Meester Joanneke

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Meester Joanneke

Personaggio o Gruppo:

Meester Joanneke

Biografia

Joanneke Meester nasce nel 1966 a Purmerend nei Paesi Bassi, dove si laurea in Belle Arti presso l'accademia di Amsterdam nel 1990. Dal 1992 sino al 2001 partecipa alle seguenti mostre collettive:

-1992: Brandaris, Terschelling (NL).

-1993: Ballroom dresses, Very Important Persons Royal Pond, The Hague (NL).

-1994: Vista, group exhibition, Breda (NL)/ VIP, Alphen a/d Rijn (NL)/ VIP, Gent, Belgio/ Airbeds, Rotterdam (NL)/ Slate Hammocks, Gouda (NL).

-1995: Scenography danceperformance Waswax, Amsterdam (NL)/ Peace Buddha's, Vondelpark Amsterdam (NL)/ Baigneuses de savon, Aalsmeer (NL).

-1996: I love the market, group exhibition, Leiden (NL)/ LighttowersNoordwijk, Katwijk (NL)/ Peace buddha's, Taipeh, Taichung, Koahsiung, Taiwan.

-1997: Peace buddha's Royal garden, Praga/ Scenography Moving tears Beurs van berlage (NL).

-1998: Sans culottes, Maastricht (NL)/ Hai koe, Hoorn (NL).

-1999: Hai koe, Oostende, Belgio/ Source of Rozenburg.

-2000-2001: A cool beauty, city council building Groningen.

Nel 2004 la Meester partecipa all'Amsterdam Art Show con un'opera che più delle altre la include nel movimento Biopunk: Skin Gun realizzata tramite l'ingegneria tissutale rappresenta una provocazione nei confronti della Guerra e dell'uso delle armi da fuoco in generale.

Luogo dove lavora: Principalmente Paesi Bassi (ma espone anche in Cina e Giappone).

Periodo in cui svolge la sua pratica artistica: Dal 1992.

Tipologia di intervento: Attivismo; Arte e Scienza; Manipolazione materia organica; Interazione dei media; Movimento Biopunk; Le sue opere manifestano il vuoto esistenziale e la violenza del mondo in cui viviamo.

Opere

  • Skin Gun

Nel 2004 Meester partecipa all'Amsterdam Art Show con un'opera che più delle altre la include nel movimento Biopunk. Per rappresentare l'idea della violenza nella società e mostrare simbolicamente ciò che l'utilizzo di un'arma può causare al corpo umano, l'artista olandese Joanneke Meester ha riprodotto Skin Gun, una pistola, della grandezza di una scatola di fiammiferi (5.5 cm x 3 cm), trattando un lembo di pelle (circa 20 cm), in precedenza fatto asportare chirurgicamente dal suo stesso addome. L'opera è stata esibita in una teca di vetro durante l'Amsterdam Art Show tenutosi dall'8 al 16 maggio scorso. La Meester spiega: "Se ognuno di noi arrivasse a realizzare una pistola con la propria pelle, ritengo che ci penserebbe due volte prima di usarla", questo è il messaggio che l'artista ha voluto comunicare, attraverso un'azione che richiama l'attenzione sul corpo e sul prodotto ottenuto dal corpo stesso, entrambi investiti del ruolo di media e depositari di specifici segni culturali e sociali.

  • Video portrait

Durante l'esposizione intitolata Transfiction del 2003, tenutasi ad Amsterdam presso il W 139, sono stati presentati i lavori video degli olandesi Joanneke Meester e Raymond Taudin Chabot, insieme alla collezione di Murales dell' artista belga Jan van Imschoot. Il nome della mostra è una sorta di allusione alla frase letteraria faction. In questo genere, i testi giornalistici e novellistici mescolano attraverso un'elaborazione mentale, fatti e romanzo, generando incertezza da parte del lettore su ciò che è reale e ciò che è inventato e fittizio. Come indicato dal neologismo transfiction, gli artisti partecipanti scelgono di varcare i confini della rappresentazione fedele della realtà e della relativa finzione visiva. Le opere presentate per tanto si muovono liberamente tra varie categorie, mantenendo costante l'interesse per una maggiore stabilizzazione visiva e per l'immagine di per sè. Joanneke Meester in questa esibizione, conduce un'indagine molto intima su una serie di ritratti - video che utilizzano un linguaggio semi - astratto per occuparsi di tematiche quali la limitazione e la dominazione, l'oppressione e la sicurezza. Gli attori dei digital tableaux vivants della Meester, sono in parte deumanizzati, privati dei tratti somatici che ci distinguono l'uno dall'altro rendendo uniche le nostre espressioni emozionali, esasperando l'effetto d'alienazione collettiva e la drammaticità insita nella clonazione (intesa come riproduzione in serie).

Poetica

Joanneke Meester conduce un'indagine legata alla solitudine dell'uomo contemporaneo, alle sue paure e manifestazioni di forza, di potere, per auto illudersi di controllare ancora qualcosa dei processi naturali o artificiali che governano il mondo moderno. Nella società di ibridi e cloni ipotizzata dalla Meester, si percepisce l'esigenza di ripristinare un contatto con la dimensione umana - individuale, che ci distingue come individui a se stanti e soprattutto, unici e pensanti.

Musei

Bibliografia

ABC-NEWS ONLINE (a cura di), (Sabato, 24 Aprile del 2004), Dutch artist shoots from the hip, indirizzo internet: http://www.abc.net.au/news/newsitems/s1094043.htm

Sito web

www.joannekemeester.nl

Webliografia

http://www.anecdotage.com/index.php?aid=18776

http://www.livejournal.com/users/jwz/2004/04/26/

http://beverlytang.com/archives/art/epidermic_pistol.html

http://www.sudsandsoda.com/notebook/archives/000667.html