Utente:Matteo gradi

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Genere o movimento artistico: Body art

Personaggi o Gruppi: Acconci Vito, Nauman Bruce, gli artisti del Aktionismus Wiener (Brus Günter, Nitsch Hermann, Rainer Arnulf, Schwarzkogler Rudolf), Clark Lygia, Gilbert & George, Pane Gina, Lüthi Urs, [[Marina Abramovi�?|Abramovi�? Marina]], Ontani Luigi, Sherman Cindy, Stelarc, Orlan.

Luogo: Corrente artistica internazionale sviluppatasi intorno la metà degli anni Sessanta in America e in Europa.

Storia: La body art si sviluppa intorno alla metà degli anni Sessanta sulla scia degli happening e in un contesto culturale connotato da una particolare attenzione al tema della corporeità (la pratica teatrale del Living Theatre e Grotowski Jerzy, la musica di Cage John, la danza di Cunningham Merce, gli esperimenti Fluxus), ma con antecedenti in ambito dadaista (Duchamp Marcel, Picabia Francis), surrealista (Oppenheim Meret), neodadaista (Klein Yves, Manzoni Piero). Già nell’attività di Klein Yves, verso la metà degli anni cinquanta, si possono rintracciare quelle azioni artistiche, delle vere e proprie esibizioni pubbliche durante il quale l’artista usava l’impronta del corpo umano sulla tela per realizzare le note antropometrie. Altri antecedenti della body art vengono rintracciati in parte dell’attività pittorica di Schiele Egon, specie negli autoritratti, mentre alcuni indicano degli antecedenti a culti e riti orientali: la sostanziale differenza che il bodyartista dal danzatore tribale è l’autonomia, l’individualizzazione delle operazioni attuali rispetto a quelle del passato, quasi sempre comunitarie.

Poetica: La body art si caratterizza per irripetibilità dell’evento e l’impiego del corpo come principale mezzo d’espressione. Nella negazione completa dei mezzi espressivi già collaudati, rifiutati perchè divenuti sterilmente incapaci di rappresentare le esigenze contemporanee, l'artista si rivolge allo strumento espressivo più elementare ed essenziale, il corpo umano, spesso il proprio, compiendo una inscindibile identificazione tra artista e prodotto artistico, sulla via della ricerca della propria identità di essere umano sia fisica che spirituale. L’artista dunque si impegna in azioni, spesso difficoltose ed estreme, che sfruttano tutte le potenzialità espressive del corpo sottoponendolo a crudeltà per lo più di tipo sadomasochistico o a prove di resistenza, o ancora valorizzandone le capacità mimetiche con travestimenti. In una performance che non si ripete mai assolutamente identica, un attore-esecutore, inseguendo la realtà nel suo aspetto più specificamente attualistico, esibisce il proprio corpo teatralizzando un'esperienza fisica, abolendo categoricamente ogni barriera tra arte e vita, intesa anche come la vita quotidiana dello stesso artista, non senza una vena di ironia e sottile umorismo, seppure in termini più lievi e con un maggior gusto per la soluzione ad effetto, spesso provocando e mettendo in crisi il ruolo passivo dello spettatore. Nel tentativo di raggiungere anche quel pubblico che normalmente non frequenta i musei, spesso gli artisti di Body Art si esibiscono nei luoghi più inusuali, un negozio, un ufficio, la strada, senza alcuna regola. Il corpo dell'artista simboleggia e sintetizza l'arte secondo il sillogismo arte/vita, arte/uomo, conferendo all'artista le proprietà divinatorie di un eletto, che non ha bisogno di creare in quanto intrinsecamente dotato esso stesso di qualità artistica.

Opere: Solitamente le opere dei bodyartisti sono documentate da fotografie, video e registrazioni audio, ma anche testi, schizzi preparatori, note autografe, ecc. La durata della performance (pubblica o privata) non è solita a limiti temporali, ma corrisponde con la capacità di resistenza dell’esecutore. Tra gli artisti che hanno provocato maggior interesse citiamo, Nitsch Hermann, con il suo teatro delle orge e dei misteri, che consiste in performances simili a riti a metà fra il satanico e l'orgiastico in cui egli, in presenza di un fitto pubblico finge di sacrificare animali squartandoli davanti a tutti e facendo colare interiora e materia sanguinolenta su esseri umani vivi che si fingono vittime dei suoi sacrifici. Tutto questo è accompagnato da una musica non ben definita ma che sicuramente riesce a creare una atmosfera allucinante. Un altro personaggio alquanto interessante è Acconci vito, italo-americano, il cui scopo è il continuo bisogno di comunicare attraverso un linguaggio tutto suo, col corpo. Per capire i suoi gesti bisogna conoscere i titoli delle sue esibizioni o performances: in sfregando un pezzo egli si è seduto ad un ristorante ed ha cominciato a grattarsi un braccio fino a farlo sanguinare; in opening si è strappato tutti i peli attorno all'ombelico per fare un po' di spazio; in altre performance si mostra completamente nudo nascondendo gli attributi in mezzo alle gambe. Pane Gina invece è famosa per le azioni con le quali aveva scelto di rischiare la propria vita ogni qualvolta che si esibiva; ad esempio quella in cui si tagliava con una lametta varie parti del corpo, come l'orecchio o la lingua, o le mani. In azione sentimentale, del 1973, ella si piantava spine di rose nelle braccia per esprimere l'angoscia di un rapporto d'amore doloroso. [[Marina Abramovi�?|Abramovi�? Marina]] nel 1977 insieme al compagno Ulay realizza Imponderabilia, dove i due artisti si dispongono nudi, all’entrata di una galleria, costringendo il visitatore ad insinuarsi fra i due corpi.

Correlazioni: Happening, Fluxus, performance, videoart, fotografia. In tempi più recenti, il termine body art è stato allargato (secondo alcuni in maniera non del tutto calzante) alle moderne tecniche di tatuaggio e di piercing, specialmente intraprese come semplici ornamenti del viso e del torace.

Bibliografia: Renato Barilli, Informale oggetto comportamento, Feltrinelli

Jean Clair, Identità e alterità, Catalogo mostra biennale di Venezia 1995, Marsilio

Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte di oggi, Feltrinelli

Lea Vergine, Il corpo come linguaggio, Skira

Lara Vinca Masini, Arte del novecento, Giunti

Webliografia: