sono rivelati sullo schermo una sorta di ballo animato gestuale. I gesti, in seguito, sono stati trasformati nuovamente con i loro significati originali che, una volta selezionati, si sono rivelati una guida di riferimento filosofica a partire da una base di dati di epigrammi del saggio Rabindranath Tagore.

La parte di telecomunicazione è stata offerta dalla lista terminologica di Mudra, da cui due selezioni di parole dovevano essere usate nella costruzione della frase: "dolce mistero di vita�?. La scelta di parola chiave ha contribuito a sbloccare questo segreto, infatti il “Tagore Epigram�? ha generato la domanda: "ha zuccherato il mistero?�?. Siamo stati colpiti molto da questa esperienza.


JUDY MALLOY

BROWN HOUSE KITCHEN

È l'anno 2000 nella East Bay. La maggior parte delle persone non vivono a lungo in grandi spazi affollati come case o appartamenti. Preferiscono dormire nei piccoli spazi e mangiare in comuni cucine come la Brown House Kitchen: Una cucina della “Early Ubicomp Era�?. Primo mattino. Il sole diffondendosi attraverso le tende di pizzo bianche rivolte fuori su una piccola aiuola mal-annaffiata, risplende su un tavolo rotondo di quercia, circondato da 6 serie. Nell'angolo Nord-Est un uomo anziano si siede su una sedia oscillante verde-blu, leggendo un giornale. Assomiglia al vostro nonno Cosa sembra una scultura di un cassetto della cucina montata su una base nell’ angolo Nord-Ovest? Nell'angolo a Sud-Ovest c’ è l’ acquaio della cucina decorato con piastrelle blu. Un gatto arancione si allunga sul bordo dell’ acquaio, bevendo acqua potabile dal lento gocciolamento del rubinetto. Al lato dell’acquaio c'è un lucido contenitore nero di metallo con una maniglia di cristallo splendente con impresso sul retro la parola "Barbie-Q�? , Si può vedere “il cassetto di Sandy’s, Ralph Will Clean After You, GoodFood, Narranoter, telefono, e qui Barie-Q�?.

Come abitante della mia residenza 1994 a Xerox Parc sto lavorando con Pavel Curtis in un laboratorio di informatica. Sto scrivendo e programmando un listato LambdaMoo (un Multi User Dungeon programmato a oggetti). Il nome del programma, chiamato Brown House Kitchen, deriva proprio dagli oggetti della stanza. Gli utenti (denominati giocatori in questo ambiente) entreranno nel meccanismo quando entreranno nella stanza e, il meccanismo stesso, spiegherà come scoprono ed esaminano i dispositivi di entrata e di uscita che sono contenuti negli oggetti della cucina. Il lavoro ha un esito nel tempo e nello spazio virtuale e non soltanto sfiderà i lettori a scoprire i flussi nascosti di testo ma li individuerà all'interno della storia e finalmente darà loro l'occasione di arricchire l'ambiente stesso comprendente la descrizione. La storia, il giallo di un omicidio, sono importanti per chiamare i giocatori usuali in LambdaMoo mentre allo stesso tempo amplia la mente.. Un omicidio è avvenuto nella cucina, mai giocatori non lo possono conoscere se entrano nella Brown House. Chi è morto?… Chi è responsabile?… I dispositivi di calcolo funzionanti nella Brown House Kitchen hanno osservato gli eventi in varie sfaccettature. Nel modo “Rashoman�? si collegano i particolari delle cose che si sono presentate nel mese di novembre del 2000 a tutte le diverse alternative, a volte contraddittorie.


Musica

TIM PERKIS

Molto importanti, riferendosi alla tecnologia dell'informatica corrente, sono stati i potenti sistemi di costruzione "one-man-band�? che permettono ad un compositore autonomo di generare e realizzare progetti riguardo le orchestre sintetiche (moduli di sintetizzazione). Questi programmi propongono una visione della musica come processo di creazione di "oggetti-suono, (suoni realistici e perfezionati). Non sono necessari noiosi musicisti, nessuna corda può rompersi, nessuna canna può stridere, nessun batterista arriverà in ritardo, ubriaco. La musica è fondamentale nel progresso sociale ed ho voluto trovare un modo per usare le nuove risorse musicali offerte dalla tecnologia dell'informatica, per esprimerle e rinforzarle.

Così, nel 1986, io e il mio collega compositore John Bischoff abbiamo dato vita a un gruppo chiamato "The Hub�?. Una band nella rete informatica. L'idea era quella di trovare un qualcosa per i compositori che lavorano sulla musica elettronica creata con il computer, per giocare (e suonare) insieme. Ogni compositore ha un sistema di sintetizzazione controllato dal proprio computer, collegato agli altri sul sistema della rete locale del nostro impianto. I compositori che creano le canzoni per questo gruppo specificano generalmente soltanto i dati che devono essere ripartiti tra giocatori della rete stessa. Il risultato è una specie di improvvisazione, arricchita quando il computer e i giocatori creano musica in base alle decisioni e ai lavori degli altri.

La natura della collaborazione fra i compositori della "Hub" è insolita. Ci sono molte riunioni dove le disposizioni di scambio di dati sono libere. I compositori allora vanno a casa, creano un certo codice, si riuniscono e lo provano per le registrazioni. Le discussioni del gruppo avvengono spesso per posta elettronica. I computer operano più velocemente sulle singole decisioni “nota-nota�?, mentre i compositori si occupano delle impostazioni globali. Il risultato è un genere veramente nuovo di composizione collettiva, una nuova alternativa sociale di creare musica che non era mai esistita prima. Noi ci divertiamo molto.


Poesia

VALERIE GARDINER

Da quando ho iniziato la comunicazione on-line , ho trascurato il mio diario. Mi domando: soppianterà Telecom il diario quotidiano? La mia nonna ha mantenuto un diario per sessant'anni. Sarà un dischetto la mia eredità? Forse i miei discendenti lo scopriranno, non nella mia mediazione riservata, ma nei discorsi comuni.

Mi ritengo sempre responsabile quando scrivo una poesia. Una poesia vive attraverso la propria forma. Non ritengo giusto forzare una poesia rendendola sotto forma di un flusso di byte, e riassemblarla in un posto in cui non c'è carta e passione. Non c'è spazio giusto per poter accogliere la poesia.

Tuttavia penso che le poesie siano disposte ad affrontare il viaggio se verranno lette.


LISA COOLEY, LITNET

La mia questione riguardo la poesia on-line non è la mutilazione che l'opera subisce sullo schermo, ma la perdita del pezzo di carta, del libro. Considero la poesia on-line come più relativa della lettura pubblica. Niente potrà sostituire il sedersi e prendere una poesia nelle vostre mani.


RON BUCK

La storia della poesia visiva si estende fino a PeoPlekind. Prima del libro, la frase, la parola, la lettera, erano creati da una persona che, con le loro mani, incidevano una tavoletta tentando di trasportare via l'immagine (i pensieri, la fantasia) alle persone. Poiché ci siamo sviluppati dai piccoli “Caveper Sons�? nella grande città della gente (Big Citypersons) abbiamo incorporato nel nostro progresso le immagini, le pitture e le parole sia separatamente che collettivamente. Tuttavia un giorno lontano un poeta intelligente decise di aggiungere alla forma delle lettere immagini con le poesie. Per altri poeti questo era buono! Così la sua invenzione ha ottenuto da quel giorno in poi il nome di "poesia concreta". Walt Whitman ha desiderato che l'anima della sua poesia si espandesse oltre i confini del normale "standard" della parola. Cosa ha perfezionato per secoli la bellezza simbolica dei caratteri poetici cinesi. È impossibile dimenticarsi dei nostri “cummings�? anche da parte di qualsiasi scrittore immerso nel suo tipo di forma. O delle le opere di Dylan Thomas (Vision and Prayers) o Mallarme con il suo "tiro dei dadi". Tutto quello che c’ era da dire o il poco che c’ era romansto è gia stato tutto trattato! È inutile parlare il Greco farfugliando “Allina Word�?, “Techno PaigNIA�? significa: giocare intorno con tecnica. (La prefazione dell’ autore) (Buck Ron, The Visual plough, Connected Editions, 92 VanCorlandt South, 6 , Bronx, NY 10463)


Il mezzo

JEFF MANN

La sintesi dei computer e delle tecnologie delle telecomunicazioni ha creato un nuovo mezzo per la nostra comunicazione, un mezzo che oppone il flusso unidirezionale delle informazioni dominanti nella nostra cultura dei mass-media. Questo mezzo, decentralizzato,e accessibile verte alla collaborazione, al pensiero collettivo ed alla formazione di rapporti umani. È una geografia elettronica dove la comunità è definita da un interesse comune.

The Matrix Artists’ Network: An Electronic community. IN: Connectivity: Art and interactive telecommunications (Leonardo 24(2), 1991 p. 230


ROBERT DUNN

Penso che le preoccupazioni principali siano le limitazioni e i margini imposti, compreso il limite a cui lo sviluppo della rete è legato dalla relativa formulazione in termini di sistemi che si stanno avvicinando all’obsolescenza.

L'effetto delle impressioni della rete non può cambiare in dominio tradizionale l'esposizione dei prodotti in un modo coerente e analogo. Una distorsione o un cambiamento dell'intenzione e dell'impressione è il più probabile risultato, quello che è stato trasmesso è stato investito dalle aspettative preesistenti, o strutturato in modo gerarchico con scopi completamente separati. Allora l'eco non ha riferimento alla relativa fonte.

Contorni mobili e dissoluzioni della mente, dello spazio e del tempo aprono le più alte dimensioni di possibilità. Le realtà virtuali della rete fanno quello che una volta era fantastico e ambizioso, in modo più probabile, dato che le risorse comuni dell’energia globale “delle menti�? sono accessibili e trasmutabili.

La fusione delle immaginazioni collettive in un'attività di collaborazione è un'entità che va oltre la comprensione della singola mente di partecipazione; può rendere grandi gli organismi sociali, i pensieri comuni e la coscienza di poter fare e amplificare. La potenza di una mente comune si amplifica nei contesti dei sistemi aperti in rete.

Questa comunità di “fusione mentale�? e di consapevolezza è di beneficio al pianeta e all'umanità. Chiuderla è un destino che non possiamo permetterci perché i suoi tempi di durata equivalgono alla sopravvivenza e risiedono nella visione derivante, oltre dalle costruzioni, di tutto lo “status quò�? socio-politico-economico.

Intraprendendo un viaggio di Janusian si nota che il passato è una zona di organizzazione per le spinte e le espansioni del futuro. Siamo in un periodo di ricerca e di esplorazione, di nuovi orizzonti e di generazione delle circostanze per resistere alla convivenza con l'universo.


ROGER MALINA

Recentemente ho letto il libro "The Last Reel�? * riguardante i primi pionieri dello sviluppo della telecamera e dei video-proiettori.

Questo è avvenuto nei giorni in cui i substrati della plastica e della gelatina ancora non erano ancora stati inventati, quando realmente hanno messo insieme le lastre di vetro per provare a proiettare un'immagine animata. Gli artisti e gli inventori che all'epoca lavoravano hanno avuto così una forte credenza che la pellicola si potesse trasformare in un mezzo rivoluzionario (e per decine di anni queste invenzioni sono state sviluppate nei “retri�? delle case degli inventori).

Attualmente non c'è la conoscenza di quale sia stata la giusta versione (che la pellicola venisse mostrata in esposizioni , nei teatri o persino in tutto il grande "contesto", facendo girare le scene da un pubblico ambulante.

Gli artisti che oggi lavorano nell'arte e nelle telecomunicazioni sono in una posizione di vantaggio rispetto a questi pionieri della tecnologia della pellicola. Tuttavia (anche se c'è la supposizione del futuro) la tecnologia non è ancora un pezzo "di plastica" sotto il controllo dell'artista.

Gli artisti stanno lottando contro le applicazione basate sul testo, con una lenta trasmissione di esplorazione, con il facsimile. Le limitazioni della tecnologia sono frustranti. L'ultimo mezzo di telecomunicazione multimediale è l' ISDN e tutti gli altri mezzi simili non sono ancora qua, realmente.

Allo stesso tempo gli artisti che lavorano insieme stanno stabilendo la base teorica per tutte le forme che finalmente diventeranno cruciali in queste tipologie di arte del futuro. In molti modi gli artisti del Costruttivismo hanno progettato molte forme di arte col computer, prima ancora che il computer fosse disponibile. Tuttavia, per motivi di limitazione tecnica, oggi l'uso più potente dei sistemi di telecomunicazione è spesso al più semplice livello concettuale.

Gli artisti interessati al futuro dei primi giorni della tecnologia dei film, si riferiscono al libro “THE LAST REEL�? per certi pensieri scaturiti nei suoi confronti.

  • (rivisto il 1° ottobre 1992 dal FineArt Forum)


FRED TRUCK WHO OWNS THE NETWORKS?

Nel caso “Usenet�? (e tutti i suoi simili) il Dipartimento della Difesa e molti settori d' informatica universitaria pagano i servizi in questo settore.

Nel caso dei fornitori commerciali, quali MCI Mail, Compuserve, The Well e Genie e le maggiori enti che possiedono la I.P. Sharp, c’ è stata la donazione di spazio agli artisti per essere utilizzato nei progetti d'arte e “messaging�?.

Problemi rilevati: 1) Il Defense Dept. (dipartimeno della difesa) desidererà sempre sovvenzionare i progetti di arte on-line? Usenet è predisposto per essere limitato ai progetti orientati nella difesa? Negli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti all'interno di Usenet, con molte università (Università di Wisconsin, per esempio) tagliate fuori dalla rete a causa di difficoltà finanziarie. 2) I progetti d'arte che coinvolgono la condizione di authorship multipli non sono creati generalmente sulle reti commerciali, ad eccezione di "Well�? e "I.P. Sharp�?. Così, se il clima di lavoro andasse peggiorando, ne risentirebbero gli artisti lavoranti sui vari progettii.

Conclusione: nella maggior parte dei sistemi commerciali, gli artisti pagano qualcosa per rimanere negli stessi. Questi sistemi offrono i GATEWAY a Usenet e al resto del mondo. Se l'artista è all'interno dell'Università, l'accesso è spesso libero (o pagato dal suo reparto). Nessuna di queste situazioni è posseduta o gestita da i artisti. Tutti sono dipendenti a controllo economico e istituzionale, quindi, ricordando uno dei tanti scompigli usuali, il “Nea�? ha premiato la foto mostrata da Robert Mapplethorpe che ha alzato la fascia della censura.


MONIKA LIDMAN

Abbiamo cominciato affascinati dai barattoli di plastica fissatI all'estremità di un filo (funzionanti come telefoni). Ma…Qual è il disegno dell'interazione personale a distanza? Le trasmissioni via satellite e le trasmissioni di dati riducono o facilitano l'isolamento?


ROGER MALINA

Noto un paradosso: noi abbiamo un mezzo di comunicazione lineare globale che permette il contatto istantaneo tra gli utenti, ma, nella trasmissione esterna, abbiamo chiaramente un disadattamento totale del contesto! Le informazioni sulle edizioni e sui pensieri locali possono trovare un'espansione altrove, talvolta, tali informazioni possono essere risultano incomprensibili.

Se le informazioni inviate in questo contesto non interagiscono con i collegamenti locali, tali informazioni risulterebbero incomprensibili al destinatario o mal-comprese. Poiché i mezzi elettronici permettono la nostra comunicazione con la gente con un contenuto ignaro al ricevente, questo rappresenta un pericolo reale della comunicazione stessa che si presenta in modo molto violento e nascosto dallo strumento di comunicazione.

Mi sorprende sempre come molte persone vogliono ricevere dal "Fineart Forum�? senza che (una piccola percentuale) trasmettino l'indirizzo e-mail, o le loro presentazioni, o commentino quello che vedono. I mezzi elettronici dovrebbero essere "democratici" e non centralizzati per la loro natura (si trasformano spesso in un facile mezzo di radio diffusione, di erogazione e non in un mezzo interattivo).


JOHN S. QUARTERMAN Editore, Matrix News


(Ripreso da: Fred Truck, Who Owns the Networks (chi possiede le reti?) in Making Art Online, FineArt Forum, 21(5), 1° Novembre 1991)

Nel caso Usenet e di tutti i casi simili, il Dipartimento della Difesa e molte università di informatica pagano da molto i servizi informatici.

Come ?… Il Dipartimento della Difesa ?!

Usenet (che è una rete cooperativa anarchica senza autorità centralizzata) sembra essere in stato di confusione con Internet (cosa sostenuta dai vari enti governativi, dalla maggior parte delle varie aziende, Università ed altre enti) e con Arpanet (che, sebbene non esista più, è stato usato e sostenuto dal Dipartimento della Difesa).

Problemi: 1) il Dipartimento della Difesa vorrà sempre sovvenzionare i progetti d'arte on-line? Usenet è progettato per essere limitato ai progetti orientati alla difesa. Quest’ ultima cosa, invece, non si è mai rivelata vera. Usenet non ha una gestione (una vera amministrazione) e non sarebbe del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Conclusione: nella maggior parte dei sistemi commerciali, gli artisti devono pagare qualcosa come tassa di base. Questi stessi sistemi offrono i Gateway a Usenet e al resto del mondo.

“Genie�? invece non ha nessun Gateway , per quanto ne so. CompuServe non ha gateway a Usenet (li ha solo sulla posta elettronica in Internet). Se l'artista è all'interno dell'università, l'accesso è spesso libero (o pagato dal suo dipartimento). Nessuna di queste situazioni è posseduta o gestita dagli artisti. Tutti sono dipendenti a controllo economico e istituzionale, quindi, ricordando uno dei tanti scompigli usuali, il “Nea�? ha premiato la foto mostrata da Robert Mapplethorpe che ha alzato la fascia della censura.

Siano ad un buon punto, ma i precedenti sono molto confusi. Quello che desidereremo sentire parlare sono le garanzie di governo o, anche, di regolazione della politica di accesso per le reti. Attualmente l'ente governativo più rilevante è NSF , la fondazione nazionale di scienze per la base “Nsfnet�? e per “Nren�? (rete nazionale di ricerca e educazione). Poi, ad un livello più basso, ci piacerebbe sentire parlare di garanzia governativa locale per quanto riguarda le università.

La confusione rimane sempre per quanto riguarda la rete, così scrissi un articolo: “ Which Network, And Why It Matters�? nel nostro giornale Matrix News. Matrix News è un giornale mensile trattante concetti relativi alle reti dei computer ; pubblica preferibilmente gli aspetti organizzativi ed i contorni politici della rete. Controlliamo gli aspetti politici della rete come la storia e lo stato attuale del “Nren�?; i recenti controlli segreti (Secret Service Raids) e la connettività internazionale. Ogni edizioni cerca di tracciare i collegamenti tra tecnologia, politica e comunità, variante di Smoot Carl-Mitchell’s “X.400 – Fact and Fancy�? (il fatto e l’immaginazione) , al John S. Quarterman’s e “Analogy is not Identity�?. Gli articoli includevano: ``Cyber Art: The Art of Communication Systems, di Anna Couey, Billy Barron's ``Libraries on the Matrix, e R.R. Ronkin's ``Global Cyberspace -- Who Needs It. Gli editoriali: ``Encouraging Equitable Competition on the Internet, di Mitchell Kapor, ``Public Institutions in an Electronic Society, di Steve Cisler, ``Walking the Beat in the Global Village, di Richard Civille, e ``On the Need to Develop Internet User Services, di Peter Deutsch. L'edizione 8 (di novembre) esamina le reti in Argentina, spiega le convenzioni "mailing list�? e revisiona il “netfind�? di programma. L’ edizione 9 (di dicembre) include resoconti sulle recenti riunioni del CNI e del CPSR, in base ad una revisione e al materiale riguardante “Ways�?.


JIM ROSENBERG

(Nota: questo testo è una versione pubblicata della mail inviata privatamente a Fred Truckv ed a una coppia di persone. L’ argomento commentato riguardava USENET. Ho cancellato quelle osservazioni da quando John Quarterman "ha scritto il libro" sulle reti. Di che cosa non parlate nel vostro articolo è l'uscita di chi possiede non le reti ma le "parole". Non so se questo è stato mai contestato, ma allo stesso tempo CompuServe stava asserendo un genere "di significato di copyright collettivo". Questo èi mportante per chi volesse accedere a qualcosa, attendendo il permesso di dal forum di CompuServe. Questo è un bel "colpo grosso" per CompuServe (come luogo d’ arte).

Al contrario, Well sembra positivo a riguardo. Esso mi indica il momento in cui posso registrare le mie parole. I suoni si perfezionano come luogo d'arte, giusto? Bene, aspetti un minuto… Se io solo possiedo le mie parole, nessun mezzo può riprodurle (leggi Gateway…) senza mio permesso. Ritengo decisamente che Telcom Base Art debba essere “gatewayzzato�? ad altrettante reti, se possibile, preferibilmente in modo automatico. Affinché una conferenza Well sia “gatewayed�?, essa richiederebbe una sorta di "consenso implicito" che il manifesto ad una conferenza gli dovrebbe dare.

Ora, questi, sono lontani da tutto questo. Sto pensando al “Venice Biennale Feed�?.* Tempo indietro eravamo tutti contenti per aver avuto l'occasione di essere stati collegati con Venezia. Ma, francamente, i gatewayng automatici di una conferenza di "Well�?, davano la parola della legge della politica Well, ciòè un'edizione che deve essere decisa dalla stessa comunità “Well�?. (Questo è possibile ed è già stato discusso; non sono stato molto attivo su “Well�?).

D'altra parte, Usenet è perfetto come rete di origine per Gatewayng ed altre reti. È già internazionale e Compuserve, Well e Prodigy non lo sono. Il Gatewayng automatico alle altre reti non è differente dallo store funzionante prima dell’ espanzione avvenuta già all'interno di Usenet.

  • ed: nel 1986, un convegno su Acen on the Well, portò "Planetar Network�? ad un'installazione alla Venice Biennale (biennale veneziana) organizzata da Roy Ascott e altri.


JON VAN OAST

Tecnologia e telecomunicazione forniscono un nuovo mezzo per esplorare. Questo mezzo è “Cyberspace�?. Cyberspace è l’ ultimo regno per gli artisti (e per tutti) perché non è soltanto un mezzo adattabile, ma è inoltre un mezzo "configurabile". Cyberspace è un mondo dove tutto è possibile. Oh, potete sicuramente disegnare, incidere, scrivere… con tutti i tipi di mezzi; ma quest'ultimo è al primo posto per offrirli tutti.. (presto!).

Cyberspace può essere modificato su misura per i vostri bisogni (e quelli di tutti). Ciò può sembrare pazzesco o impossibile, ma non lo è. In passato l'umanità non ho mai avuto la possibilità di poter maneggiare l'ambiente in un modo tale. Ma non è finita. Cosa ci può essere di più grande? C'è un nuovo gioco che tutti noi possiamo giocarci. Chiunque lavori con qualsiasi tipologia può trovare il suo posto in Cyberspace.

Un passo più vicino a collegare elementi… Gli sguardi dell'utente e le sue altre scoperte… Cyberspace: reti, scambio di opinioni… niente è consacrato e niente è sconosciuto…

Un regno intoccabile dalle leggi, dalle regole e dalla logica che avvolgono pian piano tutto. Pensi liberamente. Giochi correttamente. E soprattutto fai quello che vuoi, quello che desideri…. ora puoi.


WOLFANG ZIEMER-CHROBATZEK

“Cos'hanno gli inventori europei, gli artisti dell'arte riguardante un'Europa di libertà, uguaglianza e fraternità, verso l'interno ed esternamente? Molto! La funzione degli attivisti deve contribuire a costruire questa Europa che ho appena accennato. Non solo un'Europa vitale o un mondo vitale perché la vita e la sopravvivenza sono i nostri problemi. L’arte della comunicazione, facendo uso dei potenziali tecnici della telecomunicazione moderna, è predestinata per essere all'avanguardia nel campo dell’ imparare e del mettersi in contatto, per essere sensibile per quello che succede nei nostri tempi e quello che succederà..." in occasione di "L’Europe des Creaturs / Utopies ’89, Gran palais, Parigi, francia, 1989�?.


Sistemi

SCOT ART

System X è un mezzo di arte on-line che sta funzionando da gennaio del 1990. System X è progettato come struttura narrativa che fornisce il contesto ma non il contenuto: il contenuto è prodotto da un gruppo di artisti che lavorano insieme per produrre una “storyline�? alternativa alla descrizione di interazione nelle loro vite quotidiane. System X è stato preso in considerazione su molti aspetti, da campi artistici, filosofici, tecnologici ecc..

Inoltre System X è usato come mezzo di pubblicazione per lavori creati dai membri-artisti. Questi lavori possono essere visivi, sonori, testuali, o tutti e tre (ad esempio multimediali). Sono pubblicati in una galleria virtuale con le descrizioni del lavoro. È l'unico progetto di questo genere in Australia. Le persone che sono responsabili della sua gestione sono: Scot Art, Tom Ellard, Jason Gee. Comunicazioni, chiarimenti e scambi di lavori con altri artisti sono ben accolti. La creazione di comunità di scelta piuttosto che legate alla geografia è un aspetto voluto dai membri di System X.


PAVEL CURTIS The Living Room(Lambdamoo, 4 Ottobre 1993)


Apri la porta. Apri la porta e lasciate il buio per entrare nel salotto, chiudete la porta per non svegliare la gente addormentata all'interno. “The Living Room�?: è molto luminosa, spaziosa, con grandi finestre di vetro rivolte a Sud verso lo stagno dei giardini. Sul lato nord della parete c'è un caminetto fatto in pietra lavorata. Le pareti a Est e a ovest sono coperte quasi completamente da grandi scaffali ben incastonati. Un'uscita nell'angolo nord-ovest conduce alla cucina e, più a Nord, al corridoio dell'entrata. La porta è all'estremità Nord della parete est, ed all'estremità Sud c’è una vetrata scorrevole che conduce fuori su una piattaforma di legno. Ci sono due divani, uno intorno al caminetto e uno con la vista verso l'esterno delle finestre. Vedete: “ Cockatoo, “Reame for New Mooers, un caminetto, un giornale, Welcome Poster, LambdaMOO Takes A New Direction, The Daily Whale, TheCarpet, The Birthday Machine, Helpful Person Finder, lag meter, Noodles, Lanfear, Mustang Sally, GUARD, Banshee, Timbre, and shadow here. Soulglue (distracted), Leigh-Cheri, john, Wocha (confused), evangeline, Valere, Trystan, KarlT, CyberTec, Zeebo (worn out) (bored), gekko (Disconnected), Dr.Fate, Gus (distracted), legba, and Uther_Pendragon are here�?.


BOB GALE

1 – Questo è unico fuori di qui. Sono stufo di vedere incompetenti che popolano la maggior parte dei sistemi. Più artisti = più divertimento. 2 – Attenzione allo Stato. Sono un vero credente nel raggiungere l'ideale Touffler e temo la perversione di un governo sempre più dipendente dal computer e dal Telecom, senza una partecipazione pubblica. Il potere individuale è primo. 3 – Cyberspace è freddo. È sia una produzione, che una distribuzione e un'esibizione di spazio tutto in uno. La gente non vuole imperfezioni sul video, ma Telecomm sarà il prossimo boom. Io vorrei solo essere coinvolto prima che la Nea crei categorie di fondi per questa, e le istituzioni cooperino insieme. 4 – Telecomm ci rende liberi. Esente da tempo, da spazio, dalle età, dal genere, la gente può stabilire nuovi rapporti. Questo è il nuovo spostamento del paradigma. Lascia rompere i limiti e la costruzione di nuovi ponti. 5 – attenzione alla corporazione. Prodigy. Bisogno di saperne di più? 6 - le informazioni desiderano essere libere; “The cry of the Cyberpunk�?. Se realmente ripartissimo le nostre risorse, il mondo sarebbe un posto più felice. Telecomm ci dà un'infrastruttura perché questo sia possibile (ovviamente se lo vogliamo) 7 - i computer sono freddi. Non possono programmarsi ancora, ma io sono in grado di prendere nelle mie mani il mondo tramite il mio schermo. Meglio di chilometri di cavi. 8 - una comunità all'interno delle telecomunicazioni. Un grande e triste mondo post-moderno là fuori. La gente ha bisogno di un sistema di supporto di sopravvivenza. Si cerca attraverso una Chiesa, un gruppo, un bar locale... o attraverso una rete on-line. 9 - perché guardi al passato? Non potete controllare il passato o il presente ma potete progettare e un percorso futuro. Ed il Telecomm è il futuro. 10 – “Fatto dal frande Bonzo Bucks! Sì, giusto !�? (Originalmente proposto su Artbase)


ELEANOR KENT

Su Well, i membri Ylen e altri partecipano alla conferenza Acen, (topic #554 (Ylem News), per imparare cose nuove dalle riunioni, dalle esposizioni, dalle critiche, dalle valutazioni… e per fare le domande, ottenendo le risposte riguardo le loro idee, le attrezzature, le filosofie, le tecnologie dell'arte. I file nella dyrectory di Ylem e i numeri di telefono e di fax possono essere comunicati elettronicamente. Alcuni membri trasmettono storie e immagini dal modem all'editore Trudy Reagan per la stampa nel giornale mensile. Ylem è interessato ma anche allarmato dai nuovi usi dei sistemi on-line.



CRAIG LATTA

Netjam è una rete di computer che fornisce i mezzi per la gente per lavorare sulle composizioni musicali e su altre opere d'arte. I partecipanti trasmettano dati via MIDI (Musical Instruments Digital Inteface) a strumenti musicali ed altri data-files via e-mail, li editano e li inviano. Per unirsi a NetJam sono richiesti l’ interesse per la musica, un accesso compatibile MIDI o altri supporti, l’ e-mail, un’utilità di compressione e un accesso a Internet. Per dettagli basta inviare un’ e-mail a netjam-request@xcf.berkeley.edu, con l'oggetto "richiesta informazioni"


ARTUR MATUCK

La rete terrà conto dell'uso attivo delle telecomunicazioni per la lingua e la ricerca nel campo artistico, fornendo un veicolo di espressione interculturale. Un insieme di scambi prevedrà l'esercizio di cambiamenti continui e dei riflussi, propagando impulsi e stimoli all’ informazione. Come struttura di un collegamento intermittente, Reflux intende generare un micro-processo dell'espansione culturale, rispecchiando in grande scala il processo analogo di diffusione e di cambiamento culturale.

Il processo interattivo deve richiedere una risposta culturale, un confronto dei codici e degli atteggiamenti, un flusso dell'interattività non obbligatoria. La rete creatasi fungerà da strumento per produzione simbolica collettiva che rifletterà la voce di una comunità sparsa in tutto il pianeta..." (da: Description of the Reflux Project)


Comunità

RICHARD LOWENBERG

Telluride InfoZone è un progetto pilota per vasti campi di sviluppo e di formazione della comunità nelle zone rurali, usando le tecnologie di telecomunicazione e di informazione. È stato progettato sia come risposta ai settori reali riguardanti questo tema, sia come banco di prova per sistemi, servizi e implicazioni sociali, economiche e culturali della lunga autonomia "dei telecommunities�? nella nostra società di informazioni......

Poiché il governo e i suoi interessi formano le alleanze, posizionandosi in modo da creare una nuova infrastruttura nazionale delle informazioni, si crea un movimento crescente tra le comunità regionali-locali (anche verso i singoli) per modellare in modo più umanitario e utile i nostri tele-media-ted futuri. Partecipando a questa conversazione "vitale" si contribuisce a promuovere un'ecologia dell'ambiente delle informazioni.....

Parte della dichiarazione da “Telluride Institute�?, ottavo Festival Ideas annuale su “Tele-community�?.


Pubblicazioni

ISAST

Connectivity: Art and Interactive Telecommunications Leonardo 24(2), 1991

Pubblicati da Roy Ascott e Carl Loeffler, Connectivity include i documenti sulle ricerche riguardo i sistemi (come Jeff Mann -The Matrix Artists' Network; Phillip Bannigan and Sue Harris - an Electronic Arts Network for Australia) e i lavori in linea (come Dana Moser's corrispondente in “BABEL�?, Karen O'Rourke's City Portraits e Jennifer Hall's Netdrama) così come molti documenti sulla storia, sulla teoria e sulla filosofia dell'arte delle telecomunicazioni.


Collaborazione

JESSE COHN

Attualmente sto leggendo un libro incredibile intitolato "The Farther Store: A Natural History of Perception*�?, di Don Gifford. Credo che il quarto capitolo, che ho appena finito di leggere, abbia trasmesso al mio cervello un sovraccarico isterico.

Questo descrive i cambiamenti della nostra percezione, studiati dalle scienze statistiche. Humankind ha fatto questo in “Everyman/Average Man /Probability Man�?. Deprimente? I ho ricordato la poesia di John Bruner in parallelo con il romanzo “Stand On Zanzibar�?, intitolato "Citizen Bacillus�?: un' implicazione devastante della società che riduce gli esseri umani a unità intercambiabili, a numeri in un data-base, a batteri, a sub-human…

Inoltre, Gifford, parla della quantità pura di "prodotto" artistico che è prodotto giornalmente e annualmente. Ci sono 96.000 persone registrate come artisti visivi sul censimento di New York City. Essi speculano su come i grandi poeti stanno andando a perdersi nel mare della mediocrità. Che in visione terribile... ho riflettuto su questo tema e mi sono chiesto se questo non è il tempo di far riemergere veramente la mente creativa nello sforzo di gruppo, come quei frati medioevali che in forma anonima hanno creato tutti quei testi complicati nell’ anonimato più assoluto.

È possibile questo? È disposta e voluta anonimamente l’unica alternativa per forzare all’ oscurità in "Confetti Of Numbers"? Vorrei che gli artisti di tutto il mondo riunissero i loro sforzi invece di produrre individualmente i loro progetti auto-investiti,

  • Ed: NY, Atlantic Monthly Press, 1990


CAROLYN GUYER HIPITCHED VOICES

L’ idea di partenza di HiPitched era di esprimere un progetto, una risorsa per le donne interessate in "Writing Collaborative Hipertext�? (ipertesti collaborativi di scrittura). Tuttavia l'idea si è trasformata in un concetto molto più grande con un potenziale maggiore per il rinforzo della presenza delle donne in tecnologie informatiche. Mentre la proposta originale per raccogliere una gamma di ipertesti in un archivio multiplo può ancora essere sviluppata, la diversità delle idee che sono state suggerite da quando la lista delle e-mail è stata stabilita (appena due mesi fa) si è estesa nella nostra piattaforma fino a quello che ora potrebbe essere denominato un "collettivo delle donne". Questo usufruendo della tecnologia per ampliare la collaborazione all'interno dei concetti ipertestuali.

Alcuni dei nostri programmi correnti includono:

- l'istituzione di uno spazio- archivio FTP all’università di Washington e St. Louis. (in linea e disponibile attraverso Internet) nominata VOX . Inizialmente saranno creati due progetti per questo spazio. In primo luogo un'antologia letteraria ipertestuale chiamata "The Making�? che sarà progettata con una tipologia di un MUSE (Multi-User Simulation Environment) (ambiente multiutente di simulazione) ossia come luogo on-line che chiunque può visitare, aggiungendo i propri contributi. In secondo luogo, un'officina o una posizione di commento per il “works in progress�? (lavori in ampliamento). Questa ultima cosa, inoltre, è usata come un genere di "contenitore principale" per i progetti del relativo genere inseriti da ogni partecipante nelle “HiPitced Voices�?. Il contenitore, parte concettuale del prospetto originale, sarà usato come mezzo per contribuire a trovare soci per testi, multimedia, grafici, o altri progetti; o forse ancora come scenario inerente a “letture�? (o aggiornamenti) per chiunque appartenga a “Voices�?.

- la creazione di una performance di un'opera d'arte riguardante le donne nella tecnologia che vorrei viaggiasse molto nelle liste e-mail. I programmi per le riunioni virtuali in una stanza MOO (simile a MUSE) hanno dato il nome al “Backwards Studio�?, creato da uno dei partecipanti di Voices. La nostra prima riunione è stata tenuta lunedì 6 dicembre. Probabilmente continueremo le normali riunioni virtuali di questo settore, in futuro, forse in luoghi virtuali differenti.

-un progetto StorySpace , principalmente in modo “fiction�? con un'enfasi poetico, ma senza includere all’ interno di esso parti critiche. Il creatore di questa collaborazione potenziale è inoltre interessato a vedere una traduzione finale del progetto in uno spazio MOO.


HOWARD RHEINGOLD

“… il contratto sociale richiede un "dare qualcosa" e permette all’ individuo di ricevere qualcosa. Devo tenere presente i miei amici e trasmettere loro gli indicatori (i punti principali) invece di gettare i miei scarti informativi nel mucchio di scarto virtuale. Per far questo non ci vuole moltissima energia, poiché devo solo “setacciare�? le informazioni per trovare quella che cerco per i miei scopi. Poi, con altre venti persone che hanno un occhio aperto per i miei interessi, esplorando i settori di informazioni che normalmente io non frequenterei, si riceve un grande aiuto, un'energia riutilizzabile per i bisogni degli altri: una misura perfetta di altruismo e interesse personale. Per esempio sono stato invitato ad unirmi ad un comitato di esperti che informano il U.S. Congress Office of Technology assessment (OTA). L'argomento di valutazione è "sistemi di comunicazione per l'era delle informazioni"( Communication Systems for an Information Age). Prima che vada a Washington per il mio primo meeting, ho aperto una discussione su Well invitando vari studiosi, tecnici informatici, ed esperti di comunicazione ad aiutarmi parlando di qualcosa a riguardo.

Per il momento “sono stato seduto�? con industriali, consiglieri di governo, esperti universitari… avendo oltre 200 pagine di pareri di esperti sul mio spazio di discussione. Non avrei potuto avere tutta questa conoscenza riguardo al mio oggetto di discussione, in un'intera carriera accademica o industriale, occupandomi "a me e alla comunità virtuale) sei settimane. La stessa strategia può essere applicata ad un dominio infinito di settori problematici, dalla critica testuale alla valutazione del software". (da “Virtual Communities�? Whole earth review, Inverno 1998).


Artisti corrispondenti

CHUCK WELCH

Una mail “amichevole�? recente sulla rete spiega in parte il mio scopo per il reflusso delle telecomunicazioni. Quanto lavoro sarebbe necessario ad una identificazione del lavoro per avere una copertura della rete? Io preferisco cimentarmi in rete con tutte le applicazioni più grandi… Come hanno potuto funzionare insieme, giocando con le reti, tutti i mondi dell'interconnessione degli artisti della posta e delle telecomunicazioni? Io voglio collegare le parole nel mondo. Questo messaggio è il mio mezzo.

Per ulteriori informazioni vedere: Welch, Chuck. “networking currents: contemporary mail art subjects and issues�?. Boston, Massachusetts: Sandbar Willow Press, 1986. ______________________________