Sogno cammina a lungo con me

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Sogno cammina a lungo con me Il meglio è ancora futuro

DREAM MACHINES © 1974 Theodor H. Nelson Diritti riservati

Questa è la parte schioccante di Computer Lib. (Sentitevi liberi di cominciare da qui. L’altra parte è solo se volete sapere di più sui computer, che sono mutevoli strumenti per comporre simboli. Altrimenti saltatela.) (Ma se voi cambiate la vostra mente potrebbe essere divertente navigare). In un certo senso, l’altra parte è stata un invito per questa parte. Ma è un onesto invito: io calcolo che voi sappiate di più, voi sarete i più preparati per quello che sto dicendo qui. Non necessariamente per acconsentire o essere “venduti�?, ma per pensare sui non semplici termini che stanno divenendo necessari. Il materiale qui è stato scelto per il suo carattere esilarante e ispirante. Non importa il vostro background o la conoscenza tecnica, sarete capaci di capire qualcosa di questo, e incapaci di capire qualcosa del resto. Dipende parzialmente dalla preparazione frettolosa di questo libro, e parzialmente dalla varietà di interessi che sto provando a includere qui. Voglio presentare diversi progetti e la loro risultante macchina di sogno, tutti validi. Se il computer è un sistema proiettivo, o il calamaio di Rorschach, come affermato nell’altra parte, i reali sistemi proiettivi, quelli con proiettore incorporato, sono tutti gli altri. La gente prova a fare filmati, TV e i più divertenti usi del computer, inoltre fa fotografie sui monitors, sono strane inversioni e recessi del fondo della mente e del cuore. È il peculiare aspetto del sé. Molto bene. Questo libro – questa parte, Dream Machines – si propone di lasciare a voi la scelta dei sogni. Notando che tutte le Compagnie e tutte le Università sembrano insistere che il suo sistema è l’onda del futuro, credo che sia più importante che mai avere soluzioni propagate chiaramente. Ma gli “esperti�? non stanno dando molto aiuto; essi sono parte del problema. Da ambo i lati, l’accademico e l’industriale, sono penosamente pontificali e pomposi nei discordanti nuovi linguaggi convenzionali. Poca chiarezza è trasmessa da questo. Poche cose sono più divertenti delle pretese di quelli che professano la dignità, la sobrietà e la professionalità delle loro esperte predizioni – specialmente quando anche essi, stanno riversando il loro proprio personale punto di vista sotto la guisa del tecnicismo. La maggior parte delle persone non progetta per ciò che sta andando a colpire la ventola del ventilatore. E le persone addette ai computer e all’elettronica sono come i generali che si stanno preparando all’ultima guerra. Francamente, io credo che sia un oltraggio far sembrare come se non ci fosse nessun tipo di basi scientifiche per queste cose; c’è un sottolivello di tecnicismo, ma come per le fondamenta di una cattedrale, serve solo supportare ciò che si erge da queste. I PARTICOLARI TECNICI SONO IMPORTANTI, MA UNA VISIONE GLOBALE E’ PIU’ IMPORTANTE. Questo libro ha diverse simultanee intenzioni: orientare i principianti in campi più complessi e legare insieme quasi chiunque che comprenda; inoltre, sgonfiare parzialmente diversi regni di competenza che io credo si meritino leggermente meno attenzione di quella che ottengono; e per tracciare la giusta via, che io credo continui ingiustamente le tradizioni occidentali di letteratura, cultura e libertà. A questo proposito il libro è molto più antiquato di quanto può sembrare rispetto all’irrompente, attualissimo livello. Presento le principali idee di questo libro non come mie personali, ma come una curiosa specie di verità rivelata. È stato tutto ovvio per me per un certo tempo, e io sono convinto che sarebbe ovvio anche per chiunque non sia stato bloccato dall’educazione. Se voi capite le problematiche del pensare e organizzare creativamente le idee, se vi siete accorti delle cose cattive che talvolta la scuola fa alle persone, se voi capite la sociologia del mondo intellettuale, e avete sempre amato una macchina, allora questo libro non dice nessuna cosa che voi non conoscete già. Per ogni sogno, molti particolari e oscurità devono essere frammentati e sbloccati. Le loro unite ramificazioni devono essere capite in profondità dalla persona che sta provando a creare quel che è. Ogni confabulazione di possibilità gira intorno per avere dettagliati i più intricati ed esatti risultati. (Questo è il perché io sono così irritato da quelli che credono che i “media elettronici�? siano tutti simili.) E ogni possibile combinazione che voi scegliete, ha differenti precise strutture implicite in essa, accomodamenti e unità che fluiscono da questi ramificati dettagli. Implicit alla Radio cela il canale del Tempo ed il Programma. Ma molte di queste possibilità rimangono non comunicate o non viste per una varietà di motivi sociali o economici. Perché ha importanza questo? Ha importanza perché noi viviamo nei media, come un pesce vive nell’acqua. (Molte persone sono prigioniere dei media, molti sono manipolatori, e molti vogliono usarle per comunicare visioni artistiche.) Ma oggi, in questo momento, noi possiamo e dobbiamo progettare i media, progettare le molecole della nostra nuova acqua, e sono convinto che i dettagli di questo disegno abbiano una importanza molto profonda. Essi saranno con noi molto a lungo, forse così a lungo quanto l’uomo ha vissuto; forse se essi sono così bravi come possono essere, l’uomo può acquistare più tempo - o il prossimo futuro rimane il più incerto. Così in queste pagine io spero di orientarvi un po’ ai vari proposti progetti. Questo ha significato anche registrare gli sforzi di pochi Brewster McClouds, il di lui arrabattarsi alla volta di qualche nuovo volo di immaginazione nel suo sensorio. Ma tenete a mente che affilare solidamente la fantasia è l’accaparramento del domani. Il grande sogno Americano spesso diventa la grande novità Americana. Dopo di che si tratta di una scelta di stile, di misura e di piano di finanziamento. Le cose più eccitanti qui sono quelle che riguardano i computers: eminentemente perché i computers saranno coinvolti in tutti i medium di presentazione e di pensiero molto presto. Questo è il perché questa parte del libro si sposa con l’altra: se volete capire i computers, potete fare il primo passo girando il libro. M’immagino che il massimo che voi conoscete sui computers – specialmente sui minicomputers e la modalità dei sistemi on-line può rispondere alle nostre minime azioni – la vostra migliore immaginazione può fluire attraverso i tecnicismi, può scorrere le due parti insieme, può discernere le forme di ciò che voi vorreste che queste cose facessero. Il computer non è un compagno senza limiti, ma è profondamente versatile; per lavorare con esso dobbiamo capire cosa può fare, le opzioni e i costi. Il mio particolare intento, anche troppo fermamente elaborato qui, è l’uso dei computers per aiutare le persone a scrivere, pensare e presentare. Ma io credo che la presentazione attraverso il computer sia una specie di spettacolo e scrivendo, non di psicologia, ingegneria o pedagogia. Ciò potrebbe essere un’oziosa disputa se non avesse conseguenze sui progetti dei sistemi con i quali tutti stiamo per dover convivere. Male che vada, temo che questi ci possano bloccare; ben che vada, spero che possano promuovere tradizioni individualistiche in letteratura, film e cultura. Ma dobbiamo creare il nostro bravo nuovo mondo con arte, gusto, intelligenza e ideali i più alti possibile. Non ho menzionato le emozioni. Cinematografo e libri, musica e anche architettura sono stati per tutti noi parte di importanti, emozionanti momenti. La stessa cosa sta per accadere con i nuovi media. Lavorare a uno schermo altamente rispondente, per esempio, può essere profondamente eccitante, come volare in aeroplano attraverso un canyon, o parlare a qualcuno d’intelligenza vivace. Questo è come sarebbe. (“La ragione è, e a rigore dovrebbe essere, schiava delle emozioni�?. – Bertrand Russel). Nel progetto dei nostri futuri media e sistemi, non indietreggeremo davanti a questo aspetto emotivo, come legittima parte del nostro progetto fantic (vedi pag. 317). Il substrato di tecnicismi e i rivolgimenti della mente, effetti di contorcimento che essi producono, sono due facce della stessa medaglia; e per capire l’una non è di necessità straniarsi dall’altra. Pertanto è per l’integrità dello spirito umano, che noi dobbiamo sognare.


Sogni La tecnologia è un’espressione dei sogni dell’uomo. Se l’uomo non indulgesse alle sue fantasie, il suo pensare per conto suo, inibirebbe lo sviluppo delle tecnologie da sé stesso. Antichi visionari hanno parlato di tempi e spazi lontani dove gli uomini hanno saccheggiato intorno e vicino e alcuni potrebbero vedere l’un l’altro a grande distanza. Le realtà tecnologiche di oggi sono già obsolete e il futuro della tecnologia è limitato solo dai limiti dei vostri sogni. I moderni mezzi di comunicazione ed in particolare i media elettronici sono conseguenze ed estensioni di quei significati che sono divenuti dominanti nel nostro sviluppo sociale. How Wachspress, “Hyper Reality�? © Auditac Ltd. 1973


BAMBINI DI TUTTE LE ETA’ !

Signore e signori, l’era della presentazione e pubblicazione prestigiosa sta per iniziare. Palpitanti presentazioni, monitor scarabocchiati, danzeranno a vostro piacimento rendendo manifesti i molti misteri della serpeggiante saggezza. Ma se noi vogliamo rendere nuovamente umano un mondo sempre più brutale e spiacevole, dobbiamo elevare i nostri sforzi. E dobbiamo in fretta. E’ urgente. Salite dritti in alto.

Theodor H. Nelson, “Barnum-Tronics�?. Swarthmore College Alumni Bulletin, Dec. 1970, 12-15.


“Quando vi state relazionando con i media voi siete in uno show business, voi sapete, se vi piace o no.�? “Show business,�? disse. “Assolutamente. Abbiamo ottenuto di essere in uno show business. Abbiamo ottenuto di mettere insieme un team che prenderà noi lì.�? Feci mentalmente attenzione a usare la metafora dello show business di nuovo, e continuai, “il talento veramente creativo di IBM probabilmente si trova in altre aree…�?

Heywood Gould, Corporation Freak (Tower), 23.

NON PIU’ MATITE, NON PIU’ LIBRI, NON PIU’ INSEGNANTI DALLO SGUARDO SEVERO

LA GESTALT, CARO BRUTUS, NON E’ NELLE NOSTRE STELLE MA IN NOI STESSI

(Il seguente articolo è apparso nel settembre 1970 uscito su Computer Decisions, e ha ottenuto una straordinaria attenzione.) Ho cambiato un po’ le mie vedute – noi tutti passiamo attraverso cambiamenti, dopo tutto – ma dopo qualche considerazione ho deciso di ritornare nella forma originale, senza qualificazioni, mitigazioni o nient’altro, per la sua unità. Ringrazio Computer Decisions per l’uso del lavoro artistico di Gans e per la fotografia di Superstudent sulla copertina, il cui autore sfortunatamente insiste per preservare il suo anonimato. Un punto interessante, per inciso, è che la gente legge questo in una quantità di modi differenti. Un tale Dean dell’Educazione allegramente lo fraintende come un tabellone pubblicitario per il CAI. Altri leggono in esso varie forme di minaccia o difesa di una generalizzata meccanizzazione. In una lettera uno scrittore diceva che io ero una minaccia, ma almeno scrivendo articoli mi tirò fuori dalle strade. Ecco il mio punto fondamentale: l’istruzione assistita dal computer (CAI), applicata sventatamente e imitativamente, minaccia di estendere le peggiori caratteristiche dell’educazione così com’è ora.