Semiotic art

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Semiotic art

La semiotic art o meglio chiamata come guerriglia semiotica, è il tentativo di produrre effetti sovversivi attraverso eventi ed interventi nel processo comunicativo. Sono naturalmente molte le tecniche utilizzate per questo scopo, e sostanzialmente si basano su due principi fondamentali, lo straniamento e la sovraidentificazione. La prima tecnica, lo straniamento è basato su sottili cambiamenti della rappresentazione del quotidiano che producono, per mezzo di spostamenti, significati imprevisti. La seconda, la sovraidentificazione porta alle estreme conseguenze della logica dei modelli di pensiero, dei valori e delle norme dominanti. L’invenzione di informazioni false per la produzione di eventi veri è un metodo per svelare e per criticare i meccanismi della produzione egemonica di immagini mediatiche e politiche della realtà. Nel 1977 intorno alla rivista “A/traverso�? il collettivo bolognese ideò “Informazioni false che producano eventi veri�? ma già gli Yippies si erano serviti di questo metodo 10 anni prima, facendo credere che la guerra in Vietnam era finita e creando una grande festa per le strade, persino i poliziotti che cercavano di calmare i festeggiamenti alla fine ne entrarono a fare parte. Moltissimi sono i metodi inventati per sviluppare la così detta guerriglia semiotica, si parla di Camouflage, che è il tentativo di abbattere barriere comunicative con il travestimento e mettere la gente di fronte ed un testo o ad un’azione, alla quale si sarebbe sottratta per principio. Si parla di Fake, ovvero la sostituzione del contenuto di cartelloni pubblicitari, di Collage, un mezzo sviluppato in un primo momento in ambito artistico, inizialmente mirava a confondere la percezione della realtà, in seguito utilizzato come propaganda sovversiva distrusse le tradizionali convenzioni della pittura e del disegno non essendo comunque considerato un mezzo esplicitamente politico. Si parla anche di Detournement, in pratica, modificare il modo di vedere oggetti o immagini comunemente conosciuti, strappandoli dal loro contesto abituale ed inserendoli in una nuova, inconsueta relazione. Un’ altro metodo sovversivo fu lo sniping, oltre alla correzione di contenuti più o meno espliciti, può mirare all’occupazione simbolica di luoghi che altrimenti avrebbero un carattere eminentemente funzionale: muri, edifici, segnali stradali, treni ecc…l’occupazione avviene attraverso l’utilizzo di bombolette spray e mascherine o con l’inserimento di adesivi, manifesti, striscioni o bandiere. Molti i metodi e molti sono i gruppi aperti mentalmente alle guerriglia semiotica che diventa “Una tecnica di sopravvivenza nel mondo dell’immaginario uniformato. Uno strumento di critica radicale dei luoghi comuni, degli stereotipi sociali e di tutto ciò che veicola normalità, è un’esercizio creativo e una resistenza ludica all’oppressione.�?


Siti di riferimento:

https://www.autistici.org/mailman/public/rekombinant/2003-March/002673.html

http://www.granbaol.org/dahome/num28/resources.htm

http://www.rekombinant.org/media-activism/article.php?sid=16

http://www.hackerart.org/storia/hacktivism/2_4_3.htm