Robert Doisneau: differenze tra le versioni

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Infaticabile lavoratore, perso sempre per le vie della sua città con la macchina fotografica in mano, è il fotografo della normalità.
 
Infaticabile lavoratore, perso sempre per le vie della sua città con la macchina fotografica in mano, è il fotografo della normalità.
I suoi scatti teneri, malinconici, frizzanti, sono spesso stati accusati di essere troppo "semplici" ma la realtà è che Doisneau amava la vita che lo circondava, i vicoli conosciuti ma sempre ricchi di sorprese, ed odiava quel
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I suoi scatti teneri, malinconici, frizzanti, sono spesso stati accusati di essere troppo "semplici" ma la realtà è che Doisneau amava la vita che lo circondava, i vicoli conosciuti ma sempre ricchi di sorprese, ed odiava il ricorso alla enfatizzazione della violenza e della sofferenza al fine di far presa sul pubblico.
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Non interessato ad immortalare la Storia, preferiva esplorare la strada: quello era il vero palconescico per lui.
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Nel suo mondo popolato da amanti che si baciano per la strada, bambini a scuola, segretarie che si riposano, tutto è permeato da una giocosità e da una freshezza che, nella loro semplicità, sono uniche.
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La Parigi che ritrae è già, nel momento stesso in cui si crea, ormai ricordo: un mondo sospeso per un istante che forse, in fondo, è esistito soltanto per il fotografo e che, dopo il 'click', non c'è già più.
  
 
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Image:Pantheon_Nadar.jpg|[[Pantheon Nadar]]
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Image:Il bacio all'Hotel de Ville.jpg|[[Il bacio all'Hotel de Ville, 1950]]
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Image:I_fratelli_di_rue_du_Docteur_Lecène.jpg|[[I fratelli di Rue du Docteur Lecéne, 1943]]
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Image:Scolari_in_classe_a_rue_Buffon.jpg|[[Scolari in classe a Rue Buffon, 1956]]
 
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*'''''Pantheon Nadar''''' :In questa immensa litografia Nadar intende raccogliere i ritratti delle 100 persone più illustri dell'epoca.Proprio iniziando a levorare a questo progetto, nel 1851, Nadar si avvicina sempre più all'uso della fotografia. La prima versione del Pantheon esce nel 1855.
 
 
*'''''Parigi Sotterranea''''' :Una raccolta di immagini delle fogne e delle catacombe parigine illuminate artificialmente. Primo a confrontarsi con l'oscurità del Ventre di Parigi, così caro all'epoca e già fulcro della letteratura (come ne "''I Miserabili''" di Hugo), raccoglie in queste fotografie la poesia delle costruzioni, del rapporto tra vuoto/pieno; descrive una Parigi che nessuna fotografia scattata in superficie riuscirebbe a raccontare.
 
  
 
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Revisione 16:26, 14 Feb 2007

Doisneau ritratto da Cartier-Bresson

Personaggio o Gruppo:

Robert Doisneau nasce a sud di Parigi nel 1912. Fotografo e grafico pubblicitario, vede l'apice della sua carriera tra gli anni '50 e '80.

Biografia:

Nasce il 14 Aprile 1912 a Gentilly, a sud di Parigi, dove vivrà e lavorerà per tutta la vita. A 17 anni si diploma come incisore-litografo alla scuola specializzata in stampa e rilegatura di Estienne. Nel 1929 inizia a scattare le sue prime foto con l'apparecchio che prende in prestito dal fratellastro Lucine e dopo poco viene assunto come designer nello studio pubblicitario Uhlmann. Quando nel 1931 conosce il polivalente André Vigneau (fotografo, scultore, pittore ed intellettuale) ne diventa l'assistente. Grazie a lui vede pubblicato, nello stesso anno, il suo reportage sul mercatino di Saint-Ouen nella rivista "Excelsior". Le sue idee anarchiche vengono rafforzate dal servizio di leva, tenuto nella regione dei Vosgi, al ritorno dal quale viene assunto per un breve periodo dal reparto pubblicitario della Renault, decidendo quindi di mettersi in proprio e diventare fotografo indipendente. Nel 1934 sposa Pierrette Chaumaison e da lei avrà due figlie: Annette e Francine. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il lavoro rallenta molto, ma questo non scoraggia Doisneau, che continua ad esercitare la professione di fotografo e, parallelamente, si impegna nella pubblicazione di manifesti e falsi documenti per la resistenza. Dopo la fine della guerra entra a far parte dell'agenzia "Rapho", con la quale creerà un sodalizio che durerà per tutta la vita. E' in questo periodo che Doisneau raggiunge il vero successo: dopo pubblicazioni su riviste come "Point de Vue" e "Life" inizia finalmente a veder riconosciuto il proprio valore grazie a premi come il Premio Kodak (1949) o il Premio Nièpce (1956). La francia riconosce il suo successo ufficialmente nel 1984, iniziando a dedicargli monografie e cortometraggi. Muore nel 1994 e verrà sepolto accanto alla sua adorata moglie nel paesino di Raizeux, dove si erano conosciuti.

La Poetica:

Infaticabile lavoratore, perso sempre per le vie della sua città con la macchina fotografica in mano, è il fotografo della normalità. I suoi scatti teneri, malinconici, frizzanti, sono spesso stati accusati di essere troppo "semplici" ma la realtà è che Doisneau amava la vita che lo circondava, i vicoli conosciuti ma sempre ricchi di sorprese, ed odiava il ricorso alla enfatizzazione della violenza e della sofferenza al fine di far presa sul pubblico. Non interessato ad immortalare la Storia, preferiva esplorare la strada: quello era il vero palconescico per lui. Nel suo mondo popolato da amanti che si baciano per la strada, bambini a scuola, segretarie che si riposano, tutto è permeato da una giocosità e da una freshezza che, nella loro semplicità, sono uniche. La Parigi che ritrae è già, nel momento stesso in cui si crea, ormai ricordo: un mondo sospeso per un istante che forse, in fondo, è esistito soltanto per il fotografo e che, dopo il 'click', non c'è già più.

Opere:

Bibliografia :

  • 2001, Galerie d'Art du Conseil Général des Bouches-du-Rhône, Aix-en-Provence. Nadar. Actes Sud.
  • 1999, Auer, Michèle (a cura di). Paul Nadar. Le premier interview photographique. Chevreul, Félix Nadar, Paul Nadar. Editions Ides & Calendes, Neuchâtel et Paris.
  • 1999, Baldwin, Gordon and Keller, Judith. Nadar Warhol: Paris New York. The J. Paul Getty Museum, Los Angeles.
  • 1996, Romano, Eileen (a cura di) e Vallora, Marco (introduzione). Nadar Fotografia. TEA. Milano.
  • 1995, Hambour, Maria Morris, Heilbrun, Françoise, Néagu, Philippe (interventi di Silvie Aubenas, André Jammes, Ulrich Keller, Sophie Rochard, André Rouillé). Nadar. The Metropolitan Museum of Art. New York.
  • 1982, Nadar, Quando ero fotografo, Editori Riuniti, Roma.
  • 1973, Nadar, Prinet, J., Dilasser, A., Vitali, L. Nadar. Giulio Einaudi Editore. Torino.

Webliografia: