Un sistema collaborativo ipermediale per WWW basato sul MooA

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Un sistema collaborativo ipermediale per WWW basato sul MooA

Tom Meyer, David Blair, and Suzanne Hader


Astratto

Questo documento descrive lo sviluppo di un sistema di hypermedia collaborativi, mirato a sostenere gruppi di scrittori e studenti intenzionati a scrivere e pubblicare romanzi e saggi ipertestuali. Il sistema corrente supporta l’importazione di documenti ipertestuali sviluppati individualmente in uno spazio collaborativo pensato per l’integrazione e l’espansione e per agevolare la pubblicazione di questi documenti multimediali sul Web. In oltre abbiamo previsto dei campi di testo e una interfaccia a collegamenti al testo in modo da consentire agli scrittori di scrivere i loro documenti con il MUD-based o con i campi di testo. Da quando HTML è generato dinamicamente dal nostro database, abbiamo aggiunto delle capacità per agevolare l’utente nella gestione personale dei contenuti e della bandwidth (es. solo versioni ridotte delle immagini, con l’audio e il testo in tedesco, con filmati). Questo sistema è usato da dozzine di studenti, scrittori, e teorici sparsi per il mondo per supportare progetti come: le classi di teoria di scrittura dell’ipertesto alla Brown and Vassar, la versione ipermediale del film di David Blair, WAX o la scoperta della Televisione fra le api, un ipertesto collaborativo di donne scrittrici di fiction, e la creazione di un giornale elettronico per discutere l’impatto della tecnologia sulle pratiche della scrittura.

Introduzione

Il World Wide Web è diventato rapidamente una delle strutture fondamentali di Internet. Sebbene preveda una grande distribuzione di supporti per la pubblicazione di informazioni e per la navigazione attraverso esso, non prevede abbastanza supporti per il Lavoro collaborativo supportato di Computer (CSCW), dove utenti possono scrivere collettivamente, annotare, e esplorare risorse ipermediali. Noi abbiamo sviluppato un prototipo di sistema per supportare uno spazio di scrittura collaborativa dove gli utenti possono scrivere documenti, annotare i documenti degli altri, entrare in discussioni critiche, e avere classi o seminari on-line. Inizialmente era stato pensato per supportare una classe di scrittura creativa di studenti non ancora diplomati, adesso è usato per lavori ai film e come sistema di revisione dei giornali.

Modelli Ipermediali

Il Modello Ipertestuale di Riferimento di Dexter descrive un comune set di astrazioni trovate nei sistemi ipertestuali, in modo da relazionarli tra di loro e per cercare di sviluppare degli standard per questi sistemi. Queste pagine descrivono le interazioni tra 3 sistemi ipertestuali complementari, useremo il modello di Dexter per mettere in luce le differenze negli approcci in base ai sistemi e alle tecniche che abbiamo usato per convertirli tra di loro. Il modello di Dexter tende a guastarsi quando applicato al problema del “ Ipermedia in grande�?. Comunque, dal momento che il modello di Dexter non tiene in considerazione una presentazione consapevole dei contenuti dell’informazione del multimedia, abbiamo allora considerato il modello ipertestuale di Amsterdam (AHM). Questo modello rappresenta molteplici tipi di informazione di media attraverso l’uso di diversi canali, ed è anche capace di specificare sincronizzazioni relazioni fra diverse parti. Sebbene il nostro multimedia primario (tipicamente Mosaic) non è capace di supportare informazioni multimediali sincronizzate, e comunque WWW non abilitato per la specificazione di relazioni temporali, abbiamo provato a descrivere queste informazioni in termini di un ipermedia ideale, non basato su limiti di ogni singolo ambiente. Il modello usato nel nostro sistema consiste in un database centrale che contiene il testo di ogni nodo, più informazioni addizionali che specificano il tipo, le info del progetto e la lingua di altre informazioni multimediali. Queste informazioni multimediali a banda larga sono immagazzinate in un numero di server distribuiti su piattaforme per-project. Quindi, il database centralizzato contiene informazione a banda stretta (testi e contenuti codificati) che difficilmente cambiano, mentre i server dai contenuti a banda larga (audio e video) verranno modificati raramente. Al run-time, il server del database centrale crea un specificazione del testo (basandosi sulle correnti preferenze di lingua e media), tenendo conto delle informazioni multimediali presenti sui server vicini. Il nostro modello è un superset del modello di Dexter, ma non è previsto per la sincronizzazione e le relazioni di tempo espresse dal AHM.

Storyspace

Il sistema ipertestuale dello Storyspace è stato sviluppato da scrittori che hanno cercato di costruire uno strumento che incoraggi il processi di scrittura, e che provveda una tecnica facile da usare nella creazione di finction ipertestuali. Qualcuna di queste caratteristiche dello Storyspace sono: i campi Guard, che provvedono precondizioni Buleane per i link successivi. Molti autori che hanno usato lo Storyspace hanno utilizzato i campi Guard estensivamente nei loro scritti, in modo da provvedere le possibilità narrative alternative, basate su cosa è già stato esplorato in precedenza. Diverse interfacce per gli spazi (nodi) e editor di link, basato su le modalità di scrittura dell’autore. La comodità della pubblicazione di una versione di sola lettura senza nessun altro strumento. Sono ammessi differenti tipi di lettori, differenti livelli di controllo e interazione del lettore col testo, senza travolgere gli utenti con interfacce troppo complesse. Per queste facoltà e per il fatto che molte note storie ipertestuali sono state scritte con lo Storyspace (es. afternoon di Michael joyce), il sistema è usato in un gran numero di questi scritti ipertestuali negli ambienti accademici. Il sistema Eastgate, il produttore di Storyspace, è anche il produttore di riferimento di testi scritti con tale sistema, e ha un catalogo di qualche dozzina di titoli, principalmente distribuiti su floppy disk. Lo Storyspace è un classico sistema ipertestuale, che prevede link uno a molti e span to span. La parte più interessante dello Storyspace, che non è affrontata dagli altri sistemi ipertestuali tradizionali è il Campo Guard, che richiede un numero significante di utenti. Sfortunatamente, lo Storyspace era stato concepito come un sistema per un singolo utentee un singolo lettore. Prevede solo workgroup limitati e non supporta utenti simultanei su macchine collegate in rete. La nostra prima motivazione in questo lavoro era stata di creare uno spazio per la scrittura in rete con le caratteristiche di scrittura dello Storyspace, con l’intento di incoraggiare la creazione di racconti scritti in collaborazione.

MOO

I MUD, o Multi User Domains, hanno avuto piena diffusione come giochi di avventura multi player agli inizi degli anni 80. Questi hanno iniziato come giochi di ruolo, ma alcuni dei MUD sono diventati qualcosa di legato maggiormente a l’area della comunicazione, qualcosa come chat line. Sebbene i primi sistemi MUD avessero un codice rigido, hanno poi iniziato a incorporare un linguaggio di script interno. Un sistema particolarmente flessibile, MOO (MUD Object Oriented), è adesso largamente utilizzato dalla comunità di ricerca per supportare lavori collaborativi, dovuto alla semplicità di poter modificare gli spazi per consentire lo scambio di informazioni. Il MOO server è distribuito da Pavel Curtis come parte della sua ricerca alla Xerox PARC, studiando un sistema di computer collaborativi. Sebbene continuano ad esserci un gran numero di MOO solamente dediti alla socializzazione, i sistemi MOO sono stati stabiliti al MIT Media Lab ( uno spazio collaborativo per la ricerca sui media), L’università della Virginia ( Teorici del postmoderno), Cal Tech (Astronomi), e l’istituto di scienze Weizmann d’Israele (Biologi).

L’ipertesto nel MOO

Una volta creato il sistema MOO, è stato apparente che esso poteva essere modificato per creare racconti ipertestuali, dall’architettura delle stanze MOO, connesse da diversi passaggi, si può giungere al concetto dei nodi ipertestuali connessi dai link. E’ sembrato molto interessante trasformare i documenti dello Storyspace in un MOO, che mantenesse gli elementi strutturali e narrativi del documento, già previsto per la possibilità di arricchimenti addizionali previsti dallo spazio sociale. Per esempio, autori possono incontrare i loro lettori nel loro testo e iniziare dialoghi immediati con loro, oppure autori che possono organizzarsi per lavorare su progetti collaborativi.

La creazione dell’ipertesto MOO

L’attuale creazione dello strumento per creare ipertesti nel MOO è facile, consiste nell’aggiunta di funzionalità alle stanze generiche, uscite, e giocatori che esistevano già nel sistema. Siccome l’ambiente MOO usa un linguaggio di script basato sull’interpretazione dell’object-oriented, lo sviluppo di questa parte di sistema fu particolarmente rapida. In oltre, l’importazione di documenti Storyspace nel MOO generalmente consiste in un rapporto uno a uno tra documenti e stanze, e tra link e uscite. Siccome noi eravamo capaci d’importare un numero preesistente di documenti Storyspace nel sistema, abbiamo subito aggiunto un ambiente ricco abbastanza per gli autori in modo da consentire l’inizio dei lavori con testi esistenti come substrato. Da notare che l’attuale interfaccia di MOO è molto primitiva, finché il software non fu designato per lavorare on line su telnet. Questo significa che l’unica interfaccia è una linea di comandi. Finché i comandi dei MOO per la creazione di stanze e per collegarle sono arcani (per esempio, @dig “nord n�? to “Room 211�?), l’interfaccia MOO può essere un po’ complessa per un novizio da imparare, specialmente da quando molti computer degli utenti utilizzano una grafica accattivante. Cercando di semplificare il processo di creazione di ipertesti, tutte le funzioni comuni sono scritte con una parola - comando soltanto, che porta poi l’autore per quanto è necesarioa informazioni addizionali, usando semplici menu.

Creando un WWW server dal MOO

Durante gli ultimi mesi, persone hanno sviluppato presso diversi MOO, software che rendono un MOO capace di fare da WWW server, capace di reagire alle richieste HTTP e dinamicamente creare tali richieste. Questo e possibile grazie alla particolare natura del linguaggio MOO. Il primo server www basato su MOO, è stato sviluppato alla JaysHouseMOO, un MOO pensato per esplorare le richieste sul network. Originalmente abbiamo caricato un versione modificata del loro software, che girava un processo indipendente che entrava come un personaggio del MOO e ascoltava un’altra connessione per richiesta HTTP. In ogni caso, abbiamo integrato di recente e modificato una versione del codice sviluppato a ChibaMOO; questo codice integra il WWW nel MOO in maniera stretta, senza la necessità di un processo addizionale per rispedire la richiesta HTTP. Le capacità grafiche e multimediali di alcuni browser come Mosaic consentono la lettura di un numero maggiore di documenti rispetto a quello dei primi anni 70. Comunque, ci sono molte ragioni per incoraggiare l’uso di entrambe le interfaccie. L’interfaccia MOO da all’utente una quantità di controlli sul comportamento di ogni nodo, e lo rende capace per colaborazioni in real-time. Finche non ci sarà un viewer decente useremo sempre le due interfaccie: quella MOO e la WWW.

La consegna dinamica dei documenti HTML

Tutti i documenti sono immagazzinati dentro al database MPP, che consiste di oggetti catalogati per metodi e proprietà. Gli ipertesti sono immagazzinati come documenti nominati con un estensione HTML, per provvedere alla formattazione dinamica dei dati. Questa versione estesa di HTML è analizzata, tutti i link dinamici sono decisi, e l’output è in puro HTML.

Estensioni all’HTML

Le tre estensioni all’html più importanti che abbiamo previsto sono: la specificazione di un generico tipo di media, che favorisce immagini a più risoluzioni, la specificazione della bandwidth preferita, che nessuno degli standard supporta. Queste aiutano l’utente a specificare, per esempio, se volesse ricevere immagine di dimensione media, oppure video senza audio. Inoltre, finché i contenuti multimediali del testo saranno più pesanti del testo stesso, noi agevoliamo i documenti molto pesanti, fornendoli di mirror server per questi. Il server determina da dove la richiesta proviene e la incanala nel server più vicino. Sfortunatamente, a causa del nome dello spazio Internet, è facile solo determinare il server più vicino a livello nazionale. Per esempio se la richiesta proviene da un indirizzo che finisce con .jp dovrebbe essere indirizzato ad un server giapponese, ma è difficile distinguerlo da un sito .edu in California da uno a Mine. I link d’ingresso al database sono specificati usando un tag di tipo dyn-link. Questo tipo di tag agevola la creazione di link fluttuanti e provvede al mantenimento delle informazioni in entrata del database attraverso URL. Questo stato d’informazioni sono descritte nella sezione successiva. Il supporto multilingua e definito con il tag , che fa parte dell’HTML+. Questo tag serve per garantire il layout specifico. Nei nostri server, comunque, lo usiamo per filtrare la lingua in uso per i testi e l’audio.

Aggiungendo uno stato al WWW

Dobbiamo passare intorno ad un gran numero di stati per giungere alla rappresentazione che ha il lettore dell’ipertesto, comunque HTTP è definito come un meccanismo senza stato per il trasferimento degli ipertesti. Un modo per risorvere il problema è di includere lo stato come parte del URL associata per ogni collegamento. Comunque questa non è un’ottima soluzione al problema del mantenimento dello stato, finché lo stato di una sessione potrà diventare arbitrariamente complessa con l’inclusione di campi Guard, noi dovremmo utilizzarla in queste situazioni: con campi di autenticazione utente e password. Una volta che un utente è autenticato, può accedere ai al pannello comandi. Inoltre, ciò ci consente di tracciare la paternità di collegamenti e nodi. La bandwidth preferita. Qui è dove immagazziniamo le informazioni circa il modo di mostrare le immagini, l’audio e il video. La lingua preferita. Facciamo girare la lingua preferita dall’utente per i file audio e video. Lo stato dell’interfaccia utente. Ci sono un numero differente di interfaccie che possono essere aperte o chiuse a tempo dato, e vorremmo mantenere questo stato tra i nodi. Queste interfaccie sono descritte dettagliatamente nella sezione seguente. Supporto per campi Guard. Comunque non usiamo ancora campi Guard, abbiamo importato le informazioni riempiendo i campi Guard nei nodi individuali dallo Storyspace. Questa potrebbe essere un’agevolazione che potremmo aggiungere alle informazioni di stato che immagazziniamo, come se importassimo documenti che fanno un uso estensivo di Guard.

Utensili basati sull’idea del form per authoring

Molti viewer per Internet consentono l’uso dei Form, che fanno in modo di entrare l’interfaccia utente nel contenuto ipermediale. Comunque il cliente comunica con semplice interazione, come menu di pop-up, il server WWW è responsabile dell’aggiornamento dei dati presi dal form. Abbiamo aggiunto al MOO utensili sull’idea del form per come interfaccia di authoring. Questi includono: la possibilità di modificare i dati prestabiliti del media, come il livello di dettaglio nelle immagini o la lingua per il testo l’audio o il video. Mostrando le informazioni sull’autore delle modifiche e dell’originale creatore del testo. Mostrare i commenti e aggiungerli al testo. Modificando i nodi che il testo possiede. Le prime tre interfacce sono disponibili a tutti i lettori dei testi. Solo gli utenti registrati hanno la possibilità di aggiungere collegamenti al testo. Per il momento, un utente può modificare solo i testi che possiede.

Punti sicurezza

In ogni caso i sistemi di sicurezza per l’autenticazione utenti sul WWW si stanno sviluppando, per il momento consentono autenticazioni solo per un singolo documento, a causa della natura senza stato del protocollo. Dal momento in cui noi volevamo che il lettore ogni volta inserisse i propri codici di autenticazione, abbiamo aggiunto una chiave di accesso allo stato in modo di trasmetterlo alla URL. Per il momento, queste consiste nel nome dell’utente( dato unico nel database) e una versione non criptata della password. Noi crediamo che il fare questa password non criptata è un punto valido solo per un termine breve, tipo un giorno, in modo che ogni utente non possa interpretarne un altro per più di un giorno. Ad ogni modo, questo potrebbe causare problemi con Mosaic e con gli utenti stessi, quindi non lo abbiamo usato. Stiamo valutando la possibilità di utilizzare una chiave pubblica cryptosystem per provvedere ad un’interfaccia più sicura. Sicuramente, la possibilità di un utente di impersonarne un altro sarà più difficile, limitandolo alle possibilità di edit solo di quel utente.

Applicazioni

L’hotel ipertestuale fu iniziato da Robert Coover per il suo Workshop sui racconti ipertestuali nel 1991 alla Brown University, utilizzando Intermedia, e portato su Storyspace nel 1993. Abbiamo inserito questo storico testo ipertestuale nel sistema, dove ha continuato ad essere modificato, continuato dagli studenti, comunque la versione venne introdotta integra. Inoltre, altre non appartenenti all Brown hanno modificato il testo e l’hanno incorporato con gli altri, apparteneti da aree più recenti del nostro sistema. WAXweb è una versione ipermediale del film di David Blair, WAX o la scoperta della televisione fra le api. Questo film è stato il primo film indipendente fatto usando un sistema non lineare, ed è stato anche il primo film ad entrare nel mbone di Internet. David Blair inizialmente voleva mettere il testo del film sul MOO per farne un lavoro collaborativo con 25 scrittori, registi e teorici di tutto il mondo che potevano aggiungere ipertesti correlati col testo del film. Il progetto, che è stato premiato come parte del The Edge at SIGGRAPH, comprende lo scritto del film, di circa 600 pagine di pagine di materiale supplementare, 2000 fermi immagine (uno per ogni inquadratura nel film), 600 video MPEG, e tutto l’audio in inglese , tedesco, francese, tedesco, e giapponese. Questo lavoro è stato la linea guida all’introduzione di documenti ipermediali al sistema. Hi-pitched Voices, un ipertesto collaborativo fatto da donne, è stato la parte più prolifica del ipertesto MOO. Questo gruppo è stato fondato da Carolyn Guyer, autore del racconto ipertestuale Quibbling, per indagare il modo di scrivere delle donne sul web. John Unsworth, editore del giornale Post-Modern culture, ha iniziato ad usare una versione del nostro software per organizzare al meglio i documenti inviati al giornale. Un altro gruppo, RethNet, ha rcentemente usato Hupertext MOO per gestire un giornale elettronico di tecnologia e retorica. In oltre questo gruppo possiede un pannello on line, come parte elettronica della Computer and Writing conference.

WAXweb

WAXweb è stato un’applicazione molto importante per lo sviluppo del WWW e per i tool di authoring, questa sezione si occupa di mostrare a grandi linee la sua struttura e gli obbiettivi artistici. La composizione dei media che compongono WAX dipende da un paradigma che può essere spiegato così: �?niente nello stesso ordine, niente nello stesso tempo�?. Il film non ha dialoghi, ma ha un narratore interno che spiega con voce over, un fatto collegato all’ipertesto, e il bisogno per l’assemblaggio da parte del pubblico, lo fa essere un naturale degno retrò in un ipertesto costruttivo. WAXweb è iniziato come un esperimento nel campo del hypermedia authoring, cercando di eliminare la base del tempo dal film, e aumentando il numero di indici. La costruzione del lavoro iniziò sviluppando una base di 600 nodi, che corrispondono ad ogni parlato del monologo del film. In ogni nodo, ad accompagnare il testo del monologo c’è il video MPEG e l’audio della scena. Inoltre , ogni nodo contiene fermi immagine che figurano ogni scena usata nel video per il rispettivo nodo, ognuna con il commento del regista. Abbiamo inoltre provveduto ad aggiungere ogni testo e video nelle seguenti lingue: inglese, francese, tedesco e giapponese.

Il piano di base ha una struttura di indici piuttosto grossa:

  • La via, che connette ogni nodo con il successivo nel film.
  • Una struttura ad albero, che stabilisce ogni nodo nella sua posizione nella scena gerarchicamente.
  • Una mappa di fermi immagine. Cliccandoci si aprono finestre che si collegano ad altre immagini simili presento nel film.
  • La linea tematica testuale. Il testo del film è pieno di link di parole collegate al tema del film, ad esempio la linea attraverso la parola “oscurità�?
  • Un indice random, che consiste di una pagina piena di “X�?, ognuna della quali collegata ad un punto di partenza random del film.

Attraverso una combinazione di queste tecniche di navigazione, cerchiamo di far capire all’utente l’idea che sta dietro WAX. Successivamente chi ha visto il film ha reagito positivamente all’ipertesto WAX.

Progetti per il futuro

Abbiamo intenzione di pubblicare una versione documentata del software in futuro, con nodi ben definiti e con funzioni più potenti per workgroup. Stiamo pianificando di supportare progetti hypermedia addizionali, e stiamo cercando artisti e critici che abbiano intenzione di esplorare le loro idee di struttura hypermedia utilizzando un sistema collaborativo in rete. Stiamo partecipando nell’aggiunta di supporti per l’emergente VRML (Virtual Reality Modeling Language), in modo da supportare una versione 3D di WAXweb; come prima cosa abbiamo intenzione di usare i modelli 3D che abbiamo sviluppato durante la creazione di WAXweb. Ci piacerebbe provvedere all’integrazione di un interfaccia capace di combinare i sistemi, possibilmente un’interfaccia sullo stile di Mosaic con un flusso stream di dati. Altri gruppi stanno sviluppando altri accessori.

Altri sbocchi che ci piacerebbe esplorare con un nuovo sistema sono:

  • Database distribuiti di hypermedia. Al momento, l’architettura del MOO non consente mirror site dello stesso database.
  • La possibilità di bilanciare. Ogni sistema collaborativo globale dovrebbe essere in grado di supportare migliaia o milioni di utenti simultanei. Distribuendo il database potrebbe aiutare a risolvere questo problema.
  • Garanzia dell’indice dei media distribuiti. Ciò ci consentirebbe di immagazzinare separatamente i video e l’audio sincronizzati in molte lingue, e assicurarci che ci sia un rapido e consistente flusso all’utente.
  • Attributi collaborativi aggiuntivi. Ci piacerebbe supportare il real time audio, video, e l’attività su whiteboard negli spazzi colaborativi. Molti dei correnti mbone tools proverebbero l’utilità di questo sistema, e lavorare in quest’area è in corso di prova nel sistema Jupiter.

Conclusioni

Il prototipo del sistema CSCW, descritto in queste pagine fornisce un’interessante direzione per i lavori nei sistemi hypermedia in rete. In particolare, il lavoro necessita ancora di essere fatto con una rapida interazione e con un tempo decisivo di visualizzazione dei contenuti multimediali

Riconoscimenti

Vorremmo ringraziare certe persone che ci hanno aiutato nella creazione di questo progetto. Anna Youssefi Melynda Barnhart hanno lavorato nella struttura del contenuto. Andries van Dam e la Brown University Graphics Group hanno procurato l’equipaggiamento, con Stephen C. Dollins e Daniel C. Robbins hanno fornito aiuto. John Unsworth e l’ Institute for Advanced Technology in the Humanities hanno dato il supporto tecnico. Mark Bernstein of Eastgate Systems ha fornito il software Storyspace e il codice. Ci piacerebbe ringraziare qualcuno dei primi scrittori nel nostro sistema, Kathryn Cramer, Carolyn Guyer, Florence Ormezzano, Bob Arellano, e Michael Joyce

Bibliografia

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Writing", in proceedings of Hypertext '97, November 1987, pp 41-50.

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  • [RAGG94] David Raggett, "A Review of the HTML+ Document Format", preliminary proceedings, First International Conference on the World-Wide Web, 94.

Biografie

Tom Meyer

Tom Meyer è un ricercatore alla Brown University Graphics Group, lavora per Andries van Dam. La sua ricerca include interfaccia utente 3D, interfaccie di realtà virtuale per le visualizzazioni scientifiche, e la distribuzione su larga scala di sistemi hypermedia. La sua tesi di laurea non è ancora terminata è intitolata" Time Critical Techniques for Scientific Visualization in Virtual Environments."

David Blair

David Blair è un regista meglio conosciuto per il suo lavoro WAX or the discovery of television among the bees. Lavora principalmente attraverso le tecniche narrative per immagini, e attualmente sta lavorando per il suo nuovo film “Ebrei nello spazio�?.

Suzanne Hader

Sono una non ancora laureata alla Brown University studio Computer Science e inglese. Dal momento in cui mi sono interessata alla computer graphics e all’animazione, sto frequentando corsi sulle arti visive. Oltre al progetto WAXweb, sto partecipando ad un progetto di gruppo di studio indipendente, "The Design of Interactive Electronic Media. Il nostro interesse è quello di analizzare, progettare e creare nuovi sistemi che abbiano il vantaggio della interatività e della costruzione non lineare. Esamineremo molte cose incluso le visualizzazioni scientifiche, gli ipertesti, la realtà virtuale e le illustrazioni grafiche interattive