Scanavino Emilio

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Scanavino Emilio

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Personaggio o Gruppo:

Scanavino Emilio, pittore e scultore italiano.

Biografia:

Emilio Scanavino nasce a Genova il 28 febbraio del 1922. Il padre Sebastiano è teosofo e la madre, Maria Felicina Sterla, è fervente cattolica. Queste due culture determineranno in seguito il conflitto interiore, che caratterizza la personalità e l’espressione dell’artista.
Nel 1934 frequenta la scuola magistrale di Genova e nel 1938 il Liceo Artistico Nicolò Barabino, dove diventa allievo di Mario Calonghi, figura di grande stimolo culturale e dove avviene la sua prima formazione: paesaggi e soggetti umili sono le opere realizzate fino alla fine degli anni Trenta, che Scanavino presenterà nel 1942 nella mostra personale presso il Salone Romano di Genova. Nello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Milano, ma nel 1943 è chiamato alle armi e deve abbandonare gli studi.
Nel dopoguerra si sposa con Giorgina Graglia, conosciuta durante gli anni del liceo; lavora come disegnatore tecnico presso l’amministrazione comunale di Genova e aderisce al clima di rinnovamento culturale e artistico della sua città. L’atelier dove vive e lavora è sopra le mura dello Zerbino. Nelle tele di questo periodo ricorrono moduli linguistici di declinazioni espressionista.
Nel 1947 Scanavino si reca per la prima volta a Parigi dove soggiorna qualche tempo e, accanto ai critici, incontra i poeti e gli artisti, Edouard Jaguer, Wols, Camille Bryen. L’esperienza parigina si rivelerà fondamentale nel suo percorso stilistico, in particolare per gli echi del postcubismo che assimila e interpreta in chiave personale fin dal 1948, quando espone alla Galleria l’Isola di Genova. Alle suggestioni della lezione di Picasso verso la fine del decennio Scanavino avverte anche l’influenza delle contemporanee esperienze astratte.
Nel 1949 nasce il figlio Sebastiano.
Nel 1950 alla XXV Biennale di Venezia espone Soliloquio musicale e suscita l’attenzione della critica. Nello stesso anno riceve ex aequo il Primo Premio alla V Mostra regionale genovese. Si dedica completamente alla pittura, affermandosi da questo momento in avanti nell’ambito dell’arte contemporanea internazionale.
Nel 1951 s’inaugura una mostra personale alla Apollinaire Gallery di Londra. Conosce Philip Martin, Eduardo Paolozzi e Francis Bacon: le opere di quest’ultimo in particolare lasciano in Scanavino un segno profondo.
Ad Albisola, in Liguria, frequenta il laboratorio di ceramica di Tullio d’Albisola, dove incontra e stringe amicizia con Fontana, Dangelo, Baj, Dova, Crippa, Jorn, Appel, Corneille del gruppo Cobra, Matta, Lam. Accanto agli artisti incontra e frequenta Jaguer e Verdet, che Scanavino ha già conosciuto a Parigi dove continua a tornare anche per brevi viaggi fino al 1958. In questo periodo incontra e conosce anche Carlo Cardazzo, destinato a diventare nel giro di poco tempo il suo attento e lungimirante mercante.
Nel 1952 è titolare della cattedra di disegno e figura presso il Liceo Artistico di Genova. Il critico Guido Ballo e i galleristi Le Noci, Schwarz e Gastaldelli si interessano alla sua ricerca.
Nasce la figlia Paola.
Nel 1953 gravita intorno al gruppo milanese degli spazialisti, che ha come punto di riferimento la Galleria del Naviglio, senza mai aderire ufficialmente agli intenti del movimento, e sarà inserito nel volume di Giampiero Giani Spazialismo: origini e sviluppi di una tendenza artistica, pubblicato nel 1956.
Nel 1954 Scanavino è nuovamente invitato a esporre alla XXVII Biennale di Venezia, partecipa al primo degli Incontri Internazionali della ceramica, organizzati ad Albisola da Jorn.
Nel 1955 riceve il Premio Graziano. La poetica dell’informale si delinea nel segno e nella materia. Scanavino entra in contatto con Peppino Palazzoli della Galleria Blu, sensibile alle più contemporanee ricerche della poetica dell’Informale europeo.
Nel 1956 Scanavino alterna il soggiorno parigino a brevi viaggi a Londra, dove incontra di nuovo Eduardo Paolozzi, del quale diventa amico; mentre più tardi, nel 1958 quando Scanavino è a Parigi, frequenta Bertini e Dova coi quali vede Corneille, Poujet e lo stesso Jaguer.
É in questi anni, più precisamente nel 1957, che avviene l’incontro anche con un giovane critico, che sarà uno degli studiosi dell’Informale italiano ed Europeo, Enrico Crispolti, con cui Scanavino terrà un importante carteggio (cfr. R. Ferrario, Scanavino/Crispolti. Carteggio 1957-1970, Silvana Editoriale, 2006). Dal carteggio emergono l’attualità della poetica del segno e della materia di Scanavino e il confronto del suo linguaggio pittorico con l’informale di matrice europea, in particolare con la lezione di Wols e con le suggestioni di Bacon e di Paolozzi.
Nascono in questo periodo i primi Rituali e gli Alfabeti senza fine, i temi che ricorrono nella pittura di Scanavino: il segno si fa protagonista sulla tela di un racconto ritmato, di un tempo sospeso, di pieni e vuoti di presenze suggestive, evocate nell’ombra dello studio o nella natura di Calice Ligure, dove, alla fine degli anni Sessanta, Scanavino sposterà il suo studio per alcuni periodi dell’anno.
Nel 1957 Scanavino realizza anche il bassorilievo per il Genio Civile di Imperia, esempio del dialogo e della costante verifica che Scanavino attua fra pittura, scultura, ceramica e arti applicate e ravvisabile nella coeva produzione di oggetti in ceramica, vasi, formelle e nelle sculture (cfr. G.Graglia Scanavino, G.M. Accame, Scanavino. La scultura 1952-1980, Documenti dell’Archivio Scanavino, Edizioni Aspasia, Bologna, 2004).
Nel 1958 è invitato alla XXIX Biennale di Venezia riceve il Premio Prampolini e al X Premio Lissone (Premio acquisto per l’Ecce Homo, 1956-1957).
Si trasferisce con la famiglia a Milano e inizia un rapporto esclusivo con Cardazzo. Conosce Gianpiero Giani, Gillo Dorfles, Roberto Sanesi, Franco Russoli e Alain Jouffroy.
Nel 1960 è invitato alla XXX Biennale di Venezia con una sala personale. Vince il Premio Spoleto, il Premio Sassari, il Premio Valsesia e il Premio Lignano.
Nel 1962 acquista una casa a Calice Ligure e la trasforma in atelier. Nel 1963 riceve il Premio La Spezia. Nel 1966 Scanavino è invitato di nuovo alla XXXIII Biennale di Venezia con con una sala personale: vince il Premio Pininfarina.
Nel 1968 risiede a Calice Ligure, dove si stabiliscono molti altri artisti che formano intorno al maestro una piccola comunità.
Nel clima di ritorno alla figurazione Scanavino partecipa alla rassegna Possibilità di Relazione (L’Attico, Roma, 1960) e le due edizioni di Alternative Attuali (L’Aquila, 1962-1965) con le quali Crispolti cerca di fare il punto sulla situazione di “superamento dell’informale” grazie a una oggettivazione delle forme.
Nel 1965 Scanavino espone alla Quadriennale e nel 1966 è di nuovo protagonista alla Biennale di Venezia con una sala personale in cui espone grandi tele, accompagnate in catalogo da un saggio di Guido Ballo.
Nel 1970 riceve il Gran Premio alla Biennale di Mentone.
Nel 1971 si trasferisce per qualche tempo a Roma ed è invitato alla Biennale di San Paolo del Brasile insieme con Alik Cavaliere: i due artisti realizzano l’opera-installazione Omaggio all’America Latina, un grande retablo in omaggio ai martiri per la libertà dei popoli latinoamericani composto da nove pannelli di legno dipinti a olio con innesti di sculture in bronzo, argento e alluminio. I pannelli, suddivisi in 156 riquadri secondo l’iconografia degli alfabeti senza fine di Scanavino, riportano ognuno il nome di un martire per la libertà misteriosamente scomparso e la cui documentazione anagrafica è stata ritrovata da Cavaliere e Scanavino nei registri degli archivi dei consolati di San Paolo. L’opera venne censurata per il soggetto “di natura politica e quindi extra artistica”; tornato in Italia il “retablo” diventò simbolo di libertà, richiesto da istituzioni pubbliche, da galleristi e dagli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università Statale di Milano per la manifestazione con Giorgio Gaber. Oggi - grazie al restauro del 2003 dovuto alla collaborazione tra i rispettivi archivi degli artisti e l’accademia di Belle Arti di Brera – l’opera è esposta al Museo della Permanente di Milano.
Lungo gli anni Settanta Scanavino trascorre periodi sempre più lunghi nella sua casa di Calice Ligure; il suo segno si semplifica e si raccoglie in griglie o architetture geometriche, che preludono a una riflessione sull’oggettivazione della pittura.
Nel 1973 la Kunsthalle di Darmstadt gli dedica una vasta e approfondita antologica. La mostra, modificata in alcuni punti, è itinerante in Italia, a Venezia a Palazzo Grassi e a Milano a Palazzo Reale.
Nel 1976 Scanavino alterna la sua attività artistica tra Parigi e l’Italia.
Tra il 1979 e il 1980 espone alla Galerie Matthias Fels di Parigi e a Palazzo Massari a Ferrara. Negli anni Ottanta partecipa alle mostre dedicate alla pittura degli anni Cinquanta e Settanta.
Tra il 1984 e il 1985 si svolge una sua mostra personale a Firenze al Palazzo dei Congressi e a Tours, presso il Chateau de Tours.
Muore a Milano il 28 novembre del 1986.

Sito web:

Poetica:

Dopo un inizio figurativo la pittura di Scanavino assunse ben presto caratteristiche postcubiste, con le forme che si stilizzarono progressivamente sino a dissolversi del tutto nei primi anni '50.
Nel '54 nelle sue tele comincia ad affiorare quello che poi diventera' il suo segno caratteristico, vale a dire il nodo stilizzato che caratterizzera' tutta la sua produzione successiva. I lavori degli anni '50 sono considerati fra i suoi piu' belli, in quanto e' possibile vedere in essi la genesi di quella trasposizione pittorica dell'interiorita' con tutti i suoi tormenti, che rende inconfondibile la sua arte.
Nei suoi quadri piu' tardi degli anni '70 il "nodo" e' perfettamente delineato e riconoscibile, declinato in inquietanti forme, talvolta minacciose e macchiate di rosso sangue. Sebbene Scanavino sia un artista di difficile collocazione in una specifica corrente, lo si puo' considerare un astrattista informale, vicino all' Espressionismo astratto e alla ricerca artistica di Hans Hartung e Georges Mathieu.

Testo tratto da uno scritto di Giovanni Maria Accade:

Il problema dello spazio, affrontato in modi diversi, ma sempre teso a creare un luogo degli accadimenti con connotazioni fortemente esistenziali è occasione di assonanze con Sironi, l’artista amato da Scanavino e con cui condivide le atmosfere ossessive, le difficili privazioni di una tavolozza con ricerca contrasti, ma con le infinite possibilità che possono dare pochi e insistiti colori. Con Sironi vi è ancora un comune interesse alla scansione definita di spazi che assorbono e si legano all’immagine contenuta. Un rapporto tra contenitore e contenuto che supera i confini puramente formali per diventare densamente simbolico.

L’insofferenza dell’informale a ogni schema programmatico di avanguardismo, come ad ogni ideologia, ne fa un movimento che fonda la propria ragione d’essere sul tempo reale, sull’accadere dell’esperienza. L’informale non rinnega il passato, sentendone però più l’impulso vitale delle forze primordiali che la ricomposta narrazione della storia. Anzi è proprio la storia, quale forma chiusa del passato, che l’informale sente come estranea. Il passato è invece presente nella sua vastità di luogo della memoria e delle vicende, ma libero, fluttuante, suscettibile di evocazioni.

L’evocazione è una delle grandi modalità d’essere dell’informale e si trova sia nelle più dense e sedimentate paste materiche, sia nella inquieta mobilità del segno. E’ comunque già stato scritto più volte negli anni passati, ma forse oggi conviene ripeterlo, come le declinazioni di questa pittura siano state varie ed anche diversissime tra loro: si pensi alla distanzatra un Fautrier e un Burri e al loro raffronto con Wols o Scanavino.

Tutte queste radicate differenze avevano però più punti in comune, primo fra tutti l’idea dell’opera come concretizzazione di un fare, affermazione di esistenza priva di ogni progetto dimostrativo, di ogni riduzione ideologica della realtà. Riflettevano inoltre il malessere, l’angoscia, l’affanno di chi usciva appena dagli orrori di una guerra che aveva aggiunto alle inevitabili tragedie di un conflitto l’aberrazione dei lager e della bomba atomica.
L’ampiezza e la diversificazione dell’informale è poi già nelle premesse della propria stessa definizione: "informel" usato per la prima volta dal critico francese Michel Tapié, non significa affatto informe cioè senza forma, ma non formale. E’ chiaro che questo significato, se da un lato chiarisce il distacco da ogni concezione progettuale, da ogni stringata razionalità, da parametri o modelli di ristrutturazione linguistica, dall’altro apre una vastissima possibilità di forme espressive che, senza costituirsi in insiemi ragionati, si delineano con una propria coerenza stilistica e una proposizione di immagini anche molto definite.

Opere:

  • NATURA MORTA - 1942, olio su tela
  • PAESAGGIO SOTTO LA PIOGGIA - 1942, olio su tela
  • FUGA IN EGITTO - 1942, olio su tela
  • LA BATTAGLIA DEI CANI - 1946, 90 x 140 - olio su tela
  • FIGURE DI ANIMALI - 1948, olio su tela
  • CATALANA - 1949, olio su tela
  • PLURALITA' - 1950-51, 120 x 80 - olio su tela
  • PERSONAGGI - 1951, 154 X 177 - olio su tela
  • RITUALE - 1952, 52.5 x 105 - olio su tela
  • NASCENZA - 1953, 113 x 146 - olio su tela
  • IL MURO - 1954, 45 x 55 - olio su tela
  • NASCENZA - 1954, 100 x 70 - olio su carta intelata
  • SENZA TITOLO - 1954, 119.5 x 83 - olio su tela
  • IL MARE IN LIGURIA - 1955, 91 x 150 - olio su tela
  • IL SIMBOLO SUL MURO - 1955, 120 x 104.5 - olio su tela
  • LA FESTA - 1955, 116 x 89 - olio su tela
  • ENTROTERRA - 1956, 60 x 100 - olio su tela
  • SENZA TITOLO - 1956, 55 x 75 - olio su tela
  • TRA IL SI' E IL NO - 1956, 55 x 85 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1957, 70 x 100 - olio su tela
  • COSCIENZA DELL'INFINITO - 1957, 90.5 x 116.3 - olio su tela
  • COSE TACIUTE - 1957, 82 x 100 - olio su tela
  • LA SINDONE - 1957, 193 X 129 - olio su tela
  • PRESENZA - 1957, 150 x 120 - olio su tela
  • PRESENZE - 1957, 121 x 149 - olio su tela
  • RITUALE - 1957, 100 x 120 - olio su tela
  • ALL'ORIGINE - 1957-58, 149 x 121 - olio su tela
  • COSE VIVE - 1958, 130 x 162 - olio su tela
  • DIALOGHI CON L'INFINITO - 1958, 148 x 120 - olio su tela
  • IMMAGINE IN MOVIMENTO - 1958, 89 x 116 - olio su tela
  • IN ATTESA CHE MUTI - 1958, 162 x 130 - olio su tela
  • LA TAVOLA DELLE PRESENZE - 1958, 120 x 147 - olio su tela
  • MESSAGGIO AL SOLE - 1958, 146 x 114 - olio su tela
  • MEMORIA DELLA RIVELAZIONE - 1959, 146 x 114 - olio su tela
  • COME FUOCO DALLA CENERE - 1960, 200 x 300 - olio su tela
  • IMMOBILITA' - 1960, 130 X 97 - olio su tela
  • PROIEZIONE - 1960, 200 x 162 - olio su tela
  • IL GIOCO DEL PERCHE' - 1961, 200 x 160 - olio su tela
  • IL GOMITOLO - 1961, 200 x 300 - olio su tela
  • IL GRANDE NERO - 1961, 72 x 93 - olio su tela
  • IL TRIONFO DELLA MORTE - 1961, 200 x 300 - olio su tela
  • TEMPO PRESENTE - 1961, 300 x 160 - olio su tela
  • FRAMMENTI (storia di un giorno) - 1962, 100 x 300 - olio su tela
  • I LOCULI - 1962, 130 x 200 - olio su tela
  • RESIDUO - 1962, 200 x 130 - olio su tela
  • TEMPO DI RIVOLTA - 1962, 130 x 162 - olio su tela
  • 20-22 AGOSTO 1963 ORE 14.00 - 1963, 110 x 95 - olio su tela
  • LE TENTAZIONI 2 - 1963, 89 x 116 - olio su tela
  • NASCENZA - 1963, 200 x 200 - olio su tela
  • DENTRO COME FUORI - 1964, 200 x 200 - olio su tela
  • DIO - 1964, 150 X 150 - olio su tela, 98 x250 x h55 - transenna in legno
  • IN PROSSIMITA' DI UN EVENTO - 1964, 200 x 200 - olio su tela
  • TEMPO DI PREGHIERA - 1964, 130 x 162 - olio su tela
  • ALL'ORIGINE - 1966, 200 x 200 - olio su tela
  • HO COSTRUITO SOPRA UN TRIANGOLO BIANCO - 1966, 150 x 150 - olio su tela
  • LUNETTA - 1966, 200 x 200 - olio su tela
  • L'UOVO - 1966, 200 x 200 - olio su tela
  • SENZA TITOLO - 1967, 90 x 100 - olio su tela + inserti in legno
  • TAVOLA DI BIOLOGIA - 1967, 147 x 124 - olio su tela
  • COSTRETTO - 1968, 146 x 120 - olio su tela + inserti in legno
  • IL GOMITOLO INGABBIATO - 1968, 150 x 150 - olio su tela + inserti i legno
  • LA SCALA - 1968, 200 x 80 - olio su tela + inserti in legno
  • IERI - 1969, 132 x 163 - olio su tavola
  • IMPALATO - 1969, 150 x 150 - acrilico su tavola
  • LA CURVA FORZATA - 1969, 150 x 150 - acrilico su tavola
  • LA RUOTA - 1969, 150 x 150 - olio su tavola
  • ALFABETO SENZA FINE 1 - 1970, 150 x 150 - olio su tavola
  • ALFABETO SENZA FINE 4 - 1970, 150 x 150 - olio su tavola
  • ALFABETO SENZA FINE 7 - 1970, 150 x 150 - olio su tavola
  • I PER - 1970, 150 x 150 - olio su tavola
  • CON LA SPERANZA CHE L'AZZURRO RESTI - 1970, 100 x 100 - olio su tavola
  • LA PORTA - 1970, 150 x 150 - olio su tavola
  • I CONTRARI - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • LA LUNETTA - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • PITTURA n.1 - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • I NOSTRI FIORI - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • COSI' PER FARE - 1971, 100 x 100 - olio su tela
  • SEQUENZA - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • GEOMETRIA - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • QUADRO I - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • QUADRO - 1971, 150 x 150 - olio su tavola
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1972, 100 x 100 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1972, 150 X 150 - olio su tela
  • TRAMATURA - 1972, 80 x 80 - olio su tela
  • NASCENZA - 1972, 150 x 150 - olio su tela
  • MOMENTO - 1972, 150 x 150 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1973, 60 x 60 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1973, 60 x 60 - olio su tela
  • TRAMATURA - 1973, 80 x 80 - olio su tela
  • INTOPPO - 1973, 80 x 80 - olio su tela
  • MODIFICAZIONE DI UN LATO DEL QUADRATO - 1973, 150 x 150 - olio su tela
  • I NOSTRI FIORI - 1973, 150 x 150 - olio su tela
  • INTOPPO - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • LA PORTA - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • LA PORTA - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1974, 80 x 80 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • QUADRO - 1974, 100 x 100 - olio su tela
  • PROMEMORIA - 1974, 150 x 150 - olio su tela
  • LA MONTAGNA - 1975, 150 x 150 - olio su tela
  • LA PORTA - 1975, 160 x 128 - olio su tela
  • STORIA IN TRE TEMPI - 1975, 160 x 128 - olio su tela
  • TRAMATURA - 1975, 80 x 80 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1975, 200 x 200 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1976, 100 x 100 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1976, 150 x 150 - olio su tela
  • METAMORFOSI - 1976, 160 x 128 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1976, 80 x 80 - olio su tela
  • LA PORTA - 1977, 200 x 600 - olio su tela
  • IL VIAGGIO (voyage) - 1977, 200 x 600 - olio su tela
  • PRESENZA - 1978, 148 x 160 - olio su tela
  • PRINCIPIO DI DANZA - 1978, 148 x 160 - olio su tela
  • CROCEFISSIONE - 1979, 146 x 112 - olio su tela
  • CROCEFISSIONE - 1979, 146 x 112 - olio su tela
  • PENTAGRAMMA - 1979, 146 x 112 - olio su tela
  • LO SCETTRO - 1979, 160 x 140 - olio su tela
  • PERSONAGGIO - 1979, 120 x 120 - olio su tela
  • SCHERZO RITMICO I - 1979, 140 x 100 - olio su tela
  • SCHERZO - 1979, 140 x 100 - olio su tela
  • IL CAVALLETTO - 1980, 200 x 140 - olio su tela
  • COME L'EDERA - 1980, 200 x 140 - olio su tela
  • LA MONTAGNA - 1980, 100 x 100 - olio su tela
  • LA SCALA - 1980, 200 x 80 - olio su tavola
  • MARIAGE - 1980, 100 x 150 - olio su tela
  • OLTRAGGIO ALLA LUNA - 1980, 112 x 146 - olio su tela
  • LE DUE META' - 1981, 112 x 146 - olio su tela
  • LE DUE META' - 1981, 112 x 146 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1981, 112 x 146 - olio su tela
  • SOPRA E SOTTO - 1981, 88 x 116 - olio su tela
  • LA RUOTA - 1982, 112 x 146 - olio su tela
  • LA RUOTA - 1982, 130 x 97 - olio su tela
  • OMBRE - 1982, 146 x 112 - olio su tela
  • PICCOLA STORIA - 1982, 146 x 112 - olio su tela
  • STORIA IN DUE TEMPI - 1982, 146 x 112 - olio su tela
  • CONGIUNZIONE - 1983, 97 x 130 - olio su tela
  • LA MONTAGNA 1 - 1983, 130 X 200 - olio su tela
  • LA MONTAGNA 2 - 1983, 140 X 200 - olio su tela
  • TRAMATURA CON CERCHIO - 1983, 146 x 114 - olio su tela
  • BESTIARIO - 1984, 146 x 114 - olio su tela
  • IL DISCO - 1984, 89 x 116 - olio su tela
  • IMMAGINE ISTERICA - 1984, 97 x 130 - olio su tela
  • LA FESTA 2 - 1984, 116 x 89 - olio su tela
  • LA RUOTA - 1984, 114 x 146 - olio su tela
  • 23/12/84 SAN BENEDETTO, VAL DI SAMBRO - 1984, 97 x 130 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1985, 81 x 100 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1985, 81 x 100 - olio su tela
  • CANTO ANDALUSO - 1985, 146 x 114 - olio su tela
  • L'UOVO - 1985, 114 x 146 - olio su tela
  • ALFABETO SENZA FINE - 1986, 80 x 200 - olio su tela
  • APPARIZIONE - 1986, 114 x 146 - olio su tela
  • STORIA IN QUATTRO TEMPI - 1986, 81 x 119 - olio su tela
  • BESTIARIO - 1986, 97 x 130 - olio su tela
  • BESTIARIO - 1986, 73 x 92 - olio su tela

Scultura:

  • SCULTURA - 1954, 10.5 x 6 - terracotta smaltata incisa
  • SCULTURA - 1954, terracotta policroma incisa
  • SENZA TITOLO - 1954, terracotta
  • SCULTURA - 1955, 64 x 41 x 6 - fusione in bronzo
  • FORMELLA - 1955, 42 x 62 – gesso
  • BASSORILIEVO - 1957, 41 X 26 x 3 - terracotta policroma incisa
  • SCULTURA - 1957, 45.5 x 22 x 15 - fusione in bronzo
  • COMPOSIZIONE 1 - 1959, Scatola in legno dipinta con intervento spago
  • SCULTURA - 1963, legno - ferro – terracotta
  • LO SPECCHIO - 1964, 46 x 70 x 19.5 - fusione in bronzo
  • SCULTURA A - 1964, 29 x 69 x 6 - fusione in bronzo
  • SCULTURA - 1964, 33 x 40 x 48 - terracotta smaltata
  • IL VUOTO E IL PIENO - 1965, 142 x 107 - fusione in bronzo
  • SUDARIO - 1965, 104 x 105 - fusione in bronzo
  • IMPRONTE - Primo Gesto - 1967, 29 x 36 x 9 - fusione in bronzo
  • NASCOSTO - 1967, 80 x 80 - Tela gessata su tavola dipinta
  • GEOMETRIA MALATA - 1967, 54 x 53 x 3.5 - legno + corda
  • COMPOSIZIONE 1 - 1967, terracotta smaltata
  • GERMOGLIO – 1967, terracotta
  • EMILIO SCANAVINO L'UOVO 1968
  • PANE - 1968, 50 x 22.5 x 4 - fusione in bronzo
  • SFERA CON RONDELLE - 1968, 38 x 38 x 36 - fusione in bronzo
  • L'INNESTO - 1968, 70 x 50 - legno e corda
  • A GIORGI - 1968, 10 x 10.5 x 8.8 - legno e corda
  • SENZA TITOLO - 1968, 56 x 67 x 18 - terracotta con sfera dorata a 3° fuoco
  • SCULTURA - 1968, terracotta smaltata
  • PANE - 1968, 9 x 10 x 30 – terracotta
  • FORMELLA 14 - 1968, 38 x 45 - terracotta smaltata
  • FORMELLA 16 - 1968, 38 x 45 - terracotta smaltata
  • FORMELLA 24 - 1968, 40 - terracotta smaltata
  • FORMELLA 44 - 1968, 34 x 37 - terracotta smaltata
  • FORMELLA 46 - 1968, 35 x 45 - terracotta smaltata
  • FORMELLA 55 - 1968, 44 x 48 - terracotta smaltata
  • SCULTURA - 1969, 35 x 41 x 10 - fusione in bronzo
  • SCULTURA 69 - 1969, 66 x 50 x 32 - gesso e ferro
  • IMMAGINE - 1969, carta e corda
  • LE UOVA MAI SCHIUSE DI HIROSHIMA - 1969, 64 x 108 x 10 - terracotta smaltata
  • PANE - 1976, 36 x 14 x 18 - terracotta smaltata
  • FORMELLA - 1976, 40 X 40 - terracotta smaltata
  • I BASTONI DI DIO - 1976, 23 X 5 - 3 in terracotta, 1 smaltato
  • LA SCALA IMPOSSIBILE - 1980, 63 x 15 - fusione in bronzo

Bibliografia:

pubblicazioni:

1946

  • El.Ba, Mostra d’Arte, Una collettiva allo Zodiaco, in l’Azione, Genova 15/1/1946
  • A,Alberti, Cronache d’arte allo Zodiaco, in Socialismo, Genova, 27/1/1946
  • G.F., Allo Zodiaco. Una Collettiva, in Il Tribuno del Popolo, Genova, 30/1/1946
  • Piemme, Note d’Arte, in Movimento, Genova, 2-8, febbraio1946, p.3
  • G.F., Allo Zodiaco, Seconda collettiva, in Il Tribuno del Popolo, Genova, 6/2/1946

1947

  • A.Podesta’, Genova: Mostre Varie, in Emporium, Bergamo, LIII, n.9-10, settembre-ottobre 1947, p.84

1948

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1949

  • A.Podesta’, Genova:la Mostra del Sindacato Belle Arti, in Emporium, Bergamo, LV, n.7, luglio 1949, p29

1950

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  • A.Podesta’, Genova la V Mostra Regionale d’Arte, in Emporium, Bergamo LVII, n.2, Febbraio 1951, p.84
  • A.Alberti, Rassegna d’Arte, in Genova, Genova, XXVIII n.4-5-6 aprile giugno p.39
  • A.Podesta’, Genova: collettive e personali, in Emporium, Bergamo, LVII, n.7, luglio 1951, p.32
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  • A.Podesta’, La 1°Biennale del Mare, in Emporium, LVII n.2, Bergamo, febbraio 1952, p.79
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  • U.Silva, Profili, Emilio Scanavino, in Genova, Genova XXIX n.3, marzo 1952, p.19
  • L.M., Il premio senatore Borletti, in Emporium, Bergamo, LVIII n.3, marzo 1952, p.128
  • Tullio D’Albisola, Testimonianze a Cristo nella ceramica contemporanea d’Albisola, in La ceramica, Milano, VII, n.4, aprile 1952, p.13-18
  • Tullio D’Albisola, La ceramica d’Albisola, in Genova, Genova, XXIX n.5, maggio 1952, p.15-16
  • G. Riva, Le mostre in giugno, in Genova, Genova, XXIX, n6, giugno 1952, p.28
  • Attivita’ di Numero, in Numero: Arte e Letteratura, Firenze, IV, n.2, settembre 1952, p.24-25
  • G.C.Polidori, In un puro anelito d’arte il successo della mostra di Pesaro, in La ceramica, Milano VII, n.9, settembre 1952

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  • A.Podesta’, Genova: La Mostra Regionale D’Arte, in Emporium, Bergamo, LIX, n.5, Maggio 1953, p.222
  • G.Castellino, La Mostra di La Spezia, in Genova, Genova, XXX, n.7, luglio 1953, p.28-30
  • C.F.N., Due incompresi: Gli Artisti. Il Pubblico I, in Genova, Genova, XXX, n.8, agosto 1953, p.9-13

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  • U. Nebbia, Mostre Milanesi, in La Ceramica, Milano, IX, n.11, novembre1954, p.25

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  • S.Dangelo, L’experience spatiale en Italie, in Phases, n.2, marzo 1955, p.45-46
  • G.Riva, La Società delle Belle Arti, in Genova, Genova, XXXII, n.5, Maggio 1955, p.27
  • G.Riva, Cronache d’Arte, in Genova, Genova, XXXII, n7, luglio 1955, p.31-32

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  • G.Riva, Cronache d’Arte, in Genova, Genova, xxxII n.7.luglio 1955, p.31-32
  • G.Riva, La Società delle Belle Arti, in Genova, Genova, xxxII, n.5. maggio 1955, p.27
  • Gli intricati bassorilievi di Scanavino, in Domus, Milano, n.318 maggio 1956, p.42
  • U.Nebbia, Artisti allo specchio: Emilio Scanavino, in La Ceramica, Milano, xI, n.10 ottobre 1956, pp.39-41
  • E.Jaguer, Remise en question, in Phases, n.3, Parigi, novembre 1956, pp. 5-8, 39-40
  • Nuovi pannelli per l’arredamento, in Domus, Milano, n.325, dicembre 1956, p.40

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  • F.Gallotti, Emilio Scanavino, in Il Grafico Nuovo, Genova , n.1, gennaio-febbraio 1957
  • Tristan Sauvage, Pittura italiana del dopoguerra, ed.Schwarz, Milano, 1957, pp.478, 436, 137, 143-145
  • G.Marchiori, Incontri a Lissone, in I 4 Soli, rassegna d’arte attuale, IV, n.4-5, Torino, luglio – ottobre 1957, p.11
  • Alla Triennale di Milano, in Domus, Milano, n.336, pp.1, 19, ottobre 1957

1958

  • G.Ballo, Scanavino, in Evento, Venezia III, n.2, gennaio–febbraio 1958, p.32-34
  • T.Toniato, XXIX Biennale, in Evento, Venezia III, n.3-4, aprile-maggio-giugno 1958, pp.10-14.
  • G.Kaisserlian, Scoppia la rivoluzione della Scuola di Milano, in Rotosei narrativa, Milano, II, n.2520/6/58, p.70.
  • N.Ponente, La partecipazione italiana alla Biennale, in Letteratura, Roma, V, maggio-agosto 1959, p.31.
  • G.Riva, La XXIX Biennale di Venezia, in Genova, Genova, n.6, giugno 1958, p.28
  • Drudi Gambillo, I giovani italiani, in Notizie, Torino, II, n.6, luglio 1958, p.43
  • P.C.Santini, Il padiglione italiano: La XXIX Biennale di Venezia, in Comunità, s.l., xII, n.62, agosto-settembre 58, p.89
  • G.Dorfles, La macchina e il gesto alla XXIX Biennale, in Aut Aut, Milano n.47, settembre 1958, p.284
  • L.Borton, La morte dell’Arte e la Biennale, in Vita e Pensiero, Milano, XLI, ottobre 1958, p.70
  • R.Barilli, la XXIX Biennale, in Il Verri, Milano, n.3, ottobre 1958, pp.150-151
  • E. Crispolti, La Quadrièm génération, in Aujourd’hui, Boulogne sur Seine, n.20, dicembre 1958, p.13
  • P.C.Santini, La vie artistique à Milan, in Aujourd’hui, Boulogne sur Seine, n.20, dicembre 1958, p.13 27

1959

  • A.Cavellini, Arte Astratta, ed. Conchiglia, Milano,1959, pp.167, 177
  • J.E.Cirlot, Informalismo, ed. Omega, Barcellona 1959, p.30
  • G.Ballo, Emilio Scanavino, in Le Arti, Milano, IV, n.1, gennaio febbraio 1959, p.14
  • Gu.Gi, Mostre a Venezia, in Mimose, Venezia 28/2/59
  • E. Villa, La peinture italienne dans le dix dernières annèes, in Aujourd’hui, Boulogne sur Seine, n.21, marzo-aprile 1959, p.25
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  • Gu.Gi, Emilio Scanavino, in Mimose, Venezia, 19/9/1959

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  • R.Carrieri, Pittura e scultura d’avanguardia in Italia.1890-1960, ed. la Conchiglia, Milano, 1960, s.p.
  • P.Restany, Lirisme et abstraction, Milano Apollinaire, 1960, pp.95-97
  • A.Martini, Visita alla Quadriennale Romana, in Arte Figurativa, n.1, p.60
  • G.Dorfles, L’Ottava quadriennale Romana, in Domus, Milano, n.365, aprile 1960, p.5
  • G.Dorfles, Scanavino, in Le Arti, Milano, V, n.5/6, maggio giugno 1960, p.21
  • U.Apollonio, Scanavino, in Art International, Zurigo, vol IV/6, 10/6/60, pp.74-75
  • J.A.Lambert, Le baroque chez lui, in L’Observateur Literaire, Parigi, 23/6/60
  • XXX, Biennale Venedig, in Das Kunstweeerk, Baden-Baden. 1-2/XIV, luglio-agosto 1960, s.p.
  • G.Riva, Panorama della XXX Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, in Genova, Genova, XXXVII, n.7/8, luglio-agosto 1960, pp.36-37
  • G.Riva, Consuntivo generale della mostra d’arte a Genova, in Genova, Genova, XXXVII, n.9, settembre 1960, p.29
  • G.Corrieri, Emilio Scanavino e Franco Rognoni, vincitori del premio nazionale di pittura Città di Palermo, in Tempo, Roma, 6/11/1960

libri:

  • E. Jaguer, La nuit est faite pour ouvrir les portes. Collezione "Sotto la Porta dei Vacca" Edizioni G. Schenone, Genova 1957
  • G. Ballo, Pittura e disegni di Emilio Scanavino Cappelli Editore, Bologna 1960
  • A. Jouffroy, La questione S Edizioni AE, Genova 1963
  • E. Scanavino, Scanavino - Forse No Edizioni del Cavallino, Venezia (edizione numerata di 200 esemplari) 1964
  • E. Scanavino, Scanavino in preparazione di... Edizioni del Naviglio, Milano (edizione numerata di 120 esemplari) 1968
  • A. Jouffroy, Liberte's Cinque tavole di Emilio Scanavino Edizione l'Atelier, Torino (edizione a tiratura limitata) 1969
  • E. Cesena, I simboli trovati di Scanavino, Edizione Stefanoni, Lecco 1969
  • E. Scanavino, Scanavino e l'amore, Edizione il punto, Torino Ed. numerata di 1000 esemplari. I primi 10 contengono un originale dell'autore 1970
  • E. Crispolti, A. Jouffroy, Scanavino; Io mani, Edizioni l'Uomo e l'Arte, Milano 1971
  • F. De Bartolomeis Il progetto dell'irrazionale di Scanavino, Edizioni del Naviglio, Milano 1972
  • A. Jouffroy, Scanavino / Alain Jouffroy, Georges Fall Editeur, Parigi 1973
  • F. Russoli, Emilio Scanavino, Alfabeto senza fine, Arte Moderna Editrice, Torino 1975
  • G. Giouffrè, La trama della vita in "Scanavino" Serie "Profili", Qui Arte Contemporanea Edizione Editalia, Roma 1976
  • R. Sanesi, Scanavino, Altouno / La nuova foglio editrice, Macerata 1979
  • R. Sanesi, Scanavino, Maestri contemporanei, Vanessa edizioni d'arte, Milano 1981
  • Emilio Scanavino, La memoria del tempo, Edizioni Punto e Linea, Milano 1986
  • G. M. Accame, Scanavino. Disegni e scritti inediti, Pierluigi Lubrina Editore, Bergamo 1990
  • G. Graglia Scanavino - C. Pirovano, Scanavino, Catalogo Generale, Edizione Electa, Milano 2000
  • G. M. Accame – G. Graglia Scanavino, Scanavino - La scultura 1952 - 1980, Edizioni Aspara, Bologna 2005
  • Rachele Ferrario, Scanavino e Crispolti Carteggio 1957 - 1970 e altri scritti, Biblioteca d'arte contemporanea, materiale di ricerca - Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI)

FILMOGRAFIA:

video:

Webliografia: