VEAG

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Personaggio o Gruppo: VEAG Biografia:

Sito web: Poetica: La sede principale di Vereinigte Energiewerke AG (gruppo di artisti slavi impiantati in Germania), che aprì nel 1999, si trova sulla trafficata Chausseestraße, nel distretto principale di Berlino. Pedoni, automobili e tram circolano di fronte alla facciata formata da 18 finestre programmate per essere opache durante la notte al fine di mostrare le immagini di 18 video proiettori. L’architettura di questa facciata è molto inusuale nel senso che l’immagine si estende sopra un’area estesa che non sarebbe altrimenti possibile utilizzare. Negli ultimi mesi del 1998, 11 artisti europei furono invitati a sviluppare idee per la facciata. Il primo progetto venne completato nel 1999 e le creazioni furono presentate in una esibizione. Questo gruppo di artisti slavi basa la propria opera sulla nozione di energia: sia quella prodotta, controllata ed usata dall’uomo, sia quella che può essere intesa come potenziale creativo umano. Per illustrare questo concetto sono usati anche degli elementi complementari: uomo/macchina, bianco/nero, testi/immagini. Funzioni orizzontali (animazioni grafiche) e verticali (una bocca che forma le lettere dell’alfabeto) compongono delle parti visuali separate, ma producono anche una composizione sincronizzata, dinamica e ritmica. Il principio minimale e l’estetica semplice pongono “energia�?’ in marcato contrasto con gli effetti ultra-tecnologici delle produzioni video tradizionali.

5 finestre verticali e 13 orizzontali (oppure dei segmenti di muro) articolano e compongono una forma ad L. l’idea alla base della facciata mediale della VEAG è che gli impulsi ritmici ed ottici dovrebbero muoversi lungo questa forma con un movimento che vada dall’alto verso il basso o da destra a sinistra. Le singole immagini si muovono come onde da finestra a finestra ad intervalli. Lo sfondo inizialmente è nero, per passare poi ad un rosso sempre più acceso e carico di energia. Prima di raggiungere la finestra accanto le singole sfere danno l’impressione di sprigionare la loro energia di luce. Successive ondate di energia portano queste “palle di fuoco�? ad una colorazione blu; per essere poi trasformate in apparenti masse di metallo che assumono nuove forme ad ogni successiva ondata. Nuove composizioni di luce si succedono periodicamente in una sequenza lineare che ruota anche intorno al suo asse. Ma le singole fasi del movimento sono trattenute leggermente anche da ogni finestra. A questi loop visuali va aggiunto anche un altro elemento importante quale quello della pulsazione ritmica: finché l’immagine non ha raggiunto la sua conformazione completa è attiva una sorta di risonanza che porta successivamente l’energia al suo minimo per poi spegnersi. L’immagine sparisce, così che si può di nuovo sviluppare un atto creativo dal niente. Questo gruppo rientra quindi a pieno titolo in quel novero di artisti che utilizzano esteticamente le nuove possibilità dei media digitali. In questo caso come con le opere di Rafael Lozano Hemmer (vedi Vectorial Elevation) e con quelle del Chaos Computer Club (vedi l’ultima Arcade) i nuovi mezzi tecnologici audio-visuali sono utilizzati e piegati per formare in open-spaces e ambienti pubblici un’interazione tra architettura urbana (piazze, palazzi, edifici abbandonati) ed arte (proiezioni di luce, installazioni e proiezioni di video). L’intento di questi gruppi tra cui la VEAG è ri-titolare e re-mediare la dimensione della città post-moderna attraverso l’uso combinato di video-arte e sculture mediali audio-visuali. In questo modo l’arte si distacca dalla sua visione classica uni-dimensionale (la pittura, la scultura ecc.. che vivono ognuna di vita propria) per divenire attraverso i nuovi media il luogo d’incontro di tutti i sensi umani. Visivo, tattile, sonoro sono termini che d’ora in poi s’intersecheranno sempre più nella produzione di opere ed ambienti artistici d’avanguardia.


Opere: Bibliografia: Webliografia: