Memex

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IL "MEMEX"

Durante la seconda guerra mondiale Vannevar Buish aveva diretto l’ufficio per la Ricerca e lo Sviluppo Scientifico dell’Esercito, coordinando più di seimila scienziati. Si rese subito centrale il problema della gestione e del reperimento delle informazioni. Rimasto turbato dalle conseguenze e degli sviluppi della corsa alle armi durante il periodo della Guerra Fredda, Bush maturò la concezione di una tecnologia che allontanasse le distruzioni e conducesse alla comprensione. “Come potremmo pensare�? venne pubblicato due volte nel 1945: in esso si parlava di interazione vocale, dispositivi di informazione più comodi ed accessibili e di connessioni. Tali articoli sono la premessa per la più famosa proposta di Bush: il “memex�?, una specie di archivio o di libreria personale, delle dimensioni di una scrivania. I nuovi media saranno influenzati dall’idea di Bush in quella che è la loro specificità: creare collegamenti e percorsi attraverso informazioni secondo connessioni associative che cercano di riflettere, anche se parzialmente, i percorsi fatti dalle cellule del nostro cervello. Vannevar Bush aveva riflettuto sulle conseguenze delle scoperte scientifiche, che avevano segnato la vita dell’uomo, potenziandone le capacità fisiche anziché quelle intellettive. Erano migliorati i modi di mangiare e di vestire; si era realizzata una progressiva libertà dalle malattie; si erano rese più veloci le comunicazioni tra gli individui grazie all’automatizzazione degli scambi telefonici; avanzate tecniche di fotografie che permettono di immortalare anche ciò che non si vede; i microfilm, con riduzioni che nonostante le forti riduzioni, garantiscono assoluta nitidezza dell’immagine, tanto che l’Enciclopedia Britannica potrebbe essere ridotta alle dimensioni di una scatola di fiammiferi. Anche il�?memex�? di Bush si basava su più lettori di microfilm, collegatoitra loro da un dispositivo capace di acquisire nuove immagini, di memorizzare la posizione dei singoli fotogrammi e di collegarli meccanicamente tra di loro, in modo da poterli consultare con estrema velocità e flessibilità. Nel saggio “As we may think�? Bush descrive dettagliatamente il funzionamento della sua invenzione e parla della concezione associativa del trattamento delle informazioni da parte della mente umana, che, secondo quanto egli sosteneva, rappresenta il metodo giusto per acquisire dati , cioè quello dell’associazione. Infatti, nel momento in cui la mente viene a contatto con un dato si sposta subito su quello seguente, suggerito dall’associazione di pensieri; pur prendendo atto della transitorietà della memoria, lo studioso sottolineava la straordinarietà dei percorsi associativi. Il �?memex�? è una biblioteca meccanizzata, costituita da una scrivania azionabile a distanza, composta da una tastiera, una serie di leve e pulsanti e da schermi trasparenti inclinati sui quali viene proiettato il materiale; questo materiale viene salvato su microfilm che vengono a loro volta immagazzinati nel dispositivo; generalmente i microfilm sono già pronti e vi si trovano libri, quadri, o altro. In uno degli spazi trasparenti nella parte superiore del dispositivo si possono scrivere appunti o promemoria che, azionando una delle leve, possono essere fotografati e immagazzinati sul primo spazio vuoto a disposizione sulla pellicola; in tal modo possono essere consultati più volte senza andare persi. Il sistema della schedatura è alla base del �?memex�?: se l’utente vuole consultare un libro, ne batte il codice e subito ne compare il frontespizio; se lo vuole sfogliare, basta che azioni la leva o verso destra o verso sinistra, permettendo di far scorrere le pagine del libro 10 o 100 alla volta. Toccando un pulsante il libro torna all’indice. Inoltre l’utente può sospendere ciò che stava consultando per richiamare un altro oggetto sullo spazio vuoto disponibile. La cosa più importante per Bush era che due dati potessero essere collegati fra loro, ma il suo assunto si basava sulla convinzione dell’innaturalezza dei consueti meccanismi di archiviazione dei documenti, catalogati secondo criteri alfabetici o cronologici. La mente umana non funziona in questo modo: nel ragionare e nel ricordare procede per associazioni, trascinando le idee che una dopo l’altra costituiscono il filo dei pensieri e questa macchina si collocava quindi come una estensione della mente. Bush aveva introdotto i termini tecnici di “link – lionkage – web�? che servivano per descrivere la sua nuova testualità: il testo veniva pensato come riconfigurato in senso virtuale. Più tardi Doug Engelbart, con in testa il sogno del �?memex�? cominciò il lavoro che avrebbe portato all’invenzione del mouse, del word processor, dell’hiperlink e altri concetti dei nuovi media.